martedì 16 ottobre 2012

la stanza di Ippolita


IPPOLITA LUZZO

Come ci siamo ridotti!

Come?
A fotografare la nave Concordia che va giù
A sparare al vicino di casa  che tiene la tv al alto volume
A guardare sbavanti la farfalla sul pube di una Belen di turno.
Come ci siamo ridotti!
Come?


A leggere giornali gossip su corna fatte e che si faranno
A scorrere una cronaca nera fatta di pugni, di calci, di niente
A insozzare città e paesi con musiche e canti di strimpellatori
Come ci siamo ridotti!
Come?
Ad assistere imbelli, incapaci ed ottusi
Ad una invasione di turchi, ottomani  e cinesi
Ad una violenta e continua rapina di quello che era un nostro paese
Scomparso oramai per troppa inefficienza, per disamore, per negligenza.
Come ci siamo ridotti!
Come?
Ed è in quel come, in questa domanda che resta intatto tutto lo stupore
Di come tutto vada come vada
Rotolando per  una discesa  e trascinando sempre di più ogni cosa incontra
Come?
Come una slavina, come una frana, sento il rumore
Dei sassi che spingono, che sbattono e rotolano
Per il pendio del nostro paese
Il paese intimo del nostro momento.
………………………………………………………………..
Se fossimo stati nel medioevo avremmo imbastito una bella crociata
Ma siamo ai tempi del consumismo, del pronto video , delle chattanti
E combattiamo a colpi di tasti una guerra persa e mai dichiarata
Contro un noi stessi disfatto e imbelle
Alienato
E disadattato
Incapace di impegnarsi davvero
Perché l’impegno  è solo fatica
Per noi edonisti
Senza ritorno




Siamo un popolo di guardoni

Cinquanta sfumature di grigio, di nero, di rosso
Successo interplanetario della James
-Ma tu, come hai le mutandine?-
Successo di vendita, passaparola … di che colore le porti?
Sempre le mutandine, ovviamente!
E lui, irretito e lei prona … ma che amore … che eros!
Reds avrebbe fatto meglio, scritto meglio
Ale avrebbe dettato il tempo e i giorni ed i motel …
Ma perché?
Aristotele, nella Metafisica, libro  primo,  dice che tutti gli uomini desiderano sapere.
Che, se non dobbiamo compiere niente scegliamo il vedere in cambio di tutte le altre sensazioni, perché questa,  fra le altre,  ci fa conoscere e mostra molte differenze.
Appunto … tutte le sfumature dei colori dell’intimo.
Dalla finestra sul cortile di Hitchcock dove James Stewart guardava con un binocolo la finestra dell’appartamento accanto al Grande Fratello …
E ad adesso tutti sui siti, sui blog,  su Facebook
Un mostrarsi, un fotografarsi, un vedersi … ciechi
L’amore trasformato in un catalogo di Intimissimi
La passione in un birignao di smorfiette da una doccia e via
Una bella doccia con bagnoschiuma incorporato
Un mucchio di sterpaglie che fa fumo e acceca
Ed abbiamo l’eros che brucia nelle stoppie con cinquanta sfumature di grigio, di nero e di rosso
Pietà di noi, Signore
Pietà, perché,  chi non è d’accordo, annaspa, soffoca nella melma di un pantano gracidante di tante rane, che come Aristofane raccontava,  si combattevano animatamente,  discutendo sui colori delle mutandine
Forse facendo il contrario ce la caveremo-dice Euripide
Forse, ma non è detto.


17 commenti:

  1. Hai ragione Ippolita, come ci siamo ridotti!
    Bastasse il valore e la capacità della poesia a far ragionare...
    ma la politica pare dire: "Se non puoi convincerli, confondili".

    Taccia e si ritiri... chi non avversa le tasse messe a sproposito per permettere ai politici di mangiare ostriche...
    invece, purtroppo, il mondo va a rotoli... e allora... divertiamoci!

    "Tra il dire e il fare c'è una busta da dare.

    Quando avrai ottanta anni, avrai probabilmente imparato tutto della vita. Il problema sarà ricordarlo.

    Nella vita ci sono cose ben più importanti del denaro. Il guaio è che ci vogliono i soldi per comprarle."

    E, per concludere:

    La vita è meravigliosa: senza di essa saresti morto.

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  2. Sei troppo forte Ippolita!
    Condivido gran parte di quello che dici, una sola domanda: ma la punteggiatura che fine ha fatto? Che quelli della regione si sono fregati pure quella?
    Comunque mi piace quello che dici e come lo dici, anzi questa mattina mi sono fatto un regalino e ho aperto il salotto con l'Ippolito pensiero. Ti piace l'idea?

