domenica 9 dicembre 2012

Serenella Tozzi - silloge - poesie -




 Serenella Tozzi

Una visione dal sud
Una vecchia
affacciata alla finestra lesionata:
crepe sui muri,
fili elettrici a vista,
a riandare
che fu giovane
ridente, fiduciosa,
piena di speranze.
Una cordicella
rosa, appesa sotto,
troppo corta per due stracci
a riportare: solitudine.
C'è un numero in cemento
a ricordare
esisto.... per le tasse.



Il passaggio
Quando sarò cenere,
dopo il transito trascorso,
sarò tesa al futuro
attraverso un fiore?
Fiore di memoria
appassito o reso fresco,
rimasto per incanto
in una nube di pensieri
o palpito nascosto.
E sarà mistero il riapparire
come da galassia
piantata in terra con radici.
E non sarò pietra
consumata dal tempo.

La nana
Piangeva sul bidet
(troppo bassa pel lavabo),
tutta l'amarezza
che alla gola la stringeva,
le belle fattezze
nascoste all'irrisione.
Poi guardò in su
e lo vide lontano,
alto, troppo alto quel cielo,
per tutti,
e sorrise.

Natura indòmita
Quei petali tesi al vento,
che si sporgono nel vuoto
e dalla vetta
sul precipizio
guardano lontano,
là dove il cielo si confonde
e il mare si intravede.

Perdente?
Sei perdente e io ti amo.
Di questo mondo,
tecnologicamente avanzato
(che dovrebbe esser) molto ben regolato
perdi il ritmo,
ne disconosci il valore (volere):
ti distrai a guardare le stelle.
Non ne afferri,
o non vuoi, le regole... sue.
Quel ch' è positivo per lui
è al di fuor delle regole tue.
Disonesti li pensi quei modi
e quei ritmi
al di fuor dell'umana natura
non son tuoi.
Infelici ritieni quei comuni mortali.
tutti presi dalle regole d'oro:
quel "produrre" che distrugge....
e l'uomo e la natura. Finché poi
la rivolta...
a ristabilir l'equilibrio.
Da dove....?
dalla natura o dall'uomo
partirà la scintilla?
....e io ti amo.

16 commenti:

  1. L'elemento che accomuna questa silloge (fatta eccezione per la prima) è palesemente la piccolezza dell'essere umano nei confronti della natura, imperevedibile e spesso impietosa, o nei confronti dell'universo.
    Un tema trattato di frequente, ma non è questo il punto. Io, come al solito, non riesco a non dire, perdonami Serenella, se c'è qualcosa che non mi quadra.
    Partiamo dalla prima. Intanto penso sia troppo circoscritto il titolo, poiché tanto al nord quanto al sud esistono realtà di degrado e abbandono e anziani che non arrivano a fine mese. Da un punto di vista formale gli infiniti (troppi) tolgono, a mio parere, intensità al componimento.
    Tutte e cinque le poesie soffrono di un lessico abbastanza abusato che inaridisce il senso.
    La tua dolcezza, comunque ammortizza questi difetti, ammorbidendo la lettura, ma ciò non toglie che con una rivisitazione potresti dare una mano di smalto non indifferente.
    Quella che preferisco è la seconda in cui osi un pochino di più.

    Dany

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  2. Probabilmente avrai anche ragione, Daniela, ma vedi, io non amo arzigogolare, amo essere diretta, magari anche usando parole esistite da sempre, però, per me quello che conta è il messaggio, o la rappresentazione, che devono essere immediatamente percepibili, in maniera semplice, senza tanti giri di parole.
    D'altronde ognuno di noi ha gusti e preferenze personali... ed è proprio questo che ci distingue gli uni dagli altri, per fortuna, altrimenti, sai che noia!
    Grazie dell'attenzione Daniela.

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  3. Ciao Serenella:-) E' arrivata la rompina:-D
    Dunque, andiamo per ordine:-) La prima mi piace fino a "solitudine"; i tre versi successivi, secondo me, le fanno perdere qualcosa in termini di poesia; concordo con Dany sul fatto che situazioni del genere siano presenti sia al Sud che al Nord e quindi la distinzione è poco comprensibile. Diciamo che per me potrebbe essere una poesia, chiusa a solitudine, che descrive proprio lo stato di tanti anziani abbandonati a se stessi.
    La seconda è la più "ermetica" tra le cinque; mi piace il messaggio che leggo come uno sguardo in direzione delle reincarnazioni, anche in forma di fiore:-)
    La terza, beh, nei primi due versi, ti dirò, mi ha un po' respinta, forse perché l'osservazione che la nana è troppo bassa per il lavandino mi è sembrata un incrocio tra una battuta che non fa ridere e il cinismo di alcuni, ma siccome so che tutto questo è lontano mille miglia da te, la leggo dal verso giusto, ma con sforzo. Diciamo che si risolleva nell'ultima metà, dove c'è un parziale riscatto nell'osservazione sul cielo.
    La quarta trasmette una bella immagine, a mio parere. E' vero che qualche parola è abusata, ma alla fine tutte le parole lo sono, in qualche modo, e conta il risultato finale: la tua mi fa "vedere" un'immagine suggestiva e perciò mi piace.
    L'ultima affronta un tema che condivido parecchio e perciò mi coinvolge e aggiungo che non è certo perdente chi si distacca da un mondo di scalmanati che ha perso proprio di vista il valore dell'esistenza;-) Trovo però che tu abbia abbondato con i punti di sospensione che eliminerei quasi completamente.
    Nell'insieme una silloge interessante:-)

