lunedì 22 aprile 2013

Autopubblicazione - La stampa fai-da-te



Print on demande

Self-publishing: nuova frontiera dell'editoria?
Un servizio di stampa anche per una singola copia.


22/04/2013
etichetta - post: critica - attualità - arte - varie



L’autopubblicazione di libri

Esiste... dall’avvento della stampa, ma è esplosa in tutto il mondo negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologie digitali. Di intenti meno “rivoluzionari” e sperimentali che non nel passato, va ad accontentare un settore di mercato sempre più ampio: gli autori che, in mancanza di editori che li vogliano pubblicare, si arrangiano da soli.

Gli Inglesi la chiamano “vanity press”, partendo dal presupposto che sia solo un esercizio di vanità dello scrittore rifiutato dagli editori, ma presuntuoso al punto da pubblicare da sé le sue opere ad ogni costo; i Francesi, più pragmatici, semplicemente “édition à compte d'auteur”, edizione a carico dell’autore, senza giudizi.
In Italia si definisce APS (autore a proprie spese), acronimo inventato da Umberto Eco nel suo libro Il pendolo di Foucault, in cui un astuto editore a pagamento pubblica indegne porcherie presentando conti salatissimi agli autori, conditi con iperbolici complimenti e con l’inserimento nell’insuperabile l’Enciclopedia degli Italiani Illustri, dove Giuseppe Tomasi di Lampedusa è liquidato in due righe e Adeodato Lampustri descritto come un sublime faro della cultura.

Forse più che puntare il dito contro gli editori, che comunque non sono tutti uguali, a noi autori può servire riflettere su questo paradosso apparente: con l'aumentare delle opportunità di pubblicare un libro aumenta anche la nostra responsabilità di scrivere qualcosa che valga la pena di essere letto. Alla schiera di editori che pensano solo al profitto infatti potremmo contrapporre tutti quegli scrittori che pensano soltanto a pubblicare, che sgomitano come matti pur di lasciare la loro impronta, smaniosi di vedere il loro nome stampato o pubblicato su un sito. In ogni caso, con lo spirito giusto, possiamo prendere in considerazione Il print on demand.

La stampa su richiesta o stampa on demand è un servizio di stampa che prevede la realizzazione di un libro dietro ordinazione anche di una singola copia. 
Questo tipo di servizio è utilizzato soprattutto da piccole case editrici per pubblicazioni di nicchia, oppure da autori che realizzano direttamente una pubblicazione senza l'intermediazione di un editore (autopubblicazione o self publishing), rimanendo in tal modo titolari di tutti i diritti di sfruttamento commerciale sulla propria opera e sostenendo solo i costi di impaginazione con grafica editoriale ed eventualmente di rilascio del codice ISBN. Alcune case editrici di maggiori dimensioni stanno iniziando ad offrire il servizio per rendere disponibili i propri libri fuori catalogo. Le imprese che offrono questi servizi realizzano i libri, nella maggioranza dei casi, con sistemi di stampa in digitale e l'ordine avviene via web.

La stampa su richiesta non va confusa con l'editoria a pagamento, un diverso segmento di mercato in cui gli autori ordinano a proprie spese una pubblicazione affidandone la cura complessiva a un editore in grado di valutare, correggere e promuovere il libro. (wikipedia)

I vantaggi del fai-da-te
- i costi contenuti: il libro viene stampato solo se ne viene richiesta una copia.
- si resta titolari dei propri diritti e, in caso di successo, si possono vendere i diritti a una normale casa editrice.
- è possibile il recupero di testi scomparsi dai cataloghi, stampabili in piccole quantità senza onerose ristampe.

Gli svantaggi
- la qualità scadente della forma: manca completamente la figura dell’editor che controlla e sistema il testo, magari sostituito (per risparmiare) dall’amico ben intenzionato, ma che non se ne intende e può fare più danni che altro.
- la quasi totale impossibilità di farsi conoscere e distribuire. Quando si parla di autopubblicazioni si cita sempre il caso di M.J. Rose, autrice statunitense che, stufa di essere presa in giro dagli editori, nel 1998 pubblicò da sé il suo primo libro, aprì un sito web e si mise a venderlo sia nel formato cartaceo sia in quello elettronico. Arrivata alla sua undicesima opera, M.J. Rose è ora una macchina per best seller e insegna agli scrittori come promuovere se stessi sul web. Però il suo esempio è sempre citato perché... è una delle pochissime autrici diventate famose con questo mezzo. E ricordiamo che gli Stati Uniti sono un paese di lettori forti, non come l’Italia.
Esistono molte piattaforme che permettono di stampare un libro in digitale. Tra le più famose troviamo ilmiolibro.it della Feltrinelli – youcantprint – Lulu.com,

Dopo aver scelto la piattaforma con la quale stampare il libro ci si accorge che le modalità non sono sempre semplicissime da seguire e non sempre si ottiene assistenza adeguata. Senza contare che i tempi di spedizione non sempre vengono rispettati. Tenete anche presente che non avete modo di avvalervi della clausola di recessione. Infatti si paga prima della spedizione.

