mercoledì 12 dicembre 2012

Ippolita Luzzo - Anni settanta - articolo


                       
Ippolita Luzzo
Gli anni settanta
- 23 Novembre 2012-  Uniter




Gli anni settanta- 23 Novembre 2012-  Uniter

Questa non è una lezione di storia su anni ancora palpitanti di vita che  sono  riportati in dossier impeccabili da giornalisti qualificati, la mia è  una adesione emotiva, un flashback di immagini con un filo unico, quello dello stupore. E, lo sguardo trasversale che io darò, sfiorerà, come una carezza, il decennio  dal sessantotto al settantotto, il mondo come rappresentazione, come lo chiamò Guy Debord, 1967 La società dello spettacolo, il mondo reale trasformato in immagini,  il mondo dei media, il mondo che non è  come sembra, per rivivere di quel mondo lo svelamento, l’entusiasmo, il capitombolo.
 
Sono consapevole che il passato, che ci ha visto testimoni, non è lo stesso . Ognuno  ha filtrato e subito o gioito quegli anni, attraverso una propria esperienza di vita, di luogo dell’anima e luogo geografico, di studi e letture fatte, di avvenimenti e vicissitudini intimi accaduti.
Situazioni diversissime…
 di quegli anni ognuno mi dice il suo momento personale ed insieme il momento oggettivo, sociale.

Peppino Notarianni mi dice:- Gli ultimi  anni sessanta furono gli anni in cui ancora la lira era forte, aveva un grande potere d’acquisto, l’industria sfornava e vendeva televisioni ed elettrodomestici, ognuno comprava casa, favorendo un mercato edilizio in espansione, ecco perché ora siamo tutti o quasi proprietari di una o più case…
Ascolto lui … lo interrompo solo per dirgli che il mio sguardo aleggerà sul sociale, volteggiando su una cinematografia che svelò la realtà fino ad allora conosciuta per mostrarne una totalmente diversa.. Una realtà fino ad allora mistificata, ipocritamente travisata.
E lui,  fiero del suo essere italiano, mi ricorda nel cinema le molte pellicole di pregio da  Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto- Premio Oscar miglior film straniero1971 ad Amarcord  Oscar 1975

Va da sé quindi che la lettura di  quegli anni cambi a seconda le generazioni, io potrei ripercorrere gli anni vissuti al liceo classico, all’università da una me studentessa, mentre per alcuni di voi erano gli anni dell’impegno lavorativo, dei figli da crescere.
Cambia in  avvenimenti vicini l’approccio e la scelta passionale e di gusti, chi è appassionato di musica  mi ricorda la rivoluzione nei suoni di Battiato, il primo concerto negli scavi di Pompei dei Pink Floyd 1972

 Ma quel che conta di un’epoca è l’ideologia che la pervase, lo spirito innovativo  che fece sognare e rigenerare intere generazioni, certo nel dolore e nelle stragi, certo nelle delusioni e nella speranza,  lo spirito vitale oggettivamente poi riscontrabile in un farsi storico di avvenimenti comuni.

Il mio tentativo di rilettura rimane una porta aperta solo per guardare nella stanza del nostro vissuto cosa portiamo in noi di quel decennio, cosa sentiamo come fremito, cosa è presente fra le pieghe di giorni, di anni, questi nostri, attuali, che ci sembrano gli anni della rassegnazione.
  Tutti i momenti storici, Vico ci insegna, nascono da un grande momento emotivo, da uno sconvolgimento passionale, e poi vengono analizzati, frantumati dalla luce della razionalità per fare patrimonio e ricchezza di conoscenze e noi tutti, dopo essere stati partecipi di anni esplosivi ed aver trascorso altri quaranta anni, io dico da buttare, ma non  è vero, comunque dopo questi anni  confusi e beceri, tutti , ci auguriamo che un bell’acquazzone possa ripulire e che, come sempre nella storia , ci si rimetterà a guardare il cielo e la sua meraviglia, la nostra meraviglia di essere protagonisti dell’umana commedia.
Aristotele, nella metafisica, libro primo, dice che è lo stupore a muovere la conoscenza.
Lo stesso stupore e desiderio di conoscere del decennio degli anni settanta.
L’immaginazione al potere- Marcuse- L’uomo ad una dimensione-
Il privato è politico- Betty Friedan –mistica della femminilità-e Kate Millet 1969 slogan ripreso dal femminismo…

La   Realtà non è come sembra…dicevano i sofisti

.

