lunedì 17 dicembre 2012

Pina Tosi - Io e la canna - racconto

Pina Tosi
da Spigolando fra i miei ricordi (ilmiolibro.it)
IO E LA CANNA 
Etichetta: la stanza di nonna Pina




Pina Tosi

IO E LA CANNA

Da tempo covavo una curiosità: prima di morire volevo sapere cosa si prova a farsi una canna. E come si  fa. Dai film vedevo gente, in genere sempre chiusa in un bagno, che si faceva un’endovenosa e poi si afflosciava per terra e questo non mi piaceva proprio. Oppure ne vedevo altra che aspirava una polverina e questo poteva andare. Una volta vidi uno che su una candela accesa teneva un cucchiaio con qualcosa dentro, ma non so che cosa era. Insomma volevo chiarire…

Mesi fa mi capitò l’occasione di trovarmi con un mio nipote e a un certo punto ci mettemmo a parlare di insonnia. Io l’ho risolto, mi diceva lui, mi faccio una canna prima di andare a letto e dormo otto ore di fila. “Ma chi te l’ha ordinata, il dottore?”
“Ma che dottore, pensi che tutti i tuoi nipoti siano andati dal dottore?”
“Ma perché, soffrite tutti di insonnia?”
“Ma no, è che poi ti senti da Dio…”
“Ci vuole una canna per sentirti da Dio? Non lo sai che siamo tutti figli suoi?”
“Uffa nonna, ma perché non ci provi a fartene una, così capisci meglio.”
“Ma che cosa è precisamente? Perché se è un’endovenosa non ci penso per niente.”
“Ma che endovenosa, è una semplicissima sigaretta! Te la fumi e poi mi saprai dire.”
“Ma non è pericolosa?”
“Ma figurati, il mondo sarebbe pieno di morti!”
“Ok. Se è solo una sigaretta ci provo.” Poi il discorso finì lì perché si avvicinarono altri amici.

Qualche giorno dopo mi serviva un francobollo e mi diressi verso il tabaccaio.
Questo negozio, forse perché è aperto da tanto tempo e molto per la cordialità e gentilezza del gestori, è diventato un punto di ritrovo del quartiere. E’ sempre pieno, ci si va anche solo per chiacchierare e per vedersi con gli amici. Mentre mi ci dirigevo mi venne in mente la canna. E’ una sigaretta, pensavo, quindi si comprerà dal tabaccaio. Entro, chiedo il francobollo e poi dico: vorrei anche una canna. Il tabaccaio mi guarda perplesso, sembra che non abbia capito, poi si illumina e fa ah, venga e mi guida verso una specie di portaombrelli con dentro una decina di bastoni da passeggio. Sceglie, ne tira fuori uno e me lo dà: ecco, questo dovrebbe andare bene per lei. Io lo guardo, carino, dico ma che ci faccio? E lui. Ma non voleva un bastone? Ma no, io volevo una canna, una sigaretta da fumare.
Nel negozio si fa un silenzio di tomba, tutti gli occhi sono rivolti verso noi due. Anche il tabaccaio mi fissa sbalordito: ma che ci deve fare? Beh, me la vorrei fumare, prima di morire vorrei sapere che ci si trova di tanto emozionante. Nel negozio serpeggiano risatine, anche al tabaccaio tremano i baffi mentre risponde: ma noi non le vendiamo! E chi le vende?   Ma, si deve cercare lo spacciatore, scegliere il tipo di erba, comprarsi le cartine e poi farsi la sigaretta e con ogni probabilità vomitarsi l’anima. Penso a mio nipote, “una semplicissima sigaretta, nonna”
Ho già la testa confusa.  Per carità non sapevo che fosse così complicato, figuriamoci se mi metto a cercare lo spacciatore, l’erba, col rischio anche di vomitare! Grazie per le informazioni. Pago il francobollo e faccio per andarmene quando un ragazzetto, ciuffo viola, orecchini e anellini appesi dappertutto, però gentile e educato mi ferma:
”Signo’ ce l’accompagno  io dallo spacciatore, le scelgo pure l’erba, la cartina gliela regalo io e le faccio io la sigaretta, si fidi …”.
”Tu non accompagni nessuno, hai capito, e sta attento che se no parlo con tuo padre.” dice il tabaccaio, con la faccia feroce. Il ragazzetto mortificato si ritira, volevo solo aiutare la signora…

