lunedì 3 dicembre 2012

Franco Melzi - Lei mi conosce - racconto




Lei mi conosce

di 
Franco Melzi



Lei è mia moglie e ahimè, mi conosce.
Mi guarda dentro gli occhi e dice: «L’hai fatto!»
È scaltra, abile, ostenta indifferenza, ma nel tono della voce c’è l’amarezza di una certezza e il desiderio malcelato di essere smentita.
Non so se rispondere, se ammettere la verità. Nel dubbio taccio e avanzo incerto verso di lei nella speranza, forse vana, che non sappia. 
 Lei mi ferma con un gesto deciso: «Non mi toccare!» sibila indietreggiando.
Mi guarda con disprezzo le mani e aggiunge: «Riconosco l’odore.»
Quello sguardo di disgusto mi ferisce, ma ha ragione, anch’io mi sento sporco. È sempre così, dopo, e potrei rimanere sotto l’acqua bollente sino a farmi scorticare la pelle, ma non cambierebbe nulla. Non è soltanto dell’odore che mi vorrei sbarazzare, c’è anche quel senso di colpa, quel disagio, quel rimorso inasprito da placare subito per continuare a vivere… un po’ meglio? Forse, non so!
Mi rendo conto che c’è ben altro nella vita, non si vive solo di quello, ma talvolta cambiare, soprattutto a una certa età, diventa quasi un dovere.  E si sa… il piacere della carne, certe volte, é irresistibile!
«Chi è, questa volta?» mi domanda appena rientro in cucina.
La osservo mentre sta sui fornelli e mi domando perché mai debba sempre torturarsi così. Non è la prima volta, d’accordo, ma proprio per questo dovrebbe sapere che per me è indifferente. Una vale l’altra e di solito è sempre la prima che capita. La più disgraziata o la più fortunata, non so rispondere e dopotutto che importa.  Lascio che sia il caso a decidere per me e poi mi preoccupo solo che l’atto si consumi in fretta.
«La conosco?» mi domanda ancora.
Maledizione, certo che no, mi dico senza aprire bocca.
E come potrebbe conoscerla se non esce mai da queste maledette quattro mura? E poi, perché tutto questo risentimento nei miei confronti?  Dopotutto lei sa perché lo faccio.
Tutto questo e altro ancora le vorrei gridare in faccia e invece sorrido a denti stretti e con calma apparente le domando:
«È  importante?» suona strana anche a lei la mia voce perché subito si gira di scatto e piantandomi gli occhi addosso mi domanda:
«Giovane, oppure come l’ultima volta?»
«Dio mio!» mi dico, «Sempre la solita storia e cosa vorrà sentirsi dire questa volta?»
Qualunque cosa io possa dire, sono sicuro che non cambi di una virgola la situazione, ma mi guarda minacciosa con i pugni piantati sui fianchi rotondi. In controluce sembra un’anfora greca e in fondo io la adoro quando fa così, mi piace ancora come una volta. Mi ricorda i tempi in cui ci rotolavamo nel fienile sulle balle di paglia, oppure quando le guardavo di nascosto il movimento ritmico delle natiche, mentre lavava i panni alla fontana.
«Vecchia, vecchia... mi pareva proprio una di quelle vecchie.» le dico esasperato e con un filo di voce, mentre spero la smetta con queste domande idiote e si decida a mettere in tavola il pranzo.»
«Eh… va bene, va bene…» fa lei, finalmente, brandendo il mestolo:
«La facciamo in brodo domenica, e speriamo almeno che sia più in carne e meglio spennata dell’ultima volta.»

40 commenti:

  1. Veramente divertente! Si snoda sul filo dell'equivoco in maniera esemplare, fino al finale rappresentativo del saporoso profumo del pranzo della domenica: quelle soleggiate e felici ore della domenica del dopo Messa.

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    1. Grazie Serenella, non aveva altre pretese che strappare un sorriso. Per i capolavori mi sto attrezzando, ma mi manca sempre qualcosa proprio sul più bello. Ciao

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    2. E ci sei riuscito. A strappare un sorriso, intendo.
      Una pagina piacevole scritta col garbo che ti contraddistingue.

      Ciao
      Daniela

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  2. Perché super sulle caselline dei voti?
    Qualcuno che lecca sicuramente.
    Furbizie da poco. Lo scrittore ha bisogno di ben altro.
    Un buon racconto, il tutto ben dosato e poi fa strappare un sorriso, o meglio, una grassa risata.
    Bravo.

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    1. Per una santissima volta che qualcuno mi molla un SUPER... arrivi tu a guastarmi la festa. E io che già festeggiavo...
      Comunque grazie istess, la prossima volta metti la firmetta neh

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    2. non sono il solo che usa un pseudonimo, non taglio tabarri a nessuno, sono sincero. Che male fò?
      Se do fastidio, basta un fischio e...addio Milano bella.
      Piperita

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    3. Fiuuuuuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhhhh...