Inizio  con una dedica , con un luogo che, nel mio immaginario, riassume e caratterizza quegli anni, qui, a Lamezia Terme, Il centro servizi culturale, il cineforum, i luoghi perduti del nostro eden  dove veniva filtrata, assaggiata e amata, la vita attraverso i film, i libri, le discussioni.
Ne ho un ricordo mitico.
E’ come se fossi lì con Carlo Alberto Natale, che non c’è più, con Ciccio Vescio, a sentire l’eco degli avvenimenti per le strade del mondo.

La realtà non è come sembra, molti lo imparammo in quel luogo

E lì gli avvenimenti arrivarono con tutto il loro dolore

Gli anni settanta piansero una strage- la bomba di Piazza Fontana a Milano
Piansero una guerra diserbante ed omicida, più delle altre- la guerra del Vietnam
Venivano da una scuola mnemonica, una università arroccata e repressiva, da una famiglia ingessata e severa, da una società asfittica e troppo seria. Troppo.
Erano reduci da una politica glaciale di opposti schieramenti, da una corsa agli armamenti, da una guerriglia delocalizzata in vari paesi, inconsapevoli pedine sulla scacchiera del superpotenze.

Gli anni settanta nacquero nei campus, nei raduni, nella musica, nelle poesie, con canti, con balli, con fiori, con sogni e speranze.
Già qualche anno prima Martin Luther King -4 aprile 1968 a Menphis e John Kennedy  anni prima  1963 - dissero:- Io ho un sogno- e furono uccisi.
Noi abbiamo un sogno- gridarono poi, giovani, studenti, reduci dal Vietnam, donne umiliate, messe ai margini, uomini diversi, deboli, ma desideranti . Immaginativi.
Immagina che tutti vivano la loro vita in pace- cantava John Lennon 1971
Immagina che non esistano nazioni, niente per cui uccidere o morire.

Video di Immagine- John Lennon

Dai favolosi anni sessanta ci avviammo verso i settanta con una sofferenza troppo a lungo imbottigliata, pressata, inascoltata, e, come quando si stura il tappo di una bottiglia di Moet-Chandom, migliaia di bollicine sparse si versarono sulle piazze, nell’aria, nelle televisioni di tutto il mondo.
La libertà!!! Solo effervescenza.
Le donne si spogliarono, minigonne, collanine, camicioni, capelli lunghi, poi si rivestirono, gonnelloni, jeans, maglioni come gli uomini, poi ancora magliette attillate, attillatissime, si rispogliarono gridando una libertà, una parità ad uomini che la rivendicavano anche per se stessi.
I ragazzi non capirono più nulla, se non che tutto era possibile, se non che i sogni erano realtà.
Bastava crederci. Una illusione.
Fu bellissimo- dicono in tanti
Fu bellissimo anche per chi, come me, li visse di rimessa, di lato, di sbieco, vedendoli passare sui libri, sui giornali, sui manifesti, sui proclami, sui film.
Chi ne fu investito non fu più lo stesso, chi li ha assaporati non sarà uno qualunque.
Chi ne è stato trasformato avrà sì, poi percorso una esistenza che avrà appiattito, livellato, ottuso quello slancio, ma non potrà mai sentire morti quegli ideali, senz’altro confusi ma una meraviglia di parole nuove.

La realtà non è come sembra

15 dicembre 1969… chissà cosa successe quella sera!
Quella sera a Milano era caldo…
Ed ad un tratto Pinelli cascò.
La Rai si diffuse capillarmente
1970 lo statuto dei lavoratori… beh ora … non c’è quasi più
16settembre 1970 scompare il giornalista Mauro de Mauro
Indagava sulla morte di Enrico Matte, presidente dell’Eni.

Il denaro diventò una convenzione, slegato dall’oro e legato alle nostre mani,.
1973 L’austerity, crisi petrolifera, lunghe file alle pompe di benzina, le domeniche a piedi.
Ma è la stessa emergenza che sentiamo ancora…
1975 nuovo diritto di famiglia, parità fra i coniugi
Ma il delitto d’onore viene abolito soltanto nel 1981
1975 viene ucciso Pier Paolo Pasolini
!977 Nelle piazze il fuoco… la mia università, Messina, occupata, gli scontri, i morti nelle piazze italiane
Scemo  scemo - gridavano a Luciano Lama gli Indiani metropolitani
Facile gridare in tanti… scemo scemo
Eravamo i padroni del mondo, eravamo ostaggi di un mondo, eravamo giovanissimi, convinti che noi ce l’avremmo fatta.
Saremmo stati diversi dai nostri genitori, dai nostri professori, perché noi avevamo capito tutto quello che c’era da capire.
Dall’utopia alla droga il passo non fu un passo,  tanti precipitarono nel fumo più nero, un fumo denso e nero in un mondo indifferente… morirono …di overdose, morirono in tanti.

