giovedì 21 febbraio 2013

Daniela Fontana - poesia - raccolta



DANIELA FONTANA

21/02/2013
etichetta: la stanza di Daniela - poesie



Abbey Road

Nella bara o a correre sulle corde?

C’era il sole quel giorno, almeno si dice
e del vento solo il ricordo.
E le strisce erano bianche, come tutte
anche quelle che dalla Terra portano in
Paradiso. E c’erano ragazze a strapparsi
i capelli e maschietti a crescerli
in emulazione. E il corteo era breve
-quasi presagio- e davanti ancora il bianco
e dietro il nero e poi nudi i piedi e infine
un banale inquietante jeans. Pensare di
gabbare il mondo intero… basta un attimo
ma il dubbio resta. Come il mito.



Asfittica brevità

Mi occorrono giorni
per vivermi
la terrena illusione
di esserci.

Mi occorrono anni
per chiudere il cerchio
abbozzato nel tempo.

Difficile o impossibile
essere Giotto.

Mi occorrono secoli
(e non basteranno)
per accettare
la nullità di esistere.

E nullità siamo.

Scheletri a spasso
in una tremula
asfittica brevità.



…e seguo il vento

…e seguo il vento
tra schizzi d’acqua di mare
e stelle sui miei passi
i sandali a ciondolare nelle mani.

Vorrei uccidermi di cielo
per non sentirmi troppo piccola

naufragare nell’azzurro
per non annegare.

Salvami
e lasciami  finalmente libera
di annusare cani sciolti
e angurie scarlatte.

Sanami
e magari non avrò più paura
di scoperchiare il mare.



Pioggia a catinelle

S’affaccia alla finestra
il giorno e non apro le tende
perché di luce si può anche morire

Non ci sono lupi né iene a reggere
il moccolo oggi, solo il colore tenue
delle lenzuola appena stropicciate

Non ci sono impegni da rispettare
né conti da saldare. Oggi no
Solo l’attesa rincalzata in un cantuccio
e pagine immacolate

E mi guardano le sedie, il tavolo, le foto
lasciate in bella vista, la tv, i quadri, i miei
libri. Tutti mi guardano. Mi sento osservata
quasi infastidita li sfido. Se vogliono, i miei occhi
saprebbero come incenerire anche gli spaventapasseri



Quando la sera

Quando la sera
sento rumoreggiare il vento
accosto l’orecchio all’anima
e sì, è anche lei che si agita.

Ed è prepotente la voglia
di sentirmi nel silenzio
inarrestabile il desiderio
di ascoltare mute le parole
che sbuffano e cadono come foglie vive
e volteggiano leggiadre come
i vestiti d’estate o si travestono
colorate come di carnevale le fate
e infine si posano stremate su ali bianche
pronte a spiccare un volo che mai vedrà
il cielo né grigio, né azzurro, né nero.

Sono poveri schizzi è vero
ma che riscaldano le mie giornate
e tra pareti di voci inopportune
tutto sembra possibile
anche mangiare fragole sotto la neve
o stretti a un albero spoglio
infagottato di galaverna
che aspetta la primavera a rami
aperti, scoperti, rigidi come steccati
come i giorni passati che tornano,
smontano e rimontano
suoni, richiami, odori anche le voglie,
le smorfie, i sogni ad occhi chiusi
e quelli ad occhi aperti.

La sera quando a mormorare è il vento
aspetto fiduciosa l’anima
le guance accese e sulle labbra
l’inchiostro del tempo.




Disegno ambrato

Il Sud ha il sapore dei canti attorno
al fuoco e le stelle non sono mai
abbastanza per tingersi di blu.

Si cammina a passo lento
per non svegliare le lucertole
perché non c’è fretta quando
sai che giallo è il colore del domani.

Hanno il mare che scorre nelle vene
quelli del Sud, nel loro abbraccio il calore
di giorni salati, il disegno ambrato come
marchio sulla pelle.

E si lasciano attraversare dai venti
loro che lo scirocco se lo portano addosso
che tra un caffè e l’altro si stringono
la mano e passano le serate a parlare
con la luna se sono soli.

Andate a cercarli quelli del Sud in mezzo
a scogli puntuti, tra nebbie di sabbia o persi
nel traffico di un giorno infuocato.
Sapranno come regalarvi un sorriso.







