domenica 14 ottobre 2012

Augusto Benemeglio - Alda Merini - articolo


ALDA MERINI E MICHELE PIERRI

I POETI DELLE GAZZE


Di  Augusto Benemeglio

1.     Michele Pierri
“In ognuno di noi / c’è un Cristo sconosciuto /  da amare  che si rivelerà”…  prima o poi , magari con una gazza sulla spalla,   con cui parlare ,  come faceva il vecchio Pierri  negli ultimi mesi di vita .  E quando   il Cristo  sconosciuto riapparirà  ci sarà ancora un Giuda ad aspettarlo ,  “ libero dal tradimento”.  Lo bacerà di nuovo,  ma stavolta  “nell’amicizia / del cuore … E anche Giuda avrà una mite gazza sulla spalla”.   Nessuno metterà   ( crudelmente)  la gazza nell’orcio come facevano i  salentini al tempo della “Luna dei Borboni” di Bodini, grande poeta che ci  si ostina  a lasciare  tra le carte e  nella muffa dei conferenzieri  universitari  eruditi,  invece di farlo circolare nelle scuole, spiegandone il furore e l’amara malinconia.
In una sorta  di  alleanza ermetica-surreale  e   chiaroscurale   con Bodini  ,   ecco sorgere  la parola di Michele Pierri,   medico tarantino ,   che usa il bisturi come un  crocifisso , o  il crocifisso come il bisturi , sbagliando sempre le mosse  e non riuscendo  a trovare una  sua via  precisa e decisa ,  una sua identità  storica.    “Si direbbe – scrive Antonio Corsaro – “ che  il suo processo evolutivo non abbia storia , come non  ha storia la sua vita offerta alla medicina .  Pierri si è occupato di periodici provinciali ,  ha scritto racconti quasi in segreto  e paginette di critica,  ha collaborato a riviste letterarie , ma senza dare a simili esercizi  di scavo culturale che un  puro peso di mestiere , con la volontà di mettere a fuoco le esigenze dell’anima”.