Come ogni momento di tripudio, nella storia, anche gli anni settanta hanno immolato sacrifici umani, come l’agnello sull’altare degli dei.
In Italia le brigate rosse uccisero Aldo Moro e finirono gli anni settanta.
Finirono nel lusso, nello sfarzo, nelle grandi firme, nella Milano da bere degli anni ottanta falsi e bugiardi, nello scintillio delle televisioni private che si appropriarono dell’immaginari collettivo banalizzando, appiattendo, addormentando le coscienze in un sonno lunghissimo. Il sonno di Biancaneve dopo aver mangiato la mela avvelenata, il sonno di Morfeo, Il lungo sonno.- Film-senza sogni. Il sonno di Epimenide

Resta soltanto una scritta su un poster che avevamo in tanti, allora, Why? Perché?
Un soldato qualsiasi, un ragazzo lo urlava con le braccia spalancate al cielo venendo colpito da una raffica nemica.
Poster del soldato…

Restano ancora i nostri film per dirci la realtà non è come sembra

I film degli anni settanta che io ho scelto seguono un discorso unitario, quello del ribaltamento, del fare vedere per la prima volta che tutto non è come sembra.
La mistificazione storica, il continuo lavorio per nascondere la verità, il travisare e sporcare popoli, dignità, fatti,  veniva finalmente svelato


Soldato blu 1970
Ispirato agli eventi del massacro di Sand Creek
Fino a quegli anni gli indiani erano cattivi, dovevano essere sterminati, arrivano i nostri, era il finale liberatorio con la carica dei soldati americani, sugli accampamenti dei pellerossa, così erano chiamati…
Fu quel film a denunciare una stortura storica, un popolo ormai nelle riserve, ubriacato e tenuto ai margini, offeso nel principio più sacro, quello di essere un tutto unico legame,  terra e noi.

 Uomini contro 1970 di Francesco Rosi  tratto da Un anno sull’altopiano di Emilio Lussu
L’altopiano è quello di Asiago, la guerra del 1915-1918
Il generale Leone manda all’attacco i soldati ,protetti da una inutile e falsa corazza. Una carneficina.
Tutti i personaggi sono accomunati dalla paura della guerra e dalla speranza che questa finisca presto. la retorica dell’atto eroico si svela. Il  film antiautoritario e pacifista  mette in luce la follia della guerra ed il regista venne denunciato per vilipendio
dell’esercito.  La guerra fino ad allora era eroica e non una vergogna


Arancia Meccanica 1971 di Kubrick
Una terribile violenza da entrambi le parti
 La frase inglese indica qualcosa di bizzarro internamente, ma che appare normale e naturale in superficie. Nel 1986 Burgess chiarì questo concetto scrivendo che una creatura che può solo fare il bene o il male ha l'apparenza di un frutto amabile caratterizzato da colore e succo, ma in effetti internamente è solo un giocattolo a molla pronto a essere caricato da Dio, dal Diavolo o dallo Stato onnipotente, e a far scattare la propria violenza, appunto, come un mero e semplice congegno meccanico

Nel film ,terribilmente anticipatore, i cattivi, un gruppo di giovani,  agiscono senza coscienza dei loro atti, seminando violenze gratuite, violenze truci
Poi  lo stato, riuscì a prenderne uno e lo sottopose ad un programma di rieducazione così violento da lasciare tutti sgomenti.
Quel programma all’apparenza aveva creato un agnello che subisce senza saper difendersi … quel lavoro di condizionamento sugli impulsi  poi sarà vanificato quando il rieducato ritroverà la sua cattiveria.
La riflessione è il labile confine fra un retto sentire e uno malvagio, fra il violento ed il pacifico, fra lo splatter e il rispetto.
Fra legalità e illegalità, un confine debolissimo, inesistente,a volte.
Un film denuncia, io, in realtà avrei voluto parlare solo di questo film, terribilmente specchio di nostri tempi, sempre meno rispettosi, sempre più carichi di violenza, stranamente perpetuata anche dalla società legalizzata



Cane di paglia 1971

In questo film il buono, uno studioso di matematica, dopo aver subito tante angherie da un gruppo di balordi,  fa giustizia da solo in un modo orrendo. Si vendica, si trasforma, e la violenza dei buoni tracima, amplifica, urla una giustizia calpestata davanti alla banalità del male che costringe anche un buono a snaturarsi…



