venerdì 7 settembre 2012

La stanza di Patty



Patty'S


Ahaaaaaaaaaaaa


Guarda ! Queste manii  fredde !
Se tocchi quella scienza, il corpo.
Serie infinita, infinita, infinita !
Non è forse vero
che si ama per replica
Adesso.
Che si prenda in ghiaccio, il ghiaccio.
Ghiaccio !!



Stalker


Che bella questa libertà leggera
come l’aria è ovunque, non cercarla
ti raggiungerà, amante malizioso
che ti prende alle spalle, ridi, perché 
di felicità si ride, dal letto 
al tappeto alla cucina, nel bagno. 
Di felicità
sappi questo, io l’ho scoperto, quella
linea sottile dalla morte al cielo
la differenza è come si vede, è.

Aspetta, ricomponiamo i ninnoli,
gli aggeggi, i cosi. Ogni cosa che sia 
giusto al suo posto. Così, nell’ordine 
perfetto, scomporsi solo per po’
solo per gioco
per non morire in una sola notte.
Lo vorresti trovare 
lì sul tuo letto?
Il tuo Io svuotato 
riverso, così per gioco buttato?
Ti rifarò questa domanda, 
vorrei sapere.





Egocentric particulars


Generalizzare o
invocare un pudore che appartiene
alle nostre pelli
soggetti plurali siamo quando ci espandiamo, esploriamo
dal nostro modo
di esseri laterali e divisi tra

fuochi nemici a scaglie dalle bocche
si abbattono su di noi
potremmo risentirci di quelle antiche
alleanze
noi “espèce de dépersonnalisation qui fait
l’effet de la modestie”


Non è meglio, ognuno per i sui campi
che alla fine i colori  ogni pittore lì inventò
a modo suo
e non ci possono essere alleanze.




Breadfast


Consumiamo per obbligo morale
quei gesti vicini e così distanti
nei pensieri che vagano ondeggiano
fino ai limite del bordo del
tavolaccio dell’abitudine
nell’ esterna sicurezza che fa così 
casa, che fa così Barilla.

26 commenti:

  1. Ippolita sono...
    stalker? mi hanno chiamato così su Net
    e poi ho detto fra me e me
    - Ci conosciamo?-
    Patty ... Breadfast
    la preferisco nella sua essenzialità
    ma non mi fare domande
    Io sul mio letto
    non ho più un io svuotato
    ho solo tanti libri, sottili
    da cinquanta centesimi
    ma libri e libri
    più grossi, più antichi,
    riviste e giornali di un tempo
    e poi un foglio, una penna...
    a volte solo una penna
    tanto scrivo sugli spazi bianchi dei libri
    accanto
    Ciao
    sono sicura che tu farai più o meno come me

    come tanti di noi
    che
    andiamo a letto con i libri
    in un legame erotico
    ahahah

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  2. Il mio bagaglio culturale, ma che dico, il mio fagottino di poesie è così limitato, da non permettermi di commentare adeguatamente le tue composizioni.Inoltre ci conosciamo sin troppo bene per rifilarti fregnacce generiche, pertanto ti dico solo che davanti ad una tua poesia, anche quella più lontana dal mio gusto, provo sempre massimo rispetto e capisco che sto di fronte ad un'opera che è sempre il frutto di una ricerca e di un lavoro serio e non il risultato di un mal di pancia subitaneo, o di una paturnia mattutina, evacuata di getto, e poi infiocchettatata per renderla più consona ai gusti del momento. (Quante palle per dire che sovente vai controcorrente) Ebbene, se queste poesie sono qua è perchè ho voluto io che ci fossero, e ti ringrazio per avere accettato l'invito.
    Quando vuoi venirmi a trovare per arricchire la tua stanza, non fosse altro per appendere alle pareti un'altro quadro di Paul Klee... prego,"mi casa es tu casa"
    Ciao

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  3. grazie frame, sei un caro amico. non pretendo e, sicuramente non voglio, che le mie poesie si capiscano totalmente. ci sono delle cose personali e intime che appartengono solo a noi stessi. Una buona poesia, però, dovrebbe contenere un certo numero di codici che appartengano all'umanità (ok...paroloni grossi), dove ognuno si può riconoscere, ognuno riconosce qualcosa di se, e ognuno qualcosa di diverso. Non si tratta di capire quello che penso io, si tratta ci capire quello che pensate voi. La grandezza del poeta, perciò si riconosce, ma non basta una lettura, ce ne vogliono molte. Questo discorso lo faccio in generale, mica rivolto alle mie poesiole, ovviamente. Mi piace molto una definizione che diede un critico sudamericano di cui non ricordo il nome: "la poesia è una malattia dell'intelligenza". Approfitto per salutare tutti perché non so quanto potrò collegarmi nei prossimi giorni.

