lunedì 11 febbraio 2013

Serenella Tozzi - Chemin de fer - 4° episodio



CHEMIN DE FER
di
Serenella Tozzi

11/02/2013
etichetta: la stanza di Serenella - Romanzo a puntate - 4° episodio

Riassunto delle puntate precedenti

Laura è una giovane donna sola e senza soldi; quando decide di andare con l'autostop in Olanda in cerca di fortuna incontra frate Leone che le dà un passaggio.
Per aiutarla il frate la conduce presso un convento nei pressi di Siena.
La madre superiora, suor Assunta, aiuta la ragazza a trovare lavoro in un prestigioso hotel di proprietà di un aristocratico inglese.
La ragazza, però, fugge con i gioielli trafugati dalla cassaforte.
Riparata a Londra dopo aver venduto i gioielli (era pratica di queste faccende in quanto i genitori erano stati a loro volta dei rapinatori), vive una vita agiata anche grazie al lavoro come degustatrice di grande livello che svolge presso una rinomata distilleria di gin.
Dopo dieci anni rientra in Italia per lavoro, e sente il bisogno di tornare nei pressi del convento, ma ha un grave incidente d'auto.
Ricoverata in ospedale rivede David Cavedish, il proprietario dell'hotel oggetto del furto, che le dice di non aver sporto denuncia nei suoi confronti per una serie di circostanze che lo avevano trattenuto dal farlo.
Frequentandosi i due si scoprono innamorati, si sposano, con la benedizione sia di frate Leone che di suor Assunta che, nonostante tutto, continuano a sentire affetto per Laura, e partono per l'Inghilterra in viaggio di nozze.

Quarto episodio

"Sai Laura che cosa mi ha attratto di te fin dal primo incontro?" - le disse David un giorno mentre passeggiavano nel grande parco della loro residenza nel Devonshire.
Allo sguardo interrogativo di Laura proseguì: "La tua somiglianza con una mia antenata del '700. Era una donna elegante, di grande fascino e carisma, fu anche attiva in politica. Pare avesse un carattere libero e indipendente, e questo in un'epoca in cui le femministe erano lontane a venire.
Penso che vi assomigliate in questo, e credo che sia stato il riconoscere lei in te che mi abbia fatto innamorare".
Laura accettò volentieri quei complimenti e volle farsi raccontare di più su quella figura lontana alla quale tanto doveva.
Ne vide il ritratto, ne lesse la storia attraverso lettere conservate e ne rimase affascinata.
Quella donna si era sposata a 17 anni, con un matrimonio brillante ma infelice, e Laura scoprì che fu nota non solo per l'assetto del suo matrimonio, la sua bellezza e il suo stile, le sue campagne politiche, ma anche per il suo amore per il gioco. Quando morì era piena di debiti, benché la sua famiglia natale e la famiglia del marito, i Cavedish, fossero molto facoltose.
"Una donna straordinaria" si convinse.

Quando ritornarono in Italia a Siena la vita trascorse tranquilla; nonostante la ricchezza vivevano in maniera appartata, paghi della loro reciproca presenza;
David preso dai suoi molteplici impegni di lavoro, Laura dalle passeggiate e dalle letture.
Le piaceva andare per le biblioteche senesi consultando manoscritti e libri antichi e rari, specie presso la Biblioteca comunale degli Intronati, ricca di materiali meritevoli, in particolare il patrimonio antico a stampa del '400 - '500.
Di tanto in tanto facevano qualche viaggio, ma non per lunghe distanze.
Un giorno Laura, memore del suo antico anelito di fuga, espresse il desiderio di visitare Amsterdam.
David, che ben conosceva l'antefatto, fu felice di accontentarla.
Visitarono la città: Piazza Dam e il vicino Palazzo reale, la casa di Anna Frank, diversi musei fra i quali il Rijksmuseunm e il museo Van Gogh, e anche il quartiere a luci rosse.
Fu divertente andare a consumare birra nei "bruine café", letteralmente i "Caffè Marroni", locali accoglienti dove la vita notturna di Amsterdam ferve, chiamati così perché nel corso del tempo il fumo ha macchiato le pareti di nicotina.
Fecero giri in battello lungo gli splendidi canali che riflettono i capolavori di cinque secoli di architettura, godendo degli scorci fra gli alberi che tanti pittori hanno ispirato.
Comprarono oggetti di antiquariato e stoffe; non i diamanti, Laura non volle: risero entrambi sui motivi del diniego.
Con sommo divertimento di Laura fecero anche una puntatina al casinò situato nella Max Euweplein 62, dove si può perdere la camicia.

