lunedì 18 febbraio 2013

Ippolita Luzzo - Habemus papam - articoli


Habemus papam
Dal grande fratello alla grande sorella realtà
di

IPPOLITA LUZZO


18/02/2013
etichetta: la stanza di Ippolita


Habemus papam

Ora auguriamoci che lo lascino libero di andare nella sua terra
 Una favola, una bella favola il film di Nanni Moretti- Habemus papam-
 Lo stupore.
 Tutti guardano con occhi candidi, buoni, tutti sono buoni. Affettuosi, solleciti. Nessuna cattiveria, nessuna parolaccia, nessuna impazienza. I cardinali visti nei momenti meno paludati, più intimi, visti con occhi materni, sono stati bambini anche loro!
Le gerarchie pazienti, i giornalisti educati, il popolo plaudente, attento.
Un papa, che sente di non poter fare il papa, vaga per una città, Roma, accolto con garbo, con cortesia. Eppure è solo un anziano, presumo senza soldi, che vaga per la città.
 La commessa di un centro commerciale gli offre un bicchiere d’acqua e non si spazientisce quando l’uomo si irrita e rifiuta le sue profferte di aiuto, la ragazza al bar gli dà il suo cellulare per fare una chiamata, gli attori di una compagnia teatrale lo fanno assistere alle prove del Gabbiano di Cechov, com'era nei suoi sogni, un mondo buono, nessun spintone, nessuna richiesta di danaro, nessuno scherno.
 Una favola.
Una colonna sonora rivelatrice, spiegante e modulante un ritmo eterno e sempre in movimento. Todo cambia, come si cambia, per non morire, così dicono le canzoni, cambiano i denti, le stagioni, i presidenti, - dice Battiato- tutto cambia, semplicemente un divenire. Se non cambiasse non sarebbe vita e morte nello stesso tempo.
 Su tutto aleggiano non viste le virtù teologali, la fede, la speranza, la carità,
su tutto aleggia l’inadeguatezza dell’uomo, della psicoanalisi, scherzosamente presa in giro, affettuosamente se ne mostrano i limiti, su tutto l’inadeguatezza di un uomo che sa quanto il potere ci spersonalizzi, ci privi. Un potere che vuole troppo, prende troppo, un ruolo assoluto.
C’è una riconsiderazione importante sulla fragilità, sulla difficoltà, sulla non sempre lineare accettazione di un incarico. - Ne sarò capace? Lo voglio? -
Chi non si pone domande simili veleggia felice nei mari della supponenza, della prosopopea, dell’assolutismo, della prevaricazione, non vedendo affatto la linea dell’orizzonte davanti a sé.
Habemus papam, un papa che non vuole condurre, che vuole essere condotto, come noi, come tutti, per mano, da una mano che vogliamo non ci lasci mai.
La nostra fede

Dal Grande Fratello alla Grande Sorella Realtà

Al Grande Fratello: -Ti hanno nominato-

Da Wikipedia: Il meccanismo di eliminazione è limitato dai concorrenti con le nomination, durante le quali ciascuno sceglie due o tre componenti della casa che vorrebbe eliminare dal programma. I due più votati saranno sottoposti al giudizio del pubblico. Il più votato esce dal gioco.

Non ho mai visto Il Grande Fratello, se non quel pochissimo per restarne stupefatta.
 In una casa, abitata da ragazzi in buona salute mentale, le giornate trascorrono senza un libro, senza un giornale, senza lavorare.
In larvale appartenenza ad uno stato fetale, parlano e parlano ed i concorrenti vengono nominati secondo un copione prestabilito.
Suppongo che la nomina voglia dire essere messi in gioco per la eliminazione ed ho informazioni imprecise sulle regole della trasmissione ma rimane in me quell’imperativo della giornalista: - Ti hanno nominato- rivolto ad un concorrente.