Un borghese piccolo piccolo 1977
Anticipavano i film
Anticipavamo
Quello che ora è la nostra realtà
E con il film di Monicelli, termino la mia elegia, direbbe un mio amico,
di fronte ad un padre che spera nell’avvenire del figlio, che per garantire il lavoro al figlio si umilia coni propri superiori iscrivendosi ad una loggia massonica  e che poi vede il figlio morire per una pallottola vagante nel corso di una rapina e lui si trasforma in un torturatore
che si farà giustizia da sé.
Ed è terribile lo svelamento del male nel buono, nell’individuo lascato da solo nel proprio dolore, lasciato senza una rete di sostegno a vagare nel male .

 Dinanzi alla trasformazione della società, rappresentata dalla trasformazione subita da Giovanni Vivaldi, il protagonista del film , il regista però getta la spugna e afferma l'«irrappresentabilità degli italiani, per perdita irreversibile di tutti i caratteri positivi». In sostanza, non c'è più nulla da sperare, da credere, da ridere.

Ma nonostante tutto, nonostante quegli anni lasciarono una scia di sangue, nonostante il delirio degli anni a venire, da protagonisti noi possiamo solo leggere gli avvenimenti senza il velo illusorio---
Gli ultimi quaranta anni sono stati gli anni dell’omologazione, della prepotenza e della supponenza, dell’ignoranza, del tutto urlato, del tutto è nostro.
Ora dobbiamo riappropriarci della consapevolezza di agire e pensare sempre sul confine di una terra che non è nostra, di un pensiero che non è nostro, di una ricchezza che non ci appartiene, perché come gli indiani, come le religioni ,tutte, come anche la psicoanalisi ci insegna noi non siamo padroni nemmeno delle nostre sensazioni… perché la realtà non è come sembra.
Il vero insegnamento di quel decennio  ci resta impresso come un marchio indelebile, come agire sempre attenti e vigili sul confine fra il vero ed il falso, fra il bene ed il male, separando pazientemente e giornalmente nella storia e nella nostra vita individuale il grano dal loglio, per aiutarci a saper distinguere la storia scritta dai vincitori dalla storia dei vinti, a saper cogliere e scegliere i fatti salienti per svelare la verità e la giustizia dei vinti.
Niente e così sia- premio bancarella 1970-Oriana Fallaci sulla guerra del Vietnam, ed il cerchio si chiude con una domanda:-Che ne sai tu di un campo di grano?  
Video su Pensieri e parole 1971 Lucio Battisti
                                                           Professoressa Ippolita Luzzo- laureata in filosofia







9 commenti:

  1. E' un buon lavoro Ippolita. Mi piace questo percorrere il decennio attraverso i film più rappresentativi. Complimenti.

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    1. Dopo uomini contro mancano due o tre frasi.
      Manca il titolo del film Arancia meccanica.
      Puoi correggere tu, io non posso, non la pass...
      Ciao

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  2. Ma, non so, Ippolita, però leggendo a me sono tornati alla mente quegli anni '70, anni tremendi dove non si poteva più uscire la sera, e i gestori dei ristoranti erano costretti a chiudersi dentro a chiave per timore delle rapine ricorrenti con addirittura morti.
    Tu dici anche: "anni, questi nostri, attuali, che ci sembrano gli anni della rassegnazione".
    Hai ragione, ma quelli che dovrebbero trainare adesso sono i figli di quelli che hanno fatto la contestazione. Che gli hanno insegnato?

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    1. Allora esisteva ancora l'idea che si potesse che era possibile che bisognava lottare impegnarsi.
      Certo erano tempi tremendi ma ma vivi proprio perchè svelavano bugie.
      poi, certo, tutto si è di nuovo velato,nascosto e tutto è tornato nel buio.
      Con l'assassinio di Aldo Moro, poi, è finito il sogno e le forze oscure si sono ricompattate nella necessità di renderci imbelli.
      ED ora sapranno i nostri figli, cresciuti a Kinder al latte e a Nintendo, sapranno questi adolescenti fragili e supponenti capire che senza l'impegno e la passione la vita è solo funzione e non sogno?
      Carissima, la realtà non è come sembra
      lo spero vivamente
      Noi, io che cosa ho insegnato? certamente il rispetto, le idee e la voglia di essere viventi

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  3. L'avevo già letto tempo fa. Può essere?

