lunedì 12 novembre 2012

Ippolita Luzzo - Dalla surrealtà... - articolo -


Ippolita Luzzo

- Dalla surrealtà alla srealtà
- Una comunità mandata fuori strada

Dalla surrealtà alla srealtà – una comunità mandata fuori strada
Fra fossi e valloni
Le discese ardite e le risalite, su nel cielo aperto,
e poi giù il deserto
una comune di popoli, senza più strade da percorrere, senza più cieli sopra noi,
e la legge  morale di Kant non è più il cielo stellato
perché noi siamo fuori strada,
mille tir ci hanno affiancato, costretti ad una manovra pericolosa, ci siamo messi ai bordi
ma anche lì sono ripassati come bolidi Bmw Mercedes Ferrari una formula uno rumorosissima e i decibel sono aumentati
Sempre più frastornati, nella srealtà, usciamo timorosi dalle nostre autovetture ammaccate, con in mano una mappa sgualcita, ingiallita, con in mano una Lonely planet, con in mano antichi sentieri che non esistono più.
Così vorrebbero farci credere quelli del soccorso stradale, ai quali noi ci rivolgiamo, per essere caricati e riportati sulla strada maestra.
-Ma dove siete? –Ci chiedono-
Nessuna mappa satellitare riesce a scorgervi, nessun collegamento, neppure un wireless
Ma dove siete?- continuano a chiederci.
Noi, intanto, camminiamo doloranti e zoppicanti, tenendoci stretta ogni tanto la fronte, toccandoci per essere sicuri di essere vivi, di avere ancora un solo sentire
Alziamo lo sguardo sul nostro cammino ed ancora una volta ripensiamo a chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo
E nel domandarci domande eterne, camminiamo e speriamo che quella srealtà, dove siamo finiti, possa essere per tutti più bella e più giusta di tutte le altre realtà che finora la sorte ci ha squadernato.
La sopravvivenza, il nostro istinto ci guida animale verso la tana, verso caverne e cimiteri, verso i Sepolcri di Foscolo ancora
Dal dì che nozze, tribunali ed are…con la pietà e con le idee , con tutta la nostra filosofia
Vera unica e sola certezza che sia
Dal dí che nozze e tribunali ed are
diero alle umane belve esser pietose
di se stesse e d’ altrui, 
dal dì che nozze tribunali ed are
sempre le idee ci hanno guidato
sempre le idee son stati un farsi 
di comunità
e
sempre l'idea 
unica e sola 
di avere bisogno uno degli altri,
anche nella srealtà ... fuori strada


19 maggio2011-
Io pubblicherò postuma
Come Emily Dickinson
Come Tomasi di Lampedusa
Come Ippolito Nievo
Io pubblicherò postuma
L’emarginazione letteraria,
spirituale,che altri hanno percepito
lo slargo,il vuoto abitato da nessuno al mio fianco ( Nadine Gordimer)
Io pubblicherò postuma
La raschiante invidia di chi vorrebbe essere come me,
più giovane, più bella, diversa,
io allora sarò ascoltata
perché il silenzio della mia assenza
darà lustro alla loro presenza.
Io pubblicherò postuma
La menzogna di un amore
Ritenuto troppo a lungo degno
E perso come tutti gli amori,
nell’indifferenza, negli inganni, nelle carte.
Pubblicherò e testimonierò in vita
Il fastidio di essere fra miserabili
Fra persone che vendono la loro opinione
Per un lastrico solare, per un nulla, per un niente.
Scusate se esisto- direbbe Rosa, eterea e decisa prof di storia
E scusate se io parlo, mi muovo e sono felice.
Il cielo è azzurro, il mare un po’ meno,
L’aria è frizzante, pulita non più,
le cave sono in fiore, camion alacri vanno e vengono.
Siamo tutti felici di esserci.
Anche gli avvocati, gli amministratori delegati, i commercialisti,
l’agronomo, il mio. Sbadato, distratto, infingardo, proprio come me.
Ma lui non se lo può permettere. Non è mica uno studioso!!
Lo studioso perde e riperde nella sua cartella
Pensieri parole ed opere
Perde e riperde concetti, nozioni, date.
Lui, l’agronomo perde i registri aziendali. Non si fa.
Io scrivo come digestivo e come lo stomaco dei ruminanti.
Reticolo, rumine, omaso e abomaso.
E’ una ruminazione, la mia,
durante la quale il bolo viene riportato in bocca, rimasticato.
Un riportare che dà però una più facile digeribilità.
Scrivere per digerire. Meglio di un mepral !


11 commenti:

  1. Ma Franco, te la riposto io, così non si legge ... vabbè che pubblicherò postuma, ma facciamola leggere anche a tutti!!!
    Ci dispiace moltissimo per il tuo pc... è un momento difficile, capisco, ti sono accanto...