2.     Alda Merini .
C’è , però, dentro di lui , un paesaggio simile ad una strana macchia d’artiglio , a una realtà  che non è solo realtà, ma qualcosa che la trascende in un misterioso rapporto di bene e male , di amore e odio, dove si fanno colloqui a distanza tra uomini e angeli invisibili , gli uomini sono uomini e gli angeli assumono le sembianze di gazze,  gazze  blu con striature bianche, bolse , ma eleganti  nel breve volo….Aggiungiamo , per dovere di cronaca , che  Michele Pierri fu uno dei  co-fondatori dell’ Accademia Salentina “  ideata  dal  “poeta barone”   Girolamo Comi nell’immediato dopoguerra , all’inizio degli anni ’50 , quando la popolazione salentina era all’ottanta per cento praticamente semianalfabeta .   Ma oggi  di lui onestamente   si trova  poco o nulla ,  e  quel poco  è quasi sempre  associato al nome di   Alda Merini , con la quale ha convissuto  per alcuni anni ,  dal 1981 al 1986 ,  subito dopo la morte della sua adorata moglie , Aminta.    E  in quegli anni  di  fiato a fiato in un modesto condominio del centro di Taranto ,  il dottor   Pierri  non fece  altro che  parlarle di lei,  alla povera Alda ,  della moglie morta , novella Beatrice   , che stava in paradiso aspettandolo , pronta a  far   “spazio per essere l’unica/ ad accoglier(lo) , al transito”…
3.     La gelosia
 Comprenderete che la poetessa milanese,   trovandosi  peraltro  in quella fase di  ossessionante  delirio metaforico , o  follìa d’amore ,  che caratterizzò una fase importante della sua vita e della sua poesia ,    con tutta la gratitudine e l’ammirazione che poteva avere per  lui ,  non è che fosse felicissima di  sentir parlare della defunta:  “ Tu mi parli della tua vita e dell’angelo/ che ha lasciato in te il profumo della presenza, / tu mi parli di solitudini/ e di antiche montagne di memorie/ e non sai che in me risvegli la vita/ , non sai che in me risvegli l’amore/ parlandomi di una donna”.
E’ vero che il sodalizio  tra  i  due   fu   quasi esclusivamente di natura spirituale e intellettuale , ( anche se poi ci fu la regolarizzazione della loro  unione e contrassero un matrimonio vero e proprio) , considerando  che Pierri era un anziano vedovo  e l’Alda  una donna  ancora giovane , sola , con problemi  esistenziali gravi  ,  e senza risorse economiche . 
Probabilmente fu  Giacinto  Spagnoletti , amico di entrambi ,  che convinse   il medico-poeta   ad accoglierla nella sua casa , più come una paziente  sensibilissima e nullatenente ,  una sorella minore  ( tra i due c’erano oltre trent’anni di differenza)   che come una   donna  vera e propria  che potesse in qualche modo sostituire   la compagna scomparsa.    Però  è strano che Pierri , da medico , non considerasse l’effetto  che potevano  avere   le parole,  le lacrime  di rimpianto ,  e i versi   tutti indirizzati  alla buonanima  su un animo sensibilissimo  di una  discepola ,   avida  di carezze e  “gelosa” , come Alda: “…Io penso a quella che fui/ quando morii mill’ani or sono/ e adesso tua discepola e canto,/ scendo giù fino al Golfo/ a toccare la tua ombra superba ,/ o stanco poeta d’amore/ fissato a una lunga croce…”…Odio e amo. Forse mi chiederai come sia possibile./ Non so, ma sento che avviene , e mi tormento”….” Molti diedero al mio modo di vivere un nome/ e fui soltanto un’isterica”.
4.     La “pazza  barbona”  diventa famosa
Quando Alda scrisse questi versi , probabilmente  non  avrebbe mai immaginato  che  le  posizioni tra lei e il dottor Pierri si  sarebbero invertite  radicalmente e che lei , la “ barbona” , la “ disperata”, la “ isterica”, la “ disturbata”  non solo  avrebbe superato di gran lunga  il  “maestro” , ma  che addirittura il Signor Pierri sarebbe stato  ricordato quasi esclusivamente  per  aver  dato ricetto  a  lei , ritenuta una demente,  una alcolizzata   senza alcun futuro ,  con il pallino della poesia  , ( che è appunto “roba”  per  pazzi , complessati  e originali . Nessuno che sia  “normale”  si mette a perdere tempo e a rendersi ridicolo con i versi. )  .  Oggi   Alda Merini , recentemente scomparsa ,  è  ancora  uno dei poeti  italiani  più letti, considerati , apprezzati , discussi  e amati ,   al centro di ogni forum , consesso, barnum letterario e  poetico,   e fino a poco prima della morte  aveva avuto , giustamente ,  premi   prestigiosi , riconoscimenti  nazionali e internazionali. C’erano addirittura  Editori che le facevano la corte ,  nonostante sia notorio che i libri di poesia non  abbiano praticamente mercato …ma i suoi sono  versi “diversi”, bellissimi , ( Tra il confuso via vai d'un aeroporto, spettatore casuale dell'amore/ di sconosciuti adolescenti, ho baciato la morte./Come un barbone o un mendicante,/ sui marciapiedi m'incatenerei /per mendicare/ amore). Ma sono anche i  versi della “pazza della porta accanto”  ,  di una che è stata in manicomio  e ha  un background  tutto  particolare  , e quindi hanno fatto breccia nel mondo dei mass media , dello  spettacolo e nel teatro, dove sono stati realizzati recital e piéces sulla sua vita e sulla sua poesia che  “alacre come il fuoco,/trascorre tra le mie dita come un rosario//. Le più belle poesie/ si scrivono sopra le pietre /coi ginocchi piagati/e le menti aguzzate dal mistero. Le più belle poesie si scrivono/ davanti a un altare vuoto,/ accerchiati da agenti/ della divina follia.
5.     Il poema della Croce