Nella vita reale essere nominati vuol dire essere riconosciuti come appartenenti ad un gruppo, ad un consesso civile
Ed essere non nominati, quando si è svolto un buon lavoro, ha una duplice funzione di oscurità e di umiliazione.
La presidente dell’associazione Alfa, nel corso di una riunione… dimentica di dire il nome della relatrice che pur ha così esaustivamente relazionato sul libro che viene presentato…
La presidente dell’associazione Beta, dall’alto del suo scranno, nomina tutti i membri facenti parte  del consiglio e dimentica una componente.
La presidente dell’associazione Gamma, dimentica di nominare la collaboratrice che ha certosinamente ricopiato fiumi di verbali.
Dimenticano… così dicono loro quando gli interessati fanno notare quanto ci siano rimasti male a non essere stati nominati.
Perché?
Perché si tace un nome?

Per ripicca, per vendetta, per fastidio, per ferire, oppure perché quel nome può oscurare, ed è più carismatico, più pregnante- direbbe Raffaele- di coloro che stanno parlando?
Me  lo sono chiesto quando hanno taciuto  il mio e allora ho pensato:- Ma guarda! Sono diventata importante anche io!-

Lo dico con grande ironia. Siamo tutti nel Grande Fratello.
E nel Grande Fratello chi viene nominato verrà eliminato, vero?
Ringraziamo  quindi tutti quelli che non ci nominano.


19 commenti:

  1. Un gran bel piacere, leggerti. Una scrittura densa, che non si contenta d'essere sintatticamente corretta, ma che offre (senza supponenza alcuna) riflessioni pacate, condite con quel pizzico di ironia che non guasta mai. Salvo

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    1. Ippolita la regina della litweb18 febbraio 2013 15:22

      Grazie Salvo! ora balliamoci su... sul Papa Coraggioso che va via, sul Papa Coraggioso che verrà...Balliamo su questi nostri tempiche ci fanno parlare senza vederci, senza conoscerci ma
      ma poi passerà anche da qui la vera conoscenza...perchè Todo Cambia e la realtà somiglia moltissimo Al Grande Fratello e ci eliminerà se solo noi non ci mettiamo in volo via dalla casa dove una presentatrice incauta ci possa dire:-Sei stato nominato!-
      Noi saremo innominati perchè siamo importanti, ci portiamo da soli... vero Salvo? STEFI; SERE; PATTI; LUCI;
      per ora saluto te e le donne
      poi
      continuo

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    2. Continuo: Daniela, Elisa, Stefi Tolari, Carlotta. continuo...dovrei nominare tutti
      altrimenti potrete fare il blogghetto contro me che non vi nomino! Scherzo Eh!
      Mi piace usare una ironia volubile e solubile
      volatile e salace per smorzare i toni , credetemi in queste associazioni del reale è un lavoraccio voler essere un po' poco ironica.
      Tutti si sentonoDa essere nominati, Anche io eh, anche io voglio nominata!
      Se non mi nominano faccio il blog di denuncia ahahah
      poi vi racconterò come l'hanno preso nella mia città, nel piccolo consesso dove ogni tanto vado.

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    3. Serenella Tozzi18 febbraio 2013 16:18

      Ah, Ippolita, ci sei rimasta male... Ma che te ne importa? lo dici anche tu che i motivi potrebbero essere tanti e non tutti encomiabili.
      Ci sono i supponenti che, come dici in "Habemus papam" veleggiano sui mari della tracotanza.

      Per quanto riguarda il Papa, mi riporti al momento attuale e alle sue dimissioni: potrebbe essere davvero un gesto di umiltà il suo o, anche, di stanchezza morale in mezzo a tanti intrighi.
      Come fece Celestino V, che lo stesso Petrarca ritenne uno spirito altissimo e libero.
      Mentre la controversa citazione di Dante: "che fece per viltade il gran rifiuto. »
      molti pensano non fosse diretta al Papa Celestino, in quanto Dante applica il concetto di viltà a personaggi ben diversi da lui: Pilato ed Esaù, ad esempio.

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  2. Serenella Tozzi18 febbraio 2013 16:21

    Questi due brani che hai postato piacciono molto anche a me, li ritengo i più belli e compiuti fra i tanti che hai messo.
    Densi e pacati portano a riflettere con profondità, ha ragione Salvo.

