domenica 3 marzo 2013

Serenella Tozzi - Laura - Narrativa


LAURA
V° Episodio
di Serenella Tozzi

4/03/2013
etichetta: la stanza di Serenella - Romanzo breve -


Riassunto puntate precedenti

Laura è una giovane donna sola e senza soldi; quando decide di andare con l'autostop in Olanda in cerca di fortuna, incontra frate Leone che le dà un passaggio. Per aiutarla il frate la conduce presso un convento nei pressi di Siena.
La madre superiora, suor Assunta, aiuta la ragazza a trovare lavoro in un prestigioso hotel di proprietà di un aristocratico inglese. La ragazza, però, fugge con i gioielli trafugati dalla cassaforte. Riparata a Londra dopo aver venduto le gioie (era pratica di queste faccende in quanto i genitori erano stati a loro volta dei rapinatori), vive una vita agiata, anche grazie all'incarico come degustatrice presso una distilleria di grande livello.
Dopo dieci anni rientra in Italia per lavoro e sente il bisogno di tornare nei pressi del convento, ma ha un grave incidente d'auto. Ricoverata in ospedale rivede David Cavedish, il proprietario dell'hotel vittima del furto, che le dice di non avere sporto denuncia nei suoi confronti per una serie di circostanze che lo avevano trattenuto dal farlo. Frequentandosi i due si scoprono innamorati, si sposano e partono per l'Inghilterra in viaggio di nozze. Qui Laura rimane affascinata dalla figura di un'antenata di David: una donna carismatica del '700, dedita al gioco d'azzardo. Tornati in Italia vivono una vita tranquilla ma, forse complice la noia, anche Laura inizia a giocare perdendo somme ingenti. Quando David ne viene a conoscenza non riesce a perdonare questo ennesimo inganno della moglie e senza volerla rivedere parte per l'Inghilterra.

V Episodio

Dopo l'abbandono del marito, Laura era rimasta al convento in preda ad una tristezza che andava man mano trasformandosi in una forte depressione.
Suor Assunta era vivamente preoccupata per la giovane donna e aveva incaricato le suore di tenerla d'occhio: temeva potesse compiere un gesto inconsulto. 
Fu con grande sollievo, perciò, che seppe della prossima venuta di Frate Leone.
Il frate, infatti, messo al corrente della situazione, si era premurato di arrivare quanto prima all'antico Convento dei Frati Minori che si trovava annesso alla congregazione delle suore.

"Non so nemmeno io come possa essere successo" - ebbe a dire Laura che, dimagrita e dall'aspetto smunto e dimesso, sembrava irriconoscibile.
"Non importa più ormai il come e il perché" - le rispose il frate, con tono fra il paterno ed il severo - "ora quello che devi fare è superare questo momento. Non puoi distruggerti così, devi pensare a come recuperare la fiducia di David... se gli vuoi bene" - soggiunse -.

Laura lo guardò con un'espressione tale che il frate ne rimase intenerito.

"Dovrai anche capire a fondo te stessa però, dovrai sondare quanto potrai contare sulla parte buona... che c'è, c'è Laura" - aggiunse al gesto di diniego di lei - "lasciatelo dire da un un uomo che prima di essere frate è vissuto in ambienti malavitosi, arrivando quasi al limite dell'omicidio".

Laura lo guardò esterrefatta, poi, commossa dallo sguardo del frate, gli prese la mano e la baciò.

"Ti racconterò la mia storia, forse potrà esserti di aiuto" -iniziò frate Leone-.

Laura lo interruppe: "No, non voglio ridestare dei ricordi dolorosi per te. Quell'uomo lontano non esiste, quello che vedo è un frate buono e generoso, e non solo con me. L'uomo può commettere errori, ma se si riscatta e vive dando spazio alla bontà, allora tocca i cuori... come sai fare tu, caro frate Leone".
Laura era talmente commossa che frate Leone l'abbracciò e sorridendo le disse: "Vedo che hai capito, Laura. Da sola ti sei data la risposta: tu ora hai una speciale ragione d'amore per vivere, vero?"

