lunedì 8 ottobre 2012

La soffitta


LA MIA LETTERA AL MONDO



 Emily Dickinson



Sono piccina come lo Scricciolo, i capelli li ho di colore deciso, come la lappa castana, e gli occhi, come lo sherry avanzato nel fondo del bicchiere degli Ospiti.
Mi chiede quanti anni ho? Non ho mai scritto poesie, tranne una o due, prima di quest'inverno, Signore. Mi è presa una paura terribile, da settembre a questa parte: non potevo parlare con nessuno, così canto, come il Ragazzino quando passa vicino al Cimitero, perché ho paura.

Mi chiede dei libri che amo. I miei poeti sono: Keats e i Browning. I miei prosatori: Ruskin, Sir Thomas Browne e l'Apocalisse. Sono andata a scuola, ma nel modo in cui l'intende lei non ho avuto un'istruzione. Da bambina, avevo un amico, che mi ha insegnato l'immortalità, ma essendosi arrischiato ad andarle troppo vicino, lui stesso - non ha più fatto ritorno. Subito dopo è morto il mio Maestro e per parecchi anni il Vocabolario è stato il mio unico compagno. Poi ne ho trovato un altro, ma lui non era contento che fossi sua allieva, così ha lasciato il paese. Mi chiede delle mie Compagne: le Colline, Signore, e il Tramonto e un Cane grande come me, che mi ha comperato mio Padre. Sono meglio degli Esseri umani perché sanno, ma non dicono, e il rumore dello Stagno a Mezzogiorno è di gran lunga migliore di quello del mio Piano. Ho un Fratello e una Sorella. A mia Madre non interessa il pensiero. Mio Padre, troppo preoccupato delle difese in tribunale per accorgersi di quello che facciamo, mi compra molti libri, ma mi supplica di non leggerli perché ha paura che mi scuotano la Mente. Sono religiosi - tranne me - e tutte le mattine si rivolgono a un'Eclisse che loro chiamano "Padre".

Signor Higginson, è troppo impegnato per potermi dire se la mia Poesia è viva? La Mente è così vicina a se stessa da non riuscire a vedere, con chiarezza, e io non ho nessuno cui chiedere.
Sorrido quando lei suggerisce che aspetti " a pubblicare" , dal momento che la cosa è così aliena alla mia mente come il Firmamento a una Pinna. Se la fama mi appartenesse non riuscirei a sfuggirle - in caso contrario il giorno più lungo mi sorprenderebbe mentre me ne vado a caccia e l'approvazione del mio Cane mi abbandonerebbe - dunque - preferisco la mia Condizione Scalza.

Per questo motivo, Maestro, io le porterò - Obbedienza - il Bocciolo del mio Giardino e tutta la gratitudine di cui sarò capace. Forse le verrà da sorridere di me. Ma non potrei fermarmi per questo: Il mio Problema è la Circonferenza. Un'ignoranza non d'Abitudini, ma quando l'Alba mi raggiunge - e il Tramonto mi vede - io, l'unico Canguro in tanta bellezza, Signore, se non le dispiace, ne soffro, e ho pensato che i suoi consigli me ne avrebbero liberata.
Quest'inverno sono venuti a casa di mio Padre due redattori di giornali. Volevano sapere cosa Pensassi e quando io ho chiesto loro "Perché", mi hanno detto che ero avara: loro l'avrebbero usato per il Mondo. Non saprei pesarmi, da Sola. Le mie dimensioni mi paiono limitate, a me sembra.

Caro amico, il fiore era Gelsomino. Sono contenta che sia piaciuto alla sua amica. E' trai i fiori più cari a Dafne - a parte i fiori selvatici - quelli le sono più cari. Ho un amico a Dresda che pensa che l'amore per i Campi sia un affetto mal riposto e sostiene che mi spedirà un Prato che è più bello di un Prato d'Estate. Se lo farà, io lo spedirò a lei.
Non ho mai letto nulla di Tourgueneff (sic) , grazie tuttavia per avermene parlato, lo cercherò subito. Avevo sperato che mi facesse vedere qualcosa di suo, una di quelle "poche Poesie" - "quasi nessuna", come le chiama lei. Ne avrebbe voglia adesso? Mi rimproveri se il mio desiderio è stato troppo audace, ma non ho mai desiderato nulla così intensamente.
Mi chiede se ne ho scritte ultimamente?
Non ho altro compagno di giochi.
Le mando una Brezza, un Epitaffio, una Parola a un amico e un Uccello Azzurro, per la signora Higginson. Le perdoni se non sono sincere.
Dal momento che lei ha smesso di essere il mio insegnante, come potrei fare dei miglioramenti?
La sua Allieva

E' questa la mia lettera al mondo
che mai non scrisse a me -
semplici annunzi che dà la natura
con tenera maestà.
Il suo messaggio è consegnato a mani
per me invisibili.
Per amor suo, miei dolci compaesani
benignamente giudicatemi.


