martedì 15 gennaio 2013

frame - storiebrevi - articolo


La narrativa in tasca
Una nuova sfida per gli scrittori 
e una novità per i lettori

Supplemento Salotto - gennaio  2013
etichetta: post - articoli - varie


Una sfida per gli scrittori

Tutto nasce da questo annuncio o quasi, apparso mesi fa sul portale ilmiolibro.it – Storiebrevi.it
La parrocchia per intenderci è quella di Repubblica, l’Espresso, Feltrinelli e i libri fai da te.
Non si tratta del solito concorso letterario ma di un’operazione molto più originale e complessa.
Gli editori si prefiggono, infatti, di raccogliere storie brevi, di un certo livello si spera, da un minimo di 1000 a un massimo di 15000 caratteri spazi inclusi. Per intenderci tra 170 e 2500 parole circa.  Una volta avvenuta la scelta, (di mezzo c’è anche la scuola Holden di Baricco), la distribuzione non avverrà attraverso le librerie e con il cartaceo ma, ecco la grande novità, attraverso gli smartphone e tablet.
I guadagni promessi per gli autori sono lusinghieri, gli editori arrivano a promettere una cifra, per i più bravi e fortunati naturalmente, intorno alle 1.200 euro al mese. Molto meno in realtà, ma è sempre così e poi, non si vive di solo pane, c’è anche la possibilità di mettersi in luce come scrittore, e di poter divulgare le proprie opere, quasi sempre destinate ad ammuffire nei cassetti di casa, oppure negli archivi del web.
Insomma l’idea è abbastanza semplice. Siete in viaggio e vi annoiate? Siete a letto, non prendete sonno e non avete nulla a portata di mano da leggere? Insomma siete in ufficio e non avete un cazzo da fare? Avete solo pochi minuti a disposizione e non sapete come impiegarli? Niente paura, attraverso il vostro cellulare di nuova concezione, con un semplice click, potete leggere racconti di ogni genere e alla modica cifra di 1.99 euro la settimana. Potete leggere fino a perdere la vista se volete, non ci sono limitazioni e l’offerta è vasta. Se vi iscrivete ora presso il vostro gestore telefonico, (WIND, TIM, TRE), vi offrono anche una settimana gratis di prova con diritto di recessione. La cifra vi sarà detratta ogni sette giorni, automaticamente dalla vostra carta telefonica e non avrete altre spese se non quelle dovute per la navigazione.
Gli scrittori che intendono inviare un racconto, invece, devono sottoscrivere un contratto che dice un sacco di cose, ma soprattutto…

ARTICOLO 8 – GARANZIE E MANLEVE
8.1. L’Utente garantisce a GELE e ad ogni suo licenziatario che: 
(i) Egli ha il potere di procedere alla Sottoscrizione del contratto, che la Storia Breve sarà
originale, che Egli sarà l’unico titolare di qualsiasi diritto sulla medesima o, comunque,
pienamente legittimato a disporne, e che la storia  breve non lederà o pregiudicherà in
alcun modo diritti d’autore o altri diritti di proprietà intellettuale di terzi o diritti coperti da
segreto industriale o, ancora, diritti relativi a dati personali o diritti assoluti di terze parti;  7 di 8
(ii)   nel caso di esercizio del diritto di opzione ai sensi dell’art. 3.2., Egli non realizzerà, né in
proprio, né in collaborazione con altri, né sotto anonimo o pseudonimo, altre opere
dell’ingegno, originali o derivate, connesse o, a qualsiasi titolo, associabili alla Storia
Breve e/o al Progetto, che per loro natura o destinazione di mercato possano fare diretta
concorrenza ai medesimi. Il presente obbligo avrà durata per il termine di 3(tre) anni
dall’esercizio del diritto di opzione di cui al comma 3.2.

