martedì 18 settembre 2012

La stanza di Costanza


Poesie di
Costanza Pocechini





APPUNTI DI STAGIONE

L’ombra,
sul primo tratto della via Bovillea
ha finito le ferie e ha fatto le valige,
gli ulivi al sole settembrino
finalmente sono felici:
i rami ad un palmo del tronco dondolano,
spavalde le drupe riappaiono
e le foglie vantano la schiena d’argento.
Di fronte,
la collinetta bardata di viti,
sta subendo lo spoglio,
prima donna è stata da mesi,
ora lascia lo scenario,
un applauso glorioso l’aspetta,
dopo che nelle botti l’uva canta
il rigoglìo della fermentazione,
il primo succo sarà vino novello,
i raspi snocciolati, bollono nei calderoni
e il decanto sarà grappa, focacce dei resti.

È LAVORIO DI NOVELLA COMMEDIA

I giorni
non passano  tanto per passare,
della vita sono veste e fodero,
testimoni in-influenti della nostra
e di tutto il creato, 
col tempo la cadenzano
come da canovaccio,
senza mettere bocca.

Non c’è mutamento d’origine,
il caos non è idea di rivoluzioni,
è l’esecuto d’uno spartito
d’un ligio maestro d’orchestra,
non esistono note da stonare,
sono gli esecutori a farle,
sfrontati sedicenti geniali.

La mostruosità è figlia dell’uomo.




APPUNTI DI STRAPUNTI

No, questa volta non capisco
se dell’arciere punti la freccia
ma l’arco è in balia di orche ,
che giocano all’hula hoop.

Lo vedi quel trafilo a fior di monte,
è sfumo di cirri abortiti,
negli appezzi seccati
le bestiole ruminano pietre.

Immaginami…
non ho anfratti dell’anima traviata,
abbevero del colibrì il beccuccio,
in verità, non sono mai nata.

Un po’ di freddo
ed ho infilato un giacchino di lana,
adesso sudo e odoro di te,
senza averti mai indossato.

Allappa l’aria di pioggia acida,
gocciolio è di mosto a terra,
inforno col pensiero
pizza e vruoccoli scaurati*.

 (*broccoli lessati)



PRELUDIO A DUE MANI

Passione fu sulle rive d’un lago, e poi amore fra le nevi.

La voglia è d’andare per i campi
ancora alla cerca dell’erba novella
e portare alla bocca un germoglio,
pacioso è l’invito a vagare fra i vitigni,

miti gli aliti, vaporose le poche nuvole
che in cielo si stanno abbracciando
appena brumose,
ma, gocce già mi sfiorano.

Sarà un temporale,
sarà trovare un rifugio
sarà provare un’ansia gioiosa
d’un lampo e d’un rombo
come da bambini.

E al primo guizzo lucente,
quasi un riflesso di palpebra,
t’ho avvertito accanto,
l’immensa ala avvolgermi
vibrare nuovamente, premesse di spasimi.

No, non fuggo,
m’aggrappo al tuo corpo bruciante, ma,
che non sia ancora un ritorno e un andare
dal buio della passione alla fragranza dell’amore:
che non siano le tue pupille ingannevoli,
ora sono opali ferrigne
senza bagliori,
che sia mio il primo tocco d’amore.

Non è un malessere a farci incontrare,
questa volta non socchiudo gli occhi,
suoniamo fino in fondo l’arpeggio divino:
sia anche mio il tuo tormento.



9 commenti:

  1. Io non so parlar di poesia, ti segnalo solo i versi che più mi hanno colpito, anche se avrei voluto riscriverle qui sotto tutte da capo.
    Ciao

    Di fronte,
    la collinetta bardata di viti,
    sta subendo lo spoglio,
    prima donna è stata da mesi,
    ora lascia lo scenario,


    Allappa l’aria di pioggia acida,
    gocciolio è di mosto a terra,
    inforno col pensiero
    pizza e vruoccoli scaurati*.

    (*broccoli lessati)

    miti gli aliti, vaporose le poche nuvole
    che in cielo si stanno abbracciando
    appena brumose,
    ma, gocce già mi sfiorano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Franco, non sai parlare di poesia?
      Ma la pubblichi, anche nei racconti l'avverto presente.
      Ciao... ah, sei grande.



      costanza pocechini

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  2. Mi piacciono diverse parole e come le usi. Ciao! Patti

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    1. Posso confessarti che prima le parole le rumino per un po', scrivo quasi sempre all'alba e per un giorno, minimo, le lascio decantare, come faceva mia nonna, lessando le verdure in una tegamella di coccio e poi appena si alzava beveva un po' di quell'acqua.
      Grazie, mi hai fatto ricordare una "grande" cosa e persona, come nonna Lucia.

      costanza pocechini

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  3. Che belle vendemmie...
    Che bello vendemmiare poesie ed insieme grappoli di uva.
    Avevamo un vigneto meraviglioso fino agli anni settanta,poi una politica dissennata ci incitò a tagliare
    Zibibbo e malvasia gaglioppo e terracina
    e tutto va
    Ippolita

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    1. Ippolita, macchè dici... Io sono astemia,ma, mon dieu, ammazzare la natura
      che ci dimostra amore sempre, in qualunque forma.
      Io, nel mio giardino-terrazzo, ho un angolo ad orto: nei vasi di terracotta, stile toscano, pianto anche i pomodori "cuore di bue"...
      Ciao, grazie della tua presenza.


      (ehm... scusa, sono un po'... fuori casa, ma tonno-tonno!)


      costanza pocechini

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  4. E' vero, le tue parole sanno creare suggestioni; visioni che balenano per poi perdersi quasi fumose.
    Trovo che il nostro padrone di casa abbia saputo scegliere i versi: per lo meno sono gli stessi che mi hanno particolarmente colpito.
    Serenella

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    1. Grazie Serenella, sei sempre generosa con me.
      Io scrivo molto d'istinto e, come rispondevo ad un altro clommento, lo faccio decantare. Devo sentirlo spontaneo.
      A presto.

      costanza pocechini

      (il nostro padron di casa è ujn buongustaio?
      anche noi a sceglierlo.... ahahahah)



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  5. Anche tu astemia come me,ormai non mi meraviglio più,gemella.Ciao Ippolita

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