mercoledì 9 gennaio 2013

Ippolita Luzzo - De Mello - articolo


Le aquile che noi siamo

parafrasando Anthony De Mello - Credevamo di essere aquile 
10/01/2013
etichetta: la stanza di Ippolita


Parafrasando
Anthony De Mello-  Credevamo di essere aquile

E invece siamo polli,
nemmeno liberi di razzolare.
La vita è quella cosa che non ci accade mai mentre siamo disoccupati a fare altri pensieri.
Anthony De Mello ci invita con una favoletta ad essere consapevoli delle nostre potenzialità e ci racconta di un’aquila che, precipitata, da uovo, in un pollaio, crebbe credendosi sempre un pollo. Da adulta vide nel cielo stormi di aquile e li ammirò domandosi chi fossero.  Lei morì senza sapere che, anche lei, era un’aquila.
Potenza del pensiero, della suggestione, della situazione che ingabbia e imprigiona, potenza  di una educazione che, invece di liberare, offusca.
Forse.
Cosa dice
Anthony De Mello?
Di credere in noi, aquile e aquilotti , capitati in un grigio pollaio che ci impedisce di volare.
Noi, a dir la verità, non abbiamo bisogno di simili consigli.
Tutti ci crediamo aquile, tutti voliamo felici nei cieli più blu , tutti,  convinti che siamo all’apice del successo,  che  elaboriamo teorie degnissime, che siamo altruisti e magnanimi e che più aquile di noi, al mondo, proprio non potrebbero volare più in alto.
Fermi su questo pensiero poi crediamo gli altri tutti meno, tutti in difetto, tutti mancanti di una o più ali per poter volare.
Se noi, per caso,  non sempre  voliamo, la colpa è sicuramente  dei nostri simili che, come una zavorra, ci tengono ancorati al pollaio, invidiosi  delle nostre ali e rancorosi se dovessimo saltare lo steccato.
Così va il mondo, stamani, all’alba
chiara di un duemila e tredici, con accanto a me il libro di De Mello, un libro di uova che si schiudono in luoghi diversi e che, aquile o no, crescono male in pollai, ma- Credevo di volare e non volo- cantava Lucio Battisti nel lontano 1970. 
Ripensiamoci un momento e con umiltà, prima di riprendere il volo, fermiamoci a riflettere.

Ippolita Luzzo 09/01/2013

Brevetto di volo per aquile e polli è un concentrato di consigli pratici e spunti riflessivi che ci aiutano a sconfiggere la paura e a ritrovare il coraggio delle mete più ambiziose.
Anthony De Mello - E' nato a Bombay. A sedici anni entra in un seminario gesuita e diventa predicatore. Ha dedicato tutta la sua vita ad aiutare gli uomini a realizzare le loro esperienze spirituali e ritrovare energia nel quotidiano, ottimismo per il futuro, coraggio e discernimento nelle difficoltà della vita. Pillole di fiducia, aforismi di illuminanti, parabole di saggezza: questi sono i segreti del pensiero positivo di Anthony De Mello. È scomparso nel 1987. I suoi libri sono stati tradotti e diffusi in tutto il mondo e sono best seller internazionali.




6 commenti:

  1. ciao Ippi. mi ricordo di questo libro, non ne sapevo niente ma aveva avuto un certo successo e il titolo mi attirava molto. Così, trovandomelo una volta per le mani lo aprii pensando (dal titolo) di leggere una roba allegra. Beh..era tutt'altro...diciamo sulla falsa scia dei manualetti pronti per la felicità (ne girano tantissimi). Un po' di buoni, ma triti e ritriti, consigli sul buon vivere. Non l'ho letto tutto, sinceramente. Questi sono i miei labili ricordi. Ciao!

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  2. Messaggio per un'aquila che si crede un pollo- di Anthony De Mello
    Io concordo, Patti, con te.
    La felicità e la saggezza non possono portarcela in confezione standard e rifuggo da questi pronti per l'uso.
    In questo caso, il libro è scivolato fuori da solo,fra tanti altri che abitano casa mia e mi si è ripresentato.
    Sai,a casa, i miei libri fanno il bel tempo stabile e benchè io li legga sempre meno loro continuano a seguirmi in bagno, in cucina, per le scale, sul letto.
    Li sfoglio, ne leggo una pagina, come in questo caso, e lo ripongo a nanna, non senza aver prima lasciato che lui si faccia un giro sul pc.

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  3. In ogni caso, Ippolita, trovo nei tuoi inserimenti, sempre ottimi spunti per riflessioni importanti. Poi secondo me i tuoi pezzi hanno il pregio di essere brevi e proprio adatti al web. Ti ringrazio per queste opportunità che mi offri. Ti conoscevo molto più allegra e pimpante in un passato recente, adesso ti leggo riflessiva e tendente al triste. Uè Ippolita, di qualunque cosa si tratti, forza e coraggio neh...
    Ciao franco

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  4. E invece credo che De Mello abbia proprio ragione: non abbiamo ancora capito cosa significhi essere aquile e ci comportiamo da polli; forse qualcuno si atteggia ad aquila, ma credo che tutti, chi più chi meno, a parte qualche caso di pollo davvero evoluto;-) alla sera, quando si spegne la luce o guardandosi allo specchio dopo essersi lavato i denti si senta più pollo che mai...

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  5. Il pollaio di Maria suscitò un grande scandalo sul sito, una volta.
    Erano tutti convinti che io parlassi di loro invece erano un mio blogghetto verissimo su fatti che mi erano successi nella mia città
    Il pollaio di Maria Mi diede la notorietà Ahahah
    Da allora però ho smesso di parlare di polli o forse no?
    ricado nel vizio?
    Ciao
    Con affetto.
    Stefi, tu continua a raccontarci di questi uomini così complicati...
    Tu riesci a leggere dentro di loro!

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  6. Grazie, Ippi:-)) sei molto gentile! ;-) Bacione:-)

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