Se avete deciso di provare da soli, fosse anche per togliervi uno sfizio, e non avete particolari esigenze di editing, sappiate che il costo di una copia di prova non dovrebbe superare i 15€, compresa la spedizione.

Service editoriale, ovvero il fai-da-te assistito


In questo caso l’autore presenta la sua opera a un service editoriale, o editore on demand, decidendo che carta usare, la copertina, il prezzo, la lunghezza, la veste grafica, le eventuali illustrazioni a colori o in B/N; in molti casi può chiedere il codice ISBN. Il libro viene preparato per la stampa e per la vendita in formato digitale; se qualcuno vuole acquistare l’e-book, può scaricarlo dal sito del service, oppure può ordinarlo su carta. In questo caso il libro viene stampato in digitale, rilegato e inviato al cliente. Coperta la stampa e la percentuale per le commissioni del service, il resto è tutto guadagno netto per l’autore.

Per saperne di più vi consiglio di dare un’occhiata a questi link : http://www.specchiomagico.net/autoproduzione.htm
http://scrittorincausa.blogspot.it/

17 commenti:

  1. Conosco bene questa realtà e anche se ho pubblicato con editori senza contributo, spesso ho preferito autopubblicarmi, preferendo lulu.com perchè offre una grafica più curata. Molti credono che autopubblicarsi sia una umiliazione per uno scrittore, ma non è così. Io mi sono trovata molto bene.

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    1. Cara Chiara, sarebbe molto apprezzato conoscere la tua esperienza al riguardo in dettaglio.
      Tempi, costi, copie, consigli, ecc.
      Più si sa, meglio è.
      Per puro spirito di solidarietà, ricordo dei disgraziatissimi colleghi di lavoro che nascondevano, tacendole, nozioni e modalità operative da loro acquisite sul campo quasi fossero patrimonio esclusivo individuale.
      Facendo perdere tempo e denaro alle aziende che li avevano formati.
      A chi legge queste righe: non siate gelosi di quanto venite a sapere o fare, anche se solo per merito personale.
      La conoscenza deve essere aperta a tutti e gratuita; contribuisce alla crescita individuale e collettiva. Guadagnando la riconoscenza del prossimo.
      Sid

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    2. Ciao Sid concordo con te, io mi metto sempre a disposizione degli altri, dando informazioni sulle mie esperienze.Lulu.com offre un buon servizio( a patto che il libro non abbia contenuti a colori, perchè in quel caso il costo aumenta e non di poco), si possono scegliere diversi formati(l'unico intoppo è che si deve pensare da soli all'impaginazione e alla copertina)poi si carica il file e se non ricordo male la prima copia è gratuita( necassaria per poi approvare la stampa e in caso rimediare)I costi dipendono anche dal numero di paginee forse l'unico svantaggio sono i costi di spedizione che si possono ammrotizzare ordinando molte copie in una volta sola. Poi lulu offre anche un minimo di distribuzione su Amazon( ma attenzione al formato adoperato, alcuni non hanno questo privilegio) Se servono altre info, chiedete pure.

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    3. Ho avuto esperienze dirette solo con il miolibro.it e posso assicurare che le difficoltà maggiori si riscontrano nel postare la copertina (scelta della foto, colore, testo sulla quarta di copertina, carattere, formattazione e scelte grafiche in genere). Senza un minimo di esperienza, i risultati possono essere deludenti.
      L'impaginazione, per esempio, non è cosa semplicissima da farsi. Bisogna tener conto delle pagine bianche da lasciare all'inizio e alla fine, la numerazione delle pagine stesse e la compilazione dell'indice. Tutta materia di tipografi e non è roba da scrittori, ma se uno vuol fare da sè, si deve evolvere... oppure accontentarsi.
      Per concludere, tenuto conto della spesa molto limitata, penso che valga la pena di provare. E che diamine, un paio di tentativi, come ho già detto, dovrebbero bastare per arrivare a risultati soddisfacenti.

