martedì 30 ottobre 2012

I sette messaggeri - Dino Buzzati - racconti in soffitta






I sette messaggeri


Partito ad esplorare il regno di mio padre, di giorno in giorno vado allontanandomi dalla città e le notizie che mi giungono si fanno sempre più rare.

Ho cominciato il viaggio poco più che trentenne e più di otto anni sono passati, esattamente otto anni, sei mesi e quindici giorni di ininterrotto cammino. Credevo, alla partenza, che in poche settimane avrei facilmente raggiunto i confini del regno, invece ho continuato ad incontrare sempre nuove genti e paesi; e dovunque uomini che parlavano la mia stessa lingua, che dicevano di essere sudditi miei.

martedì 23 ottobre 2012

la stanza di Gibbì



IL BAR DI AUGUSTO
                 di
    Giuseppe Buscemi




Augusto s’è preso un bar.
Il bar di Augusto sta in mezzo a un panificio e a una cartoleria. Il panificio è del padre di Augusto, la cartoleria no.
 Il bar di Augusto non ha un nome, e neanche il panificio ce l’ha. La cartoleria ce l’ha, ma non me lo ricordo.
Il bar era già un bar prima che lo prendesse Augusto e a quanto si dice non andava molto bene. Augusto ci lavora con Cettina, la sorella più grande. Cettina sta alla cassa.

domenica 21 ottobre 2012

IL SIGNOR ERNEST di Matteo Vajani - racconto


Etichetta: la stanza di Matteo Vajani


Il signor Ernest

 Il signor Ernest viveva in strada da sei anni, in un vicolo tra corso C. e via V. 
La sua casa era piccola ma confortevole: un materasso e tre pareti di cartone, sotto un coperchio di compensato. L’essenziale, per ritenersi un signore.

giovedì 18 ottobre 2012

la stanza di Beppe


I figli del “governo”

di
Beppe C.

La moglie di Romolo il meccanico, anche detto il “governo”, per la sua proverbiale avversione a tutti quelli che comandavano a Roma, bianchi, rossi o neri che fossero, la notte di Santa Lucia mise al mondo due gemelli maschi: uno scuro come il carbone e l’altro candido come lo zucchero.
«É un segno della Santa!» disse Agnese, la madre della sposa. «Un regalo del cielo.» aggiunse con gli occhi rivolti all’insù e le mani giunte.
«Quella poveretta è cieca!» ribatté la suocera. «Si sarà sbagliata.» 
«Sarai contento, adesso?» fece invece uno tra quelli che menava grandi pacche sulle povere spalle di Romolo. «Hai già due femmine, ora è pari e patta… puoi anche chiudere la bottega.»

martedì 16 ottobre 2012

la stanza di Ippolita


IPPOLITA LUZZO

Come ci siamo ridotti!

Come?
A fotografare la nave Concordia che va giù
A sparare al vicino di casa  che tiene la tv al alto volume
A guardare sbavanti la farfalla sul pube di una Belen di turno.
Come ci siamo ridotti!
Come?

la stanza di Giancarlo

IL BAMBINO DEL LOTTO
di
Giancarlo Vietri




“Vorrei saper fronteggiare Assia e non ne sono capace. Vorrei essere il Francesco che mi resta in gola, quello che è sempre sul punto di uscire allo scoperto ma batte regolarmente in ritirata. E non guardare con invidia o rassegnazione chi possiede le arti che a me mancano. Vorrei saper ridere ed essere più in pace con me stesso”.

 Francesco è preda di un vortice di pensieri che riversa in lettere e diari. È sul labile confine che separa il vivere in un eterno presente da un passato ormai cristallizzato. Francesco aspira alla rivolta del più banale gesto quotidiano. È Assia l’origine del suo profondo caos interiore. Assia vive in un tempo che sembra diluirsi e rallentare. E così la sua immagine si trasforma in metafora e diventa sinonimo di libertà e cambiamento. Ma la tortuosa e sterile rivoluzione interiore che suscita può anche lacerare l’anima.
***