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    1. E' ovvio, Stefania, che di vecchine affacciate alla finestra della solitudine ce ne siano sia al Nord che al Sud, ma forse al Sud si confà di più la descrizione e, comunque, io l'ho scritta guardando un panorama del Sud, da qui il titolo.
      Per quanto riguarda "Il passaggio" non parlo di metempsicosi, ma del ricordo.
      Per "La nana" devo dirti che la mia battuta voleva essere proprio cinica; cinica e cattiva come può essere la cattiveria e la derisione che nella realtà può colpire l'animo umano sotto qualsiasi forma: una battuta come un'azione o un atteggiamento.
      La quarta, pur con i suoi contenuti e i significati che ognuno può leggervi in maniera personale, è una realtà: la rappresentazione di una visione, tale e quale come è descritta.
      Ciao e grazie della lettura.

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  4. E' una quinta? serenella, hai messo insieme volutamente queste tue riflessioni? con cosa in comune?
    La solitudine.
    Non so ,io ho immaginato elementi come i cinque sensi, come un cerchio .
    Ma tu mi dirai e ci dirai che il messaggio è quello che conta, il messaggio che testimonian una solitudine sconfitta, appunto, da noi lettori

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    1. Non solo solitudine, Ippi, ma anche speranza.

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  5. Mamma mia, quanto invidio quelli che sanno analizzare così a fondo le poesie. Io non sono così bravo ad esprimere le mie sensazioni, pertanto accontentati di questa strofa di Verlaine che sintetizza il mio pensiero.

    Il tuo verso sia la buona avventura
    sparsa al vento increspato del mattino
    che va sfiorando la menta e il timo...
    E tutto il resto è letteratura.
    (Verlaine)

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    1. Com'è ariosa, come si espande dalla mente all'aria intorno... fino ai confini e oltre. Oltre i confini limitati degli occhi e quelli infiniti del pensiero.
      Merci.

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  6. Io!
    Sincerità?
    Mai saputo commentare delle poesie. Le leggo, mi piacciono e torno a rileggerle.
    La seconda è stupenda perché mi dà la sensazione di viverla, perché non ho mai creduta a una definitiva scomparsa. Mi illudo? Spero di rimanere come un fiorellino appassito in attesa di un'anima buona che mi ridia un goccio d'acqua.
    Le altre? Sono l'espressione di un essere che vive con ironia, ma anche con molta comprensione e amore.
    Non amo i puntini, ma è solo un mio problema.
    Elisa

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    1. Vedi, Elisa, qui siamo diverse... io i puntini li amo molto. Li diffonderei dappertutto, come tanti piccoli semi.
      :-)
      Ciao e grazie del passaggio.

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  7. Fraancoo, vedo che tu non mi commenti; ciò vuol dire:
    1. che sei così entusiasta da non trovare le parole per manifestarlo;
    2. che proprio non ti piacciono e ti astieni dal commentare;
    3. che sono trasparente.

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    1. Decisamente la prima.
      Vedo che non ti accontenti di Verlaine. Mi piacciono, ma non so argomentare. In privato ti avevo detto che le trovo meglio di quelle che pubblichi sul club e lo ribadisco. Mi piacciono e basta e...se vuoi che faccia un po' d'accademia, che mi improvvisi critico, dammi tempo, per i miracoli mi sto attrezzando;-)))

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    2. Puoi sempre rivolgerti al Santuario :-)))
      Hai visto mai?

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    3. E mi sa che mi ci rivolgo pure io. Ahahah! :-))

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  8. Ciao Serenella, le tue poe forse malinconiche,forse, ma hanno dentro come scrivi tu, la speranza.

    Mi piace molto l'ultima poe, rispecchia quello che siamo oggi. Si legge di una umanità malata che non riesce a vivere senza distruggere.Ed ecco che con la chiusa si accende una fiammella...la speranza alla vita per un mondo migliore.
    Piaciute un sacco grazie.

    Auguri di un Santo Natale e un felice Anno Nuovo

    Lucia

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    1. Grazie Lucia, delle tue parole.
      In effetti nelle prime due poesie tendo a stigmatizzare certi atteggiamenti di indifferenza o di cattiveria nei confronti di determinate tipologie di persone.
      Oggi è più che mai evidente il problema esistenziale degli anziani e quel "esisto... per le tasse" vuole essere una denuncia per la mancata attenzione dei rappresentanti dello Stato, e non solo, verso di loro: lasciati soli e abbandonati a loro stessi.

      Nella poesia "La nana" mi rivolgo a tutti coloro che si sentono inadeguati, o derisi, o tenuti a distanza da persone supponenti che si sentono superiori e fanno pesare la loro supposta superiorità.

      La terza come già riportato (erroneamente l'ho enumerata come quarta) è la rappresentazione della realtà: una visione, tale e quale come è descritta, e ognuno può leggerla in maniera personale, per i suoi contenuti e significati.

      La quarta, infine, quella che ti è piaciuta di più, e la presa di coscienza delle problematiche ambientali che si spera vengano seriamente prese in considerazione da quell'Uomo lungimirante che sappia capire i pericoli (oggi purtroppo evidenti) ai quali con la dissennata politica di distruzione si sta correndo incontro.
      Questa poesia l'ho scritta parecchi anni fa, quando gli avvertimenti sul futuro parevano ancora lontani.
      Ricambio i più affettuosi auguri per un Buon Natale e un gioioso Anno Nuovo, e ancora grazie per avermi permesso di chiarire meglio il significato di speranza dei miei scritti.





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