lunedì 1 ottobre 2012

L'incontro


Il rimorchiatore Pietro Micca

la sua storia e i diari di bordo


Pietro Micca,

un'intensa storia ultracentenaria.

Più di un secolo di vita, ma che secolo!!

Un'intensa storia ultracentenaria, vissuta da un piroscafo Rimorchiatore d'alto mare: varato nel 1895 a Southshields, Newcastle (GB) con il nome Dilwara, concepito per il lavoro portuale e costruito con tecniche d'avanguardia, sviluppatesi in quegli anni di fine secolo, in cui la navigazione a vapore esprimeva il culmine delle conoscenze tecnologiche del campo. A quei tempi il motore Diesel, inventato nel 1892, era già una realtà ed avrebbe in breve tempo soppiantato la macchina a vapore e, con lei, un secolo e mezzo di navigazione.

Nel 1903 il Dilwara ed una sua unità gemella vengono portate nel Regno d'Italia, prima a Genova ed in seguito, nel 1905, a Napoli, dove verrà iscritto nel Registro Compartimentale con il nome Pietro Micca. Utilizzato sostanzialmente come rimorchiatore portuale, ha in seguito lavorato come
rimorchiatore di pontoni per la messa in opera dei moli di molti porti nel Mediterraneo ed è stato adibito al lavoro di dragamine nei "periodi di necessità".
Il Pietro Micca è potuto sopravvivere al passo con rimorchiatori ben più moderni ed efficienti, fornendo alle navi americane di stanza a Napoli il vapore loro necessario a rimanere in esercizio (cucine, servizi, sala macchine) nei lunghi periodi di sosta. Con la caduta del "Muro di Berlino", la flotta americana ha lasciato il Porto di Napoli ed il Pietro Micca ha rischiato la demolizione.
La "Associazione Amici delle Navi a Vapore G.L. Spinelli" lo ha acquistato nel1996 per iniziativa del suo Presidente Sig. Pier Paolo Giua, il quale ne ha anche diretto il fedele restauro, nel cantiere TECNOMAR di Fiumicino, dove è attualmente ormeggiato.




Nel Tevere, presso i cantieri Tecnomar.

Alle sette del mattino, percorsa la razione quotidiana di miglia, decidiamo di entrare nel Tevere. Il fiume della capitale ospita tante barche e tanti cantieri, tra i più prestigiosi d'Italia. Tra i tanti ce n'è uno dove la passione per il mare e le barche sono particolarmente di casa: Tecnomar. La Tecnomar è uno dei più rinomati cantieri italiani per il recupero e restauro di imbarcazioni d'epoca, ed è proprio a loro che decidiamo di chiedere ospitalità per la notte. Ovviamente la direzione, ascoltata la storia di Salina non ha esitato a darci disponibilità, e cogliamo qui l'occasione per ringraziarli della loro estrema gentilezza nei nostri confronti. Ci hanno anche detto che saranno presenti anche loro a Brest, dimostrando un certo interesse per il nostro viaggio via mare. Facendo un giro per il cantiere ho potuto notare come lo stesso, sia ricco di fantastiche presenze.
Nel cantiere infatti fa base il mitico Pietro Micca, affascinante, maestoso ed in perfetta forma. Il Pietro Micca, è la più antica nave commerciale e l'unica a vapore presente in Italia, come leggo nella sua scheda storica: varato nel 1895, è un rimorchiatore d'alto mare con lamiere in ferro chiodate, fu costruito dalla Rennoldson & Soons e varato a Southshields (Gran Bretagna) con il nome di Dilwara cambiato poi in Pietro Micca, quando, nel 1905, venne portato in Italia dall'impresa Fagliotti Merlino ed iscritto al compartimento di Napoli come rimorchiatore goletta. Per tre generazioni, i capitani, i marinai, i fuochisti e i direttori di macchina di questa nave, sono venuti dalla famiglia spinelli di Monti di Procida, e questa nave a vapore ha lavorato nel golfo di Napoli contribuendo alla costruzione di opere portuali tra Sorrento e Capri, Ischia, Procida Massalubrense, Torre del Greco e Napoli. A pensare quanta storia è passata sotto questa carena e che merito hanno coloro che la tengono in vita!!!
Continuando la mia visita nel cantiere, entrando nel capannone, scorgo una meravigliosa siluette in legno, in fase di ripristino radicale, è “Marga”. Una regina delle regate del 1910, addirittura vincitrice delle Olimpiadi di Stoccolma. Faccio una piacevole chiacchierata con il maestro d'ascia del cantiere che si sta occupando di “Marga”. La cosa insolita e che Luca, cosi si chiama il maestro, ha 32 anni, finalmente incontro un maestro d'ascia che non sia prossimo alla pensione o già pensionato. Luca mi racconta che in realtà, lui è il più giovane maestro d'ascia che conosce, almeno li in zona, e sottolinea che anche da queste parti il maestro d'ascia è una figura professionale in via di estinzione. Della chiacchierata queste le affermazioni di Luca che secondo me, più fanno riflettere: ...è un vero peccato
perdere queste tradizioni;.....pare che i giovani non abbiano molta voglia di imparare uno mestiere come questo e comunque è difficile trovare qualcuno che te lo insegni, vale sempre la regola che "il mestiere lo devi rubare piano piano;....il lavoro ci sarebbe....;...il mio lavoro mi piace perche è creativo e mi fa sentire libero!!
Buon lavoro e complimenti alla Tecnomar ed a Luca!
Questa sosta presso la Tecnomar, ci ha un po' anticipato le atmosfere che potremmo incontrare a Brest rinnovandoci l'entusiasmo in quello che stiamo facendo.
Mi sono venuti in mente i discorsi del mio caro Mest Cataldo, che mi raccontava di quando, in arsenale, nei cantieri Tosi ed in altri siti del Mar Piccolo, le maestranze e la cantieristica era rigogliosa e dava lustro alla Città dei Due Mari. ...come ha detto Luca:...è un peccato perdere le tradizioni...eppure il lavoro ci sarebbe,...ed io aggiungo, se solo si riscoprissero le vere passioni! In più, a pensarci bene anche nel Mar Piccolo ci dovrebbe essere una nave a vapore, e neanche tanto anonima, che aspetta gli sia donata una nuova e lunga vita.., mi pare si chiami VITTORIO VENETO!!!!!!!
Il Viaggio è appena cominciato.