Me ne sono uscita dal negozio, un po’ mi vergognavo per la figura cretina che avevo fatto, ma un po’ anche divertita dall’espressione delle persone.  Tornando a casa, passo davanti allo studio del mio medico che conosco da trent’anni e io avevo una gran voglia di raccontargli tutto, specie il fatto della dormita di otto ore che mi attirava moltissimo Lui mi ascolta per qualche minuto poi esplode:
“Ma chi è quel pazzo incosciente che le ha messo in testa questa idea? Ma lo sa a che cosa andrebbe incontro?”
E mi snocciola una serie di guai tremendi, dalla vomitata allo svenimento, al collasso cardiocircolatorio e non mi ricordo che altro. Ma, dico, ho saputo che i miei nipoti fumano tutti e stanno benissimo… Intanto non si sa per quanto tempo staranno benissimo, e poi quanti anni hanno i suoi nipoti? E per caso si ricorda quanti ne ha lei?  Va bene, va bene, tutto come non detto. Rinuncio alla mia curiosità. Però a quante cose fa rinunciare questa benedetta vecchiaia!
Intanto però il tam tam tra i miei nipoti era già cominciato, più veloce che in Africa. Nonna si fa una canna, ditemi quando, “ci voglio stare pure io”, un nipote dal Giappone, “ditele di aspettarmi”, ecc… Quando annuncio la mia decisione restano tutti fortemente delusi.
Dopo qualche giorno viene a trovarmi un altro nipote. Mi porta un pezzo di ciambellone e si raccomanda: “Solo una fettina al giorno, non di più.”
Il ciambellone era buonissimo, morbido, saporito, tutto farcito di puntini neri amarognoli, pensavo fosse qualche spezia che non conoscevo. Era talmente buono che dico alla badante, ma perché ne dovremmo mangiare solo una fettina? Ce lo finiamo tutto.
Dopo qualche ora telefona mio nipote: avete mangiato il ciambellone? Ah, sì, bravo era squisito, ce lo siamo mangiato tutto, a proposito che erano tutti quei punti neri? Mangiato tutto? E come state? Ma, come al solito. Oddio corri dal dottore e digli che quei puntini neri erano marjuana. Mia sorella ne ha mangiato meno di voi ed è partita da matti!
Non sono andata dal dottore perché non mi sentivo niente di strano e perché ero sicura che mi avrebbe fatto un’altra scenata e poi perché se erano questi gli effetti della canna capivo che non avevo rinunciato proprio a niente.
In cambio invece ho avuto un buona dose di notorietà; per parecchio tempo parenti, amici, conoscenti e anche estranei non hanno fatto che raccontare di questa nonna novantacinquenne che tranquillamente andava in tabaccheria per comprarsi una canna, come fosse stata la cosa più normale di questo mondo.

23 commenti:

  1. Bene bene ho ridacchiato felice del racconto. Durante la mia chemioterapia pesante e invasiva io desiderai fare pressappoco come te ed andavo girando ingenua e convinta che una canna mi avrebbe dato sollievo. Non ne ho fatte mai ma ricordavo i miei amici al liceo fumare le canne e poi mettersi a ridere. Io, che non fumavo nemmeno una sigaretta, domandavo loro perché, perché non provassero a ridere anche senza erba. E così ti ho compreso e ho riso felice anche senza erba perché poi vedi, a noi erba o non erba e

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    1. Grazie Ippolita, e continuiamo a ridere anche senza erba.