22 commenti:

  1. Disegno ambrato- un bel Sud- il Sud che noi vorremmo.
    Anche la mia amica Pina Majone Mauro col suo libro Frontiera scrive un inno al sud, alla Calabria, ed insieme a tutto il sud.
    Il sud che noi amiamo.
    Grazie, Daniela

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  2. Mi sa che qualcuno si diverte come un pazzo con la pubblicità occulta.
    Lo spazio per un po' è di Daniela.
    Molto bella "quelli del Sud", mi è entrata in un ricordo lontano. Non Puglia, ma Sicilia. Sud comunque è, la marina e la sua gente. Lo scirocco e i suoi pomeriggi infuocati. Gente che sa regalarti un sorriso.
    Ama la tua terra. Anche tu mi saprai regalare un sorriso?

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  3. Ciao Dany, ho acceso ora il pc e ho visto questa tua silloge in pole position! Me la voglio gustare e commentare con calma, domani al ritorno dalla Reby:-) Aspettami!!;-)

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    1. Stefy, ti aspetto senz'altro.

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  4. Ippolita, Elisa vedo che siete state colpite dall'ultima poesia, quella del Sud. Tanto ci sarebbe ancora da dire, magari a puntate ci si riesce.
    Grazie per il vostro passaggio.

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    1. A parte che le ho lette tutte, ma come ben sai, io non mi sono mai sentita poeta, ho una forma poetica anche in prosa, ma le mie poesie sono acerbe, piuttosto schizzi lasciati in attesa di grandi cose. Appunto per questo non mi fido del mio giudizio.
      Ma se mi piacciono, come in queste tue, le leggo.
      Come non ricordare la prima, ho il disco di quei miei coetanei, come non ricordare...
      Io ho sempre un "oh di meraviglia verso quelli che riescono a...diciamo "recensirle", io non lo so fare.
      ciao, spero di essermi spiegata

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    2. A parte il fatto che non chiamerei assolutamente acerbe le tue poesie. Anzi. Di te ammiro eleganza e ricercatezza e sai che non sono di quelle che "salamelecchiano".
      So che le hai lette tutte, infatti ho solo detto che te e Ippolita avete preferito l'ultima. Ma, ovviamente, mi fa piacere che tu abbia apprezzato anche le altre, almeno così mi sembra di capire.
      Sulla prima ti posso solo dire che è la prima volta che mi cimento in una cosa del genere. Ma quella è una storia che mi ha sempre affascinato e ho voluto raccontarla a modo mio. Sulla riuscita, non saprei.

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  5. Dani, cercavo le poesie che hai mandato a Santogostini (non il santo neh..). Ci ero capitata per caso, avevo trovato interessante la sua lettura. Volevo fare dei paragoni ma non riesco a trovarle...la tua, una poetica diametralmente opposta alla mia. Dal carnefice alla vittima (ma che poi potrebbe essere anche esattamente il contrario per un gioco di specchi che avviene in poesia)

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    1. E' vero, Patti. Abbiamo una poetica diametralmente opposta, anche se questo non c'impedisce di stimarci a vicenda. A me, per esempio, le tue poesie piacciono davvero. Mi piace il fatto che non temi l'osare, il metterti continuamente alla prova, la sperimentazione che ti apre, di volta in volta, nuovi orizzonti.
      Se invece dovessi io rimprovermi qualcosa, fra le altre, sarebbe proprio il non riuscirmi a liberare di certi canoni un po' tradizionali che m'impediscono di aprirmi al nuovo. Solo nel verso ho apportato qualche modifica.
      Una cosa di cui, invece, sono fiera è che da un po' di tempo a questa parte riesco ad essere più stringata, essenziale e che, addirittura, ad alcune poesie datate riesco a rimetterci mano. Cosa che prima era impensabile per me. Una poesia nata in un certo modo era sacra e immodificabile. Il merito è anche di chi è riusito a mettere in luce i miei difetti... e naturalmente delle letture giuste.

      Il parere di Santagostini è interessante davvero e prezioso: ne ho tenuto ovviamente conto. Il link, se ti interessa, è questo: http://www.lietocolle.info/it/incontri_virtuali_di_poesia_5.html

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  6. Eccomi, Dany:-)
    Le ho lette tutte più di una volta e devo dire che sono una più bella dell'altra. Mi sono sembrate delle piccole storie, davvero gradevoli!
    Sei proprio brava!
    Ovviamente ci sono quelle che mi sono piaciute di più e qualcuna di meno.
    La top, per me, è la prima. L'esperimento direi che è riuscito benissimo. Originale e direi calibrata in maniera perfetta. Piaciuta davvero molto.
    Quella che mi è piaciuta di meno è "Quando la sera". A parte i primi 4 versi, la trovo troppo carica, un po' barocca (che per me non rappresenta qualcosa di negativo, ma identifica un genere).
    In mezzo le altre: "...E seguo il vento" e "Pioggia a catinelle" mi sono piaciute parecchio per le immagini che hai creato. "Asfittica brevità" è bella, ma, perdindirindina...fa venire voglia di buttarsi giù dal ponte!!!! L'ultima bella, sì, ma non mi ha entusiasmata come è successo a chi mi ha preceduta... Non so, nonostante sia indubbiamente bella, non la trovo tanto originale, tu sai essere più incisiva.
    Nel complesso, cmq, è stata una lettura piacevolissima e torno a dire che la prima è una chicca, almeno per i miei gusti:)))
    Bacione e...riusciranno i nostri eroi nel loro intento?;-)