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  3. Non leggo quasi mai recensioni articoli o altro. A volte credo che ci siano dei racconti (non qui) e mi trovo tutt'altro, anche poesie, a quel punto non continuo né rispondo, è solo un mio modo di pensare.
    Questi tuoi li ho letti dopo aver scorso i commenti di Salvo e Serenella. Qui di tuo ho letto pochissimo, avendo fatto il pieno altrove, ma questi li ho trovati posso dire? "SOLIDI"
    Il primo scrivi di quello che ha lasciato a te il film di Nanni Moretti, e c'è, una premonizione su quello che sta succedendo ai giorni nostri.
    E più forte di me, non credo nelle pompe della chiesa, non ho mai creduto e mi dispiace! Quand'ero una bimbetta, costretta a pedatoni a frequentare l'ambiente, credevo di non essere normale vedendo il comportamento dei miei compagni nelle pratiche religiose. E fin qui non ci piove.
    Il mio pensiero sul rifiuto del papa di continuare la sua fatica terrena?
    Per me è stanco, non solo nel fisico, ripeto è stanco di dover obbedire ai sottoposti che prevaricavano sulle sue decisioni. La sua non è nemmeno la voce che grida nel deserto. Io non lo chiamo debole. Il suo è stato un atto di forza: ha semplicemente detto "non gioco più".

    Io vidi il Primo Grande Fratello, ovviamente come milioni di italiani attirati dai realty vari. Poi, vidi
    solo un mezzo per abbandonare il gregge (tu che sei una patita di cinema, ti ricordi via dalla pazza folla?). Voler essere la pecora nera a tutti i costi, anche a costo di passare per il capro espiatorio (penso che tutti conoscano la Bibbia, pensa un po' a parte tutto è un bellissimo libro, libro messo all'indice per i cattolici perché di difficile lettura. Poi, il papa buono "papa Giovanni XXIII°. fece fare una edizione riveduta e corretta... I troppi Concili avvenuti nel tempo, avevano cambiato tante carte in gioco
    Io ho fatto parte di un gruppo di scalmanati d'arte, facevo da segretaria e, solo oneri. Non ho mai pensato di dover essere nominata durante la presentazione delle varie presentazioni (mostre d'Arte varie).
    O meglio non ho mai fatto caso se la Presidente nell'elencare i nomi.. addirittura non ascoltavo nemmeno il lungo discorso d' apertura.Ci tenevo solo che le mie opere fossero messe non i buona luce, ma in un luogo adatto a loro, non chiedevo mai, ma ero felice perché mi sentivo valutata nelle scelte.Mi sa che qui ho scritto forse troppo, ma la penso così.
    ciao Ippi buona serata




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    1. Scrivi, scrivi, Elisa, ho letto attentamente il tuo commento.
      Vengo ora da un incontro con una organizzatrice del giorno delle donne.
      Ebbene una partecipante si era defilata perchè non era stata inserita nel programma.
      Ma se non c'era nessuno!
      Era ben scritto-Otto marzo, la parole alle donne-
      bah
      io ho lasciato un mio blogghetto e ho manifestato tutta la mia simpatia alla referente della manifestazione.
      Difficilissimo è Elisa aver a che fare con tanti e tante che...
      Stefania più giù argomenta meglio e si domanda
      altro
      mentre io mi domando
      Voglio veramente essere nominata?
      Dipende.
      Dipende da chi mi nomina.
      Più che nominata io voglio essere stimata, riconosciuta e apprezzata per quello che mi piace dire
      ed è solo per questo che ho vinto la mia timidezza
      per raccontare quello che mi sembra meriti di essere conosciuto e che fa parte di me.
      grazie a te che mi hai permesso la riflessione

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  4. Brava, brava, bravissima.
    Ti ho nominato mia articolista preferita



    Ciao Anna

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    1. Ciao Anna. Ora mi sento responsabile di una lettrice.
      Di te.
      Non dovrò deluderti. Suppongo sia questo il patto che si stringe fra lo scrittore e chi leggerà
      e poi fra me lettore e voi che scrivete.
      Un patto, appunto.
      ciao