Alda Merini è stata e continua ad essere una delle voci più potenti e prolifiche della poesia contemporanea, poetessa di vertice , a livello europeo .Il suo ultimo libro , il “Poema della croce” è stato letto in spazi religiosi come una moderna rappresentazione sacra, epifania tragica e luminosa . “ Ogni poeta /laverà nella notte/ il suo pensiero/ ne farà tante lettere /imprecise/ che spedirà all’amato/senza nome” .La carnalità – scrive Gianfranco Ravasi – che era spesso in lei intrecciata all’eros , qui si trasfigurava e diventava la sarx giovannea, la carne del Verbo  e la Divinità diveniva Umanità gloriosa e dolente . La poetessa poneva il suo Cristo al centro dello spazio e del tempo in una epifania tragica eppur luminosa.” Attorno allo sperone roccioso del Calvario  s’addensa non solo l’odio del mondo, ma si delinea anche il teatro della derisione” , cioè la brutale stupidità e la volgarità dell’umanità che la Merini aveva sperimentato su di sé e tanto detestava. Eppure su quell’asse della derisione e della crudeltà si inaugurava il giudizio definitivo sul  male e , contestualmente , si apriva il cielo della redenzione. La croce ove si raggrumava il dolore di Dio, diventava così “sogno d’amore”: “Dio ha espresso il suo amore per l’uomo nel pianto”
“Cristo è la lacrima di Dio, una lacrima (che) coprì tutta la carne del figlio.
In questi ultimi anni “la colpa e la grazia, l’inferno e la gloria sono stati i poli della ricerca spirituale di Alda , una ricerca attraversata non di rado dai fulmini di follia che lei non temeva più  di rappresentare “, quella follia che la colpì la attraversò anche nel periodo dello strano  sodalizio “tarantino” con Michele Pierri.
6.     La gazza del nord
Del resto la  poesia le era giunta  sulle ali del vento  del suo disordine interiore , anche se  lei aveva  paura di quel vento che la risospingeva   per sentieri troppo tortuosi e profondi  facendola vagare là dove si incontrano i ricordi e le speranze  disattese, i visi dei morti e quelli dei vivi  che non sanno più dire parole . La poesia è stata  sempre vigile e presente in lei , anche e soprattutto nel periodo della sua follìa  tarantina , e forse l’ha salvata dall’abisso della demenza, del non ritorno .  Ma la fortuna editoriale le  ha arriso non solo per gli indubbi meriti, riconosciuti  perfino da Montale , ma anche  perché , nel 1986 , è tornata a vivere  a Milano , dove , pur  immersa nella solitudine  ,  con il bisogno  e   la fame  ossessiva d’amore spirituale e carnale , - che sempre ha avuto - nell’ appartamento disordinato e misero , sito al secondo piano dei Navigli , ha “consumato i suoi giorni  a fumare  sigarette e a scrivere poesie, “le cose belle della vita”   (“Oggi , -disse alla giornalista di Espresso , - per esempio vorrei che qualcuno mi andasse a comprare le sigarette. Perché io non ho mai smesso di fumare, né di sperare"). Ma ci sono state altre cose che l’hanno fatta sperare  nella più completa disperazione , ad esempio , quand’era nell’inferno del manicomio di Taranto?  
“Michele Pierri è stato sempre un uomo gentile , sensibile e meraviglioso , un angelo di bontà, e poi…poi  ho amato intensamente le gazze salentine , quelle  che , bolse, volano basse; le mie sorelle gazze, quanto mi somigliano!”
E i suoi pensieri  furono quelli di una gazza ladra del nord ,  tenera e solitaria , santa  e  meretrice , sanguinaria e ipocrita ,  rapida  nel rubare l’oro  e lenta  nel volare sul ramo ; anche lei vive di un amore personale   fatto di sogni , che quasi esclude il rapporto con il maschio .Amori intensi e infelici , come quelli di una gazza ladra,  amori  grandi  e inesistenti , così grandi  da elevarsi oltre l’umanità. 
Negli anni del suo successo ( “ma cos’è il successo ?, idiozia, spazzatura, roba buona per guardoni!), quando tutte le televisioni e i giornali la intervistavano, le fu chiesto: E del suo maestro  amato , Michele Pierri , infine , che ne è stato ?  Alda non volle mai più parlarne. Ricordava lo squallore il dolore la solitudine l’infamia del manicomio di Taranto , un lager nazista , qualcosa di più  orrendo dell’inferno dantesco. “Dopo , per tutti, fui come un’appestata”.  Ma Lucio  Pierri , figlio di Michele, che ha scritto una biografia sul padre, replica: “ Nessuno di noi ha trattato la Merini come una appestata dopo il suo ricovero nella psichiatria tarantina, che effettivamente era peggio di un lager perchè per mancanza di spazio i malati erano costretti sempre a letto; noi abbiamo cercato di tirarla fuori al più presto, in quel momento anche mio padre era ricoverato in chirurgia e non ha potuto aiutarla. Io andavo a trovarla dopo il lavoro, i medici  me la affidavano per farla uscire a passeggio”.
“Lei mi dice che di  Michele Pierri si  è persa ogni traccia?   Chissenefrega!
Alda volle cancellarlo dalla memoria,  dimenticò  perfino di avergli  scritto una poesia con cui rivela la sua passione e il suo estremo disagio nel vivergli accanto, causa i figli, che riportiamo integralmente:-
A Michele Pierri
Amore, perdonami: sono brutale e vorrei ungerti/ d'olio,/ti perseguito e vorrei/ che davanti a te io fossi un tappeto,/ ti amo e mi recludo nel mio silenzio,/ma ho paura, paura di me stessa,/ di questi gigli orrendi di fame e di fango /che crescono nella mia mente./ I tuoi figli non mi perdonano/ e divorano la mia anima, i tuoi figli sono divoratori, / eppure io che sono madre/ sazierò le loro bocche violente/ perché non arrivino mai al nostro amore,/ a dividere la nostra infamia segreta/ di poeti malevissuti nel mondo.
E pure Michele Pierri , medico umanista e uomo nobile , alla sua morte , le lasciò un terzo dell’appartamento, 70 milioni, che il figlio Lucio si adoperò affinchè la poetessa avesse nel più breve tempo possibile .