Ma Laura quella sera fu fortunata e vinse.

Al ritorno tutto ritornò alla tranquillità e al solito modo di vivere, e fu per caso, durante un cocktail party, che qualcuno le accennò del gioco dello chemin de fer che veniva praticato in particolari ritrovi alla moda.

Per Laura fu una novità sapere del gioco clandestino nella città, e fu per curiosità che volle andare a conoscere l'ambiente e vedere cosa effettivamente offrisse.

Si trovò a suo agio, in fondo era un locale elegante dove si poteva bere tranquillamente e discorrere in salette senza dover partecipare effettivamente al gioco.
Alla lunga, però, si dimostrò difficile resistere alla tentazione, e cominciò a giocare piccole somme.

Lentamente l’emozione del rischio, l’eccitazione e l’adrenalina di sentirsi competente e vincente s'impossessarono di lei: il demone del gioco ebbe la meglio e, senza che si rendesse conto del coinvolgimento, la sua divenne una vera e propria malattia, una forma compulsiva.
Iniziò ad aumentare costantemente le puntate e, nonostante alle volte tentasse di diminuire o interrompere le giocate, non le riuscì.
Ormai la china si era fatta pericolosa, stava raggiungendo un punto di non ritorno.
Cominciò a manifestare sintomi di irrequietezza e irritabilità sempre più difficili da gestire.
Cominciò a vivere in un vero groviglio di emozioni, fatte di vergogna e di paura che la sua debolezza venisse a conoscenza al di fuori del giro del gioco.
Faceva ogni sforzo per apparire tranquilla, il che le costava tantissima sofferenza ma, evidentemente, non abbastanza da riuscire a cambiare veramente.

David la osservava preoccupato, non convinto delle assicurazioni che Laura professava sul suo buono stato di salute.

"Il direttore della banca ha chiesto di vedermi" - le disse un giorno - "potresti raggiungermi e dopo potremmo pranzare insieme".

Laura impallidì alla notizia e girandosi per non far vedere l'agitazione mormorò: "Va bene, ti raggiungerò all'albergo".

Fuggì, invece, presa dal panico al pensiero della reazione di David quando avesse scoperto i suoi prelievi dal conto corrente bancario che avevano in comune.

Si rifugiò presso il convento e chiese di parlare con suor Assunta.

La suora, man mano che Laura convulsamente la metteva al corrente della situazione, si dimostrò sempre più angosciata e il suo volto più severo.

Poi, il suo pragmatismo prevalse, fece prendere un calmante a Laura e quindi si apprestò ad avvertire David Cavedish.

"Non posso perdonarla questa volta" - mormorò amaramente David - "Laura sta dimostrando di non possedere un'etica... nessun rispetto per nulla, neanche per l'amore che le ho sempre dimostrato. Purtroppo è inaffidabile" - concluse.
Suor Assunta cercò di convincerlo di sentire uno psicologo, che forse avrebbe potuto aiutarli entrambi: lui a capire il comportamento della moglie e lei ad uscire da quel gioco perverso.
Con difficoltà David accondiscese.
Il medico spiegò a David come il gioco d’azzardo compulsivo sia definito dal Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali come un comportamento persistente, ricorrente, che compromette le attività personali, familiari o lavorative del soggetto.
Queste persone possono finire col mentire ai familiari, al terapeuta e ad altri per occultare l'entità del proprio coinvolgimento nel gioco, arrivando anche a commettere azioni illegali  per finanziare le giocate.
"Per lo più sono persone impulsive, che cedono facilmente di fronte all’ “oggetto del desiderio”, sono competitivi, energici, irrequieti e facili alla noia, trovano eccitante e gratificante il rischio connesso al gioco" - concluse.
Gli spiegò, poi, il ruolo centrale che lui stesso avrebbe dovuto sostenere per aiutarla.

David non volle neppure rivedere Laura, vendette l'hotel e partì per l'Inghilterra.