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  3. ...,,,,,????!!!!;;;:??ahahah
    Le mie colleghe di lettere mi fanno la tua stessa domanda, poi, scuotendo la testa, si rispondono:- Però, se diventi troppo corretta, non sei più tu-
    Scorrettamente vi ringrazio
    Mi sono emozionata stamattina
    Nel vedermi in copertina
    Ho avuto un orgasmino
    Solo un piccolo sobbalzino.
    Sono pur sempre una regina
    ed Ho un solo desiderio
    Dare ai miei lettori
    Il mio Ippipensiero!

    Grazie Franco, questa per te, solo per te e per tutti voi che vivete nel mio stesso regno
    Il regno della lettura

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  4. Ok,
    Cara Serenella, quando potrò avere la tua mail?
    Su google?
    Aspetto fiduciosa
    Ippolita
    Franco, dai la mia mail a Serenella
    le due Stefanie l'hanno già
    Comunque per non far torto a nessuno
    .........
    La daremo a tutti
    dopo
    Magari si creerà l'angolo della posta
    Come fa la mia omonima famosa
    Ippolita Avalli

    Deliro, vedete, chiudetemi

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  5. Va beh, va beh, l'angolo della posta a te, Ippi, ma l'angolo della posta del cuore a meeeeeeeeeeeee;-) Mi ha sempre intrippato l'idea di condurre una rubrica del cuore;-)
    Questo tuo testo, cara Ippi, contiene molte verità, anzi, diciamo pure che è una fotografia della condizione attuale dell'uomo "moderno". Credo che farebbe bene a tanti addentrarsi in un bosco fitto e buio alla ricerca del proprio "io" smarrito, il percorso è duro e difficile, a tratti doloroso, ma quando si esce dal bosco, PERDINDIRINDINA, pare di stare su un alpeggio! Si respira aria nuova, c'è pace e tutto viene ridimensionato, d'improvviso si capisce ciò che conta e cosa no, quali sono i valori, quale importanza dare a tutte le contrarietà del nostro vivere quotidiano: insomma, si va OLTRE.
    Consiglio l'Oriente/pensiero per fare questo percorso;-)
    Diffido della poesia come strumento per questo processo interiore. Intendiamoci, la poesia dei veri poeti, fa riflettere, ma non so fino a che punto possa interagire con una presa di consapevolezza interiore dell'essere umano; la poesia invece di cui siamo sommersi, la poesia di poeti che fanno del mostrarsi un motivo di vita, diventando i vincitori del festival dell'egocentrismo, beh, quella poesia ( che solitamente è mediocre), non credo sia utile in questo percorso.
    Sempre interessante leggerti, Ippi!

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  6. Sono d'accordo che il Concordia sia uno spettacolo macabro e anche sul resto del discorso, però ti voglio dire una cosa.
    Mio nonno in TV guardava con l’occhietto vispo Abbe Lane, la moglie di Xavier Cugat, mio padre allungava il collo quando sentiva il da-da-umpa delle Kessler, mio zio faceva tribolare la zia quando la Carrà mostrava l’ombelico, e io dovrei sentirmi un guardone perché mi piace la farfallina della Belen?
    A proposito, ma tu di che colore porti le mutandine? Questo però, non ce l’hai ancora detto. ;-)

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  7. Ma non le porto, ovviamente... Come Sharon Stone!!!
    Mica sono una moralista o peggio ancora una catechista!!!
    Ma tu vuoi mettere La Carrà e il suo ombelico
    Delia Scala E la Valeri con Beeeeelen?
    Ok
    Belen é bella ma io non son di meno e nemmeno tutte le donne di qui e di ogni luogo... Embè
    Noi siamo felicissime se l'uomo poi ci guarda, felici ultra felici, ma far di questa piccola farfalla un segno di costume mi sembra per lo meno esagerato!
    Dai, Guardeteci così, anche senza insetti vari, assicuro che l'appetitosità è uguale!!
    E' che siamo veramente tutti stanchi, uomini e donne, dico io, a sentirci solleticare e prendere per il naso solo da un istinto più banale
    Bello bellissimo ma ridotto al consumo di un telegiornale...
    Eppure é il nostro istinto Vitale!

    Si capisce che sono io??? Ippolita

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  8. Si è capito Ippolita che le tue considerazioni mi sono piaciute? e che, a quanto pare, a noi non rimanga che far fronte con l'ironia?
    Metti bene a fuoco tutte le nostre pecche, perlomeno le pecche di tanti-issimi.
    Speriamo bene, visto che "mala tempora currunt" è stato ripetuto nei secoli; ma la nostra non è una finta lamentela, purtroppo.
    Provvederò a mandarti la mia mail, certo, anche se la mia, così come il cellulare, per me è un optional, visto che raramente li guardo.
    Ciao.

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  9. Scorrettamente vi ringrazio. Deliro, vedete, chiudetemi. Sei matta come un cavallo, ed è per questa tua forma è che ci piaci.

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    1. Scusa, Ippi, ero io, la Tolari, ho saltato la firma. Oddio, ora il franc mi fa i culi!