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  2. Simpaticissimo il racconto. Ha fatto il giro anche della mia famiglia ed è piaciuto a tutti.
    Non la saprei riconoscere nemmeno io una roba di quelle, Quando lo dico stentano a credermi, eppure è così.
    Ci sono altri bei racconti in questo libro e la scelta non è stata facile.
    Benvenuta in casa frame e con l'occasione, come si suol dire, Buon Natale.
    Ciao frame

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    1. Grazie, troppo buono.
      Approfitto per fare gli auguri a tutti per il Nuovo Anno.
      Purtroppo la vista mi sta abbandonando e devo ricorrere agli altri per poter rispondere.

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  3. Ciao nonna Pina, l'ho riletto con gusto. Il bello che con la mia fantasia t'ho seguita anche dal tabaccaio. Penso che la tua boutade sarà rimasta negli annali del Tabaccaio.
    D'altronde la voglia di provare c'è, anch'io ci pensavo quando vedevo i miei compagni fumarle al liceo artistico.
    E poi tu sai narrare con quella ironia che ti distingue, mica tutti se lo possono permettere.
    Se vuoi posso consigliarti...

    Io prendo l'oppio per i dolori, e mi fa anche addormentare in piedi...
    prima però chiedi al medico.
    Ciao, e grazie di avermi portato il sole

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    1. La voce si è sparsa, è vero.
      Tanti auguri anche a te per i tuoi dolori. Io, però, l'oppio non voglio prenderlo, per non sentire un'altra scenata dal dottore.

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  4. “Ma perché, soffrite tutti di insonnia?”
    eheheheh :)
    davvero simpatico.
    però trasecolo. ma come, nessuno si è mai fatto mai cannetta in gioventù?
    Neanche un assaggino ino ino? tipo cordiale o ammazza-caffè? nisba?
    O.o

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    1. Arriva alla mia età e ci risentiremo.
      Non ti conosco, ma un ciao anche a te.

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  5. Ehilà, Nonna Pina, chi si rivede, anzi, chi si rilegge! ;-) Sono molto contenta di leggerti in questo Blog, ricordo ancora il nostro incontro di qualche anno fa e lo conservo nel cuore come un momento speciale della mia vita:-)
    Il tuo racconto è molto carino, una scrittura brillante, originale, davvero piacevole! (Direi che starebbe molto bene anche tra "I racconti da podio" ;-)...)
    Personalmente non ho mai fumato una canna e me ne guardo bene;-) quindi sono felice che alla fine tu non abbia fatto questa esperienza;-) Non è che nella vita si debba provare tutto neh;-)
    Un bacione e buone feste!

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    1. Certo, mi ricordo di te.
      Grazie e Buon Anno.

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  6. Veramente, cara Stefania, Nonna Pina s'è mangiata un ciambellone con semi di mariagiovanna, di erba cioè, e non si è sentita nienteeeee, capisci?
    Io, poi riuscii a comprarla, un po' d'erba e me la portai a casa, e dissi a tutti che se fossi stata malissimo dovevano darmela come infuso come un the.
    tutti mi presro sul serio e per anni mi presero in giro, poi, per aver sciupato,senza fumare, l'erba che allora tenevo fra lo zucchero ed il caffè.
    L'ho buttata da tempo,poi dopo un po' non è più buoooona, mi dicono.
    Io credo che sia solo suggestione ma se può aiutare nei dolori e nell'insonnia io credo sia meglio di tante porcherie che danno nei farmaci
    Negli psicofarmaci legalizzati

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    1. Mah... ho qualche perplessità e credo ci siano effetti collaterali da considerare... In Natura troviamo ben altri rimedi per combattere dolori e insonnia e tante altre cose, senza dover ricorrere a questo rimedio.
      Ricordiamoci sempre che anche la Cicuta è una pianta, ma non mi sembra faccia tanto bene;-)

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    2. Meglio la cannabis o canapa.
      Una volta in Italia e nel mondo era coltivata normalmente, fino intorno al 1960, poi è stata abolita dall'ONU perché definita una droga. Sembra che faccia bene e curi parecchi malanni, ma era utilizzata soprattutto per fare tessuti... e i grandi fautori di questa proibizione chi sono stati? e già: gli americani.
      Avevano il cotone da difendere e difatti ora domina il cotone e di canapa non se ne parla più.

