lunedì 17 settembre 2012

La stanza di Ippolita

Ippolita Luzzo


La nutella 

Una vita da bonobi



La nutella  

Mi sono spalmata sui suoi racconti come la nutella sulle fette grosse di pane casareccio, il pane e nutella dell’infanzia di mia sorella, la nutella che il nonno comprava in grossi barattoli e divoravano, loro due, non io, a fine pasto, a merenda, a cena. D’un tratto erano già vuoti i contenitori, vuoti e perfettamente puliti, col cucchiaio, col coltello, a furia di leccate che mia sorella, golosa e grassoccia, continuava a dare fino alla trasparenza del vetro.


Mi sono intinta nei suoi racconti come il cornetto nel cappuccino, con la schiuma alta, al tavolino del mio amato bar Roma, un cornetto vuoto ma grondante, stillante il latte, la spuma, il sapore, il colore nocciola del caffè diluito, sparso nel latte bianco.
Mi sono spolverata di zucchero a velo ed ho imbiancato i suoi racconti come  si fa in pasticceria per esporre torte prelibate, ciambelle, castagnole, sfogliatelle, da comprare la domenica all’uscita della messa delle dieci, da portare a casa della mamma come un rito degli affetti.
Mi sono letta i suoi racconti avidamente, mangiandoli voracemente, aspettandoli, chiedendoli, ho dovuto pazientare, non si comprano in libreria, ma si possono acquistare solo se si ha il biglietto, un biglietto personale  guadagnato con la stima, con l’attesa, sì paziente, che abbiano certo un lieto fine.
Mi piacciono veramente? Ormai non lo so più, nell’impasto che io ho fatto non distinguo il mio dal suo, non sono più obiettiva, ma li sento tutti miei, io ne sono responsabile e vorrei portarli in giro, corretti, puliti, depurati, infiocchettati come bimbi piccolini con grembiule e zainetto.
Mi son dovuta arrendere, non sono io che scriverò, ma un uomo dispettoso, lui dice giocherellone,  io dico disturbato, che mi trasforma sempre il bene con il male, facendomi infuriare.
Mi sono arresa ai suoi processi mentali, alle sue bugie, alle sue impotenze, paranoie pure ma reali, se esistono!
Però continuo a borbottare, a protestare, a chiedere una ragione, un motivo, una consistenza in tanto orrore, giocoso, ma sempre errore ed orrore!
Ma non sono io l’autore, io sono solo una lettrice.
Balzac e la sua lettrice - Dicono che sia stato così.
Io l’ho solo immaginato.
Trascinando poi le mie letture fin sui tavoli del bar Roma.



Vita da bonobi     

I bonobi vivono sulla rive gauche  del fiume Congo, sulla destra vivono gli scimpanzé.
Gli scimpanzé sono aggressivi, conservatori, prepotenti, sono di destra.
I bonobi sono liberi, anticonvenzionali, anticonformisti, emancipati, sono di sinistra.
I bonobi hanno coniato la frase- facciamo l’amore non la guerra- e passano il tempo a trastullarsi, beati loro, senza frustrazioni, senza digiuni, in pace, hanno sconfitto l’aggressività con la  sessualità.
Sono molto simili e dissimili da noi. Noi non riusciamo ancora a trovare il filo conduttore dei nostri istinti, malgrado tanta filosofia, tanta cultura. Gli uomini proprio non riescono, i bonobi sì. Mai sentito di un bonobi chiamare lei troia, puttana, zoccola, mai. Mai sentito una lei bonobi chiamare lui cornuto, vigliacco, stronzo, mai. Hanno sconfitto l’aggressività. Noi, invece, continuiamo ad ondeggiare fra il vecchio e il nuovo, fra peccato e perversione,  fra istinto e repressione,  insulto e desiderio, sporcando irrimediabilmente una esigenza naturale.
La donna che fa è una grande troia, chi non fa una sessuofoba, una che se la tira. Mah! Alcune imitano le bonobi, e ondeggiano sugli alberi della comunicazione discinte, scomposte, offrendo il prodotto già pronto. Saranno felici, in pace? Chissà! Altre tentano una mediazione, uno status da moglie, un prodotto da salvaguardare. La terza via è più complessa, prescinde dal prodotto  e vorrebbe  veramente l’armonia fra sessi  bisognevoli uno dell’altro senza zoccole e cornuti. Ma noi, che non siamo fra i bonobi , noi siamo complicati, noi dobbiamo sedurre e poi dobbiamo abbandonare, noi non ci divertiamo se non facciamo un po’ soffrire, noi che conosciamo il bene e il male. Noi siamo e non siamo, non sappiamo neppure chi siamo, vogliamo e non vogliamo, però se lei ci sta è una puttana. Non so da che parte andare! Guardo solo da lontano! Guardo un mondo sofferente che si uccide per un gioco, che uccide per passione, per vendetta, per amore. Guardo un mondo senza pace, senza educazione, un mondo che non piace, guardo tutto impoverito, guardo e sogno  un altro giorno sulla nostra rive gauche, sulla riva del rispetto della nostra umanità.

