venerdì 30 novembre 2012

Janco - Torino, 14 ottobre - racconto



JANCOB.



TORINO, 14 OTTOBRE

Guadagnarmi l’indifferenza altrui è un attimo.
Guadagnarsi la mia è solo questione di tempo. Di raggiungere il punto di non ritorno di un lento processo di disistima. Un lento iter di certificazione di umanità.

Guarda Federica:
una volta finito di sviscerare insieme la bibliografia di Bernhard….
Voglio dire: finalmente raggiunto in una domenica di declamazione, sesso e sballo il senso profondo di un nichilismo guadagnato sul campo…
Oh, intendo: sfiorato il Centro delle Cose, mica cazzi!

giovedì 29 novembre 2012

pittori contemporanei




LUCIANO VENTRONE 

Dal 29 novembre 2012 al 6 gennaio 2013 si terrà a Roma, nelle sale del Casino dei Principi di Villa Torlonia, la mostra “Sui generi/s” dell’artista Luciano Ventrone, curata da Cesare Biasini Selvaggi, organizzata dalla Galleria Mucciaccia e promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico-Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale.

martedì 27 novembre 2012

racconti sul podio - tre dita - Fabio Paisan


TRE DITA
di
Fabio Pasian

1° classificato – Sezione narrativa alla XVI Edizione del Concorso Città di Melegnano 2011



Altre montagne, queste. Così diverse da quelle di casa sua. Nella zona dove era stato destinato le montagne erano davvero bellissime. Ma le sentiva fredde, lontane, ostili. Le pareti a picco, la roccia viva, i riflessi rosa all’alba e al tramonto, i massi e i ghiaioni candidi, tutta questa esibizione di potenza e maestosità lo metteva in soggezione. Le ammirava, ne aveva rispetto, ma non riusciva ad amarle, quelle montagne aspre, scoscese. Quelle di casa sua avevano pendii dolci, coperti di pini e larici, prati coperti di fiori. Lì, a casa, le cime di roccia erano lontane, più vicine al cielo che agli uomini: era così che doveva essere. Qui la roccia era troppo vicina, troppo incombente.

lunedì 26 novembre 2012

Serenella Tozzi - Era una notte... racconto


Era una notte buia e tempestosa...
Serenella & frame
Era una notte buia e tempestosa, eham!... Il lampadario dondolava e la casa tremava.
- Oddio! Il terremoto! -
Laura si svegliò: - Un incubo, per fortuna - si disse mentre saltava giù dal divano sul quale si era appisolata.
Si preparò la solita minestrina col dado.
-No, così non può continuare, bisogna che mi inventi qualcosa. Amsterdam! Sì, Amsterdam andrebbe bene - si disse decisa.
Partì con l'autostop.
Arrivò fino a Grosseto. Pioveva.
Si rifugiò sotto un ponte. Fu raggiunta da un cane inzuppato fino al midollo.

domenica 18 novembre 2012

Carlo Sperduti - Caterina... - racconto -


Caterina fu gettata
di
Carlo Sperduti

Premessa. Sunto dell’opera da Intermezzi
In un mondo scaturito dal sogno di un immortale, in cui si muore un numero imprecisato di volte, Caterina e Tommaso condividono un minuscolo appartamento con la gatta Gnaca. Mentre Caterina lavora al Dolce Bar Nulla, Tommaso perde il suo tempo coltivando, di volta in volta, i sogni della recitazione, della musica, della letteratura, senza ottenere apprezzabili risultati. La loro esistenza scorre tranquilla fino al giorno in cui Tommaso getta inavvertitamente la sua innamorata, innescando una serie di incontrollabili e sconclusionati eventi.

venerdì 16 novembre 2012

A. Benemeglio - Caccavone - racconto


INTERVISTA ESCLUSIVA AL PROFESSOR CACCAVONE
IL CERVELLO E’ UNA FONTE DI FASTIDI
Di Augusto Benemeglio

  1. L’oudenismo.
Oggi abbiamo intervistato il professor Domenico Caccavone , teorico dell'oudenismo, scienza che si spinge in territori che vanno oltre la metafisica negando l’esistenza del Pensiero e dell’Essere , sintetizzabile in un’assioma anticartesiano nella frase: “ Non penso , dunque non sono”

giovedì 15 novembre 2012

Matteo Vajani - Signor Horten - racconto

ARRIVEDERCI, SIGNOR HORTEN

_________________________________
    Matteo Vajani


Sembra che gli anziani abbiano più tempo dei bambini piccoli,
che hanno tutta la vita davanti a sé.

