giovedì 31 gennaio 2013

Salotto - gennaio 2013

31, gennaio 2013

Salve gente


Forse sarà opportuno precisare che il pensiero cinico quotidiano, che prende il via questa mattina, non è opera del sottoscritto. Sinceramente non so neppure io chi si nasconda veramente dietro il nick di Siddharta, ma dal momento che ho la facoltà di decidere se postare o meno, me ne assumo ovviamente la responsabilità. Chi volesse cimentarsi, mi rivolgo ai miei ospiti e anche a quelli che ci seguono più o meno assiduamente, può inviare il pezzo al solito indirizzo. Decidere se restare nell'anonimato, nascondersi dietro uno pseudonimo, metterci la faccia con nome e cognome, sono scelte che nel web, per consuetudine consolidata ormai, vengono tollerate. Se il pezzo sarà breve, conciso e di interesse generale, troverà certamente spazio su queste pagine, diversamente sarà restituito al mittente. Del resto, c’è chi inizia la giornata con la lettura dell’oroscopo, chi molto più pragmaticamente segue le previsioni del tempo, ci sono siti che incominciano l’attività con l’aforisma del giorno, e vorrà dire che noi inizieremo con il pensiero cinico, con la speranza che non si trasformi nella cazzata del giorno, ma che sia lo spunto per riflessioni interessanti.







Prova anche tu

Prova anche tu,una volta che ti senti solo o infelice o triste, a guardare fuori dalla soffitta quando il tempo è cosi bello. Non le case o i tetti, ma il cielo. Finché potrai guardare il cielo senza timori, sarai sicuro di essere puro dentro e tornerai ad essere felice.
Anna Frank

PROVA ANCHE TU A NON DIMENTICARE:
Stermino degli zingari
Persecuzione dei curdi
Eccidio nei gulag
Sterminio indiani d'america
Sterminio degli ebrei

Girovagando nel web, dalle parti di wikipedia e d’intorni, mi sono imbattuto in questo articolo dal titolo molto impegnativo. Indeciso se infilarlo nel carrello della spesa (si fa per dire, tanto è tutto gratis) ho voluto prima leggere il contenuto e sentite che dice, a proposito della narrativa:

La narrativa di genere è la narrativa (romanzi, racconti) scritta con l'intento di rientrare in uno specifico genere letterario. Nell'editoria contemporanea, genere è un termine elastico usato per accomunare opere con similitudini di personaggi, temi e situazioni, ad esempio il romanzo d'appendice, giallo, il romanzo rosa, l'horror, che si sono dimostrati attraenti per particolari gruppi di lettori. I generi si evolvono, dividono e combinano, man mano che i gusti dei lettori cambiano e gli autori cercano nuovi modi per raccontare storie. Per varie ragioni, la letteratura di genere è stata spesso considerata pregiudizialmente "di bassa qualità", in contrapposizione all'"alta qualità" della narrativa letteraria mainstream. (wikipedia)

Urca, mi sono detto, interessante! E gira che ti rigira, cerca che ti ricerca, su un altro scaffale è saltato fuori anche questo:

Molte opere di indiscusso valore letterario presentano i tratti caratteristici di un certo genere. Di conseguenza, gli appassionati di quel genere tenderanno a trattare l'opera come appartenente al genere stesso e sosterranno che dimostra il valore del genere; mentre coloro che hanno scarsa considerazione per la scrittura di genere tenderanno a negare che l'opera in questione appartenga a quel genere.

Interessa il genere?
Come dite?  - Ancora ‘sti discorsi… che palle!
E va bene, vi risparmio l’interessantissima e dottissima disquisizione su Ursula Le Guin e Gormenghast di Mervyn Peake e Thomas Pynchon, tanto non so nemmeno chi siano ed è la prima volta che ne sento parlare, ma questa però la dovete proprio leggere:

“La letteratura di genere è molto spesso argomento di discussione tra lettori e critici letterari. Molti la considerano poco superiore a un Harmony – che ha pur sempre la sua dignità come si è detto qui –  mentre altri la difendono a spada tratta.”

A questo punto salterò a piè pari, giusto per non sentirvi brontolare, gli approfondimenti sullo stile ed i relativi sconfinamenti di genere di due colossi della letteratura di genere, quali Raymond Chandler e Stephen King, tanto per fare un esempio illustre, e con l’ultima aspirina effervescente possiamo chiudere l’argomento, ma soltanto per oggi. Infatti dobbiamo ancora una risposta più completa a Stefania, che dal suo controcommento invocava delucidazioni sul tema di cui all’oggetto.

“La guerra tra i critici è sempre aperta, anche se molti sbagliano ad attaccare King (leggi narrativa di genere) con critiche vaghe e basate solo su un certo tipo di snobismo letterario. Quelli che lo difendono, invece, sbagliano ad usare solo l'arma della popolarità cioè si basano sull'assunto che se vende vuol dire che scrive bene. Io credo che il lettore dopotutto sia in grado di apprezzare le sfumature di ogni tipo di letteratura e poi non credo che sia poco dignitoso leggere romanzi cosiddetti d'evasione. Mettiamo sul comodino Kafka e King – Tolstoi e Liala -  Baricco e E.L. James,  e sicuramente saremo tutti dei lettori più appagati.”






IL RACCONTO

"For sale. Baby shoes. Never worn."
[In vendita. Scarpe da bambino. Mai messe].

Ernest Hemingway: racconto breve, short stories

Lo scrisse all’hotel Algolquin di New York e gli fruttò la miseria di dieci dollari. A colpire è innanzitutto lo stile, dall’apparenza secca e asciutta. C’è poco. Anzi, pochissimo. Ma non serve altro. L’autore adotta la struttura di un annuncio economico suddiviso in tre parti.

Nella prima, com’è logico aspettarsi da ogni inserzione che si rispetti, si comunica al lettore che qualcosa è in vendita. Nella seconda si specifica la natura dell’oggetto posto in vendita: un paio di scarpe da bambino. Nella terza arriva il pugno nello stomaco: le scarpe in questione non sono mai state usate. Questo significa, con ogni probabilità, che il bambino è morto. O alla nascita oppure poco tempo dopo. Siamo di fronte a un inaspettato colpo di scena, qualcosa che il lettore non si sarebbe mai aspettato. E questo getta una luce particolare su questa brevissima narrazione.
Tutti sembrano sapere cosa sia un racconto, ma il dibattito teorico su questa forma narrativa sembra essere piuttosto limitato. A una definizione approssimativa di solito ci si avvicina da due direzioni: innanzi tutto si cita Edgard Alla Poe, che dichiarava i suoi sospetti nei confronti del romanzo, preferendo invece un testo che si potesse consumare in un’unica seduta. Poi si aggiunge una citazione di Mark Twain – a proposito di una lettera, non di un racconto – in cui si scusa: «Mi spiace che sia così lunga; non ho avuto il tempo di accorciarla».
Alcuni attribuiscono la seconda affermazione a Pascal, ma in ogni caso il significato sorprendente di questa affermazione è chiaro: ci vuole più tempo e uno sforzo maggiore per affinare una narrazione in forma breve che nel lasciarla correre su una distanza più lunga.
Sarà poi così tanto vero? 
Si domanda lo stesso Lee Child nella introduzione al libro KILLING TIME, una raccolta di racconti thriller di AA.VV.
In fondo nessuna misura narrativa è intrinsecamente superiore alle altre e forse Poe affermava questo in un periodo in cui, per sbarcare il lunario, era costretto a scrivere per le numerose riviste dell’epoca.
Sì, ogni frase nel racconto è studiata e rifinita; certo, ogni storia è stata letta, rivista e poi riletta e rivista ancora… ma lo stesso vale per ogni frase e capitolo di un romanzo, e i romanzi sono molto più lunghi dei racconti: Lo sforzo impiegato è direttamente proporzionale