7.     Il carneade  Pierri .
Pierri, chi era costui?, dirà qualcuno. Era  un poeta  vero ,  di  notevole spessore ,   con un’anima religiosa , chiusa, ascetica ,   ma un’anima mortificata, insaziata , fermentata di ribellioni, che si piega ad ascoltare la voce dei fanciulli  e delle gazze  tarantine che portarono consolazione  alla sua esistenza  chiusa e appartata; ascoltò la ragione della coscienza, esplorò , indagò  sul  perchè  delle cose , si confuse con i  sogni,  i fantasmi e i misteri della natura  , per specchiarli in un colore e in un dolore  densi e frantumati , come il ritmo del suo verso ,  che ora s’attorce e  s’ingroviglia e non ti concede tregua , né respiro,  sembra quasi  che strida e arrivi fino a patire  , a “fingere  il dolore che sente davvero”, come disse ironicamente Pessoa…
Era  un poeta vero ,  che  brilla di luce propria . Non ha bisogno di essere  preso al  rimorchio  della Merini ,   che è una grande poetessa ,  ma ha avuto – come accennato -  la fortuna  ( dopo le disgraziate vicende sanitarie)  di tornarsene a Milano  e non a Taranto  o nelle regioni di estrema periferia  ed emarginazione del meridione come il Salento fino a pochi anni fa .  Quella sfortuna è toccata a Pierri,  che ha vissuto appartato , schivo,  nascosto, quasi  obliato.  Donato Valli , che ebbe diversi incontri  con lui , scrisse , in occasione del centenario della sua nascita  (21 maggio  1998):   “Si citano immancabilmente  tre autori salentini ,   Bodini, Comi  e Pagano,  ma quasi nessuno  fa riferimento a Michele Pierri ,  un poeta,  che meriterebbe di essere collocato sullo stesso piano dei suddetti tre.”   
8.     Le sue frequentazioni “alte”
Era nato nello stesso anno di Betocchi ,  con cui aveva instaurato uno dei sodalizi di più intensa qualità spirituale . Altri amici profondamente legati a Pierri erano Oreste Macrì e i già  citati Comi  e  Spagnoletti,  che curò e pubblicò alcune raccolte di liriche del Pierri. Suo amico carissimo fu , durante la prima stagione letteraria del novecento , il padre dell’ermetismo storico italiano, Carlo Bo,  che scrisse la prefazione del suo primo libro, “Contemplazione”. Anche Giorgio Caproni,  il lirico ligure-toscano, il cantore di  “Annina” , ritenuto per un certo periodo il più grande poeta italiano di quest’ultimo scorcio di secolo,  fu  ottimo  amico del Pierri e tra loro per un certo periodo di  tempo ci fu un carteggio degno di rilievo.  Queste frequentazione “alte”  del Pierri   - sostiene Valli  -   ci offrono un’idea su quali fossero le fonti del suo pensiero e della sua poetica, che si agganciano all’avanguardia simbolista, successivamente irrobustita dalla letture di scrittori mistici quali Santa Teresa D’avila, San Giovanni della Croce e Jacopone da Todi.
Ma non va trascurato l’influsso filosofico di  grandi pensatori  “irregolari” , dichiarati eretici , quali Giordano Bruno e Tommaso Campanella, attraverso i quali Pierri è confluito nell’orfismo classico moderno ispirato dalla scuola pitagorica. Un’altra componente della poesia di Pierri passa attraverso una costante dialettica reiventata di un marxismo purificato e idealizzato come forza redentrice. L’azione di queste due forze è evidente in “Contemplazione” (1950) e in  “De consolatione” (1953) in cui si avverte l’urgenza della realtà  che ci assedia con forza fisica, quasi materiale e da questo assedio ci si può liberare solo mediante la parola, che però trasmette solo pensieri, non sensazioni. Ed ecco la voluta ricercata ambiguità della scrittura di Pierri, tra l’urgenza della fisicità e quella dello spirito. 
9.     Chico ed io , il poema dedicato ad una gazza.
Nel 1971  fu pubblicato  un poemetto  , “Chico ed io”,sulla Rivista  “L’Albero” fondata da Comi,  un poema  dedicato ad una gazza ,  che allietò alcuni  mesi  della sua vita e poi morì, forse avvelenata.  (“Era una gazza che viveva in famiglia con noi”, scrive Lucio Pierri. Il poema si componeva di 59 liriche e fu scritto molti anni prima di conoscere la Merini”)
 Pierri passava diverso tempo ad allevare le gazze, non lo faceva certo da esperto , ma da “fratello”  ( c’è in lui “ l’indipendenza dialettica del cristiano giullare” tutta francescana)  perché tali considerava tutti gli animali:  fratelli di viaggio , oppure da “comunicatore”  di sensazioni misteriose.  La bellissima  gazza  di Pierri  non  era come la capra di Saba  , legata  e dal viso semita , anche se  “ il dolore è eterno / ha una voce e non varia” , ma  era   una creatura “libera e felice”  che  faceva sentire libero e felice  anche il poeta . Con “ Chico”  , Pierri  trascorreva  delle magnifiche giornate , giocavano  e parlavano  , in un linguaggio   assolutamente misterioso e misterico,   per iniziati ,  che conoscevano soltanto loro due.
Il poema  “Chico ed io ”  non è una  favola , né  una metafora  ( La “ Gazza Ladra”-Alda Merini , che intanto trovava  spazio perfino sulla copertina di Time , non c’entra per nulla, come ha precisato Lucio Pierri) , ma piuttosto  la descrizione di una presa di coscienza più alta e consapevole da parte dell’uomo:  noi e gli animali siamo sullo stesso piano , essi  hanno  pari dignità,  gioiscono e soffrono, sono capaci di renderci felici,  meritano il più  assoluto rispetto. Pierri , in definitiva, intendeva  suggerire agli uomini un pietoso pensiero verso tutti gli esseri sensibili, voleva  diffondere l’idea che “ allargare la cognizione del dolore extra umano non è conquista di certo inferiore a quella della conquista degli spazi”. E noi concordiamo pienamente con lui.