A Laura fu offerta l'opportunità di lavorare presso un asilo gestito da suore nel centro di Siena.
Il contatto con i bambini, con la loro fresca ingenuità e la loro spontaneità, la coinvolse completamente.
Si rese conto dell'importanza che il processo educativo può produrre su quei piccoli esseri e dell'influenza che può esercitare sul loro percorso individuale nella vita.
Iniziò allora in lei una riflessione profonda che la portò a perseguire una propria evoluzione interiore. 
Andò man mano acquistando fiducia in sé stessa e nelle sue capacità di poter tendere ad obiettivi non puramente egoistici, facendosi consapevole di quanto l'ambiente familiare avesse contribuito alle sue debolezze.

David, nel frattempo, ripercorrendo i giorni del loro felice soggiorno nel Devonshire, si era messo a ricercare gli appigli che lo riportavano a quei giorni. Si ritrovò a studiare le lettere ed i diari della sua antica antenata, che tanto aveva soggiogato Laura.
Capì attraverso i tormenti e le angosce riportati sui diari l'affannoso percorso psicologico della donna; pensò a Laura, e paragonò i caratteri dell'una e dell'altra e le caratteristiche che li univano.
Gli tornarono in mente i motivi del suo innamoramento e la sua capacità di trovare delle scusanti al tempo della sua prima delusione dopo il furto.
Pensò tutto questo e, soprattutto, pensò a quanto ancora l'amasse.
In coincidenza con questo suo momento gli giunse una lettera di suor Assunta che lo metteva al corrente della grande trasformazione di Laura, del suo coinvolgimento nell'assistenza ai bambini dell'asilo e della raggiunta serenità da parte della donna, sebbene il dolore per la sua lontananza fosse sempre presente e vivo.
La lettera, aggiungeva la suora, era stata voluta da Laura stessa, anche se aveva preferito non scrivere personalmente per non farlo sentire obbligato nei suoi confronti: però, se ancora provava dell'affetto per lei, voleva che sapesse quanto lui le mancasse.
Furono due fratellini che i coniugi Cavedish adottarono dopo la loro riconciliazione: un maschio di quattro anni di nome Marco e una femminuccia di 6 anni di nome Lorenza.
Due bellissimi bambini che, a ben guardarli, assomigliavano ai genitori adottivi.

FINE




13 commenti:

  1. Posso chiedere caratteri più grandi? Così non si riesce a leggere...
    Ciao Serenella
    A domani

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    1. Ippolita, hai altre richieste?
      Non farti problemi, sono a tua completa disposizione.
      Buonanotte!

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  2. L'ho letto dopo l'una.
    E' scritto con la tua solita capacità. Ci sai fare con la penna e mi auguro che non molli la voglia di intraprendere altre avventure simili.
    La fantasia non ti manca...
    Mi hai lasciato a bocca asciutta, mi ero affezionata ai protagonisti, pensaci prima di mettere il punto!
    Questo io lo considero la sinossi del 5° capitolo.
    La trama è indovinatissima.

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    1. Serenella Tozzi5 marzo 2013 16:00

      Probabilmente hai ragione Elisa, forse mi sono affrettata un po'.
      Però sono contenta che la trama ti abbia attratta: penso anch'io che i personaggi siano ben indovinati.