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  3. No, invece, è SUPER e poi lo aggiungo.
    E' SUPER per l'amaro che lascia in bocca. Nessuna risata per me, ma si sa, io vado controcorrente. Non ci trovo niente da ridere in una storia uguale a milioni di altre dove la povera moglie deve sopportare le birichinate sessuali di un marito che non ha ancora imparato a rispettare la COMPAGNA DI VITA.
    Sinceramente, nonostante l'intenzione, forse, di metterla giù a tarallucci e vino, mi resta una certa tristezza nell'immaginare la scena e mi sembra di percepire il gelo in quel: "Riconosco l'odore".
    Un pugno in pieno stomaco.
    Eppure LEI resta, continua a stare lì, a perdonare e perdonare ancora: forse troppo santa, forse non lo ama più nemmeno lei, forse ha un focoso amante!;-)
    Ti dico BRAVO, Frame, perché hai trasmesso il disagio di questi momenti, l'hai fatto bene da scrittore provetto.
    ...E adesso ti metto un bel SUPER;-)

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    1. Stefy! Il computer ti ha fatto saltare il finale. Ti manca l'ultima riga :-)

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    2. Ossignur... Sarà colpa della bronchite? :-\ Pensavo fosse una metafora...:-)) rimane SUPER lo stesso:-)

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    3. Ma non ti preoccupare. Io mi acchiappo il SUPER senza reclamare. In fondo mi hai fatto un grande complimento, perchè dimostra che l'equivoco reggeva sino alla fine...oppure dici che è tutta colpa della febbre?:-))
      No, a parte gli scherzi. Curati bene neh...
      Ciao

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    4. E' proprio vero che l'interpretazione è soggettiva;-) ma sai che proprio non l'avevo capito che era un giochino di parole??? Mi suonava strana la frase finale, ma le avevo attribuito un altro significato.
      Confermo il SUPER e aggiungo - se trovo chi mi ha dato 3 cosìcosì al mio, lo riempio di mazzate:-D - Ma sì, sarà sicuramente qualche "anonimo" al quale sto sulle balle;-) :-D
      Cià, bollettino medico: bronchite asmatica (la diagnosi finale) in via di miglioramento;-)

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  4. ehm... pardon Stefy cara, ma LEI continua a stare lì perché nel finale emerge che si parlava di pollame...

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    1. mmmm...secondo me lei sarebbe stata lì comunque: sai quante donne ci sono che pur sapendo per filo e per segno cosa fanno i mariti, se li tengono lo stesso? Boh... Io l'avrei fatto lesso insieme alla gallina!;-)

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  5. Sì direi pacato, garbato e spiritoso sono gli aggettivi giusti. Quel bel toc di serenità, anche se il malinteso avrebbe potuto scalfirla di botto...

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    1. Il botto l'ha fatto il mestolo che alla fine è arrivato lo stesso sulla crapa del contadinotto.
      Ciao neh.

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  6. giovane, oppure come l'ultima volta?
    ehehehe.. simpatica e breverrima commedia dell'equivoco (spero senza abbrivio autobiografico)
    ciao sciur padrun.

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    1. Non indaghiamo. Fermiamoci lì.
      U', guarda che domani tocca a te.
      Ciao

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  7. io, stasera un buon brodo di gallina lo berrei volentieri... molto carino il racconto, esistono sicuramente coppie così piacevoli che scherzano su sensi doppi e tripli e da questo scherzare che poi nasce la serenità di stare insieme.
    Bravo, Franco, perchè ci ricordi che l'intimità è fatta anche di saper sorridere insieme...
    Sai in un racconto della Woolf un matrimonio si resse fin tanto che i due fingevano carinamente di essere dei leprottini, quando il gioco finì e lui lo dimenticò ,finì anche il loro amore.
    Ciao Franco

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    1. Ben tornata Ippolita, ti sei divertita?
      Non me l'avevi detto che andavi a Parigi :-)) Brava brava

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  8. Chi ha osato metterti un cosìcosì??? Lo pesto;-) :-D

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    1. Hanno osato mettere un così così a me? Un così così al frame. Ma come si sono permessi? Senza vergogna di brutti lazzaroni ah ha ha ha :-))))) Ma dai è tutta invidia ah ha ha

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    2. sì sì, tutta invidia;-)

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    3. Però, un vero peccato che se ne sia andata, forse anche per colpa mia.
      E' una buona penna, anche se permalosa...
      Sid

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  9. ... E alla fine arriva Matteo. Ué, sciùr Franco, temevi che fossi sparito, eh? :-))) Lo sai che fino a mercoledì/giovedì sono irreperibile...
    E sai anche che questo racconto lo conosco benissimo e ti dirò, rileggendolo sapendo già come va a finire è ancora più divertente, perché si riconosce tutta l'arte dell'autore nel piazzare qua e là gli indizi equivoci. Un gran bel pezzo di bravura, calato nelle atmosfere "campagnole" che sai sempre rendere in modo esemplare. Bràu!! :-))
    Il voto di solito è segreto, ma al nostro caro Anonimo voglio far sapere che il terzo super, meritatissimo, è mio. ;-)
    Ciao nè!

