mercoledì 23 gennaio 2013

E. Sala Borin - I dolci inganni - poesia


ELISA SALA BORIN
Oltre
Sogno infranto
Al tempo degli aquiloni
Anche ora



23/01/2013
etichetta: Poesia AA.VV.


OLTRE
Passo dal silenzio amato
al fracasso di un pik up
a rompere l’armonia
del vecchio vicolo
Solo ora arriva una folata
di profumi d’erba e tarassaco
dal prato recisi
                 oltre il muro sgretolato
                        - colmo di capelveneri -
e apre narici
al nuovo incontro.




SOGNO INFRANTO
Mi vuoi acerba come l’uva spina
chicco verde come un’avventura
                  creata da un nulla
nato dal sogno, raggio nuovo
                  pulviscolo
                  di vecchia primavera.
Resta nel ciglio del fosso amaro
un acquarello svenduto.
Amo filari d’alberi di giuda
           Solo il loro tappeto roseo
              mi sono stretta al cuore.




AL TEMPO DEGLI AQUILONI
Il rossore del cielo
lascia strie nerastre
nella prima sera, che
mi porta verso un breve abbandono.
Torno ad accucciarmi fra le braccia
della poltrona che cullò
i giorni dolenti di una donna
chiusa nel suo mondo,
                                   già madre mia.
Cerco l’odore amato
                                  nelle pieghe del tempo patrigno.
                                  Essenza sbiadita.
                                  Nel perdermi nel dolore mai sopito
sciolgo le mura che rinserrano
                                  la mia anima.
Tornano con le morte stagioni
i nostri giochi costruiti dal nulla
e il rimpianto di aver disperso
al tempo degli aquiloni nel vento
un discorso mai finito.
Il silenzio invade il mio mondo
                                  sento un lieve calore
e nel torpore che m’attanaglia
                                        torno in lei.




ANCHE ORA
Anche ora come allora
chiara sera di maggio
sei tornata.
I suoni del giorno
si sono chetati.
Cullo voglie aspre
di lontane primavere.
Ora il silenzio
allora gridii di rondini
uniti alle risa e ai richiami,
nei giochi serotini,
dei compagni dell’età più amata.
Sì, vi risento tutti
anche ora come allora.
                          Appare, fra le fontane
del biancospino fiorito,
portata dall’intenso effluvio
del gelsomino notturno
la prima lucciola.
Solo tu rischiari il mio cammino
                               ora come allora.


16 commenti:

  1. Tutte belle, ma "Sogno infranto" ha una marcia in più
    Gilda

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    1. Piace anche a me quella piccola poesia
      la ritengo una cosina riuscita
      grazie di averti ritrovata
      Elisa

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  2. Sono come un sussurro queste poesie; posseggono levità, la caratteristica delle tue cose, siano esse scritti o dipinti.

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  3. Le tue poesie si riconoscono immediatamente, hanno impresso il tuo marchio di fabbrica: e qui potrei fare un lungo elenco dei tuoi pregi, l’eleganza e il garbo nel proporti, perfino la civetteria di spostare i versi come fossero ninnoli da disporre sul comò, la ricchezza del linguaggio unita alla capacità e sensibilità di afferrare il pensiero al volo e di fermarlo sulla carta, così come viene, ma mai spettinato o scomposto e mai gridato, sempre sussurrato, sempre confezionato per benino, infiocchettato con gusto.
    I difetti? Oh mamma mia, non mi basterebbe una pagina intera solo per elencarli, ma per oggi ho finito l’inchiostro blu, e allora va bene così.

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    1. Mi piace quando mi si dice che ho il mio marchio. Lo ritengo non un atto dovuto, ma un regalo.
      E' vero scrivo di getto e non sarebbe un bene.
      Potevi usare l'inchiostro rosso! Lascia un segno più profondo.

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  4. Ciao Elisa.
    Mi ha fatto molto piacere "sfogliare" questa tua silloge. Qualcuna, una forse, l'avevo letta già, e quando si tratta di una cosa bella è un piacere avere la possibilità di rileggerla. Parlo di "Sogno infranto".
    Ma tutt'e quattro posseggono grande eleganza e quella malinconia che stringe il cuore. Anzi, la chiamerei "malinconostalgia". Toccante "Al tempo degli aquiloni" dedicata alla tua mamma, presumo.
    Insomma, grazie per averci offerto questo pregevole intermezzo.

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    1. Mi piacerebbe che leggessi le altre.
      Il quadro di copertina è mio, e sono orgogliosa di dirlo.
      Sì, è la mamma. Ci si accorge della mancanza solo quando non c'è più.
      E, grazie a te per averle lette.
      Ciao

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  5. Questo piccolo libro è delizioso in tutta la sua presentazione: dai contenuti alla grafica, al tipo di carta scelto.
    Nella sua delicatezza anche il disegno di copertina ben rappresenta tutta l'opera.
    Quando ho parlato di levità, il termine usato ha ben compendiato il mio pensiero: pensiero espresso in maniera più appropriata dal giornalista e poeta Fulvio Castellani nella prefazione del libro.
    "C'è in lei, dunque,una capacità di emozione inesausta ad accompagnare la presenza di un concerto operoso di ricordi e di attese... un amore dal respiro liberatorio e sostenuto da un'oasi di dolcezza e di gratificante armonia".

    Ho voluto completare il mio pensiero perché a volte, me ne rendo conto, sono troppo sintetica nelle mie espressioni.

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    1. Mi bastava, non credere a volte sei parole valgono un racconto (vedi Hemingway) e seicento fanno crescere la barba.
      Scherzo, Sei preziosa nei tuoi commenti, sai vedere oltre.
      Il tuo è un dono.
      Grazie e notte

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  6. prima di leggerle sono rimasta attratta dal quadro...di chi e'? E' bellissimo...

    Elettra

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  7. E' mio e non ho intenzione di venderlo! E' un quadro a olio 50 X 70 titolo: aria sulla quarta corda.
    Ti ringrazio per il bellissimo.
    Grazie

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  8. Come sarebbe dire che non lo vuoi vendere quel quadro? Ma perché anche quello è tuo?
    Ossignur, Il libro è tuo, il quadro della copertina pure, le poesie anche, non mi dire che hai anche una tipografia?
    Uè, tutti artisti qui dentro ;-)
    Scherzavo naturalmente, lo sappiamo che sei un'artista poliedrica. Complimenti neh...

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  9. Io personalmente le trovo tutte belle e uniche nel loro genere..... !
    Vorrei rileggere a voce alta quella che mi è rimasta nel <3 .
    Maria .

    SOGNO INFRANTO
    Mi vuoi acerba come l’uva spina
    chicco verde come un’avventura
    creata da un nulla
    nato dal sogno, raggio nuovo
    pulviscolo
    di vecchia primavera.
    Resta nel ciglio del fosso amaro
    un acquarello svenduto.
    Amo filari d’alberi di giuda
    Solo il loro tappeto roseo
    mi sono stretta al cuore.



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    1. Sono due giorni che penso a quante Marie potrei conoscere.
      E quale Maria ringraziare.
      Non so!
      Il mio grazie vada al mondo intero (parafrasando il titolo di un libro.

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  10. Meravigliose. Brava, Elisa!

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