(segue)

10 commenti:

  1. Ma questa Laura ne combina una più del diavolo...
    Ma non sarà per caso la biografia romanzata di qualche tua antenata? La solita pecorella nera della famiglia :-) Interessante, interessante...

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    1. Serenella Tozzi11 febbraio 2013 12:04

      Così, in famiglia avrei avuto degli eccentrici rapinatori alla Bonnie and Clyde? :-)))

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  2. Sono tornata a casa dopo un viaggio nella tormenta di neve ;-) e quando ho visto la nuova puntata, prima di leggere, mi sono preparata pop corn come si fa prima di vedere un film al cinema;-) :-D
    E ke kezzo, ma sei scatenata! Qui ci esce una Dinasty all'italiana con puntate all'estero e protagonista dai mille volti!!
    Tra l'altro, la parte iniziale di questa puntata, mi ha colpita perché ci trovo un collegamento relativamente ad un argomento di cui parlerò con voi in un posto speciale, ma non voglio dare anticipazioni: curiosa coincidenza, però;-)
    A quando la prossima puntata????
    Sempre più intrigante, brava!
    :-)))

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    1. Serenella Tozzi12 febbraio 2013 13:45

      Ahah! Stefania, ti vedo sai, mentre ti prepari col pop corn!
      Sei di una simpatia unica.

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  3. Io però lo trovo meno immaginificodelle altre puntate.
    Io però lo trovo leggermente didascalico sulle parti relative AL GIOCO D'Azzardo.
    sempre piacevole la lettura ma aspetto con ansia che lei vinca, vinca moltissimo, ormai, per andare da quel suo impaurito marito e comprarsi un feudo con lui dentro...
    Figurati come sono bastian contraria... eppoi lei mi sta simpatica, qualsiasi cosa combini...

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    1. Serenella Tozzi12 febbraio 2013 13:43

      La tua simpatia confina con quella di suor Laura e frate Leone, Ippolita. Chissà che avrà di così intrigante e acchiappa-affetto questa Laura!




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  4. Ho avuto problemi di altro genere, fra i tanti prendere una punta di di palma dentro un occhio, tutto da ridere, e ho trascurato qualche lettura.
    E' vero, ci sono dei personaggi nel mondo reale che assomigliano alla protagonista. Non si fanno mancare nulla e in qualche modo vincono sempre e rendono la vita difficile a chi sta loro intorno
    Concordo con Ippolita, forse troppe divagazioni e spiegazioni che rompono la lettura.
    Solo un mio consiglio: dovresti dare un'armonia ai quattro racconti, non trovo il fil rouge che li lega, se non nei soli personaggi. Sei brava, sta a te provare e riprovare.
    La storia di Laura è simpatica e ora aspetto un seguito...

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  5. Rispetto alle altre puntate, questa la trovo più lineare. Meno incasinata. Resta sempre però che si ha come l'impressione che il racconto non scivoli naturalmente e che quelle trovate (l'antenata, il viaggio ad Amsterdam, il gioco) siano forzate. Un espendiente per allungare il brodo. Pian piano, sono certa troverai la giusta dimensione.

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  6. Ah, è un romanzo. meno male pensavo fosse un diario.

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    1. Serenella Tozzi22 febbraio 2013 12:48

      Hai ragione Maya, e lo prendo come un complimento.
      Il romanzo è invenzione e a volte l'invenzione si può scambiare per realtà.

      In questa parte di racconto, ad esempio, è trattato il motivo, o i motivi, che inducono la protagonista ad avventurarsi nel gioco d'azzardo; e sono tre le componenti che possono aver influito psicologicamente a tale spinta per Laura:

      - la prima è probabilmente l'influenza che la figura carismatica dell'ava, che tanto l'aveva colpita e che era essa pure dedita al gioco, aveva avuto su di lei;

      - la seconda è il ricordo del suo primo impatto con una casa da gioco avvenuto ad Amsterdam in un clima positivo, vacanziero e spensierato;

      - la terza è legata al suo carattere battagliero e fortemente spinto alla sfida.

      Per il resto il tutto tratta della regolare vita di un'agiata coppia di sposi visti nella quotidianità, e questo può averti spinta ad interpretare il racconto come un diario.
      E come vedi niente è casuale, ma legato da un sottile filo conduttore.

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