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    1. Uè Dutùr,
      ma non è che invece di studiare passi tutto il giorno alla sala giochi? A Pavia... non so se mi spiego.
      Dai che scherzo. Manco da troppo tempo da quelli parti, è ora che salga a respirare un po' di scighera. Ciao e grassie neh...

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  10. Mangiare una frittata no? :-)
    Molto carino anche se io tifo sempre per le povere galline.
    ciao

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  11. Si chiamava Esmeralda e aveva cinque anni.
    Razzolava con l'amica Berenice, di un anno più giovane.
    Ovaiola, un ovetto al giorno, bel grande, mica quelli del supermercato, via.
    Un pò mangiati, un pò regalati.
    Chilometri ogni dì, lungo il fiume, entrava in cucina a rubare i resti al bassotto, non più serpentelli nei paraggi.
    Quando la sgridavo, minacce di farla in brodo...
    Intanto il mattino granturco sminuzzato, pane con latte zuccherato ( ben caldo d'inverno ), pan grattuggiato, leccorniette del giorno prima avanzate, ecc.
    Qualche mese fa ha smesso di far uova, mangiava poco, si rintanava sotto le ortensie.
    Poi la settimana scorsa un pianto a dirotto, mia moglie disperata, un accorrere preoccupato dei vicini.
    < Esmeralda è morta, è morta la mia Esmeralda! >...
    Dopo il conforto di tutti, il funerale.
    Ora riposa ai piedi del calicanto odoroso, accanto alla bassottina Gertrude che ci aveva lasciato dieci anni fa.
    Al suo posto zampetta la giovinetta Sofia, nuova compagna di Berenice.
    Cosa è capace di risvegliare questo bel racconto di frame!
    Siddharta

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  12. Ti ringrazio per il passaggio, ma mi spiace aver rinnovato il dolore per la perdita di Esmeralda. Lo dico senza ironia, perchè so quanto ci si possa affezionare agli animali. ;-)

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  13. Per caso, mi è venuto sotto gli occhi questo racconto, a me il risvolto piccante desterebbe i sensi, ah sì, sarebbe assai più ... intrigante, basta che tra galline non si conoscano, e quindi non si becchino una con l'altra, si vive una volta sola, vedi l'Holland, giocare sull'equivoco e scoprire che non c'è l'equivoco eh no, non mi sta bene!!!!
    Un po' scherzo, un po' no. Carino questo racconto, ma io avrei eliminato l'ultima frase sostituendola con questa 'va bene, va bene, ancora per questa volta ti perdono,' che ne pensi?

    Lola

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    1. Refuso: forse < Hollande >.
      Sid

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    2. Cherchez la femme,

      Cara Lola
      Una lettura diversa la tua, dal punto di vista letterario altrettanto valida.
      Forse a voi donne piace pensare che tutti gli uomini siano uguali, invece questa volta non c'erano donne di mezzo, soltanto galline, e un pizzico di malizia.
      Comunque grazie per l'attenzione.

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    3. Ciao Franco, non è proprio così, cioè che tutti gli uomini sono uguali, per esempio ne conosco almeno uno che è un santo (di fatto, perché non posso conoscere i suoi pensieri), diciamo che io non sono una bacchettona, o peggio una bigotta, o una moralista da strapazzo, insomma e neanche tu e sappiamo tutti come va il mondo, non c'entra niente uomini e donne, è la vita.
      Senti a questo punto, visto che il pollame è lo sport preferito del nostro eroe del racconto, perché non l'hai intitolato 'Galline in fuga'? per rubare il titolo a un noto film d'animazione che ho visto almeno tre o quattro volte, ah ah ah ah.
      Cherchez la poule!!!!
      Ciao Frame,
      Lola

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    4. Galline in fuga è una bella idea.

      Il pollame è la mia specialità, ne ho un 'altro di questo stampo, prima o poi pubblico anche quello.
      Ciao Lola.

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  14. Gentile sig. Melzi, per caso Lei è autore di "Lo specchio di Selene"?

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    1. Caro Anonimo, la risposta è NO, mai sentito nominare.

      E' troppo chiedere perchè, come mai, e con chi ho il piacere di parlare?
      :-)

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  15. Caro Franco....però, potevate anche sotterrarla sotto un albero come ha fatto il Sid con la sua Esperalda...una così fedele collaboratrice e confezionatrice di...uova non meritava di essere fatta in brodo, non credi???
    Animalistica/mente Pietro

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    1. No, io non ho di questi problemi, le galline fanno le uova altrimenti finiscono in padella. Non sono vegano e nemmeno un santo :-)))

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    2. Meno male che non ho di questi problemi...poiché non so come mi comporterei, se come te o come il SID.

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  16. Correggo il refuso: Esmeralda....
    Pietro.

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