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  10. Stefi, spiccilandia mi piace pure, ogni cosa che tu dici... ma nel commento di sopra ... mi somigli un po'
    Aspetto fiduciosa la mmail di Serenella
    inserisco nel mi datebase ... si dice così?
    e aspetto la chiave per la stanza della posta
    .............................................
    prometto che la posta amore cuore
    rosa mimosa
    cangurettino e leprottina
    la smisto tutta alla Convi
    Ehi Stefania mi ci vedi a parlar d'amore?
    Non so neppure cos'è
    Visto che quello che pensavo io fosse amore
    era un calesseeeeeeeeeeeee
    Ippi

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  11. Ippi, quando lo dici che ti ho mandato la mail? :-))
    Ciao, ciao. Buon fine settimana.

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  12. Serenella, io sono la discrezione fatta persona, veramente lo dico.
    Ma ,qui, sul web, e solo per la mail o per scambi e confronti, mi ritrovo a parlare così.
    Ma sono una donna attenta e misurata, ripeto, e se sembro una banditrice:-Udite, udite-
    oppure una piazzista:-Venghino, signori, venghino-
    oppure:-L'arrotinooooooooo-
    Giuro che non sono così
    La realtà non è come sembra
    figuriamoci il web! comunque io la tua mail ancora non ce l'ho, la vorrei, ecco, se è possibile.
    Grazie sempre della vostra accoglienza e delle vostre attenzioni.
    Buon sabato
    ippolita


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    1. Ippolita, eppure io ho inviato un messaggio sulla tua posta mail; comunque ora ti riscrivo.
      Ciao.

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  13. Bello il tuo sfogo, Ippolita e quasi del tutto condivisibile.
    Mi piace, perché mi arriva vero, frutto di una stanchezza accumulata in questi ultimi anni. Anni in cui tutto è il contrario di tutto.
    Mi piace perché, soprattutto la prima parte, profuma di poesia.

    Daniela

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  14. Daniela, io rumino.
    Ok, non sono un bovino ma...
    sono felice che profumi di poesia... grazie, veramente..ma non siamo stanche, Daniela, siamo deluse...non dome, però
    Contiuniamo, anche tu, anche noi che siamo qui, a credere posasibile una idea che ci appassionò da ragazzi.
    L'idea di un profumo di ...
    libertà
    Paul Eluard
    Libertè

    Ippolita

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  15. Liberté

    Sur mes cahiers d'écolier
    Sur mon pupitre et les arbres
    Sur le sable sur la neige
    J'écris ton nom

    Sur toutes les pages lues
    Sur toutes les pages blanches
    Pierre sang papier ou cendre
    J'écris ton nom

    Sur les images dorées
    Sur les armes des guerriers
    Sur la couronne de rois
    J'écris ton nom

    Sur la jungle et le désert
    Sur les nids sur les genêts
    Sur l'écho de mon enfance
    J'écris ton nom

    Sur les merveilles des nuits
    Sur le pain blanc de journées
    Sur les saisons fiancées
    J'écris ton nom

    Sur tous mes chiffons d'azur
    Sur l'étang soleil moisi
    Sur le lac lune vivante
    J'écris ton nom

    Sur le champs sur l'horizon
    Sur les ailes des oiseaux
    Et sur le moulin des ombres
    J'écris ton nom

    Sur chaque bouffées d'aurore
    Sur la mer sur les bateaux
    Sur la montagne démente
    J'écris ton nom

    Sur la mousse des nuages
    Sur les sueurs de l'orage
    Sur la pluie épaisse et fade
    J'écris ton nom

    Sur les formes scintillantes
    Sur les cloches des couleurs
    Sur la vérité physique
    J'écris ton nom

    Sur les sentiers éveillés
    Sur les routes déployées
    Sur les places qui débordent
    J'écris ton nom

    Sur la lampe qui s'allume
    Sur la lampe qui s'éteint
    Sur mes raisons réunies
    J'écris ton nom

    Sur le fruit coupé en deux
    Du miroir et de ma chambre
    Sur mon lit coquille vide
    J'écris ton nom

    Sur mon chien gourmand et tendre
    Sur ses oreilles dressées
    Sur sa patte maladroite
    J'écris ton nom

    Sur le tremplin de ma porte
    Sur les objets familiers
    Sur le flot du feu béni
    J'écris ton nom

    Sur toute chair accordée
    Sur le front de mes amis
    Sur chaque main qui se tend
    J'écris ton nom

    Sur la vitre des surprises
    Sur les lèvres attendries
    Bien au-dessus du silence
    J'écris ton nom

    Sur mes refuges détruits
    Sur mes phares écroulés
    Sur les murs de mon ennui
    J'écris ton nom

    Sur l'absence sans désir
    Sur la solitude nue
    Sur les marches de la mort
    J'écris ton nom

    Sur la santé revenue
    Sur le risque disparu
    Sur l'espoir sans souvenir
    J'écris ton nom

    Et par le pouvoir d'un mot
    Je recommence ma vie
    Je suis né pour te connaître
    Pour te nommer

    Liberté


    Paul Eluard

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