I romanzi vengono costruiti come una collana, con una lunga sequenza di idee che si combinano tra loro come pietre preziose e nodi; i racconti possono contenere anche una sola idea. I romanzi devono prendere di mira il bersaglio grosso, nell’amalgama di questioni che presentano; i racconti possono assestare colpi di striscio, al punto persino di definire un’idea anche solo per allusione.


(informazioni da - ;la luna di traverso e Killing Time, Lee Child - Longanesi ) 






IL COMMENTO PIU’ BELLO

Questo secondo me è il più bel commento degli ultimi giorni apparso sul web.
Non siete d’accordo? Aiutatemi a scovarne di nuovi e interessanti.
La poesia in questo caso è solo un pretesto per Epitteto, ma per correttezza
andava pubblicata. Tanto più che Holmoz a me è sempre stato simpatico.

DISAGIO
Hanno scritto il silenzio l'hanno stampato
a caratteri d'oro;
e poi messo in commercio contrabbandato
come fosse di prima mano.
* * *
C'è chi vive di sogni
e chi di azioni
(di borsa).
* * *
Non so
dove annegare.
(holmoz)

Commento di EPITTETO – Club dei Poeti
La stringatezza come connotazione personale.
Perchè mai come in quest'epoca stiamo annegando nell'eccessività verbale e scritta.
A volte mi viene da rimpiangere il Sillabo e Pio IX...
Tralasciando i mass-media e gli Autori che a pagamento si fanno scrivere i propri libri da intellettuali professionisti, da tempo si sono diffusi i c.d. corsi di scrittura creativa, con l'intento di produrre letteratura.
Tali scuole vengono addirittura intese come fonti di possibile carriera.
Col risultato che pochissimi autori riescono a vendere tantissime copie della loro opera, mentre tantissimi ne vendono pochissime...
Chi tiene i corsi è gente che di solito a fatica riesce a sbarcare il lunario: una volta pensionati, saranno rimpiazzati dai loro allievi.
Allievi che pur di giungere alla fama, percorrono tutte le tappe della miseria letteraria pubblicitaria.
Si creano un sito web, entrano in fb, frequentano gratis festival e premi letterari, entrano per quattro soldi nelle giurie di premiazione, scrivono articoli per menzionarsi, sfornano giudizi lusinghieri nella speranza di essere contraccambiati.
Gli studenti di scrittura creativa non si iscrivono per imparare ad esprimersi, ma per mostrarsi a professori sperando che possano aprire loro la carriera.
Ma anche tu, mi direte, sei alquanto verboso, anzi non poco...
E' vero e allora mi taccio.
Per dire solo che nel caso di specie siamo forse di fronte a forme monoepigrammatiche, quanto sentenziose ed originali non si sa.
Eubulide.





Fiocco rosa in casa frame: è arrivata un'altra femminuccia nel blog. Sto pensando seriamente di istituire la quota azzurra per ristabilire un certo equilibrio all'interno della combriccola. Voi che ne dite? Ma non ce l'avete un cognato, un ex fidanzato, un maschietto insomma, un ometto con il bernoccolo della scrittura da ingaggiare? In ogni caso diamo il benvenuto a La Ste.



Errebieffeeeeee !

Radio Blog Frame


Sono arrivate in questi giorni, udite udite, nella  “redazione di casa frame” ;-)  richieste per la pubblicazione di video-canzoni. Ohlamadonna che bello... mi sono detto, ma che succede, mi sono ripetuto preoccupato?!
Elisa per Bocelli, la Patty per Endrigo, la Stefania per... kezzo non mi ricordo più. Va bè sarà una sorpresa.

Carina questa cosa! Grazie grazie sono davvero commosso.
Intanto mi facilita il lavoro e la scelta, poi se mi fornite anche il testo, Vi lancio in onda anche la dedica. Adesso mi infilo un paio di cuffie e così posso sognare di fare il deejay.
Fatevi avanti, venghino venghino, Signore e Signori… Fate le vostre dediche, scegliete i video più belli… siete sintonizzati su radioblog di casa frame e non costa nulla. Già mi sono esaltato, lo stile è quello del venditore di piazza, ma pazienza... ah quanto mi sarebbe piaciuto fare il deejay.
Sì, ho già carpito nell’etere la maldicenza che, come dice quel tale, è la cosa che viaggia più veloce della luce: “Con quella voce e con quel carattere chi ti voleva ascoltare? Anche questo è vero, ma signori, sognare fa bene e non costa nulla.
A parte gli scherzi. Scegliere la canzone da pubblicare sul blog è un momento sempre molto piacevole. Entro su Youtube, il più delle volte, senza un’idea precisa e comincio a navigare a braccio, finché trovo quella che mi sembra buona, ma intanto riscopro canzoni e cantanti che avevo dimenticato. Ma soprattutto rileggo i testi come fossero nuovi. Alcuni li ricordavo a memoria altri sono una vera sorpresa, anche in negativo. Anche se ormai fanno parte della storia. Però... Forse sarà il caso di ascoltare anche la musica moderna, che ne dite? E che diamine, pensiamo anche ai poveri e pochi giovani che sono tra noi, non facciamoli scappare per la disperazione.
Allora forza e coraggio, aspetto i vostri suggerimenti, in cascina ne ho già alcuni per i prossimi giorni, però non dimenticate che più di uno per volta non ne posso mettere. Sì, potrei, ma non mi sembra il caso.



SENZA COMMENTO


Il poeta da combattimento Alessandro D’Agostino, (di cui non si sa praticamente nulla)
sogna la fantasia al potere e promuove
 il “Partito dei Poeti in azione”
 In fila l’altra mattina, davanti al palazzo del Viminale, per depositare il simbolo del partito, c'erano anche i rappresentanti del Movimento poeti d'azione, che vorrebbero la fantasia al potere.
Da un’idea di Dario Bellezza
Tra dilettanti, semi professionisti e professionisti veri e propri, sono almeno dieci milioni. E adesso si sono messi in testa una idea che, se andasse in porto, potrebbe davvero cambiare perlomeno il linguaggio della nostra politica. Perché i poeti italiani, dalle mani pulite e la fantasia creatrice, hanno tutta l' intenzione di fondare un nuovo partito: il loro.