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    1. Grazie Stefy per la tua dettagliata "recensione".
      "Quando la sera" è in effetti un po' carica. E' venuta fuori così, giocando con assonanze e allitterazioni.
      Su "Disegno ambrato" c'è in effetti qualcosa di poco originale. Ne sono consapevole. Ma è una di quelle che al momento non riesco a rimaneggiare.
      Comunque, grazie davvero per la tua attenta lettura e per i tuoi imparziali giudizi.
      Abbraccio e... riusciranno i nostri eroi?

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  7. Serenella Tozzi22 febbraio 2013 20:08

    Le ho lette e anch'io ho una preferenza per le prime due, ma comunque sono tutte belle e attraenti.

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    1. Grazie Serenella.
      Mi fa piacere che ti siano piaciute.

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  8. eh Dani ma versi come questi?

    Eppure -lo so-
    ad acchiappare farfalle
    nessuno è brava come me.

    Per dire che preferisco quelle che hai mandato di là.

    A parte:
    "E mi guardano le sedie, il tavolo, le foto
    lasciate in bella vista, la tv, i quadri, i miei
    libri. Tutti mi guardano. Mi sento osservata
    quasi infastidita li sfido. Se vogliono, i miei occhi
    saprebbero come incenerire anche gli spaventapasseri"

    che bell'aria Swimborskiana con finale Dickinsoniano.....

    Insomma, abbiamo da lavorarci sopra, come ben dici, come ben dico pure io.

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    1. Swimborska, Dickinson... troppa grazia, ma è bellissimo te l'abbia ricordati.
      E quei versi di là... grazie per averli citati. Mi fa piacere ti abbiano colpito.
      Poi, sì: da lavorarci ce n'è.
      Ciao e grazie per tutto.

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  9. a me, quando leggo le poetesse donne, mi piace leggere la forza dell'intelligenza. Per fare un nome italiano, la Cavalli. Le altre mi sembrano tutte un po' troppo vittime sacrificali, tutte Merinesche, ma anche prima di lei.

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    1. La Cavalli sì. Mi viene da pensare, per esempio, a poesie come "Ah smetti sedia" o "Adesso che il tempo sembra tutto mio". Ma se ti dico Achmatova, Cvetaeva e naturalmente la già citata Swimborska? Anche loro ci andavano giù senza troppi piagnistei...

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  10. Scusami Daniela se arrivo tardissimo. Le avevo già lette naturalmente quando le avevo postate e seppur velocemente la raccolta mi aveva colpito favorevolmente. Ora tu sai che non ti possao dare un giudizio tecnico attendibile ma di pancia mi piace un sacco, e la sento anche vicina al mio modo di intendere la poesia, ...e seguo il vento. Ma tutte in generale mi sembrano genuine e solari. Poi arò sbagliato ma la mia impressione è questa.
    Ciao

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    1. Non preoccuparti, Franco. Come vedi sono in ritardo anch'io.
      Solari non proprio tutte, ma alla fine non ha solo importanza quello che l'autore vuole comunicare, ha importanza (soprattutto) quel che il lettore ci legge.
      Quindi, va benissimo così.

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  11. Ciao Daniela, sono nuova del blog, ma sono stata attratta dalla tua silloge, forse perchè ogni tanto anche io scrivo poesie. Devo farti mille complimenti perchè le trovo tutte molto intense, ma mi è piaciuta tantissimo l'ultima, quella che si intitola Disegno Ambrato. Io sono del sud, della Sicilia e la tua lirica mi ha emozionato molto, grazie mille.

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    1. Grazie Chiara. La tua emozione è anche la mia...

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  12. Le ho lette tutte con grande interesse, ma poi, anche io, mi sono lasciato "circuire" dall'ultima, quella che parla del Sud, forse perchè la sento più mia, visto che sono un uomo del Sud ( costiera amalfitana), e l'acqua salata me la sento sempre sulla pelle. Molto belle le tue poesie. A presto.

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