Cosa si intenda per : … opere associabili alla Storia Breve e/o al Progetto, che per loro natura o destinazione di mercato possano fare diretta concorrenza ai medesimi, non essendo avvocato, non ne ho la più pallida idea, ma se fossi un autore che ha sottoscritto il contratto, e avessi delle velleità letterarie, la domanda me la porrei seriamente.
A ogni buon conto, approfittando dell’offerta, prima settimana gratis, ho incominciato a leggere le storie proposte sullo smartphone di mio figlio.
I racconti sono suddivisi per generi, e cioè: Umorismo, Fantastico, Gialli, Rosa, Narrativa, Avventura.
Oltre alle novità e alle storie top, potete scegliere anche in base al tempo che avete a disposizione per leggere.
I titoli scorrono portando l’indicazione del nome dell’autore, il titolo dell’opera, il tempo previsto per la lettura e la classifica in base alle visualizzazioni. Nella categoria TOP ho scelto per voi un racconto di quattro minuti, che nel pomeriggio era il primo in classifica, mentre a sera era già sceso al terzo posto. Non mi pare che esista l’elenco degli autori e nemmeno delle opere, si legge quello che passa il convento.
Il “passaparola” pare sia l’unico strumento a disposizione degli autori per salire di classifica e incominciare ad aumentare il bottino iniziale di 25 euro a racconto. Tutto chiaro? Spero di sì, in ogni caso è meglio non porsi troppe domande e incominciare a leggere.

Autore: Stefano mecca
Titolo: Ruggine
Genere: umorismo
Mood: umorismo

Due fatti diversi nello stesso luogo generano un fatto unico. Un pallone e una vecchia auto. E ci scappa il morto. Però il morto si presenta vivo…

Un pallone di calcio vola.
Vola al di sopra del cancello arrugginito che divide il cortile antistante l’ammasso di case popolari dal viale a due corsie che porta dritto all’autostrada. Il pallone vola.
Risultato di una punizione calciata con troppa veemenza e poca tattica; i ragazzi, tra i tredici e quindici anni, smettono di giocare e restano ammutoliti guardando quella sfera che si staglia nera nel bagliore del cielo di un pomeriggio d’inizio d’estate.
L’utilitaria rossa chiazzata da erosioni di ruggine sta portando via Franco. Via da questo paese che gli ha dato solo delusioni, sia privata (non una ragazza seria con cui fidanzarsi, neanche a pagarla, anzi no, pagando l’avrebbe trovata); sia professionali (un lavoro, uno qualsiasi, è chiedere troppo?). E allora via verso l’autostrada: sarebbe apparso inaspettato alla casa della zia Carla, unica parente che ha sempre creduto in lui. L’unica.
La rossa chiazzata è al massimo della sua potenza sul viale deserto a quest’ora; il pallone abbandona lo sfondo celeste e rimbalza sull’asfalto, poi sul cofano dell’auto con Franco dentro che d’istinto sterza e si schianta, preciso come un geometra, contro un albero del viale.
Dal cortile i ragazzi seguono la discesa della sfera oltre il territorio, sentono un boato e vedono una grande fiammata con fumo nero.
«Stavamo giocando con una bomba!» dice il più giovane.
«Ma quello non era un pallone, era una bomba!» continua un altro, quello magro.
«Potevamo morire tutti!» urla controllando le lacrime di paura, quello ciccione, il più sudato.
«Chi cazzo ha portato quella cosa?» dice il più grande, quello di quindici anni con i capelli rasati.
Tutti si voltano verso Sergio, messo in porta come tutti quelli che non sanno giocare; lo bloccano a terra e lo picchiano: questa è la legge tribale.
Nel piccolo paese tutti conoscono tutti, tutti sanno di tutti e anche i pensieri viaggiano alla velocità della maldicenza (che come è noto è superiore a quella della luce).
La macchina arrugginita è di Giuseppe e il corpo deturpato dal fuoco è di Giuseppe: questo è ovvio per i poliziotti locali e per i locali stessi.
Giovanna, la moglie di Giuseppe, reagisce alla notizia come si conviene, con il completo melodramma che il
Protocollo prevede in questi casi, il tutto sovraccaricato dal fatto che il corpo di Giuseppe non può essere esposto in quanto in condizioni da vomito: improponibile la sfilata dei compaesani per l’ultimo saluto.
Tutte le pratiche per il funerale (prete-chierichetti-chiesa / loculo al cimitero / bara-portantini / fiori – cristi –madonne / e il resto) vengono espletate i tempi da guinnes dei primati.
Il mattino dopo (presto) gli abitanti (tutti in nero) seguono a passo di tartaruga il feretro (color ruggine).
Un uomo, con abiti in tinta con la barba, appoggiato all’unico semaforo del paese, sta fumando una sigaretta e si domanda chi sia morto. Rosso. Tutti fermi, nessuna auto passa. L’uomo getta la sigaretta e si mischia al corteo. Verde. Si riparte. L’uomo chiede: «Chi è morto?».
Un’anziana, senza alzare gli occhi dal rosario: «Il Giuseppe».
«Il Giuseppe chi?».
«Il marito della Giovanna».
«Come mai non lo conosco?».
Il rosario prosegue. L’uomo-ruggine si fa largo e raggiunge la vedova per capire chi sia.
«Signora condoglianze» dice una volta raggiunta.
Giovanna guarda l’uomo.
«Giuseppe, che brutta cera che hai, non ho potuto farti vedere, fai stare tutti male».
«Giovanna, cosa ci fai qui? Dov’è la vedova?».
«Giuseppe sei cretino anche da morto, sono io la vedova, no? Adesso stai zitto che disturbi».
Giovanna guardami! Ascoltami! Sono io. Sono qui. Ieri sera sono stato a casa del Franco e ci siamo ubriacati. Il Franco era in crisi nera e così sono riuscito a vendergli la mia macchina, continuava a dire che ne aveva bisogno. Ho tirato su un po’ di soldi, più di quanto davvero vale quel catorcio. Sono crollato dal sonno a casa sua e adesso sono qui. Giovanna mi senti?».
«Smettila di farmi fare brutte figure. Prega in silenzio».
La processione arriva al cimitero.
Giuseppe si guarda attorno cercando tra i visi rivolti verso il basso e pensa: “Dov’è Franco?”.