:-(((



Dizionario delle collocazioni 
Si scende o si sale in politica?

Può sembrare solo un esercizio didattico superfluo ricordare che, l’aiuto si presta, il dubbio si fuga, lo sport si pratica e la partita si disputa, un record si frantuma e un sacramento si somministra. Certamente può essere utile per arricchire il lessico di nuovi lemmi. Infatti molto spesso diciamo di aver letto un bel libro, ma avremmo potuto dire, avvincente. Oppure, ho visto un bel film, potrebbe essere sostituito con, ho visto un film avvincente.
Le collocazioni sono espressioni formate da due o più parole che per uso e consuetudine lessicale formano una unità fraseologica non fissa ma riconoscibile. Infatti noi diciamo per abitudine e senza domandarci come mai, che la rabbia è cieca,  la discussione è accesa e che tessere un elogio e più figo che fare un complimento. Poi chi sa perché le chiacchiere sono rigorosamente soltanto quattro, le cose in fretta si fanno in quattro e quattro otto e non cinque in cinque dieci, e perchè si debba pazientare un solo momento e non sei o sette e infine per una cosa di poco valore, compresa la famosa canzone, debba costare esattamente due soldi.
A proposito, costa solo, si fa per dire, 25 E. ma per il momento non ho intenzione di procedere all’acquisto ( piaciuta questa collocazione;-)). Tuttavia, se mi capitasse tra le mani sarei curioso di consultarlo per scoprire se in politica si scende, oppure si sale. Di certo c’è che una volta arrivati, e questo vale per quasi tutti, 
si scade.
(frame)

Dizionario delle collocazioni
Le combinazioni delle parole in italiano









Il fenomeno Gangnam Style

L’ultimo aggiornamento diceva 816 milioni di visualizzazioni su You Tube, il risultato è ancora più incredibile se si tiene conto che è stato ottenuto nello spazio di pochi mesi. Non ho resistito alla curiosità e ho voluto scoprire il significato, perlomeno del titolo. 
Gangnam è il quartiere strafigo di Seoul, in cui si ostenta un tenore di vita alto e legato al lusso sfrontato. Lo stesso PSY, questo è il nome del cantante, in un'intervista l'ha paragonato alla Beverly Hills che noi tutti abbiamo visto in film e telefilm americani. Bella vita, belle macchine, nightlife pazzesca, belle ragazze. 
PSY ironizza sul consumismo eccessivo sudcoreano, tentando di convincere una bella ragazza (nel video è la cantante e membro delle 4Minute Hyuna) di essere il suo tipo ideale, anche se un po' avanti con l'età, nel ritornello che unisce una frase tipicamente e banalmente americana («Hey, Sexy Lady») a una che lo ridicolizza un po': «Oppa Gangnam Style» dovrebbe significare «il tuo fratellone ti farà passare una vita in grande stile». «Oppa» è slang coreano usato dalle ragazze per indicare un amico o un fratello più grande.


Bellissima,amabile
Sì tu, hey, sì proprio tu, hey
bellissima, amabile
Sì tu, hey, sì proprio tu, hey
Adesso andiamo avanti fino alla fine
Oppa è lo stile di Gangnam,lo stile di Gangnam

La canzone dovrebbe essere una parodia. Il condizionale è d’obbligo, chi li conosce bene i coreani? Gli esperti tuttavia sono sicuri che il pezzo sia volutamente comico, che ironizzi sulla vita lussuriosa del distretto di Gangnam, a Seoul, i cui abitanti sono notoriamente ricchi e benestanti. La protagonista della canzone è una ragazza molto raffinata, che diventa improvvisamente selvaggia e indomabile. Per la cronaca il testo è stato scritto solamente da PSY, mentre la parte musicale è stata composta a quattro mani da lui e Yoo Gun-hyung. 
Il fenomeno è stato citato in tutto il mondo, e quando scrivo tutto il mondo, significa che è stato citato da numerosi artisti musicali americani nei loro tweet e da testate giornalistiche importanti come Reuters, The Wall Street Journal, USA Today, BBC, VH1, addirittura il Financial Times! E adesso anche dal blog di casa frame.






Salve gente,
Nella speranza quasi vana, che a qualcuno interessi ciò che propongo su queste pagine, volevo indicarvi questo sito: http://www.literary.it. Non conosco l’autore ma l’articolo mi sembrava interessante e l’ho scippato integralmente. Mi scuso, ho commesso un furto, ma prometto in cambio di parlarne bene e di fargli tanta pubblicità.

Ah... visto che sono da queste parti, vi volevo dire questi maledetti affari, congegni elettronici infernali dell’ultima era, che vanno sotto il nome di gradimenti… (esempio)
Gradimento: 
□ cosìcosì   □ interessante  □ bello  □ super
 NON nuocciono gravemente alla salute” Fidatevi! Li ho testati personalmente e vi posso assicurare che premendo su uno qualunque dei quattro tasti, NON si prende la scossa, e nemmeno la pellagra. Sono anonimi, gratuiti, forse laconici, ma rappresentano, al di là del risultato, un segno tangibile di attenzione al post. Eh lo so… qui dentro tutti scrittori, se volevo i commenti dovevo rivolgermi ai lettori. Anche questo è vero, ma sono andato al mercato, ho chiesto tra le bancarelle e non se ne trovano più. E se per caso, con una gran botta di culo, vi capita di trovarne, non dico uno ma mezzo, state certi che è cieco sordo e muto. Dopo i gohst Writer forse sarà anche il caso di parlare dei ghost follower di casa nostra.