Dal diario di bordo


I
Soddisfatto degli incontri fatti a S.Marinella, all'alba sono di nuovo in mare con prua su Cecina.Una decina di giorni fa, mi è arrivato un messaggio da parte di Mauro, che avendo letto il viaggio di Salina su Bolina, mi ha augurato il buon vento, in più si è reso disponibile, se fossi passato da Cecina dove lui vive, a darmi qualche dritta visto che lui nel 96' era stato a Brest!!..Fantastico, ovviamente mi sono fiondato ad incontrarlo. “Les Tonnares de Brest”, uno dei più importanti festival dedicati alla cultura marinaresca che si tiene a Brest (Francia) ormai da 20 anni e mette in

mostra yacht dell’antica tradizione velica (come golette, velieri e repliche di barche che hanno tracciato la storia della navigazione) insieme ai più moderni cruiser. Mauro Virgili, lo abbiamo conosciuto l'anno scorso a Laspezia, anche lui era lì con la sua navigata “Orsa”, ed eravamo vicini di ormeggio. Le barche e le idee molto simili, hanno fatto da subito instaurare una grande simpatia reciproca. Mauro ha più di 50 anni e meno di 70, ma la sua forma fisica ed il suo stato d'animo farebbero invidia a qualunque quarantenne, e la sua smisurata passione per il Mare e per la sua “Orsa”, lo rendono ai miei occhi un uomo speciale. Entrato nel fiume, vengo subito accolto da Mauro che mi fa strada all'ormeggio messomi a disposizione in darsena, un abbraccio quattro chiacchierare e, arrivata ora di pranzo mi porta a casa sua, dove la moglie Maria Teresa, a pranzo e a cena, mi rifocilla, con “veri” ed ottimi pasti caldi.
Dopo pranzo, ci rechiamo nello studiolo di Mauro, dove da ogni oggetto e libro presente, trasuda passione e marineria. Mi racconta della sua navigazione verso Brest per partecipare al mitico raduno, mi da delle importanti dritte sulla navigazione fluviale e, soprattutto mi mette in guardia sulle problematiche legate alla corrente ed alle maree che incontreremo nelle ultime 300 miglia per arrivare a Brest. Mi dà anche due carte nautiche usate da lui nel suo viaggio e mi fa pregustare l'atmosfera dell'evento con alcuni video....tutto sopra le aspettative. Mi racconta anche di aver visto a Brest, nel magazzino destinato alla raccolta delle targhe, che ogni barca consegna per testimoniare la propria partecipazione, anche il Crest del Palinuro, la nave scuola dei sott'ufficiali della Marina Militare Italiana, probabilmente presente all'evento nel 92'. Una buona notizia, ora all'Italia resta
solo parteciparvi come ospite d'onore e far riesplodere anche in Italia, i contenuti
culturali dell'evento. Mauro poi, mi ha anche fatto vedere alcune foto della sua prima imbarcazione, con la quale ha cominciato a navigare: un gozzo da pesca di 5 metri, con il quale dopo averci autocostruito una piccola tuga per ricavare due cuccette, adattatoci un albero con tanto di bompresso, si è lanciato con Maria Teresa, nel mondo del diporto, scorazzando tra l'arcipelago toscano la Corsica e la Sardegna!!! La mattina seguente, un taxi si ferma sottobordo di Salina: Welcome on board Luca!
Mosso dal suo solito entusiasmo Luca, informatico per professione, si mette subito a lavorare sulla stazione tecnologica che Michele ci aveva installato a Procida, e che rappresentando per me “aramaico antico” era da qualche giorno non funzionante.
Prima di ora di cena Mauro viene a prenderci, ci accompagna a fare un po di
cambusa, e raggiungiamo in una ottima trattoria Maria Teresa e Gianfranco,
professore universitario di fisica nucleare, simpaticissimo ed inseparabile amico di
mare di Mauro. Ringrazio nuovamente Cecina ed i nostri ritrovati amici e mi piace riportare ciò che
dice Mauro quando gli amici di banchina gli suggeriscono di cambiarsi la barca: “ma perchè...a parte che fa ancora benissimo il suo dovere, e poi....come faccio...come gli e lo dico....(ad Orsa)...e poi:...”sono il mare e la barca che mi
tengono così in forma!!”
(Tratto da In viaggio per Brest - Salina per Taranto)