14 commenti:

  1. molto carino di prima mattina
    Dov'è Franco?
    Francooo
    e noi partecipiamo?
    Al concorso, dico
    Ciaooo

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    1. Buona idea Ippolita
      Potresti inviare i tuoi elzeviri a storiebrevi.it, hai visto mai? Potrebbero istituire una nuova categoria, un nuovo genere. ;-)))

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  2. Maronna! In terra sicula siamo...
    Racconto schizzato.
    Ora sono così le risate dei ragazzi.
    Povero Franco, inesistente anche da morto.
    Non fa per me, va benissimo per i giovani. Le risate vengono fuori da situazioni plateali.Il tutto portato all'estremo.
    Non fa per me, non ho uno stile da corto.

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    1. Vedo che di quanto detto solo il racconto ha catalizzato l'attenzione. Ci saranno migliaia di racconti all'interno di questo nuovo contenitore e non possiamo trarre giudizi affrettati. Qualcosa di tuo gusto ci sarà certamente. Ci sono racconti lunghi anche 2500 parole e di tutti i generi. Ho letto altri e li ho trovati molto carini. Poi sono scritti bene, e in modo moderno. Chi sa, forse questo è il modo migliore per avvicinare i giovani alla lettura.

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  3. Scusami, ma io non ho un smartphone o un tablet e il monitor del pc è piccolo,
    quindi ho letto quello che mi ha passato il convento.
    Ottimo direi per i giovani, almeno leggeranno di più di quello che stanno facendo.

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  4. interessante...avevo giusto in mente un progetto di diversi brevi racconti. potrebbe essere stimolante per x me. provo a vedere se trovo i racconti.

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  5. Chissà se potrebbero piacere i racconti con i finali in sospeso...

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    1. ...Chissà, potrebbero pensare che è andata via la connessione! ;-)

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    2. E già. Magari potrebbero pensare: -Mannaggia, proprio sul più bello! ;-)

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    3. Infatti! E resterebbero svegli tutta la notte pensando: "Chissà come va a finire!!!!" ;-)

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    4. E già. Potrei sempre farmi sponsorizzare da qualche bar tipo "Siamo aperti tutta la notte". :-))

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    5. Eh io che vi stavo a leggere... :-(

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    6. Vedi sotto per la risposta (eppure mi sembrava di aver postato bene).

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  6. Bravo, hai usato bene il tuo tempo! :-)

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