Nota. Le traduzioni dei testi di Emily Dickinson sono tratte da "Emily Dickinson. Lettere 1845-1886" a cura di Barbara Lanati (Einaudi), e "Dickinson. Tutte le poesie" ( Meridiani Mondadori) a cura di Marisa Bulgheroni.

12 commenti:

  1. Bravo, bravo, bravo.
    L'hai postata.
    Complimenti
    Ora,compiti a casa.
    Lettura e riassunto scritto e orale
    ahaha
    Ma no
    Ma no
    leggiamo solo per commuoverci, per sorridere, per distrarci,per fare di tutto un consesso... un consesso umano!
    sempre co sto sesso!
    che poi sarebbe l'astrazione di un sentire umano!
    Studiate e studiamo
    insieme, diventeremo ricchi, ricchissimi,dell'unica ricchezza che non si può tassare
    ciao Ippi

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  2. Proprio bello! Anzi, di più:-)

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  3. Cara Emily,

    mi piacerebbe entrare nel tuo tempo, quando ancora le lettere avevano un valore, quando i pensieri potevano incontrare il profumo della china ed imbrattare talvolta il foglio con macchie tamponate da carta assorbente.

    Ora, qui, è talvolta difficile persino pensare, il tempo scorre veloce e tutti hanno pochissimo tempo, ci si scambia messaggi veloci e nemmeno si completano le parole.

    Emily, cara, sono stupendi i tuoi amici, le Colline, il Tramonto, il tuo Cane, dici creature migliori degli esseri umani; è vero, molto spesso è così, ma ci sono ancora molte persone che credono ancora, come te allora, che la scrittura sia ancora la migliore compagna di giochi.

    La tua lettera è delicata, a tratti molto malinconica, ma risalta la tua forza determinata nel perseguire la vocazione della tua anima.

    Con grande stima e profonda partecipazione.

    cinzia

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  4. (L'ho portata io! L'ho portata io!) :-D
    Cinzia, sei forte!;-)

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    1. Stefania hai portato tu Emily?
      Tutte a te capitano,vero?

      e dove l'hai incontrata?
      A me, lei, la Emily, disse:-La mia lettera al mondo che a me non rispose mai cara Ippi è tutta tua-
      Vatti a fidare dalle poetesse!
      Ma io non sono gelosa delle mie amiche
      sono felice se si incontrano
      e se insieme poi
      almeno si ricorderanno di me
      Ah
      come mi illudo!
      Ippi Ippi ippi
      Ippolita

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    2. Stefania ha portato Cinzia.

      Emily l'ha portata Ippolita, e di questo ti ringrazio.

      Dunque, approfitto per ribadire che la legge consentirebbe di pubblicare racconti se non sbaglio soltanto dopo cinquantanni dalla morte dell'autore. Ecco il motivo per cui questa stanza si chiama giustamente libri in soffitta. Tuttavia non è facile scaricare gratis racconti interessanti dal web, anche se molto vecchi. Chi ha qualcosa in memoria di pubblicabile e di interessante, mi farebbe molto piacere se me la inviasse. Anche l'indirizzo di dove scaricare i racconti, basterebbe.

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    3. Farò il possibile, Frame:-), per darti una mano, neh:-))

      P.s. ma dai, la Ippi ha fatto una battuta;-) mica mi sono presa il merito di aver portato LA Emily;-) Mi riferivo a Cinzia e al suo particolare e originale commento alla lettera della Dickinson:-)

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  5. Se Emily fosse stata una mia contemporanea, puoi star certa che l'avrei portata io;-) anche perché credo saremmo diventate amiche:-)
    Qui ho portato i miei amici scrittori viventi :-D, persone che nella maggior parte conosco anche nella vita "reale" e quindi il piacere di condividere un Blog è più interessante;-)
    Buona settimana, Ippi!! :-)

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  6. Vengo in pace, fratelli e sorelle... scherzo. Perdonatemi.
    Sicuramente Cinzia ha fatto un commovente commento, la ringrazio, ma io credo che nessuno di noi avrebbe mai conosciuto la Emily.
    Non usciva di casa se non in rarissime occasioni ed in vita non pubblicò.
    Passarono cinquanta anni dalla sua morte e una nipote trovò conservato in un baule le poesie cucite con un filo
    proprio fogli cuciti
    ad uno ad uno
    mah
    adesso adesso
    noi
    scriviamo su un filo
    su una rete
    cosa resterà di noi?
    Io finora ho sempre strappato
    ma non ha importanza
    ora sono felice di leggervi e di essere letta
    e mi sembra di essre soddisfatta
    Grazie anche a nome di Emily
    La più grande poetessa americana
    e lei non lo seppe mai

    Ippolita

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  7. ...E mi sa che hai proprio ragione, cara Ippi... (Ma a te chi ti ha portata?? Mannaggia, avrei voluto prendermi il merito della tua presenza qui!! ;-)...)

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    1. Ippolita l'ho portata io, l'ho portata io... e tu noooo-oooo-oooo ;-))))

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    2. M.A.N.N.A.G.G.I.A. ;-)

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