Ghost Writer
Anticamente si chiamavano "negri" ed erano conosciuti ovunque. Si trattava di giovani di belle speranze che compivano ricerche per rinomati docenti i quali alla fine le firmavano. Era la loro gavetta, ma sapevano che dopo un po' sarebbero stati premiati con un posto di assistente. Qualcuno scriveva anche per celebri scrittori a corto di idee e in anni recenti sono saltati fuori nomi e cognomi. Erano anche esistite delle vere e proprie officine letterarie, come quella di Dumas che impiegava un nutrito staff a scrivere le parti secondarie dei suoi ponderosi romanzi, ma le parti principali le scriveva lui.
Tuttora, a saper leggere, la differenza si vede. I poveri "negri" erano pagati il giusto, campavano decorosamente, mantenevano famiglie e potevano mandare i figli a scuola. Ora in molti paesi il ruolo ha acquisito un nome accattivante: ghost writer, cioè scrittore fantasma. Alcuni non fanno mistero di avvalersene e un celebre scrittore americano li paga con generosità: ogni romanzo un successo, ogni successo un film, ma è lui che ha tutto in testa.
E in Italia? Da noi è la giungla, ovviamente. Le case editrici pubblicano solo libri di gente famosa ma non si premurano di fornire all'autore una lista nazionale di fantasmi accreditati. Le agenzie letterarie leggono a pagamento e scrivono a tariffe salatissime testi spesso sgrammaticati e farraginosi. Allora? Allora il nostro autore già rinomato cerca da sé nel folto e insidioso sottobosco degli scrittori dilettanti. Ovviamente non è facile. La maggioranza dei dilettanti infatti non si presterebbe mai a scrivere per altri; una minoranza – per mettere assieme pranzo e cena – invece lo fa. Così molti vanno in televisione con il loro bravo libretto in mano ad annunciare che oltre all'attore, il cantante, il ballerino, il gigolò o chissà che altro, si sono messi anche a fare gli scrittori (applausi) e hanno scritto un romanzo (applausi) che immediatamente ha riscosso un successo trionfale (applausissimi), tanto che un amico regista ha deciso di farne un film (applausi con delirio) che qualche emittente ha deciso di finanziare (entusiasmo alle stelle) e che verrà trasmesso in televisione (standing ovation). Non si fa fatica a comprendere che cotanto miracolo è opera di un ghost writer. Poco male, si pensa, l'avrà pagato bene!
Ma qui sta il paradosso del mondo editoriale italiano. Si fa finta che questa figura non esista, si truffa apertamente il pubblico e poi si elargisce al collaboratore una cifra esigua che solo un disperato può accettare. Sì perché questi eclettici autori non vogliono pagare chi scrive per loro se non con elemosine vergognose, quando non arrivano alla perversione di promettere una percentuale delle vendite che il meschino intascherà dopo anni. Risultato? Romanzi scritti per 1000 euro o anche meno quando negli Usa la tariffa sindacale è di 25 mila dollari. Insomma tanti sedicenti scrittori di casa nostra non solo sono analfabeti, ma anche spilorci.






I migliori blog letterari

Oggi il livello di scrittura è genericamente più alto che in passato e la produzione letteraria è in continua crescita. Si tratta, infatti, di un mondo in continuo fermento, in cui il piacere della scrittura trova continua evoluzione nei nuovi mezzi a disposizione e ora non riesce a rimanere confinato entro i margini dei libri stampati. […]
Questo sostiene il redattore di questo articolo che appare su
http://temi.repubblica.it/ilmiolibro-holden/letteratura-guida-ai-blog-letterari/

Non metto in dubbio che la produzione letteraria in Italia sia in continua crescita, ma mi permetto di dubitare che il livello di scrittura oggi sia più elevato rispetto al passato. Si era detto all’inizio della diffusione dei telefoni che la gente avrebbe smesso di scrivere. Poi ci hanno raccontato che con l’avvento della televisione la gente avrebbe smesso di leggere e fino a ieri si sosteneva che la frequentazione nel web contribuiva all'omologazione della lingua verso il basso. Mettiamoci una buona volta d’accordo, tuttavia, in attesa che qualcuno risolva il dilemma, assistiamo alla nascita sempre crescente di blog, siti...

, salotti letterari in cui gli interventi (post) di ciascuno si aprono alla discussione finale con il pubblico (i lettori), in uno scambio libero e democratico di opinioni. I blog possono essere personali, cioè con un unico autore che li redige: ne è invasa la rete, hanno per lo più forma diaristica, in cui gli autori pubblicano i loro racconti o riflessioni e recensiscono i libri letti. Oppure possono essere a più mani: collaborano vari autori, ciascuno solitamente con un proprio spazio dedicato. Sono questi ultimi ad avere vita più lunga: mentre i blog personali tendono a svanire nel giro di poco...
…i lettori non sono necessariamente dei professionisti, si sostiene in questo interessante articolo, ma si tratta pur sempre di lettori forti, curiosi, desiderosi di una democratica possibilità di far sentire la propria voce; e così premiare libri poco noti o, se del caso, stroncare i gettonatissimi delle classifiche. È questo, soprattutto, che caratterizza la vita di un blog, personale o collettivo che sia: la più completa libertà di intervento. Si legge un libro, o un testo pubblicato in un post, lo si recensisce, e lo si commenta in maniera positiva o negativa, in maniera totalmente svincolata da rapporti claustrofobici con case editrici o autori. L’apertura al dibattito di ogni post dà garanzia di conferme e smentite, e dunque di onestà intellettuale. Da qui si arriva alla diffusione trasversale, al passaparola e al successo del blog.

Il linguaggio è di conseguenza dei più variati: non più ancorato ad alcun criterio accademico, si muove tra l’eloquio colto e quello gergale, a commento di una produzione vastissima, dalla letteratura “alta” a quella di genere….
La cosa più complessa è la gestione editoriale di un blog. Un blog va alimentato con sempre nuovi contenuti. Se il blog è aperto ai commenti bisogna poi aver la voglia e la pazienza di leggere e rispondere ai lettori che intervengono. Per saperne di più sui blog è bene leggere la voce di Wikipedia  e soprattutto, prima, visitare e capire i migliori blog letterari in circolazione
L'errore più grande è l'autoreferenzialità. Un buon blog è aperto al dialogo e alla varietà dei temi letterari e non funziona se, per esempio, è solo un luogo di celebrazione di ciò che si ha scritto.



I blog letterari più noti,quelli che in qualche modo influenzano la vita culturale dell’universo internautico.

Lipperatura
Nasce nel 2004 ad opera di Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice che collabora da anni con l’inserto culturale della Repubblica ed è fra i conduttori di Fahrenheit su Radio Tre. Letteratura al femminile, l’autrice recensisce libri d’attualità e commenta avvenimenti culturali. Tra i blog più seguiti del web.

Letteratitudine
Massimo Maugeri crea il sito nel settembre 2006. Si avvale della collaborazioni di amici scrittori e critici letterari, alcuni dei quali hanno un loro spazio dedicato. L’obiettivo è lo scambio, la condivisone, il confronto tra «scrittori, lettori, librai, critici, giornalisti e operatori culturali». I vari dibattiti del blog nascono dai post di Maugeri che sempre lascia in chiusura alcune domande aperte. Le risposte dei lettori accendono la discussione che talvolta, se protratta nel tempo, resta come “rubrica” permanente.

Nazione Indiana
È un progetto dell’
Associazione Culturale Mauta, nasce nel 2003. Si chiama così perché ai fondatori «piaceva l’idea di una nazione composta da molti popoli diversi, orgogliosamente diversi e orgogliosamente liberi di migrare attraverso le loro praterie intrecciando scambi e confronti, e a volte anche scontri». È un blog collettivo in cui ciascun autore pubblica autonomamente ciò che vuole senza mediazione.


Mangialibri
Davide Frati crea il blog nel dicembre 2005. Trai blog più cliccati, si dedica anche alla letteratura di genere, ai cosiddetti “b-books” sempre in vetta alle classifiche dei più venduti, ma un po’ bistrattati dalla letteratura più “colta”.