PS: mi vergogno un po’ma le parolacce erano necessarie – Scusatemi, di solito non le uso.
Però mi piace proprio la storia dei bonobi. Chissà come mi è venuta in mente.  Non lo so neppure io! E comunque è proprio vera
Io mi sono molto divertita a scriverla e mentre scrivevo  ridevo  perché tutto fa ridere  visto da fuori!


13 commenti:

  1. Ippolitaaaaa, ma che dici? aha ha ha ha

    Te mi fai morire con queste storie. Ironia e fantasia a go go e tanta voglia di prendersi in giro... oppure troppo sul serio. Be' insomma, tra il serio e il faceto, mettiamola così. Però si leggono col sorriso sulle labbra e questo è importante.
    Ciao

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  2. Contentissima di farvi almeno sorridere... io uso proprio così il mio sapere e le conoscenze più svariate...le uso per sentirmi viva ed entusiata di poter riderci su.
    A volte,ma ormai raramente, qualcuno mi ha dato della provocatrice, ma io l'unica cosa che voglio provocare è il piacere di fare una bella lettura insieme e poi parlarneeee.
    Se poi mi volete vedere ...Franco ...tu lo hai già fatto,beh guardatevi lo stralcio su you tube -Vita da bonobi-
    lì ero imbranata, era la prima trasmissione tutta per me...
    ora ne faremo un'altra
    Dicono che i miei pezzi letti da me... sono tutta un'altra cosa!
    Ma avete letto la mia favola sulla gabbietta? Sul mio blog?
    Ciao Ciao Ippolita...
    Grazie Franco per le tue corroboranti parole e per l'ospitalità.

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  3. un po' stile Lella Costa (non so...sentivo la sua voce in sottofondo). Poi non saprei, io mi sento molto distante da queste cose, soprattutto dalla Nutella. Non è una critica ma un giudizio personale, proprio di gusti, poi ho visto il filmato, mi sembri anche una simpatica.

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  4. La nutella: ora so come leggi, anche se mi è venuta una grande fame :-\ Amo la nutella e anche questo racconto che possiede vitalità, energia, stramberia quanto basta per farne un mix molto interessante.
    Per me, brava!

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  5. In bilico tra il filosofico e il pecoreccio, si solleva potente il dubbio esistenziale: meglio mostrarsi facili o ritrose? I bonobi diventano il modello di una sessualità libera, vissuta senza quelle limitazioni che, apparentemente, rappresenterebbero un sostrato intellettuale degli esseri umani. In realtà, non credo che l’oscillazione tra ritrosia e promiscuità femminili, nell’ambito di un gruppo, siano invenzioni degli uomini: per quello che ne so, hanno corrispondenza anche nel comportamento di molte specie animali, per ragioni interpretabili in chiave evoluzionistica (si legga, ad esempio, “Il gene egoista” di Dawkins). I bonobi, però, fanno eccezione! Cosa dire, può darsi che facciano meglio loro…
    Saluti
    Francesco

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  6. Il tuo racconto mi pare improntato sul serioso. Anzi, i due racconti.
    Sul primo, oltre che dire che scritto bene, non saprei, parli evidentemente di una tua vicenda personale.
    Per il secondo: Francesco ci azzecca nella domanda? Mah, i costumi di oggi direbbero che certi dubbi non esistano più.

    Dedicata proprio al bonobo, "Bonobo Power" è la quattordicesima traccia del disco "Le dimensioni del mio caos" di Caparezza.
    Nella canzone, si sostiene ironicamente che il bonobo sia biologicamente superiore all'uomo, in virtù della sua pacifica e stabile organizzazione sociale dovuta alla mancanza di frustrazione sessuale.

    Però, attenzione Ippolita, alcuni studiosi sono cauti nell'attribuire eccezionale mitezza ai bonobo, infatti, hanno osservato che sia gli scimpanzé che i gorilla erano considerati specie poco aggressive prima che studi estensivi fossero condotti sul loro comportamento. Inoltre le femmine bonobo si riuniscono in gruppo per difendersi dalla violenza dei maschi, pare.

    Comunque, T. H. Huxley, famoso biologo agnostico, nella controversia fra evoluzionismo e creazionismo affermava: « Preferisco discendere da una scimmia che da un uomo di cultura che ha prostituito il sapere e l'eloquenza al servizio del pregiudizio e della falsità ».
    Ciao.
    Serenella

    P.S. A me piace la nutella ma, come te, non ne vado matta.