    19 maggio2011-
    Io pubblicherò postuma

    Come Emily Dickinson
    Come Tomasi di Lampedusa
    Come Ippolito Nievo
    Io pubblicherò postuma
    L’emarginazione letteraria,
    spirituale,che altri hanno percepito
    lo slargo,il vuoto abitato da nessuno al mio fianco ( Nadine Gordimer)
    Io pubblicherò postuma
    La raschiante invidia di chi vorrebbe essere come me,
    più giovane, più bella, diversa,
    io allora sarò ascoltata
    perché il silenzio della mia assenza
    darà lustro alla loro presenza.
    Io pubblicherò postuma
    La menzogna di un amore
    Ritenuto troppo a lungo degno
    E perso come tutti gli amori,
    nell’indifferenza, negli inganni, nelle carte.
    Pubblicherò e testimonierò in vita
    Il fastidio di essere fra miserabili
    Fra persone che vendono la loro opinione
    Per un lastrico solare, per un nulla, per un niente.
    Scusate se esisto- direbbe Rosa, eterea e decisa prof di storia
    E scusate se io parlo, mi muovo e sono felice.
    Il cielo è azzurro, il mare un po’ meno,
    L’aria è frizzante, pulita non più,
    le cave sono in fiore,camion alacri vanno e vengono.
    Siamo tutti felici di esserci.
    Anche gli avvocati, gli amministratori delegati, i commercialisti,
    l’agronomo, il mio. Sbadato, distratto, infingardo, proprio come me.
    Ma lui non se lo può permettere. Non è mica uno studioso!!
    Lo studioso perde e riperde nella sua cartella
    Pensieri parole ed opere
    Perde e riperde concetti, nozioni, date.
    Lui, l’agronomo perde i registri aziendali. Non si fa.
    Io scrivo come digestivo e come lo stomaco dei ruminanti.
    Reticolo, rumine, omaso e abomaso.
    E’ una ruminazione, la mia,
    durante la quale il bolo viene riportato in bocca, rimasticato.
    Un riportare che dà però una più facile digeribilità.
    Scrivere per digerire. Meglio di un mepral !

    RispondiElimina
  2. Inconfondibile nel tratto e nello stile, sei unica nel tuo genere.
    ciao

    RispondiElimina
  3. Ciao Ippolita :-)
    Pubblicazione complessa questa che ci proponi. Nella prima, mi sono persa subito dopo il richiamo alla canzone di Battisti che però ha evocato i tempi del liceo e quando cantavo le sue canzoni accompagnandomi con la chitarra;-) quindi solo per questo: voto 10 :-)
    La seconda mi ha più colpita e trattenuto per un bel po' di versi, poi mi sono nuovamente persa...
    Sicuramente uno stile originale, il tuo. Ma come tutti gli stili originali, che si elevano dai soliti schemi, a volte diventano difficili da seguire. Hai sicuramente una mente vulcanica che spara lapilli a raffica;-)
    Comunque è il tuo stile e per questo va soltanto apprezzato!

    RispondiElimina
  4. Vabbuò, che siete bravi non sto lì a ripeterlo... Se siete qua sarà per quello.

    E ben venga lo sbandamento: se non ci fossero prospettive per un sano disastro sociale e relazionale, noi che ci staremmo a fare?
    Comunque temo ci sia ancora molta strada da percorrere per finire nella scarpata
    La prima la trovo gratificante; parodiando qualcuno -se riesco a far smettere anche solo uno di comunicare, so di aver svolto bene il mio lavoro- ahah

    Comunque ho cambiato idea, ti dirò che sei bravissima. Beccati 'sta botta di ego stimulation

    RispondiElimina
  5. Eccomi, perderò l'aereo,ma come farò senza di voi? A Parigi,a Parigi.
    Comunque e quantunque io
    a me basta suscitare curiosità e stima verso quello che dico, e ricostruire attraverso i miei studi una me stessa che si specchia ahah nello specchio dello stagno, ma non mi butto, stai tranquillo, Janco, non mi butto come narciso.
    non sono una poetessa, non sono una scrittrice,men che meno saprei scrivere un racconto, io so solo fare un sermoncino, sperando di non essere noiosa.
    e hai regione,se riesco a far amare lo studio con ironia senza medaglie o riconoscimenti, ne sarò felice.
    ps. dimmelo pure e sempre quello che non ti va, credimi, io ci penso su e ne farò tesoro.
    Tutti potete, anche gli anonimi.
    tutti possiamo criticare e poi accettare di essere criticati... per migliorare.
    Grazie Janco... mandami la tua mail
    ahahah
    solo per amicizia,ovviamente

    RispondiElimina
  6. veramente non c'era ombra di critica alle tue cose, solo elogi...
    ed auspicio di morte della comunicazione in generale...
    Il "cambiare idea" era relativo al proposito iniziale di non elogiare...

    Ma d'altronde se auspico la fine della comunicazione non posso spiegarmi bene...
    ahah

    RispondiElimina
  7. Buongiorno.
    Se lo vuoi incontrare di persona fatti un giro dalle parti di Torino, le ultime tracce conducevano lì', se invece ti accontenti di leggerlo lo trovi su Racconti AA.VV. :-)
    Prego.

    RispondiElimina
  8. Molto interessante. Ritornerò

    RispondiElimina
  9. Ciao a tutti
    http://www.tropeafestival.it/protagonisti-2014/ippolita-luzzo/

    RispondiElimina