giovedì 27 settembre 2012

la stanza di Cinzia


La mia tana

di
Cinzia


Vuoi vedere la mia casa?
Ti avverto, non è niente di speciale, ti pregherei di usare solo un accorgimento prima di entrare: rimanere in silenzio mentre ti accompagno perché preferisco il rumore del tuo sguardo, più efficace di ogni parola.




L’atrio è piccolo e caotico, sa di passi rincorsi e di pacchi appoggiati, ma non è anonimo, denota entusiasmo ed i fogli sparsi sono appunti importanti che un giorno sistemerò sulla vetrata in un patchwork di parole.
Vieni ora, saliamo, al primo piano ci sono tre stanze.
Le porte sono spalancate e da ognuna fuoriesce un fascio di luce colorato.
Quella verde è la stanza che ancora non conosco, è il futuro che mi aspetta, le speranze che ripongo dentro tubi di cartone come progetti in allestimento.
Hai visto, sembra quel museo francese, “Pompidou”, condotti ad incastro che formano una gigantesca scultura contemporanea; in fondo, i sogni hanno una propria insospettabile consistenza e sono il viadotto verso la realtà.
Vicino, c’è la stanza color seppia con fasci di non luce a tratti, c’è molta confusione, non farci caso, non riesco mai a riordinare lì dentro perché tutte le mie delusioni le scaravento in essa senza alcun ritegno e rimango sempre sulla soglia per accertarmi che in qualche loro modo autonomo si accatastino.
Più a destra puoi vedere una luminosissima stanza gialla che vibra di energia propria: è la mia preferita, ci custodisco le mie idee, le mie intuizioni, i miei colpi di genio, tutta la mia creatività ancora in embrione, racchiusa dentro sfere trasparenti e fluttuanti.
Vieni ora, saliamo al piano superiore.
C’è solo una stanza ma tiene tutto il piano, non ha porte, si entra semplicemente in essa.
Ha ogni sfumatura di colore che va dal rosa al rosso india: è la mia stanza dell’amore!
Che bellezza qui dentro, non trovi?
Libri da ogni parte e lettere interminabili, ricordi folli ed esperienze memorabili.
Qui, ci tengo il mio animale libero di muoversi a suo piacimento, senza guinzaglio, felice di esistere.
Il pavimento è cosparso di brace calda ed ogni volta che decido di smuoverla è un incendio spaventoso, quasi mai devastante.
Seguimi ancora, su, per questa scala a chiocciola, non è molto agevole ma con un po’ di attenzione arriveremo all’ultimo piano.
Ecco, queste sono stanze chiuse a chiave, te le posso solo raccontare.
Questa, dal portone medievale e tre catenacci chiusi con lucchetto arrugginito, è la peggiore.
E’ completamente buio all’interno e ristagna una sofferenza muta; c’è solo un enorme scatolone, nel quale ho ordinato con molta cura ricordi di una persona che ho molto amata e persa.
Una vita di momenti sereni e stupendi dal profumo fruttato, mescolati a strazio, rassegnazione ed impotenza durante gli ultimi mesi della sua esistenza.
Accanto a questa, c’è un’altra porta a forma di domanda, è fatta di carta crespa e cemento, insondabile.
Ci tengo due anime unite che hanno voluto rimanere tali sapendo essere lievi ed eteree, dentro di me, come il loro svanire.
E’ una stanza color avorio senza finestre, la luminosità è generata da quel piccolo totem, al centro, che ho scolpito accuratamente negli anni, traendo da esso, più volte, la mia forza interiore.
Nient’altro intorno, solo domande.
Eccoci all’ultima stanza: la porta è di gomma senza nessuna apertura, si può entrare unicamente con la forza del pensiero.
L’interno possiede ogni sfumatura ed intensità di colore esistente.
Rappresenta un dono segreto concessomi ed ogni volta che mi rifugio in essa la mia vita si trasforma in un’esplosione di energia.
Non ci sono oggetti al suo interno, è tutto al suo posto senza esserci e ti assicuro che la cosa più intrigante è l’estro che ogni angolo sprigiona.
Non ha tempo né spazio e rappresenta il mio mondo migliore incontrato per caso.
Questa è la mia casa, forse più una “tana”, mi spiace ma non ho una cucina per offrirti un caffè, vieni, scendiamo al bar della piazzetta, sono certa che ora avrai bisogno di respirare un po’ di REALTA’.


15 commenti:

  1. Per la leggerezza, la semplcità e la solarità del linguaggio, il tuo racconto mi ha ricordato la casa di Sergio Endrigo, quella in via dei matti al numero zero.
    Era una casa molto carina
    Senza soffitto senza cucina
    Non si poteva entrarcdi dentro
    Perchè non c'era il pavimento
    Non si poteva andare a letto
    Perchè in quella casa non c'era il tetto
    Non si poteva fare la pipì
    Perchè non c'era vasino lì

    Ma era bella, bella davvero
    In via dei matti numero zero

    In entrambe le case, le finestre si spalancano sull'anima. La vista è quanto mai suggestiva.
    Piacere di averti qui con noi.
    Ciao Franco

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    1. Ciao Franco,

      certo che presentare il mio racconto introdotto dalla 'stanza di Vincent ad Arles' è molto più che un onore per me, tanto più che Van Gogh è il mio artista preferito: bellissimo, ti ringrazio.