Roma, 27 settembre 2012                      Augusto Benemeglio

35 commenti:

  1. Un ampio spaccato sulla vita di due personaggi, uno diventato famoso a livello internazionale, la Merini, e l'altro rimasto semi sconosciuto. Eppure, leggendo il tuo scritto, mi pongo il pensiero su quanto abbia potuto influire la vicinanza del Pierri, poeta buono e compassionevole, sulla poetica della Merini.
    Leggo di quanto lui abbia fatto di bene nel toglierla da quel manicomio, notoriamente giudicato come un vero e proprio lager, e di come la Merini abbia sofferto nei confronti della moglie precedente del dr Pierri. Sono questioni che incidono l'animo e, certo, l'animo della Merini era particolarmente sensibile.
    Un esaustivo, bellissimo articolo. Grazie Augusto.

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  2. Perché non inserire anche qualche poesia di Michele Pierri, per darci modo di conoscerlo meglio?

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  3. credo che sia meglio ritirare questo "racconto". Franco (Frame) ti ho scritto in privato.

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  4. perché tagliare questi profili? Vogliamo continuare a far vedere la vita tutta tarallucci e vino?
    Non è un racconto fra virgolette. E' la vita "Signori". Che vi piaccia o no...

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  5. Ero arrabbiato, mi scuso
    Piperita Patty

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  6. Ma per chi ci prendi piper? Per delle colleggiali di un collegio svizzero? I motivi sono ben altri e seri. Patti

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  7. Scusate sto scrivendo con il cell. Patti

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  8. Cara Serenella, grazie del tuo intervento, come sempre generoso. Come saprai meglio di me, Alda Merini subito dopo il sodalizio con Pierri, ha avuto una vera e propria esplosione poetica fino al punto da sfiorare il "Nobel". Ancora oggi le sue poesie delle "Ballate non pagate" fanno parte dei recital più esclusivi e richiesti dei teatri milanesi, e con La terra Santa ha interessato anche tutto il settore della cultura mistica cristiana-clericale, fino al punto da meritare una prefazione dell'illustrissimo e coltissimo cardinale Gianfranco Ravasi. La sua è una scrittura eminentemente "teatrale" diretta e spesso irrelata di un'emozione , o di un soprassalto psichico; una scrittura dal doppio tono, con un bordo scuro e inquietante che si palesa improvvisamente, magari con un aggettivo inatteso, o in un deragliamento semantico che viene ad incrinare e talora a stravolgere la compattezza dell'espressività emotiva.
    Per Pierri, praticamente ignorato da tutte le antologie letterarie che esistono in Italia, ci sono dei volumi editi da piccole case editrici a livello regionale. Vediamo di recuperare qualche poesia, come giustamente suggerisci tu.
    Un abbraccio...e ti aspetto sabato, per il recital su Pascoli.

    Augusto

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  9. Credo che prima di intervenire sarebbe necessario leggere bene quello che troviamo scritto.
    Non mi sembra che ci sia nulla in questo articolo, ripeto, articolo e non racconto, che non rispecchi la realtà. Che la Merini non fosse una santa è risaputo, che sia stata ricoverata in un manicomio, pure.
    Ma basterebbe un po' di oggettività... e, poi, ognuno tragga le proprie conclusioni.

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  10. Scusate, volevo rispondere a Patty e invece mi sono inserita nei commenti.
    Serenella

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  11. CosÌ risponde il Benemeglio al figlio di Pierri, a proposito del suo "articolo" come lo definisci tu, ma anche in generale per i suoi "articoli":

    quote
    "Del resto non era mia intenzione fare un articolo “storico” , o ” cronacistico”. Non è nelle mie corde . A dire il vero non so esattamente neppure io come definire i miei articoli perchè si basano molto sugli umori, le sensazioni, le intuizioni . Forse sono “racconti” mimetizzati da critica letteraria . Probabilmente avevo letto, o sentito alcune cose e mi ero formato un’idea del rapporto Merini-Pierri, ma ripeto , non ho onestamente nessun elemento per sostenere che le cose siano andate come io le ho descritte, tranne le cose che dice la stessa Alda Merini ( in versi) e che sono virgolettate se ricordo bene ( Perdonami , ma non ho riletto l’articolo) . Certamente i fatti si sono svolti come li ha raccontati chi le ha vissute in prima persona.E oggi ne prendo atto. Di più non so che dire. Chiedo scusa a Lucio e alla famiglia Pierri se qualcosa che ho scritto in quell’articolo possa averli in qualche modo offesi. "
    unquote

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  12. Se a voi vi va di pubblicare e leggere "racconti" mimetizzati da critica letteraria (senza per altro menzionarlo) , fate pure.

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    1. Non vedo mimetizzazioni nell'articolo, tu le vedi? Quali sono secondo te?

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  13. Vai LEGGETE o fate finta?? L' ha asserito lui, mica l'ho detto io.

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    1. Scusami Patty,
      senza voler entrare nel merito della questione, credo d dover intervenire perchè non credo che un articolo, si possa liquidare con una battuta. "Cancella il racconto dal blog!"
      Se sei tanto sicura di quello che sostieni, prendi carta e penna e scrivi le tue ragioni, ma un dibattito in questo modo non ha senso e non lo accetto, soprattutto per rispetto all'ospite in questione.

      Non tiratemi pr la giacchetta e non costringetemi a stabilre chi ha ragione. Anche se sono l'amministratore non posso essere competente su ogni questione che qui viene trattata.
      Allora aspetto un tuo intervento circostanziato, visto che hai sollevato il problema. Non credo che ad Augusto manchino gli argomenti per avvalorare quanto ha scritto e sono certo che ti risponderà volentieri.

      A parte tutto, il sottoscritto non può che compiacersi di questo interesse intorno a una stanza. Vuol dire che l'ambiente è vivo e stimolante, per questo ringrazio tutti indistintame. ;-))))

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  14. Franco mi spiace notare che alla fine quello che ti interessa di più sono la quantità di letture. Ti ho mandato un link in privato, questo qui che allora riporto anche qui:
    http://lucianopagano.wordpress.com/2009/03/24/michele-pierri-alda-merini-una-precisazione/

    ora non so se il testo qui sopra sarà stato epurato, immagino di sì, per evitare ulteriori guai

    Ma quello che non mi è piaciuto è il suo metodo di "critica letteraria":

    è lui a dichiararlo:
    "A dire il vero non so esattamente neppure io come definire i miei articoli perchè si basano molto sugli umori, le sensazioni, le intuizioni . Forse sono “racconti” mimetizzati da critica letteraria . "

    eh..insomma...fare deduzioni su una persona solo per alcuni versi, non mi pare una metologia corretta in critica letteraria, o no???
    Comunque resto qui, ancora per breve, per sentire le spiegazioni del signor Benemeglio.