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  7. Mah guarda, mi sembrano letture molto valide (ancora una volta Frà, o i suoi talent-scout sguinzagliati per il mondo, hanno visto giusto eheh);
    suggestivo il perdersi quasi di vista sotto una -Nutella senza tempo-, in una teoria apnoica di asindeti; più tranquilla e scientemente strampalata la filosofia delle scimmie pacifiche lì eheh.., Salutoni

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  8. ODDIO JANCO MA SCRIVIMI PrIvAtamente...queste
    ma ma ma tu chi sei?
    Oh, ma ti sei letta la mia favoletta della gabbietta?
    Tu poi sei stato verodalla dottoressa?
    OH mi piace moltissimo leggere te e gli altri e poi ....eroticamente erotica essere letta
    ti posto qui
    Lo spostamento dell'eros

    Lo spostamento dell’Eros 1 gennaio 2012 Prima parte
    Tra un uomo e una donna
    Tra un uomo e un uomo
    Tra una donna e una donna
    Non mi sembra che ci siano altre varianti,almeno credo.
    La tensione fra i sessi,la curiosità, la necessità di soddisfare una esigenza corporea ma essenzialmente mentale, è quella di non passare invano ,inosservati ,sulla faccia della terra. Ed è subito sera.
    .......
    Un continuo movimento, un continuo andare, soffrire per la mancanza di quella metà che, secondo Platone, farebbe di noi l’intero.
    Secondo mio padre le cose sono più semplici, la donna accanto all’uomo è come un fiammifero accanto al fuoco, si accende e si brucia, questo mi ha ripetuto con infinite varianti, e poi aggiungeva- la donna è una canna al vento, pronta a seguire quel l’illusione, pronta a soggiacere ai desideri meno casti e più prosaici dell’uomo-
    Una donna fantastica, negativamente,e sottomessa a voglie repentine, quindi da tenere sottochiave con una educazione sessuofobica e repressiva.
    Questo il mio caro papà, che mi impedì telefono e pantaloni, chiacchiere con coetanei e gite fuoriporta, sane e innocenti evasioni, nonché trucco e minigonna.
    Questo nei liberatori anni settanta, questo negli anni ottanta, tutto questo continua ora a far parte di un mio bagaglio personale che mi porta a dire stravolgendomi :-Ha ragione mio padre!-
    Ha perfettamente ragione, quel continuo fantasticare porta solo idee inconsulte e vedo questi nostri tempi beceri e scadenti aver compiuto il misfatto più grave-aver ucciso l’EROS, il motore del mondo,del desiderio.
    Una poltiglia, donne falsamente liberate si offrono discinte ed anche nel mondo più squisitamente letterario o pseudo tale imperversa il richiamo.
    Ora assistiamo allo spostamento dell’Eros, ormai morto.
    -Mi hai letto?-
    -Cosa hai letto di me?-
    E’ questa la domanda più frequente che uomini e donne si rivolgono sui siti lette rari.
    Non la solita e usuale antica richiesta:-Vuoi venire a letto con me?-
    -Posso portarti a letto?-
    No! Mica siamo su siti porno!!! Ora non è più tempo eppure spostando l’ordine degli addendi, in una addizione, la somma è sempre uguale.
    Anche qui, anche ora, che il lemma –letto- da sostantivo si trasforma in verbo,-letto- participio passato molto passato, anche qui,il risultato non cambia.
    Quel che è cambiata è l’età che,in un corpo ormai greve, teme incontri ravvicinati di terzo tipo, reputandoli ormai impossibili,impraticabili, decisamente faticosi e dolorosi.
    Così la somma, cioè la visibilità che tutti noi chiediamo all’altro sesso, si sposta nella ricerca dello sguardo sulla parola scritta, sul pensiero elaborato,-Mi hai letto?- .................
    ......
    Così ora l’immaginario letterario riempie il vuoto di un immaginario aderente a domande e risposte reali, uomini velati, nascosti da un nick corteggiano soavi donzelle dai nomi allusivi una richiesta inevasa poi li sbeffeggiano o spariscono nell’etere inesistente .
    Letture letture,-Ma hai letto??-
    ...........
    ......
    IPPOLITA in omaggio ai miei lettori
    Slurp slurp slurp



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    1. Ippolita, lascia che te lo dica, quando vai a briglie sciolte sei davvero fantastica.

      Ciao.
      Serenella

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  9. Ohhh! Quest'Ippilandia mi piace un sacco. È sempre lei, ma ha una marcetta in più. Oh tutta questa linearità? Cosa hai mangiato, un righello? hehe. Scherzo, Ippi! Il primo è... profondamente e sentitamente tuo. Un sunto perfetto! Il secondo è la tua vena filosofica che arzigogola su ogni cosa che le capita sott'occhio... e ci ride sopra, forse un po' amaramente, ma ci ride.
    Ciao cara. Stef(aniaT).

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  10. e probabilmente i bonobi riempiono i baratteli di nutella per poi condividere... trovo la loro storia bella davvero. La nutella mi intriga per vie diverse, narrazione meno circense ma non meno colorata. In entrambe il giusto entusiasmo di chi lecca le parole come un bimbo il legnetto del cremino...

    roberto

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  11. Roberto, Stefania,Tolari per distinguere da Stefania Convalle, Patty, SErenella, Francesco,Janco Oh oh Oh oh Oh
    Franco Oh Franco
    Non dire a Dragonero Che te l'ho detto io...
    Ragazzi
    eufemismo
    per dire Grazie di essere qui
    Sono una bimba educata
    e poco golosa.
    Ma sono golosa di letture fatte e ricevute...
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