Il primo amore
Nasce nel gennaio 2006 da un gruppo di ex collaboratori di Nazione indiana. Ora la redazione è costituita da 13 redattori. Dal 2007 è anche rivista cartacea della casa editrice Effigie di Milano. Non permette commenti da parte dei lettori.

Satisfiction
Nasce nel 2004 ad opera di Gian Paolo Serino, da pochi giorni diretto da Paolo Melissi. È la prima e unica rivista a promettere il rimborso: se si è comprato un libro perché invogliati da una recensione del blog e se ne rimane delusi, Satisfiction ne rimborsa il costo. Distribuita gratuitamente nelle Feltrinelli di tutta Italia. Recensioni, pubblicazione di inediti e blog su attualità, eventi, critica sempre di ambito letterario e aperti ai commenti. Tanti i collaboratori eccellenti.

doppiozero
Micaela Acquistapace, Annalisa Angelini, Marco Belpoliti, Stefano Chiodi, Giovanna Forlanelli, Francesco Franceschi, Roberto Gilodi sono i soci che hanno fondato l’Associazione culturale doppiozero nel 2000. Anche casa editrice su supporto elettronico o su carta ma con distribuzione in forma diretta (on demand).

Vibrisse
Nato il 4 agosto 2000 è curato da Giulio Mozzi, scrittore, consulente editoriale, editor e talent scout. Dal 2006 esiste anche vibrisselibri, casaeditrice in rete. Interessanti i corsi di scrittura e narrazione presenti nel sito e divertenti le indicazioni su come presentare e non presentare un dattiloscritto.

Carmilla
Letteratura, immaginario e cultura di opposizione. Recensioni e interventi chiusi, non aperti ai commenti. Blog collettivo di scrittori, attento a tutte le forme di arte e cultura, anche fumetti, cinema. Dibattiti su letteratura, editoria, ma anche economia, America latina, il caso Battisti.

Liberi di scrivere 
Nasce nel 2004 come blog collettivo (tra gli altri: Lorenzo Mazzoni, Giulia Guida, lo scrittore Stefano di Marino, Nicoletta Scano, Elena Romanello, Maurizio Landini, Cristina Marra, il giornalista Giovanni Choukhadarian). Dedicato per lo più a recensioni e interviste.

Blogolo Nel Buio
Blog anonimo nato nel 2010. L’autore non rivela il proprio nome ma ci dice che è un giornalista pubblicista, uno scrittore, un consulente editoriale che ha collaborato con varie case editrici e ha scritto per alcune testate nazionali. Recensioni e interviste sotto forma di interventi chiusi, pubblicazione di testi narrativi. Agenzia letteraria per manoscritti inediti.
Giap 
Dal 2000 al 2009 Giap è stata una newsletter grastuita, poi trasformata nel 2010 in un blog. Come fin dall’esordio con Q (e lo pseudonimo Luther Blisset), non tengono al copyright delle loro opere che si possono scaricare gratuitamente.

Segnaliamo inoltre i blog 
Bookowski di Dario Olivero, Bookmarks di Sabina Minardi eLetture di Pierangela Fiorani, Books and other sorrows di Francesca Mazzuccato

(fonte ilmiolibro.it)







Don De Lillo - Underworld
Cinquant'anni di storia americana, una finestra sui problemi del futuro. La grande letteratura riparte dal romanzo di Don DeLillo. Americano di origine italiana, vissuto a lungo nel Bronx, dove è ambientata buona parte del romanzo.

Incipit
«Parla la tua lingua, l'americano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza. È un giorno di scuola, naturalmente, ma lui non c'è proprio, in classe. Preferisce star qui, invece, all'ombra di questa specie di vecchia carcassa arrugginita, e non si può dargli torto – questa metropoli di acciaio, cemento e vernice scrostata, di erba tosata ed enormi pacchetti di Chesterfield di sghimbescio sui tabelloni segnapunti, con un paio di sigarette che sbucano da ciascuno».

Recensione di Giorgio Michelangelo Fabbrucci del 27 dicembre 2011
Underworld è un romanzo monumentale che pretende di essere affrontato con umiltà. Lo scrivo perché convinto che questo testo, una volta invecchiati, lo vedremo tra la ultime pagine dell’antologia di letteratura dei nostri nipoti, alla voce “Postmodernismo”; sarà presentato come un archetipo, come un modello. Delillo con Underworld è riuscito a scolpire le pagine di quello che può essere già considerato un grande romanzo americano ma anche a interpretare lo spirito della fine del secondo millennio, forgiando forse al contempo la chiave di lettura di un’epoca di cui non vediamo l’ora sia decretata (dai fatti, non dalle accademie) la fine

Conclusioni:
Ma perché nessuno mi ha detto niente? E un’altra cosa, ma chi  l’ha letto ‘sto capolavoro? Solo io non ne sapevo niente?


01 gennaio 2013

Le poesie pubblicate nell'anno 2012 saranno raccolte sotto l'etichetta  a destra della home page, Album di poesie. Calma e gesso vedremo di fare un bel lavoretto.
Gli articoli e i testi più interessanti del salotto sono stati archiviati con l'etichetta: Salotto 2012.
Anche a me dispiace aver dovuto fare delle scelte, e di aver sacrificato centinaia di commenti simpatici, ma era assolutamente necessario snellire i post in archivio.
Rinnovo a tutti gli auguri di un nuovo anno pieno di soddisfazioni e ringrazio di cuore tutti gli autori, collaboratori e amici del blog.


Oroscopo 2013

il 2013 è un anno molto "speciale", perché attraversato da Saturno, il "grande falciatore", presenza inquietante tra i pianeti ma anche portatore di svolte e novità. Quello che sta per arrivare, infatti, sarà un anno di grandi cambiamenti per tutti i segni.
Eppure il 2013 non sarà un anno giovane, per i giovani, ma la forza di chi lo vivrà starà proprio nel desiderio di gioventù e di primavera.

BRANCO

Ahhhh...bè! Se lo dice lui sarà vero ;-)







61 commenti:

  1. Underworld. In questi giorni su sky stanno trasmettendo, con grande piacere di mia figlia, il film "Underworld il risveglio", il terzo con questo titolo, che però non c'entra niente con Don De Lillo.
    E sì, bisognerà leggerlo questo libro, almeno per non confonderlo con i film dallo stesso titolo. O c'entra qualcosa il libro con questi film? Boh! E' così che nascono i disguidi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, non credo che questo libro parli di vampiri, tuttavia so che un romanzo di questo autore e stato sceneggiato ma non saprei dirti quale. Il fatto è che tutti ne parlano come di un capolavoro, ma ancora non ho trovato uno che lo abbia letto. Mi dicono che sia anche un'opera imponente... figurati, io faccio fatica a leggere i racconti che superano le duemila parole :-(

      Elimina
  2. In quanto all'oroscopo di Branco...
    Bé, mi risulta che il desiderio di gioventù e primavera non sia nuovo; mi pare sia sempre esistito.
    Poi, Saturno per i romani proteggeva i campi e le semenze e si identificava con l' abbondanza. Per i greci era Crono, quello che si mangiava i figli.
    A questo punto... boh! Come andrà?