domenica 14 ottobre 2012

Augusto Benemeglio - Alda Merini - articolo


ALDA MERINI E MICHELE PIERRI

I POETI DELLE GAZZE


Di  Augusto Benemeglio

1.     Michele Pierri
“In ognuno di noi / c’è un Cristo sconosciuto /  da amare  che si rivelerà”…  prima o poi , magari con una gazza sulla spalla,   con cui parlare ,  come faceva il vecchio Pierri  negli ultimi mesi di vita .  E quando   il Cristo  sconosciuto riapparirà  ci sarà ancora un Giuda ad aspettarlo ,  “ libero dal tradimento”.  Lo bacerà di nuovo,  ma stavolta  “nell’amicizia / del cuore … E anche Giuda avrà una mite gazza sulla spalla”.   Nessuno metterà   ( crudelmente)  la gazza nell’orcio come facevano i  salentini al tempo della “Luna dei Borboni” di Bodini, grande poeta che ci  si ostina  a lasciare  tra le carte e  nella muffa dei conferenzieri  universitari  eruditi,  invece di farlo circolare nelle scuole, spiegandone il furore e l’amara malinconia.

Lucciole S.R.L. di Stefania Tolari

Ascolto consigliato:John Cage, Meredith Monk and Anthony de Mare - double fiesta

Il signor Rufus era un omone flaccido e grasso, due prerogative che certamente non facevano di lui un tipo attraente. Da quando sua madre era morta, dopo la lunga malattia che le aveva dilaniato un corpo e un viso da diva del cinema in bianco e nero, viveva solo, nella sua grande casa. “Sua” di lei, ovviamente, ora toccatagli in eredità e che stava poco a poco ammobiliando a suo gusto, per il momento limitandosi a gettare, con frequenti viaggi giornalieri alla discarica, pesanti mobili d'ebano nero e armadi dalle ante scure tormentate dalle tarme.

giovedì 11 ottobre 2012

la stanza di Verdiana

Bahubali Gometeshsvara

         CORPO DIVINO

               di
           Verdiana


La mia mente lavata dal sonno sta ancora arrancando verso la coscienza, che percepisco un filo d’aria speziata filtrare  dalla finestra aperta e carezzarmi il viso. Subito dopo, il canto assordante della puja perfora l’alba e  deflagra in tutti i miei sensi. I love you, India, formula la mente risvegliata, allargandosi in un sorriso interno vasto quanto l’oceano. Sotto il lenzuolo bianco il mio corpo vibra di salute e si stira appena nella sua posizione preferita, la gamba sinistra piegata a squadra, il braccio destro allungato come una freccia sopra la testa.

lunedì 8 ottobre 2012

La soffitta


LA MIA LETTERA AL MONDO



 Emily Dickinson



Sono piccina come lo Scricciolo, i capelli li ho di colore deciso, come la lappa castana, e gli occhi, come lo sherry avanzato nel fondo del bicchiere degli Ospiti.
Mi chiede quanti anni ho? Non ho mai scritto poesie, tranne una o due, prima di quest'inverno, Signore. Mi è presa una paura terribile, da settembre a questa parte: non potevo parlare con nessuno, così canto, come il Ragazzino quando passa vicino al Cimitero, perché ho paura.

giovedì 4 ottobre 2012

Augusto Benemeglio - La Capria - articolo


NON ESISTONO ROMANZIERI  ITALIANI
PAROLA DI DUDU’ LA CAPRIA, OGGI NOVANTENNE



di Augusto Benemeglio

1.     Novant’anni.

Raffaele La Capria  ha   compiuto novant’anni   essendo nato a Napoli il 4 ottobre  1922,  festa di San Francesco d’Assisi , ma  sembra ancora un ragazzo, tanta e tale la sua  energia  e vitalità.

lunedì 1 ottobre 2012

La stanza di Garin


Poesie di 

Garin Popoff

Forse ti mando una colomba nera

Sulla romanticheria e sull'amore

Annina

L'incontro


Il rimorchiatore Pietro Micca

la sua storia e i diari di bordo


Pietro Micca,

un'intensa storia ultracentenaria.

Più di un secolo di vita, ma che secolo!!

Un'intensa storia ultracentenaria, vissuta da un piroscafo Rimorchiatore d'alto mare: varato nel 1895 a Southshields, Newcastle (GB) con il nome Dilwara, concepito per il lavoro portuale e costruito con tecniche d'avanguardia, sviluppatesi in quegli anni di fine secolo, in cui la navigazione a vapore esprimeva il culmine delle conoscenze tecnologiche del campo. A quei tempi il motore Diesel, inventato nel 1892, era già una realtà ed avrebbe in breve tempo soppiantato la macchina a vapore e, con lei, un secolo e mezzo di navigazione.