4 commenti:

  1. Bello Serenella! Mi è piaciuto molto questo incontro insolito con il Pietro Micca. Quando me ne hai parlato persavo al persanaggio del risorgimento e mi sono detto, ma che pizza, Ed invece è la storia di una nave. Interessante, non la solita lettura, grazieeeeee

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    1. Vedessi quanto è bello il Pietro Micca visto da vicino!
      Le storie di mare poi, sono davvero affascinanti: è tutto un mondo a parte, e basta andare in un cantiere nautico per restarne meravigliati e avvinti.
      Già quando guardi quelle facce abbronzate, piene di rughe spesso e volentieri (si sa che il sole e la salsedine non risparmiano), ma con gli occhi... gli occhi dall'espressione soddisfatta e come persa in immagini di vastità, di esperienze marinare, di ricordi di fatiche e di conoscenze.
      I due stralci riportati possono già darcene un'idea.

      Voglio anche complimentarmi con te per la nuova grafica, Franco, così allegra e significativa.
      Mi piace come sai rinnovare l'aspetto della tua casa e, come ospite sono compiaciuta di tanta attenzione e gentilezza verso chi, fra l'altro, è anche ospite non pagante (tanto l'IMU o l'affitto hai già detto che non ce li fai pagare). :-))

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  2. A vederlo in foto ha più l'aspetto di goletta, pensavo al rimorchiatore di Walt Disney, davvero.
    Leggendo stralci dal diario di bordo mi ha fatto ricordare Conrad e metto anche il poeta francese che a Brest ha collocato la sua "Barbara".
    E non solo, ma il pensiero vola lontano.
    La mia mente vagabonda riesce a vedere - seduto in poltrona - anche il mitico olandese volante, magari mettendo nel sottofondo un Wagner d'annata! E "il delfino verde" con Mont saint Michel.
    La voglia di un viaggio per mare fa anche questi scherzi.
    Grazie per la passeggiata
    Alla prossima!
    piperita patty

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    1. Barbara
      Ricordati Barbara

      pioveva senza sosta quel giorno su Brest

      e tu camminavi sorridente

      serena rapita grondante

      sotto la pioggia
      
Ricordati Barbara

      come pioveva su Brest
      
E io ti ho incontrata a rue de Siam

      tu sorridevi
      
ed anch'io sorridevo
      
Ricordati Barbara
      
tu che io non conoscevo
      
tu che non mi conoscevi

      Ricordati

      ricordati quel giorno ad ogni costo
      
non lo dimenticare

      Un uomo s'era rifugiato sotto un portico
      
e ha gridato il tuo nome
      
Barbara

      E sei corsa verso di lui sotto la pioggia

      grondante rapita rasserenata
      
e ti sei gettata tra le sue braccia

      Ricordati questo Barbara
      e non mi rimproverare di darti del tu

      lo dico tu a tutti quelli che amo

      anche se una sola volta li ho veduti

      lo dico tu a tutti quelli che si amano

      anche se non li conosco

      Ricordati Barbara

      Non dimenticare
      
questa pioggia buona e felice

      sul tuo volto felice

      su questa città felice

      questa pioggia sul mare

      sull'arsenale

      sul battello d'Ouessant

      Oh Barbara

      che coglionata la guerra
      
Che ne è di te ora

      sotto questa pioggia di ferro

      di fuoco d'acciaio di sangue

      E l'uomo che ti stringeva tra le braccia
      
amorosamente

      è morto disperso o è ancora vivo

      Oh Barbara

      Piove senza sosta su Brest

      come pioveva allora

      Ma non è più la stessa cosa e tutto è crollato

      è una pioggia di lutti terribili e desolata
      
Non c'è nemmeno più la tempesta

      di ferro d'acciaio e di sangue

      soltanto di nuvole

      che crepano come cani
      
come i cani che spariscono
      
sul filo dell'acqua a Brest

      e vanno ad imputridire lontano
      
lontano molto lontano da Brest

      dove non vi è più nulla.

      Che bella, non potevo non riportarla.
      Grazie Piperita di aver ricordato questa poesia di Prévert

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