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    1. Vedi Patty, sei tu che sei distratta e non leggi attentamente le mail.
      Ti rimando il testo della mia penultima, dove ti precisavo che ero già al corrente della questione che tu sollevavi. Non siamo tutti sprovveduti come tu pensi. Leggi e poi aspettiamo la risposta di Augusto.
      La battuta sulle letture non mi è piaciuta affatto. Ti avevo invitato anche alla calma e a riflettere ma vedo che oggi è una giornata storta. Oppure sono io che non riesco a farmi capire. Scusa sai!


      Stai calma!

      Lo avevo già visto ieri sera:

      La precisazione è del 2009

      Michele Pierri, Alda Merini. Una precisazione.
      24 marzo 2009 · by luciano pagano · in Luciano Pagano, News. ·

      Questa recensione è stata riveduta in seguito a quelle precisazioni.

      Se leggi bene le versioni coincidono.

      In avvenire chiamami prima in privato e non viceversa.

      A ogni buon conto adesso ti faccio rispondere da lui.


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  15. Grazie, volentieri. Mi spiace, ma queste cose sono in internet e lo trova chiunque.

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  16. Lo scritto non vedo che abbia mai di scandaloso, fra l'altro riporta anche la versione del figlio del dr Pierri ; come fosse la Merini lo sappiamo tutti, che poi nessuno possa dire che cosa avveniva nella loro camera
    da letto è assodato; ma da qui dire che si vuole mimetizzare e farne un
    racconto (il termine fa presumere che ci sia solo invenzione, e ciò davvero non
    è), ce ne corre.

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  17. Sere, che ti debbo dì...io a letto con la Merini certo non c'ero....(sarà stato il periodo in cui ero a letto con Brad Pitt)

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    1. Beata te, Patty.
      Certo che è meglio trovarsi a letto con Brad Pitt piuttosto che con la Merini.

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  18. Sì, un esperienza fantastica (anche se ero più interessata a un suo amico). Ma chevvuoi...quando sei a L.A. è così....ti lasci prendere...

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  19. Gentile Signora Patty,
    ho pubblicato questo articolo a richiesta di una frequentatrice del Blog, perchè l'aveva letto da qualche altra parte e le era piaciuto. Alla stessa avevo fatto presente che avevo apportato delle modifiche scaturite da appunti
    e precisazioni che mi erano stati fatti dal figlio di Pierri, e anche da parte di alcuni amici della Merini, che si erano lamentati del fatto che avevo scritto che era alcolizzata e che di Pierri se ne era altamente fregata. Poi avevo integrato lo stesso articolo con altre brevi considerazioni. Ma è ovvio che il lungo articolo sostanzialmente era rimasto lo stesso.
    Premesso ciò, io non so che cosa faccia lei esattamente nella vita, per me potrebbe essere anche un premio Nobel per la letteratura, dal momento che l'hanno dato a Dario Fo e,in passato, anche a uno scrittore finlandese che niton aveva pubblicato neanche un libro, ma eccelleva nell'arte del bere; potrebbe essere una postina o un'impiegata del catasto , o anche una grande esperta di critica letteraria , con la matita blu a portata di mano , quale crede di essere , evidentemente , quando parla di modalità e valore di un testo in relazione ad una mia precisazione , dettata evidentemente anche dal timore che potesse sfociare in querela ; a me sembra , onestamente , che questi suoi interventi risentiti e isterici sottolineino soltanto una sua predisposizione alla malignità e grettezza d'animo. Da parte mia , ribadisco di non essere uno storico , nè un cronista, nè tampoco un critico letterario in senso stretto ,pur conoscendo , forse meglio di lei, storia cronaca e letteratura. E' vero che prendo spunto da situazioni e fatti reali per poi andare in sentieri sconosciuti a me stesso, grazie a intuizioni, fantasie , arabeschi,tam tam , li chiami come vuole ( del resto la fantasia - disse Baudelaire - è la più scientifica delle qualità) . Ma questo è il mio modo di scrivere da una quarantina d'anni , che mi sembra largamente apprezzato dai più . Per me
    " raccontare " un personaggio non significa solo date cronaca esegesi etc, ma fare un viaggio che non è solo letterario , ma soprattutto umano, e ciò mi consentito ( e tuttora mi consente) di avere opportunità di collaborare con i blog che vanno per la maggiore , scrivere per diverse riviste d'arte e letteratura. Certo quando faccio un profilo non mi limito, come lei ha accennato a leggere alcuni versi dell'autore. Se fosse possibile lo farei, ma purtroppo capita che debba leggere centinaia, migliaia di versi e magari più di un libro , e che mi tocchi andare a dormire un paio di settimane o più col personaggio per " confessarlo" , e poi fare un viaggio insieme a lui e trovare un sentiero giusto che mi porti là dove ero partito , là dove non ero mai stato. E' un percorso ignoto a me stesso, come è in fondo la vita, che è tutta mistero, come diceva il grande Borges: il sorriso di un bambino, lo sguardo di un vecchio, il respiro del mare, le sigarette della Merini che posa nuda per Time, tutto è in fondo mistero. Ma lei monta a cavallo e dice , No , questo articolo è da cancellare, si deve buttare nel cestino, perchè l'autore stesso ha confessato che si è tutto inventato, o quasi. E quindi non è affidabile.
    Ma lei, signora Pittas, o come diavolo si chiama realmente , che cosa ne sa di come nascono e vivono le cose , di come si realizzi un architettura, un arabesco, un sogno? Stia attenta a partire lancia in resta, poi è difficile poter tornare indietro senza farsi male.
    Mi stia bene.