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  3. Secondo me, letto così a spezzatino rende molto meno. Sto pensando di riunire tutte le cinque puntate di pubblicarlo in una volta sola. E che diamine, quante parole saranno? Molto meno di diecimila parole. Poi le conto.
    Anche perchè questo discorso lunghezza dei racconti nel web, bisogna riaffrontarlo. D'accordo il taglio web, va bene che leggere davamti allo schermo stanca, ma questo vincolo del numero delle parole è penalizzante. Io mi ritrovo ad avere almeno due versioni di ogni racconto E le versioni lunghe stanno nel cassetto. Qualcuno dirà giustamente per fortuna. Però sul blog qualche eccezione s potrebbe fare. Insomma, se uno non stampa, sopra le tremila parole chi ti legge? Eppure ci sono racconti che hanno bisogno di un lungo svolgimento, non tutto si può risolvere con poche battute, oppure è solo una mia opinione? Non lo dico a te Serenella perchè sei una delle poche persone che conosco a non spaventarti mai di fronte ad una lettura anche lunga e impegnativa, la mia era una domanda retorica. Forse, non lo so , boh, ci devo ancora pensare. ah ha ha ah

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  4. Serenella Tozzi5 marzo 2013 16:19

    Vai Franco, pubblicalo tutto intero; tanto che fa? Nessuno legge lo stesso, quindi lasciamo che i pochi volenterosi se lo possano gustare (?) non centellinato.
    :-)
    Che dici? Mi intento in: LAURA. Il ritorno.
    :-)))

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    1. Il ritorno di Laura? Fantastico. Su questo siamo d'accordo.
      Per Laura di adesso, dammi tempo che lo preparo, tanto nessuno ci corre dietro. E poi non è vero che non leggono, solo lo fanno in silenzio... per non disturbare ahaha ha ha

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    2. Serenella Tozzi5 marzo 2013 17:20

      Ah ah ah! Franco. La mia era solo una minaccia.
      Però....

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  5. A me è piaciuto molto, anche se non ho ancora letto gli altri capitoli e spero di farlo presto. Anche così a spezzatino, come dice Franco, ho trovato i personaggi e soprattutto Laura molto vivi e lasciano una netta impressione di averceli davanti, di viverli attraverso la lettura.

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  6. Serenella Tozzi6 marzo 2013 16:22

    Grazie, Chiara, per il tuo apprezzamento, mi fa molto piacere.

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  7. Ciao Serenella.
    Come tu stessa dici, il finale è alquanto affrettato.
    Probabilmente gioca molto quello che dice Franco: l'averlo studiato(e non solo questa parte conclusiva) per pubblicarlo sul web.
    Personalmente ritengo che quando si ha voglia di raccontare qualcosa, lo si deve fare senza barriere, liberi da vincoli, e al diavolo la lunghezza: se un racconto merita e trascina, t'assicuro che il numero di battute non è un problema.

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  8. L'ambientazione è sicuramente ben curata, con una conoscenza dei luoghi impeccabile o per visitazione diretta o per verifica documentale.
    Si nota in particolare il piacere delle descrizioni artistico-monumentali locali.
    Anche lo stile e la forma si presentano accattivanti, soprattutto interessanti per i salti descrittivi ad incastro che completano la personalità ed il vissuto dei personaggi.
    Meno convincenti sono gli accadimenti fortuiti che legano la trama, troppo insoliti nelle esistenze degli umani.
    Ma tant'è, la narrativa fa di questi spericolati voli di raccordo.
    Forse superabili certe descrizioni informative che si possono mutuare da acconci notiziari commerciali.
    Infine penso che la proposta, chiusa frettolosamente forse per ragioni di lunghezza, più che una compiuta novella a più tempi possa considerarsi la traccia per un romanzo approfondito e coinvolgente.
    Comunque molto brava e per originalità e per fantasia.
    Sid

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  9. Ciao Serené, come stai? Ho letto con piacere la V parte del racconto. La prima la lessi mesi or sono e adesso leggo ciò che immagino sia il finale. Mi è piaciuto ed è ovvio che scrivi bene. Però oggi come allora ti faccio la stessa domanda. Perchè il finale così rapido? C'è qualcosa che non cuadra. Cos'è? È andata via la luce o eri semplicemente stanca di scrivere la storia di Laura e Frate Leone? Sia come sia, brava. Già te l'ho detto e te lo ripeto. Brava.

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