      Il racconto lo conoscevo e ricordo le risate che mi ero fatta nel leggerlo. Anche a casa mia ha fatto il giro con grande divertimento di tutti.
      Nonna Pina è una donna fantastica, a quasi 97 anni possiede ancora una freschezza mentale ed una vivacità da fare invidia ad una diciottenne, se a questo uniamo il senso dell'ironia ne abbiamo un quadro perfetto.
      La sua capacità di narratrice ormai la conosciamo perché non si smentisce mai: possiede una scrittura corretta, scorrevole, esauriente ed originale, e questo racconto lo dimostra.

      So che il suo computer è momentaneamente fuori uso, spero che possa recuperarlo presto così potrà intervenire lei stessa.

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  7. Riporto di nuovo il mio commento che erroneamente ho inserito nella risposta.

    Il racconto lo conoscevo e ricordo le risate che mi ero fatta nel leggerlo. Anche a casa mia ha fatto il giro con grande divertimento di tutti.
    Nonna Pina è una donna fantastica, a quasi 97 anni possiede ancora una freschezza mentale ed una vivacità da fare invidia ad una diciottenne, se a questo uniamo il senso dell'ironia ne abbiamo un quadro perfetto.
    La sua capacità di narratrice ormai la conosciamo perché non si smentisce mai: possiede una scrittura corretta, scorrevole, esauriente ed originale, e questo racconto lo dimostra.

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    1. Con te parlo a voce, e ti ringrazio tanto.

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  8. Serenella mi ha letto i commenti, sono molto lusingata e spero presto di poter rispondere a tutti di persona.
    Con l'occasione faccio a tutti tanti auguri per Natale e ringrazio tutti.
    Nonna Pina


    (Ho dettato a Serenella e l'ho pregata di mandare per me questa risposta).

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  9. ahahahha Nonna Pina...l'apertura mentale che piace a me... brava...

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  10. Mi sono proprio divertita.
    Fino a qualche anno fa ce l'avevo anch'io una nonna (che è arrivata alla veneranda età di cent'anni) davvero alternativa. A pensare di fumarsi una canna, però, non è mai arrivata.
    Posso dirlo, vero, che lei è un mito?
    Auguri di serene festività.

    dany

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    1. Grazie e, anche se in ritardo, tanti auguri di Buon Anno.

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  11. Bellissimo, gustosissimo, mi ha fatto ridere da matti, Nonna Pina lei è davvero una foza :-))

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  12. Negli anni '60 ho preso contezza concreta della canna.
    Con moglie e figlio passeggiavo per la via centrale di Verona, quando sotto un quadriportico ti vedo sbracati a terra, sporchi luridi, barbuti, allucinati cinque o sei hippies che si passavano l'un l'altro una canna accesa, che realizzai essere marijuana.
    Intorno fumo azzurro e odore dolciastro.
    Al mio sguardo sorpreso e indagatore, uno di essi mi allungò un mozzicone con gesto d'intesa connivente.
    Naturalmente non accolsi il calumet della pace, anche perchè intuivo in quali condizioni mi sarei ridotto.
    Negli anni di piombo, lessi da qualche parte il fai da te della droga in casa.
    Se non erro si parlava di buccia di melanzana bruciacchiata...
    Sulle droghe da giovane feci anche tanto di esame universitario: ma allora non era tempo e ben poco mi rimase in zucca.
    Ora, rileggendo, mi sono riaffiorate queste memorie.
    Al pari dell'Autrice, anch'io oggigiorno non saprei a chi rivolgermi per approvvigionarmi, sprovveduto come sono.
    Intanto ho goduto di questo racconto estrapolato, pensando che forse noi vecchi-anziani sappiamo ancora scrivere...
    Come una volta.
    Siddharta,

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