    RispondiElimina
  3. De Lillo o ti piace, o non ti piace. E con questa ho dato il via alle banalità del 2013.
    A me Mi piace, ad esempio. In 'Americana' o anche in 'Libra'. Lo trovo bravissimo, anche se a volte è di un minimalismo davvero esasperante, come vedere un film di Malick senza l'audio.
    Auguri a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho sentito parlare di minimalismo e la cosa mi intriga. La scuola americana poi è la meglio. Vuoi vedere che prima o poi ci faccio un salto?
      Grazie per l'intervento.

      Elimina
  4. Lo presi in mano molti anni fa e lo sto vedendo che mi occhieggia ancora dallo scaffale.
    Per nulla banale il suo narrare, nulla del romanzo classico: Ti prende e ti porta con se. Grande scrittore! Secondo il mio parere "Americana" altro gran libro, doveva essere letto molto prima, forse il suo primo lavoro (circa anni '50). E' vero! Il suo minimalismo a volte è esasperante.
    Ricordo la prima edizione del Premio Bacchelli vinta proprio da questo lunghissimo, simpaticissimo e timido scrittore italo americano (presente).
    Da leggere

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grande Elisa! Non mi meraviglia affatto che tu lo abbia letto, volevo dire lo avevi avuto per le mani... ma mi sembrava troppo.
      Sei davvero una grande lettrice e se ti decidessi a condividere con noi le tue letture, sarebbe proprio un beau geste.
      Mi fa piacere saperti in piedi.
      Ciao neh

      Elimina
    2. Grazie. Sono in piedi inbottita di oppio perchè a letto non ci sto.Dai rompiti una vena così saprò cosa succede ahahah. Solo ora ho visto, mangia pesce anche per me a san Vito, ciao

      Elimina
  5. L'ho letto qualche anno fa e lo ricordo poco, ciò significa che non mi ha molto colpita;-) Ma, chissà, potrei riprenderlo in mano, anzi, a dire il vero sono già andata a cercarlo tra le mensole della mia libreria in salotto e magari lo rileggo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Va a finire che sono l'unico a non averlo letto. Devo dire, a onor del vero, che ho avuto lunghi periodi nella vita in cui non ho mai preso in mano un libro, mentre in altri non facevo che leggere. Non sono mai stato costante e pertanto ho perso molto strada facendo. Però non sarò così grave vero? Dal momento che nemmeno tu ti ricordi che cavolo ha detto :-)
      A proposito, come va il nuovo romanzo?

      Elimina
    2. Secondo me non ti sei perso niente;-) ma magari mi sbaglio e mi ricrederò alla rilettura dopo le prime venti pagine (perché se mi annoiano, lo mollo all'istante).
      Il romanzo va bene :-)siamo al capitolo dieci...

      Elimina
    3. Senti, ma lo stai scrivendo con il vestito della festa, con i guanti bianchi, tutta in ghingheri per l'occasione, oppure in vestaglia e ciabatte, incazzata, sudata e tremenda come piace a me? ;.)))))
      Eh dai... scrivi strano, eh dai stupiscimi, fammi sangue, fammi scoppiare la vena... non fare la maestrina neh...
      Dai che scherzo, in bocca al lupo, comunque vada sarò un successo.

      Elimina
    4. Guanti bianchi;-)non voglio farti "scoppiare la vena" :-ooo

      Elimina
  6. Ho capito bene? tu non saresti l'unico a non averlo letto, parlo del libro di De Lillo! Un libro così profondo non lo si dimentica.New York, autunno 1951: una pallina da baseball schizzata dal "diamante" dei Giants fa il giro dell'America per finire, cinquant'anni dopo, nella discarica di Nick…Tra scorie e cimeli, incubo della Bomba Atomica e del complotto, Don DeLillo strozza il totem postmoderno...credo di averlo letto nel 1999...Fa parte di quei testi che fai fatica a riporre e prima di prenderne in mamo un altro ci devi pensare. Chi dice di averlo letto, ma non ricorda, credo si sia dimenticato di averlo aperto e poi...messo a pigliar polvere. Scusami, ma sei in buona compagnia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho capito bene? ;-) Stai forse insinuando che dico di averlo letto e non è così? :-D
      Ossignur...
      Beh, i gusti sono gusti (per fortuna) e ciò che piace a te, non è detto che piaccia a me e quindi, evidentemente, non ci ha colpite allo stesso modo, neh;-)
      E poi, perché mai dovrei dire di aver letto un testo, se non fosse vero???
      Mah... Non finisco mai di stupirmi a questo mondo!

      Elimina
  7. Interessante e stimolante questo excursus sui blog.
    Sempre cose nuove. Grazie.

    RispondiElimina
  8. BUONA BEFANA A TUTTI,
    e speriamo che invece del carbone vi porti tanti dolcetti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah... va bene, allora, tanti auguri.
      Dolcetti, dolcetti a tutti

      Elimina
    2. Allora com'è andata?
      A me invece dei dolcetti ha portato un set di unghie finte: belle, tutte disegnate alla maniera indiana; molto eleganti, pur le gran soirée.

      Elimina
    3. Io, invece, per la Befana ho regalato a Giuseppe due biglietti per il concerto a Vigevano dei Deep Purple... Cosa non si fa per amore: il rock mi sta sulle balle!! ;-)

      Elimina
    4. Sì Serenella, direi che il regalo è perfetto,
      Una strega che si rispetti, deve sempre avere gli artigli in ordine.

      Povera Stefania, i Deep Purple, non mi piacevano nemmeno nemmeno nel 68. Se si esclude, smoke in the water, non mi ricordo altro.
      Poi non capisco perchè noi italiani dobbiamo sempre buttare al macero le nostre vecchie glorie, vedi i Pooh, per poi pagare il biglietto a gente che sta in piedi con le stampelle, come i Rolling Stones eccetera, ma si sa, noi sputiamo da sempre nel piatto dove si mangia.
      In ogni caso sono dei professionisti seri e sono sicuro che non ti annoierai.
      Comunque, auguri, questo tanguero ha interessi molteplici e trasversali, tipo interessante. Salutami Geppetto. ;-)

      Elimina
    5. In effetti ultimamente mi si erano un po' rovinati.