JOSTEIN GAARDER, La ragazza delle arance



Il quartiere di Mathias si trovava ai confini della città, nella cosiddetta zona residenziale. Non era grande né piccolo, ma ordinato, e Mathias poteva giurare di conoscerne ogni palmo e ogni centimetro, siepe per siepe, vialetto per vialetto. Quando lo attraversava, sia di giorno per andare a scuola che di sera per portare a spasso il cane, lo faceva sempre con aria distratta, gli auricolari nelle orecchie, ormai certo che dalla vita regolare dei suoi abitanti non si potesse aspettare alcuna novità.

domenica 11 novembre 2012

Daniela Fontana - Le affinità... - racconto -


   LE AFFINITÀ ELETTIVE

                      di
         Daniela Fontana

Quella mattina Nadia si alzò col piede sbagliato. Lo avvertì subito, non appena quella stupida sveglia, invece di suonare furiosamente come suo solito, decise di starsene tranquilla a sonnecchiare ancora un po’.
E sobbalzò dal letto, svegliata di colpo da un altro suono, quello del telefono: acchiappò la cornetta con fatica, ma… troppo tardi. Dall’altra parte avevano già desistito. Lo sguardo andò meccanicamente all’orologio: - «Porca miseria! Ma sono le 10,00!!! Cavolo è tardissimo!» - E così dicendo prese l’infedele sveglia e la scaraventò dall’altra parte della stanza, sperando di spaccarla in mille pezzi.

giovedì 8 novembre 2012

A. Benemeglio - G. Caproni - articolo -



GIORGIO CAPRONI

Fucilate d’amore



                                        DI AUGUSTO BENEMEGLIO

1.La prima volta che vidi Giorgio Caproni
Giorgio  Caproni, nato a Livorno nel gennaio del 1912,  oggi avrebbe avuto cent’anni , e magari ci avrebbe scritto su un mottetto laico: “Tonica, terza, quinta,/ settimo diminuita,/resta dunque irrisolto/ l’accordo con la vita?”, invece è morto nel 1990 a Roma , all’età di  78 anni, pochi anni prima che lo conoscessi ,molto casualmente, proprio a Roma (“enfasi e orina…Non è il mio ambiente, manca il paesaggio industriale a me tanto caro, manca il porto, mancano le navi”) ,esattamente  in via Vitellia,  la  strada che costeggia le mura  di Villa Pamphili . Il poeta, livornese  di nascita, ( “Livorno è l’infanzia , e Annina , mia madre… Quando lei passava , Livorno odorava d’aria e di barche”), ma che  visse  lungamente a Genova, fin dall’età di dodici anni  ( “Genova sono io, ogni pietra di Genova è legata alla mia storia d’uomo”), era venuto a Roma nella maturità ed ora che lo vidi di persona (eravamo nell’inverno del 1987),  era un vecchietto, alto, magrissimo, dal viso affilato, severo, sofferente, più che ieratico, che camminava incerto, come smarrito lungo le mura della storica Villa, trascinandosi dietro l’ombra della disperazione e dell’esilio ( “Hanno bruciato tutto./La chiesa. La scuola./Il Municipio. Tutto. /Anche l’erba”// Ricordo una chiesa antica,/romita, / nell’ora in cui l’aria s’arancia / e si scheggia ogni voce / sotto l’arcata del cielo//…Hanno rubato Dio. /Il cielo è vuoto)

mercoledì 7 novembre 2012

Sergio Boldini - Davanti a un tavolo... - racconto


DAVANTI A UN TAVOLO APPARECCHIATO
Sergio Boldini 

Anche la cima della collina non riusciva a lenire la calura di fine luglio. Il piazzale che si apriva davanti alla basilica di Superga brulicava di gente, per lo più famiglie con i bambini che scorrazzavano e urlavano al sole incuranti dei richiami delle mamme sedute sulle panchine di pietra.

lunedì 5 novembre 2012

Verdiana - Cicip e Ciciap - racconto






CICIP E CICIAP
di
Verdiana


-  Ma quanto ci hai messo?
-  Scusami, c’era  un  traffico allucinante.  Ti dico, mezz’ora solo per fare tutto corso Buenos Aires.        E poi qui sotto… ho fatto tre volte il giro dell’isolato prima di trovare un parcheggio.
-  Dai, posa l’ombrello, dammi la giacca…
-  Come stai tu? Vi siete messi d’accordo per il divorzio?
-  Figurati, lui dice che non gli interessa, che se lo voglio devo pagare tutto io.
-  Bel mostro d’egoismo, come se gli mancassero i soldi.
-  E’ che solo sentirlo al telefono mi fa una rabbia!
-  Bhè non pensarci adesso. Apri una bottiglia, piuttosto.

domenica 4 novembre 2012

la stanza di Alberto


Alberto Jelmini

U NASTRU CH’U GIRA
( il nastro che gira)

Il nastro che gira
Che corsa, dopo scuola, per andare a casa
a guardare la novità:
- Tirati via, lasciami vedere
quel nastro che gira adagio adagio;
guarda, adesso passa il rosso...
tirati via, lasciami vedere...
Prova ad accendere tutte le luci!
Guarda che gira più in fretta...
tirati da parte, lasciami vedere...
uh come gira, che bellezza! –