    Caro amico ti scrivo...
    Ve la ricordate quella canzone? Era il tempo della paura e di una inflazione galoppante. Vi ricordate gli interessi bancari? Mediamente i mutui sul 20%!
    ...Basta ci sarebbe sta stendere una lenzuolata par tua di contro.
    Si far per dire...Io comprai la casa dove vivo tutt'ora il giorno che sequestrarono Moro.
    Cia
    Elisa

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    1. Elisa, la prima stesura, schematica e personale, la postai a primavera su neteditor.
      Questa è completamente rimaneggiata per l'Uniter, Università della terza età, che tiene corsi bisettimanali e dove io ho tenuto questa relazione inserendo i video di Lennon e di Battisti e altri del tempo.
      sono d'accordo con tutti voi, ognuno riporta il suo e poi l'oggettivo, il sociale e sono felice di ogni testimonianza.
      Io ero studentessa, ero infelice e lettrice, ero però entusiasta delle sollecitazioni e speravo, in cuor mio, di diventare giornalista. Leggevo PAESE SEra, UN QUOTIDIANO STUPENDO, che non esiste più

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    2. Anch'io speravo, ma i fatti ci hanno dimostrato il contrario.

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  4. Ciao Ippi:-) leggere i tuoi pezzi richiede sempre un certo impegno;-)
    Cmq, andiamo al sodo, i miei anni fine sessanta e settanta, sono stati gli anni in cui ero bambina e poi ragazza al liceo, quindi nei miei ricordi di quei periodi sono più presenti i primi batticuore, la scuola, la famiglia, il giovedì quando si guardava Rischiatutto, il sabato quando si guardava il film sulla Svizzera o, quando si andava dai nonni a cena, canzonissima; la tv in bianco e nero che poi è diventata a colori.
    Ricordo il terremoto del Friuli, l'alluvione di Firenze.
    Ricordo, certamente, anche il rapimento di Moro e la sua uccisione che mi colpì moltissimo; ricordo i picchetti a scuola ai quali non partecipavo essendo lontana da quei modi di vedere; ricordo l'austerity che però aveva i suoi vantaggi in termini di strada libera.
    E' sempre questione di punti di vista.
    Ricordo che ascoltavo Battisti, ma cantavo anche "Questo piccolo grande amore"; ricordo che seguivo le Hit e m'importava come se dovessi esserci io nelle prime dieci posizioni; ricordo i film che hai citato, anche se alcuni non li ho mai guardati (tipo "Arancia meccanica") per scelta, nemmeno una volta diventata adulta. Ricordo "Cane di Paglia" e un "Borghese piccolo piccolo", bellissimi film che però ho visto in un'età più adulta.
    Ricordo che indossavo abiti improbabili, però di moda a quei tempi; ricordo che sognavo e scrivevo già, anche se in modo diverso. Ricordo che leggevo leggevo leggevo.
    Tutto sommato, ho più ricordi legati alla famiglia che alla società in cui vivevamo. Probabilmente sono cresciuta nell'ovatta. Ma a dire il vero, non me ne dispiace;-)

    Un pezzo interessante che però, credo, sia penalizzato da non avere i supporti video che hai avuto nella conferenza. Secondo me si presta di più a un intervento parlato, piuttosto che scritto, e quindi credo sia stato un successo!

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    1. Carissima Stefania, mi piacciono molto i tuoi ricordi, effettivamente tutti hanno ricordato come te, ed in sala, con la testa, vedevo tutti annuire alle immagini che io proponevo.Poi al suono di Imagine di Lennon, molti erano commossi. E' stata una bella serata, ancora oggi, in sede, alla nuova lezione, mi hanno fatto i complimenti.
      Chiedo umilmente perdoooonooo per il pomposo alla fine Prof di Filosofia, ma era la relazione data al presidente ed essendo una cosa ufficiale dovevo ufficializzare.
      Perdono, per sta cavola di laurea , di cui vado fiera, ma solo per un motivo mio personalissimo, non certo sociale, infatti il mio papà mi diceva:- povera e nuda vai, filosofia- , pensa tu, insomma per sta cosa già sul sito di net diedero in fuoco e fiamme.
      Ed io che credevo di essere in un sito letterario capiii di essere in sito interessantissimo, ma per dinamiche di relazione fra esseri umani.
      Molto pittoresco.- diceva Montesano, il comico, in una romantica donna inglese.
      Grazie Stefania, Grazie Serenella e grazie a tutti gli uoooomini che mi hanno commentato.
      ahahah

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