      Elimina
  9. Wowwwwwwwww, che tirata d'orecchie!!! Sei arrabbiato??
    Per quanto mi riguarda, sai come la penso sui Blog o cmq su tutto ciò che gira su internet: il tempo che abbiamo a disposizione non è infinito, la giornata è composta da 24 ore e il blog non è un lavoro! ;-)
    Tu ti ci dedichi con tanto impegno, sei bravo e te ne siamo davvero grati, ma a volte non si riesce a stare dietro a tutte le letture, anche impegnative, perché la vita corre e ci sono tante altre cose da fare.
    Insomma: si fa quel che si può;-)
    Ogni giorno vengo a casa di Frame più volte, guardo, curioso, leggo quello che cattura la mia attenzione, commento quello che mi stimola in un modo o nell'altro.
    A volte si ha voglia di leggere e restare nell'ombra, a volte piace lasciare un parere, a volte piace cazzeggiare in post "leggeri", dipende dai momenti.
    In conclusione, cara zabbbetta, non te la prendere se in alcuni momenti la partecipazione cala, è abbastanza fisiologico;-) e cmq sii contento del risultato fin qui ottenuto perché la maggior parte dei blog sono..."Il deserto dei tartari" ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Appunto!
      Sono d’accordo su quanto dici, la fretta la mancanza di tempo eccetera… tutto vero. Mica vengo da Marte;-)
      E allora perché non utilizzare di più questo metodo veloce e pratico per commentare? La mia era una considerazione e anche un suggerimento, ma per carità, nessuna rampogna.
      E poi mi riferivo in particolare ai post delle poesie, delle canzoni e al salotto.
      Che ci vuole a cliccare su cosìcosì se la poesia non è piaciuta? Che ci vuole a cliccare su Bello se la canzone ti è piaciuta? Sei sicura che sia sempre solo questione di tempo?
      I post sui racconti, le recensioni, gli articoli, sono un discorso a parte, ci vuole impegno, tempo, motivazioni eccetera eccetera per stilare un commento onesto, e non lo posso proprio pretendere.
      Mi dispiace soltanto per l’autore che perde un’occasione buona per avere un confronto. Il silenzio non è sempre la miglior risposta! Il blog è fatto di parole, pro e contro, il dibattito la moneta corrente, il parere personale il carburante. A volte basta una battuta… per non far spegnere la fiammella dell’interesse. Altrimenti si chiude bottega e buonanotte.
      Tutto qui.

      Elimina
    2. Hai ragione, Franco, per cliccare su un "così così" o altro, non ci vuole un'ora;-) Personalmente quando leggo, commento e poi clicco anche il giudizio:-) Ma, per esempio, prendiamo gli articoli di Benemeglio: sono bellissimi, interessantissimi, ma richiedono tempo e io sono rimasta indietro almeno di tre suoi che mi riservo di leggere e commentare quando mi ci sarò dedicata;-)
      Per quanto riguarda lo scambio, hai perfettamente ragione e sai che ti ho sempre detto che noi pionieri di questo blog avremmo avuto il "dovere" (che poi dovrebbe essere un piacere) di leggerci tutti quanti e scambiarci commenti per confrontarci, ma come sai non accade così e quindi io mi adeguo all'andazzo;-) Siccome il tempo è prezioso, il mio come quello di tutti, leggo e commento gli autori che mi dedicano a loro volta del tempo (mi riferisco ad autori come me, dilettanti allo sbaraglio;-)...). Per quanto riguarda la sezione poesie, a volte le leggo, a volte no, ma non commento perché non ho la preparazione di certi commentatori e quindi mi limito a leggere. Per la canzone: sempre espresso il gradimento col famoso clic;-)
      Insomma: riservami una cameretta perché sono sempre qui! ;-)

      Elimina
  10. Sono d'accordo.
    negli states è una professione, in Italia? tirare la carretta.
    Una professione che è sempre esistita, ora più in voga che mai dato che gli italiani in massa si sono improvvisati scrittori.
    E' vero, questa è una pagina che trascuro, ma ultimamente non sono in grado di badare nemmeno a me stessa e...ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì è vero, anche qui dentro siamo tutti scrittori, forse questo non è un problemino da poco. Ma se anche quei pochi che leggono fanno sciopero e non parlano... Adesso pensa a stare bene, e a rimetterti in sesto. In bocca al lupo!
      Ciao

      Elimina
  11. Accidenti, manco un giorno ed ecco qua.
    Che argomenti interessanti vai sempre a pescare!
    Ghost Writer, non sapevo che esistessero.
    Acc.
    Ho messo un "super".

    RispondiElimina
  12. Ora vado a cena, dopo torno e guardo il resto. :-)

    RispondiElimina
  13. Tigre in una burrasca di neve.
    Carina lei che si mette con la testa storta per cercare di mettere in evidenza la parte che riesce meglio.
    O, forse, cercava di capire quello che stava succedendo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma no, la tigre si sta scrollando dall'acqua. Io la interpreto così, però...

      Elimina
    2. Eh!... Mi sa che hai ragione... però, dai, la mia interpretazione è più poetica :-)

      Elimina
    3. Secondo me si scrolla e con l'unico occhio aperto guarda il fotografo e pensa:"Ma 'sto qui non ha niente di meglio da fare che rompere le palle a me e invadere la mia privacy???"

      Elimina
  14. E che fenomeno!
    Anche per tv ci hanno ammansito un comico italiano, imitatore, che faceva scompisciare dalle risate.
    Se questo passa il convento "terra" ben venga.
    Io spero a un fenomeno passeggero, ovviamente legato a un mondo consumistico.
    E ora l'è dura, ma... dura minga ahahah

    RispondiElimina
  15. E' un bene che tu ci tenga aggiornati.
    Certi fenomeni mi incuriosiscono. E pensare che c'è chi ne fa subito un esempio da seguire.
    Il fenomeno Gangnam Style una volta avrebbe fatto sorridere solo qualche ben informato, ora ne parlano i cosiddetti grandi giornali.
    Una volta consideravamo gli americani dei provinciali, ora dettano legge.
    Non che non mi piacciano gli americani, anzi, hanno tante cose invidiabili, in particolare democrazia e libertà, però quanto a provincialismo non li batte nessuno.

    RispondiElimina
  16. Partito poeti italiani
    partito è partito
    partito scrittori
    partito blogger
    partiti siamo tutti partiti
    Bellezza
    fischia il capostazione
    Si parte per la terra della fantastica-mente
    bellissima
    poetissima e senza imu,ici,patrimoniale,e spazzatura!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io part-irei per un'isola dei Caraibi;-)

      Elimina
  17. Aderisco anch'io a questo partito: sono sicura che con un po' di fantasia questo mondo si potrebbe migliorare.

    RispondiElimina
  18. Richieste per la pubblicazione di video-canzoni? Ma che bello! Te ne invio un paio anch'io, ma senza dedica, visto il genere non mi pare il caso. E già, sono un po' tristi... belle però, proprio belle.
    Quando e se le pubblicherai saranno riconoscibili eh, eh. Un Rosa-Noir alla Scerbanenco.

    RispondiElimina
  19. Idea che mi piace mucho;-)

    RispondiElimina
  20. Roma, 18 gennaio 2013
    Fa freddo ma non piove, anzi c'è il sole freddo e invernale.
    Passo e chiudo.