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  4. Trovo che il senso della solitudine emerga dalle tue poesie, ed è ben evidenziato in Breadfast. Ma, certo, tutte ne sono improntate, anche in Stalker, dove un barlume di felicità brilla per un attimo, subito riposto per non rinnegare sé stessi.
    Poesie particolari, che parlano al personale, però, poesie dove ognuno può ritrovare anche un po' di sé, che di incomprensioni e solitudini è fatta l'esistenza nel suo procedere.
    Serenella

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  5. Mi ritrovo in parte nel commento di Frame quando afferma che ciò che appare evidente è che le tue sono poesie non di getto, ma il frutto di un lavoro di ricerca. Non sto a dire se sia meglio un genere o l'altro, la poesia di pancia o la poesia di testa; probabilmente nel primo caso c'è più emozione già dalla superficie, nel secondo caso bisogna cercarla tra le parole, perché penso che in tutti i casi, l'emozione sia presente nei versi di qualsiasi genere.
    Se dovessi sceglierne una tra queste tue, quella che mi ha comunicato qualcosa dalla prima lettura è Stalker, dove ho trovato passaggi interessanti che sono riusciti a farmi soffermare sul verso.

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  6. Saranno gli anni di studio delle proprietà riflettenti dello specchio, sarà perché così mi va di capire, ma il filo rosso di queste Tue appare tutto avvolto sull’Io, che se lo si consente verrà qui sottoposto a procedura – ossimorica- di “identificazione”- come Ella. Perché infatti relegarlo al solo genere maschile.

    Ella che crede di potersi ritrovare in un’altra Ella, e in logica elementare, dell’incontro apprezza l’apoteosi e mai la disfatta, anzi disillusa Le dedica infine tutto il suo stiloso riottoso rinfacciamento (ahaaaaaaaaaa), Ella indistruttibile nell’ordine peynetiano, ma in un attimo scricchiolante di disfacimento nel disordine di un letto (Stalker), Ella che desidera, ambisce, salpa in ostinata ricerca di frequenze comuni, interpreta segni, simboli, colori, in disperata ansia di Comunicazione (Egocentric particulars).

    Belli i colori eh, anche se, una volta contestualizzati, finiscono per fare rima con “assessori”. Ottime le convenzioni, ma le ritengo non abbastanza limitate per darci argomento di conversazione, – il mondo poi è –oggettivamente- pieno di umani di ogni età socialmente putridi; sfoderano quegli occhi come terminali di interiora, debordano da scoppiare di buon senso da “segni e simboli”.

    Non credo di dire eresie buttando lì che nonostante tutta ‘sta focalizzazione sull’Ella, (compreso lo splendido spunto della Barilla eheh -che credevi- sempre di Comunicazione Travisata si tratta) la Patty abbia imboccato il bivio giusto della strada del gioco dell’Ella-Evoluzione, -la disgregazione- ma corra il serio rischio di restare in -sur place- per via di quell'ectoplasmica eppure vibrante umanità.

    Per ora, l’Autrice pare disposta al massimo a un Ella universale di approccio, a parziale soddisfazione di qualcosa tipo, non so, Creatore, Comunismo, Maestro, qualcosa insomma, di interlocutorio prima di attestarsi, eventualmente, contro Ella, se non contro tutte le forme di identità e di logica sociale.

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  7. me faccia capì Dottò...sono potenzialmente pericolosa per me e/o per gli altri??? (scherzo, grazie). Certo la comunicazione gioca brutti scherzi, la poesia più ancora. Grazie dell'attenta disamina.