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  2. L'informazione è preziosa e ringrazio.
    Comunque riterrei opportuno far sedimentare la cosa, in quanto ci sento puzza di bruciato.
    L'editing è famoso per inventarsi espedienti di sopravvivenza.
    Al momento punto sul free e-book garantito dal copyright: tanto sbandierato, ma non ancora operativo.
    Se son rose fioriranno.
    Sid

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  3. Sono davvero tante le case editrici che, facendosi pagare, sono in grado di offrire tutti gli svantaggi su citati

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    1. hai mai comperato un libro? Io direi come Cochi e Renato...."PROVA!"

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    2. Carissimo Mauri, mi sto ancora sganasciando dalle risa!
      C'è niente da fare: lo spirito ironico ed arguto o ce l'hai per natura o non te lo puoi dare.
      Spero che la tua presenza in blog sia duratura come la tua vita.
      Ci delizierai con le tue battute al fulmicotone.
      Ed agli Amici lettori, chi non sa sorridere non sa vivere bene.
      Sid

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    3. In verità, non sono ancora stato autorizzato dal padrone di casa, per cui al momento sono solo un intruso. Chissà se il buon Frame vorrà concedermi la sua ospitalità...
      Nel caso, da appassionato scrivano dilettante, avrei alcune cosine da proporre.

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    4. Finalmente qualcuno che ha delle cosine da propormi :-)
      Mettiti comodo e poi vuota il sacco, noi siamo tutt'orecchi, anzi, io sono perfino quattr'occhi.

      Mi casa es tu casa. Benvenuto.

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    5. Onorato, caro Franco, finalmente posso metterci il becco senza dovermi sentire una gazza.
      In quanto alle "cosine", si tratta di roba di seconda mano già pubblicata in passato in vetrina, e poi, di tanto in tanto qualcosina di inedito...se proprio non disturba.
      Dovrai soltanto dirmi come si fa a farti avere quelle cosine

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  4. Devi averne comprati parecchi di libri di Cochi e Renato...tu

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    1. Vedere il lato comico delle cose è un potente farmaco che allunga i nostri giorni.
      Ai tempi io ci avevo un ingegnere che sapeva giocare magistralmente e d'impronta con le parole.
      In piena Commissione rompeva il gelo di certe discussioni pesanti, mettendo tutti di buonumore.
      Poi il poveretto, appena in pensione, venne atterrato in pochi mesi da un tumore al cervello.
      Sid

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    2. Appunto...Per gli amici si fa anche questo.
      Effettivamente la battuta fulminea di Cochi e Renato non è stata tua. Qualcuno ha fatto confusione.
      Curioso di vedere ora le tue.
      Avanti c'è posto
      J.K.J

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  5. Copyright.
    Il diritto di autore esiste sempre. Il problema è provare l'esistenza. Ciò, spesso, vuol dire provare di avere scritto una determinata opera prima di colui che, in ipotesi, l'avrebbe copiata. Si pone quindi un problema di dare "data certa" al proprio scritto.
    Il più semplice è spedirlo - o spedirselo, ma se è voluminoso può non essere semplice - con raccomandata ricevuta di ritorno.
    Poi esistono PEC (in caso di e book è la soluzione più semplice), notai, SIAE, servizi a pagamento di varie case editrici etc.
    Se invece si tratta di stabilire se ed in che misura un testo è lo scopiazzamento di un altro, un'imitazione servile, un plagio etc. allora diventa tutto più complicato.

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  6. Self Publishing
    sciur Franco... come si dice... ofeleè fa el tò mesteè.
    Cioè: già non è facile scrivere, se poi uno si deve anche inventare tipografo e magari venditore porta porta di sè stesso l'è propri dura..
    John Grisham, comunque, passò un'estate girovagando per il sud degli USA con il bagaglio della propria auto pieno di copie del proprio primo libro, e gli è andata come è andata.
    Insomma, per il self publishing devi credere davvero tanto in te stesso e nella tua opera (non deve essere cioè un modo per gratificare il proprio ego). Il segreto è non crederci troppo.

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    1. E' vero... è vero!

      Sostituirsi alla casa editrice in toto è cosa molto difficile, improbabile e poco conveniente. Mentre per una cosa più casereccia, parlo di una dozzina di copie per accontentare la propria vanità, amici e parenti stretti, allora perchè no?
      Però la stampa in digitale in fondo è il modo più conveniente.

      Il self publisching l'è un'altra roba.
      Pensare di vendere le copie del proprio libro porta a porta, passando per librerie compiacenti, cartolerie, fioristi e panettieri... eh bè, allora si fa dura la vita.

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