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  5. Ciao Ippi-hip-hip-hurrà!(Un omaggio alla tua effervescenza;-)...)
    Interessanti (come sempre, credo di avertelo detto almeno duecentocinquanta volte;-)...) questi due pezzi che ci proponi.
    Sull'Habemus Papam mi astengo, ti dico solo che ho letto con interesse e mi sei piaciuta:-)
    Sui nominati e sugli innominati;-) hai tirato in ballo il Grande Fratello che mi ha vista spettatrice attenta per qualche edizione, specialmente nelle sua prima edizione quando ancora i concorrenti erano genuini e all'oscuro di ciò che sarebbe accaduto all'uscita dalla Casa; mi piaceva il gioco psicologico che proponeva questo Reality. Detto questo, lì, i nominati non erano molto contenti;-) perché rischiavano l'uscita dalla Casa e conseguente perdita del primo premio, quindi in quel caso i concorrenti erano ben felici di passare inosservati e che i loro colleghi di gioco si dimenticassero di loro;-)
    Ben diverso è quello che poi spieghi, a volte non si nomina qualcuno che andrebbe nominato e perché succede? Beh, senza essere una psicologa;-) i motivi sono due: o una mancanza di sensibilità o la voglia di ferire l'innominato, rendendolo invisibile e sapendo quindi di fargli male... Ma si sa, alcune persone sono cattivelle, per fortuna non la maggioranza, anzi, ti dirò, dalla mia esperienza di vita, i cattivelli sono davvero pochi (saranno sempre i soliti che girano?;-)...)Poi c'è una categoria di persone poco intelligenti talmente arroganti che decidono loro chi sia intelligente o meno, ahahahah, ma rido di loro e ti dirò, ho imparato a fregarmene perché in fondo in fondo mi fanno anche un po' pena;-)
    Poi c'è la questione: meglio essere nominati in qualsiasi caso, della serie - parlatene bene o male, purché se ne parli - e anche questo è un punto di vista.
    L'argomento si presta a tante considerazioni, brava per aver fatto scaturire un dibattito, non è da tutti neh;-)
    bacino:-)*

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    1. Ti ho nominato nella risposta data sopra ad Elisa. Ahahah
      Faremo promuoveremo una tavola rotonda, meglio molto meglio...
      Chiediamo a tutti se siamo come l'Innominato
      oppure se seguiamo dice un comandamento famoso

      Non nominare il nome di Dio invano

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  6. No, ma quello che mi preme, che mi preme assai, in tutta questa faccenda reality papale-papale, ma il suo segretario, il Georg... che ne farà adesso? Lo butta via? No, perché sennò, io lo riciclerei. Con permiso.

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  7. ....e altro, vedi che da cosa nasce cosa, i papa-boys dell'artro Papa, er Polacco, che fine hanno fatto? A Centocelle a fare er stirptise ? Aò, Roma se interroga...

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    1. Patti, direttamente dal Vaticano ti giungerà a casa Padre Georg, debitamente impacchettato, me ne faccio carico.
      Ma i papaboys che erano?
      Un gruppo boys?
      In quel caso li affittiamo per la festa della donna
      Solo Boys
      Under cinquanta...

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  8. E' sparito il video che avevo inserito. Mi dispiace Ippolita non so cosa sia successo. Il fatto è che adesso non sono più capace di rimetterlo. Va bè, pazienza. In ogni caso come avevo previsto i tuoi due articoli hanno destato molto interesse.

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  9. io sono Mary.
    MI NOMINO DA SOLA
    comunque

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    1. Brava!
      Però adesso non ti eliminare! ;-)

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  10. E' il papa a essersi autonominato.

    Lettura interessante.

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  11. Ippolita la regina della litweb20 febbraio 2013 19:39

    Daniela, Mary, noi ci nominiamo, nel nome del Padre, del Santo Padre, e sono d'accordo Daniela con te, con il tuo comm, poi continuiamo nel nome del Figlio... insomma fra il serio ed il faceto, fra il sacro e il profano, fra l'Abbaino di Stefania e la cantina di Frame, noi abbiamo un nome

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