      Bella poi l'associazione di idee con la casa di Sergio Endrigo, mi ci ritrovo molto; siamo tutti un pò matti anche se facciamo di tutto per nasconderlo.

      Con grande stima.

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  2. Mai racconto fu più appropriato di questo a casa di Frame;-)
    Ciao Cinzia e finalmente assisto al tuo esordio qui, in questo luogo speciale! Il tuo racconto, che ricordavo a tratti, è per me una piccola perla. Ricordavo che mi aveva colpita e rileggerlo dopo qualche anno mi ha conquistata nuovamente, direi che mi ha incollata al pc.
    Prima di tutto è scritto nel modo che piace a me, una scrittura scorrevole, lineare, corretta, pulita, elegante, mai banale o scontata, mai elementare nella sua amabile semplicità.
    La tua tana, poi, è piena di sorprese e simboli che hai creati pieni di fascino e molto efficaci! I colori, le porte, le chiavi, i lucchetti, l'atmosfera di ogni stanza: un incanto.
    Insomma, cara amica: per me è perfetto.Voto 10. E non è perché..."ti adoro smisuratamente" ;-)
    Ciao Pleiadiana;-) al prossimo cappuccino e brioche;-)
    P.S. Ah, avviso ai naviganti: l'ho portata io! L'ho portata io! ;-)

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    1. Carissima Stefania,
      sono contenta che ti sia piaciuto il mio scritto, ti ringrazio pubblicamente per avermi invitata nella casa di Franco, ci rimango più che volentieri, sono sicura che sarà piacevole confrontare i diversi punti di vista per imparare da ognuno qualcosa.
      Un abbraccio sincero alla mia scrittrice preferita.

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  3. Di una delicatezza squisita questo racconto.
    Tutte le stanze sono descritte in maniera efficace, tese a rendere un'atmosfera colma di significati.
    "i sogni hanno una propria insospettabile consistenza e sono il viadotto verso la realtà".
    Un augurio per una vita colorata di sogni.
    Anch'io sono felice di ritrovarti qui, e per il voto: il massimo con lode.
    Ciao.

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    1. Ciao Serenella,

      è bello incontrarti ancora, ti ricordo come una persona carica di positività, molto spontanea; mi fa piacere sapere che il mio racconto ti sia piaciuto, grazie per essere passata a salutarmi.

      A presto.

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  4. Sì, una delizia. Commistione di simboli, colori, energie.
    Una cucina spaziosa, magari tutta gialla (come quella della casa di Monet), ci sarebbe stata ottimamente in questa dimora. Il caffè è sacrosanto...

    Daniela

    P.S. Per Stefy: tra i tuoi tanti mestieri ci metterei anche quello di talent. Che ne dici? Potresti farci un sacco di soldi.
    Baci

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    1. Grazie, Dany;-) dillo al Frame che mi sottovaluta sempre;-) e gli ho portato fior di scrittori e di commentatori (cosa che ha la sua bella importanza;-)...)

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    2. Oddio! Non cominciamo neh... che tanto non mi scucite nemmeno un euro dalle tasche. E poi vorrei sapere che metodi usa la Covalle per l'arruolamento. Ma che fa li minaccia?, Li tortura? Oppure gli parla di me... e dice quanto sono bravo... e di quanto sono buono... e se poi scoprono che non è vero niente e sono un tipaccio?
      Adesso mi scuso con Cinzia per aver abusato di questo spazio... Per fortuna non siamo dove dico io io, qui il regolamento è più elastico e l'unica regola che mi sento di sottoscrivere, è quella dettata dal buon senso.

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    3. Cinzia è talmente ospitale che ci prepara anche il caffè, visto che siamo nella sua stanza; lo va a prendere in piazzetta:-)))
      Per l'arruolamento uso il mio charme;-) ahahah:-))) Che sei un tipaccio non glielo dico, tanto lo scorbutico lo fai solo con me;-) Scherzo neh:-)

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    4. Buongiorno a tutti!!!

      Vi ringrazio per l'accoglienza e per le bellissime parole che mi avete ragalato, sono veramente felice di essere qui, prenderò confidenza con tutti gli angoli della casa lasciando pensieri improvvisati, ma sentiti, ovunque.
      ...per il caffè ho risolto!!!...ora ho messo nella mia stanza una macchina da caffè espresso...la porta è aperta!
      In futuro, non preoccupatevi a farmi commenti negativi, sono importanti se costruttivi...resta inteso che il caffè lo offro ugualmente.
      Mi piace stare qui, ispira ottimismo e calma, complimenti.

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  5. un piacere leggerti, benvenuta. Un buon esordio. (non credo ci conosciamo...io sono la più buona, qui dentro)

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    1. Ciao PattiS,

      invece, io credo di conoscerti un pò, ricordo di aver letto qualcosa di te al club e ricordo anche di aver trovato diverse affinità con quello che scrivevi e con quello che pensavi nei commenti.
      E' un piacere ritrovarti e convivere insieme in questa casa che sembra davvero l'isola che non c'è.

      Grazie per il tuo saluto.

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  6. Ecco,ti Leggo e faccio conoscenza con la tua stanza,con i tuoi mobili,con il tuo raccontare.Vieni da un club,io non conosco,se ci dirai altro di te,ne saremo felici.Ciao Ippolita

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  7. La leggo stamane , la tua stanza , e la trovo deliziosa...il caffè si sarà raffredato , ma l'aroma mi giunge ancora tutto.

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