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  20. Lei e' pure molto spiritoso e le garantisco che se le stesse affermazioni in merito al suo modo svagato di proporsi le avesse fatte a priori ci avrebbe fatto una migliore figura. Mia grettissima opinione. Signorina pittas saluta tutti, buon proseguimento.

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    1. Scusa Patty, ma qui, l'unica a voler male interpretare l'articolo mi pare sia stata solo tu.
      Traine le conclusioni.

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  21. Signorina Pittis, in ultima analisi, io posso dire o precisare quel che voglio, potrei addirittura essere spiritoso (come dice lei) o, magari, provocatorio , potrei fare un gioco mimetico , o di trasformismo , comunque prendere le distanze da ruoli paludatissimi ( del resto il finto saggista e maestro di tutti, Pietro Citati, è in realtà uno scrittore mascherato da biografo, ma ciò non toglie che quel che dice o pensa, o intuisce, o addirittura s'inventa, non si attagli al personaggio, anzi, lo esplora in profondità), ma è lei che deve spiegare , a prescindere dalle mie attestazioni, dove come e quando l'articolo sulla Merini non risponda a verità, dove come e quando non sia in sintonia con la sua poesia, con i fatti della sua vita, etc. Non parlo di Pierri, perchè lei molto probabilmente non sa neppure di chi si tratti. Ecco, ci spieghi perchè l'articolo - al di là e a prescindere dalle mie risposte - è da cestinare, è da cancellare. Grazie.

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  22. Se arriverà una risposta da Patty, nonostante abbia espresso la volontà di abbandonare il blog, e se sarà una risposta pacata, circostanziata e tesa solo a proporre in modo chiaro il suo punto di vista, e senza intenzione di alimentare polemiche, la leggeremo con interesse. Diversamente la saluto anch’io, e la ringrazio per la collaborazione sin qui espressa.

    Adesso però: tirem innanz!

    Lo dico non per fare il pompiere della situazione, ma perchè la discussione rischia di diventare sterile e inopportuna, e soprattutto perché la maggior parte degli ospiti non ha capito nulla di questa polemica in corso.

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  23. Concordo con Serenella che definisce bellissimo questo articolo; mi ha dato la possibilità di conoscere qualcosa di più sulla vita di una poetessa che ho sempre ammirato.

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  24. Grazie, Stefania, mi riconcilii con me stesso, perchè è giusto mettersi in dubbio, e correggersi se effettivamente hai sbagliato qualcosa , per onestà intellettuale , ma anche per migliorare in seguito, cosa che io ho sempre fatto, com'è mio costume. Ma quest'articolo, - e non voglio dirlo per vanto, perchè sarebbe stupido , nella circostanza - è stato pubblicato anche sulla carta stampata ("Espresso Sud") e ritenuto uno dei più interessanti e "originali" che siano stati mai scritti sulla grande poetessa milanese, e forse l'unico che riguardi il suo rapporto con il dott. Pierri, che poi sposò segretamente , medico e poeta allo stesso tempo.
    Comunque di nuovo grazie delle tue parole.

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    1. Grazie a te, Augusto, per il tuo impegno, per le tue parole, per l'amore che metti dentro le parole: non è da tutti! :-)

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  25. Non voglio entrare nel merito della diatriba, e non mi interessa. Quello che invece mi interessa è questo bellissimo ritratto, che mi ha fatto conoscere Michele Pierri e approfondire la figura di Alda Merini. Di lei sapevo poco, per lo più quello che si sente dire in giro o si legge qua e là, ma mai avevo approfondito tanto la sua vera natura, la sua umanità di donna e poetessa. Una vita, la sua, di certo non facile, e di grande importanza (sia per la nostra letteratura, che per le nostre coscienze).
    Questo articolo è ammirevole, scritto con cura e sentimento. Grazie, Augusto, per avercelo regalato. I miei più sinceri complimenti, a presto!

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  26. Caffè pagato, caro Matteo. Ti aggiungo un commento di Vivian Lamarque , un'altra poetessa dei tempi nostri, magari non molto nota al grande pubblico , ma che va sicuramente per la maggiore: "Tutti i riflettori sulla Merini ( non sempre rispettosi), tutte quelle luci perennemente accese su di lei , da un lato hanno permesso alla sua poesia di raggiungere migliaia di non addetti ai lavori poetici, e all'affetto del pubblico di raggiungere lei, che di crediti ne aveva non pochi ( "ho mille tramonti alle mie spalle"); dall'altro, trasformando maldestramente in poesie e libretti ogni sua parola, hanno inquinato il campo e accresciuto la già malcelata diffidenza degli intellettuali nei suoi confronti: ogni animale all'incontro con una specie anche leggermente diversa arretra di un passo, diffida"
    E, infine, eccoti una poesia di Alda, molto famosa: Quando gli innamorati si parlano.
    Quando gli innamorati si parlano
    attraverso gli alberi
    e attraverso mille strade infelici,
    quando abbracciano l'edera
    come se fosse un canto,
    quando trovano la grazia
    nelle spighe scomposte
    e dagli altri rigogli,
    quando gli amanti gemono
    sono signori della terra
    e sono vicini a Dio
    come i santi più ebbri.