    RispondiElimina
  21. Freddo e sole :-)

    RispondiElimina
  22. solo una curiosità: le strade sono sgombre?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ha smesso di nevicare, e le strade sono pulite. Per il momento, ma questa notte?

      Elimina
    2. Che cosa ti preoccupa per la notte a venire? Non dormi mica all'aperto.

      Elimina
  23. Stavo rileggendo del Dizionario delle collocazioni: lo sai che sarebbe interessante consultarlo? Ci starebbe bene nel tuo salotto; già lo vedo lì, a portata di mano per ciascuno di noi.

    RispondiElimina
  24. Molto interessanti queste osservazioni sul genere di scrittura, e trovo saggia la considerazione riportata fra le righe: "in fondo nessuna misura narrativa è intrinsecamente superiore alle altre".
    Racconto breve o romanzo, ambedue richiedono attenzione; l'importante è scrivere bene, in maniera comprensibile, e non annoiare.

    RispondiElimina
  25. Proprio stanotte ho dato un'occhiata a questo libro comprato sul passaparola ( amici e lettori perduti nei filoni noir).
    Tu hai fatto un ottimo lavoro, ma a differenza della stragrande maggioranza di libri, dove la maggior parte dei lettori salta le varie prefazioni e molte volte con ragione: data la barbosità delle stesse. Qui è un altro discorso. La si inizia e la si legge fino alla fine. Dire interessante è restrittivo.
    Non conoscevo nemmeno l'esistenza del racconto in sei parole ( 6 PAROLE!). di Hemingway. Vale una stellina di merito a chi qui la evidenziato.

    RispondiElimina
  26. Post interessante sul "genere" e "non genere" ;-)
    Rimango della mia opinione: non esiste il "genere" che è solo una classificazione da snobismo letterario;-)
    Esistono una bella storia, una brutta storia, scrivere bene, scrivere male.
    E ribadisco che è più onesto dire "non mi piace come scrive quel tale autore" piuttosto che dire "non mi piace il suo genere". Tutto il resto è da snob.
    Amen. :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei libera di pensarla come vuoi, e credo sia difficile contestare o farti cambiare idea, e poi perchè mai, potresti avere ragione,
      ma lascerei da parte l'onestà. E' una parola troppo grossa,
      la mancanza di questa implica automaticamente la mala fede dall'altra parte e così mi sembra troppo.
      Parlerei di opinioni e pareri. Tutto il resto lo trovo eccessivo e fuori luogo. Augh!

      Elimina
    2. Augh! "Mettiamo sul comodino Kafka e King – Tolstoi e Liala -  Baricco e E.L. James,  e sicuramente saremo tutti dei lettori più appagati.”

      Io trovo giusto anche parlare di opinioni, e che ognuno si tenga la propria nel rispetto di quelle degli altri.

      Elimina
    3. Beh, sarà pure una parola grossa, ma è così che la penso. E' la mia opinione, ok? D'altronde ricordo una marea di commenti letti nel web dove era di moda dire: "per una questione di onestà intellettuale etc etc"... Quindi, vedi, è una parola usata;-)

      Elimina
  27. non ho mai avuto una opinione personale. Le mie letture sono sempre state le più disparate e toccano tutti i generi. Devo ammettere con dispiacere che Liala non la conosco. Ma la mia adolescenza ha toccato tutti i rosa del mondo.
    Il romanzo deve carpirti e ammaliarti e lasciarti orfano alla parola fine. Che sia di genere o meno non mi interessa.
    Lo scrittore, con me, deve costruire la sua ragnatela ingannevole come fa il ragno.
    Buonanotte

    RispondiElimina
  28. Il giorno della memoria è ormai istituito internazionalmente "per ricordare quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici nei campi nazisti, in modo da conservare nel futuro la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia, e affinché simili eventi non possano mai più accadere".
    Dovrebbe soprattutto essere anche il momento di riflessione per ricordare all'uomo TUTTE le atrocità commesse e che ancora si ostina a commettere, e non come fanno gli animali per spirito di sopravvivenza, ma per ottusa brutalità e sete di potere.
    Hai fatto bene a ricordarlo.

    RispondiElimina
  29. Ottima scelta la tua.
    Una carrellata delle varie mostruosità, nate dal potere. E credo, purtroppo, non sia finita.
    Abbiamo sotto gli occhi la distruzione di una parte della foresta amazzonica, causata dall'enorme sete di petrolio...
    Non dimentichiamolo.

    RispondiElimina
  30. Grazie Serenella, grazie Elisa.
    Avrei potuto continuare con l'elenco delle atrocità, con gli eccidi e gli stermini. L'elenco sarebbe lunghissimo, ma se la chiesa, pur avendo numerosi giorni dell'anno a disposizione ha istituito la festa di Ognissanti, ebbene perchè non dedicare un giorno alla memoria di tutte le nefandezze umane? Ma forse esiste già, non saprei dire.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è nella mia natura riprendere un discorso. A volte mi sembra una forma di esibizionismo, ma qui si parla dell'umanità, non di bruscolini.
      Solo a parlarne faccio fatica.
      Non riesco a capire la cattiveria che nasce nell'uomo, all'improvviso, al grido di guerra. Mi fa paura la fragilità umana.
      Dell'olocausto sappiamo tutto e anche purtroppo del negazionismo, ma qualche dato su altre nefandezze mi va di darlo. Sono dati che fanno tremare i polsi a qualsiasi essere umano di buona volontà.
      Lo sterminio dei Nativi Americani, che viene prima in quanto a numero di vittime, dell'Olocausto con 70.000.000 di morti.

      Holodomor (Ucraina) con 10.000.000 di vittime.

      Genocidio in Bangladesh (Operazione Searchlight) con 3.000.000 di morti.

      Cambogia, massacri degli Khmer Rossi e il numero delle loro vittime: 2.200.000.

      Elimina
    2. Hai perfettamente ragione. Bel commento, grazie

      Elimina
  31. Sì, bisogna ricordarli tutti gli stermini. Anche se l'uomo non impara mai.
    Bravo, Frame.

    RispondiElimina
  32. Chi si nasconde dietro Siddharta?
    Un quasi novantenne sempre in difficoltà ad usare correttamente l'e-mail, gettando nello sconforto il nostreo webaster.
    Un pensatore travolto dalla velocità della comunicazione, che cocciutamente insegue e vi si conforma in sussulti di marasma senile.
    Un corrispondente dai mutevoli nick, tanto per gettare i lettori in confusione letteraria.
    Un libero spirito che ha dichiarato guerra al conformismo imperante delle solite beghine di turno.
    Un illuso in cerca della Verità relativa, quale gli si appalesa con la saggezza degli anni.
    Uno come tutti voi, che vorreste splendere della sola bellezza interiore, senza ricercare consensi a buon mercato.
    Se vi riconoscerete in me, sarete uomini e donne liberi.
    Siddharta.

    RispondiElimina