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    1. No, temo appunto che il salto finale nel buio ti sia precluso, starai benissimo - ahah

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    2. che noia...mi si cancellano tutti i commenti..vabbè..dicevo che il timore di te nei miei confronti è del tutto fuori luogo. Ognuno è quello che vuole essere. Scelte. Con ciò non dico che non sia interessante questa discussione, anzi, impegnativa, e che alla fine credo che i maudit abbiano fatto il loro tempo. Oggi, i poeti secondo me, lottano per restare in vita, che è troppo facile lasciarsi andare e crepare. Rimbaud docet. Io ho questa visione.

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    3. Chiedo venia, probabilmente sono stato troppo oscuro; intendevo alludere sempre e solo al concetto filosofico della negazione dell'Io
      e mai all'autodistruzione fisica dell'autrice, ci mancherebbe....

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    4. beh....se spostiamo tutto il discorso in filosofia (sorry, ne avevo dato una lettura piuttosto psicoanalitica), allora anche il mio "lottare per essere in vita" assume questa accezione, va da se (senz'accento)

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  8. Mi capita a volte di leggere poesie che vorrei aver scritto io... Stalker è una di queste. Anche le seguenti mi hanno impressionato, meno la prima, dove avverto un po' di maniera

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    1. segue: (salvo quello"non è forse vero che si ama per replica)

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  9. Se mi chiedi perché le tue poesie mi piacciono, ti rispondo perché ci vedo come uno sguardo che si gira intorno, si posa su oggetti qualsiasi, sulla quotidianità, e ci scpre sotto un mondo.
    Scusa i casini vari nella composizione di questo commento, qualcosa non ha funzionato.

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  10. grazie Giancarlo e a tutti quelli che hanno commentato. Patti

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  11. Sei sempre sorprendente nelle composizioni poetiche, una di quelle poetesse da cui non sai mai cosa aspettarti. In senso positivo, è chiaro.
    Sai bene che apprezzo i tuoi versi da tempo e anche qui non ti smentisci.
    Poesie, a mio parere, introspettive tutte quante.
    Stalker è quella che scelgo su tutte. Per come parli della libertà, della voglia di scomporre e di scomporsi, di quell'Io svuotato e riverso sul letto.
    Questa stanza mi era sfuggita. Questo splendido posto più che un appartamento è un castello. A volte ci si perde.

    Dany

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  12. Si torna sempre al solito punto di partenza.
    Poesia sì, poesia no, un vizio di fondo.
    Il classicismo contro l'ipermodernismo.
    Prendiamo ad esempio Raffaello e Miró.
    Del primo si comprende subito tutto, del secondo per lo più necessitiamo dell'interprete a soccorso.
    Queste poesie in lettura.
    Io non ci ho capito niente.
    E mi rifugio nel ricordo di un verseggiatore.
    Alla mia richiesta di spiegazioni ebbe quietamente a rispondere: " Non mi ricordo più cosa intendessi dire: l'ho scritta tanti anni fa... ".
    Cos'altro aggiungere?
    Per taluni o forse tanti non è importante capire, ma farsi avvolgere dal suono delle parole e leggervi quello che si vuole.
    Va da sè che grammatica, sintassi, interpunzione, regole, ecc. in questi casi non hanno più ragion d'essere.
    Siddharta.

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  13. E tutto insieme, tutte le voci,
    tutte le mete, tutti i desideri,
    tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
    tutto insieme era il mondo.
    Tutto insieme era il fiume del divenire,
    era la musica della vita.
    -- Hermann Hesse

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  14. A tutti gli Amici lettori.
    Terrei a precisare che i miei commenti li riservo esclusivamente alle opere frutto personale degli associati.
    Il che ovviamente non vuol dire che non legga con piacere anche tutti gli altri inserti.
    Siddharta.

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  15. hey! Sid Vicious (poi ti insegno chi è), vuoi anche la banda del paese? :-)

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  16. PattiS., ma 3306byron lì al club dei poeti sei sempre tu che te la canti e tela suoni?

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    1. 3306 Byron è un asteroide della fascia principale. Scoperto nel 1979, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 2,2476401 UA e da un'eccentricità di 0,1449009, inclinata di 4,52562° rispetto all'eclittica.
      Sid

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    2. Serenella Tozzi16 febbraio 2014 14:55

      Ahahah! Allora 3306 Byron sei tu, Sid?
      Non vado da tanto sul cdp, bisogna che vada a vedere, quindi.

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