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  27. A solo

    Ma se il peccato stesso ti risplende,
    ovunque scopri luce, luminosa
    anche l'aria sospetta, di capestro,
    se mi frughi nell'anima ...al rimorso
    il sudiciume abbandoni, le scaglie
    che cadono dagli occhi; e delle tenebre
    interrotte, le sole tenebre!
    la bellezza rimane come all'alba;
    forse, eri tu quello che ignorato
    seguivo, ancor mi svia
    il tuo modo d'amare quando taci.

    *****************************************

    E sii sincero, adesso riconosci
    che non da me s'allontanava il corpo
    che d'esser parte viva di te forte
    si struggeva in errore; e, timoroso...
    ne parlano i ricordi, se fai dolce
    anche la morte, e l'insinui, un inverno
    ai primi passi familiare, i boschi
    tralucenti e felici di rovina,

    illuminati solo dalle piogge,
    resi nudi per te.

    M. Pierri

    Mi sembra giusto ricordare in questo spazio, anche il grande e ahimé dimenticato, Michele Pierri proprio con una delle sue splendide liriche, difficili da recuperare anche su internet.
    Credo che lo spessore di entrambi i poeti metta a tacere qualsivoglia pettegolezzo e non, riguardo alla loro vita privata di quegli anni.
    Magari a noi tarantini dispiace solo che la Merini non abbia avuto parole "buone" per il periodo trascorso presso di noi. Magari dispiace non aver sentito dalla sua bocca, o dalla sua penna che quegli anni, per lei, furono di grande ispirazione o che, il periodo trascorso presso il "lager" tarantino non fu di tre anni, ma di due settimane. Senza per questo nulla togliere ai maltrattamenti subiti. Che, sempre in quel periodo, ci fu un gran da fare intorno a lei da parte di intellettuali del posto che contribuirono in maniera importante alla sua ripresa creativa e editoriale.
    Ma ripeto, alla fine ciò che conta è quanto questi autori ci hanno lasciato in versi. I gossip sono un'altra storia, anche perché stabilire la verità non è cosa facile.
    Grazie Augusto per aver aperto un ulteriore varco in questa coppia che, senz'altro, servirà a far parlare di Pierri (la Merini non ne ha bisogno) e Patti:
    tu sei donna sensibile e intelligente. Sono certa che prenderai la decisione giusta. Quella di restare. Le diatribe è bello che ci siano, ma è bello anche risolverle. E poi abbiamo bisogno di voci franche e schiette come la tua.

    Daniela

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  28. Cara Daniela, io credo che Michele Pierri, oltre ad essere stato un eccellente poeta, era anche un uomo profodamente buono come ce ne sono di rari. Con lui , che Alda sposò in nozze morganatiche , quando ormai aveva 85 anni , la Merini trascorse uno dei periodi più sereni della sua esistenza . Non dimentichiamo che era stata per quattordici anni nell'ospedale psichiatrico (leggi manicomio) Paolo Pini di Milano , con lunghi internamenti alternati a brevi periodi di dimissioni. Pierri la proteggeva, la curava, la trattava con estrema gentilezza e amore paterno , a differenza di quel che era avvenuto con il precedente marito, Ettore Carniti, piuttosto rozzo e violento. Poi , purtroppo, Pierri si ammalò e la Merini cadde in un profondo stato depressivo, e venne internata nel "lager" di Taranto, dove rimase, come dici tu, poche settimane. Nel 1986, quando muore Pierri, Alda torna a vivere a Milano in condizioni di estrema miseria. L'aiutano gli amici , soprattutto l'aiuta e la "riscopre" come grande poeta Raboni , e lei pubblica le più "belle poesie".

    Le più belle poesie
    si scrivono sopra le pietre
    con i ginocchi piagati
    e le menti aguzzate dal mistero.
    Le più belle poesie si scrivono
    davanti a un altare vuoto,
    accerchiati da agenti
    della divina follia.

    C'era molta memoria del periodo tarantino, in quelle poesie, e tutta la straordinaria dolcezza di un uomo come Michele Pierri, uomo francescano ,
    e poeta tutto da "riscoprire" e rivalutare, non solo a livello regionale, come si è già tentato di fare,ma a livello assoluto.
    Grazie per aver pubblicato alcune sue poesie, che non sono per nulla facili
    da reperire.

    In quanto al resto, parlo del tuo finalino , io mi sento fratello di tutti coloro che amano la cultura , l'arte , la musica , la poesia, che sono le scusanti dell'esistenza . La poesia , in specie, è forse quella bellezza che salverà il mondo come si ostina a ripetere il mio amico Fabrizio Centofanti ,
    e rimane comunque uno dei miei grandi amori. Ma gli amori , come scrive la Merini, in una sua prosa, " non sono cose eterne e segrete . Gli amori sono cose impossibili , cose che non accadono , cose da niente, oppure da tutto...
    Un saluto.
    Augusto

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