domenica 7 aprile 2013

Daniela Fontana - poesie


www.aljoneditrice.it

IL COLORE DEI PAPAVERI
Poesie di
Daniela Fontana

8/04/2913
etichetta: la stanza di Daniela Fontana



Dalla Prefazione
di Angela Ferilli



(…) Versi scaturiti dall’interiorità di una sognatrice che, anche nella descrizione del quotidiano, non smette mai di sognare. E lo fa con gentilezza, scegliendo le parole che mette in fila in maniera mai banale. E lo fa con rabbia, prendendo a prestito un linguaggio apparentemente avulso dal contesto che descrive.Versi liberi, i suoi, liberi da rime, da metrica, da schemi, dall’ordinario. Versi che ora si librano in alto ad afferrare e trattenere i grandi interrogativi esistenziali, e ora volano rasente il suolo, sfiorando papaveri dei quali prendono in prestito il colore per portarlo via, nel chiuso della casa o dell’ufficio, per le strade della città, in campagna, al mare, in viaggio. (…)
(…) Sembra che ogni momento della vita di Daniela sia stato come un motore acceso pronto a percorrere una strada larga e comoda, uno sterrato di campagna, una strada in salita, un vicolo cieco. (…)


Il colore dei papaveri

Te l’ho letta negli occhi
la bramosia degli alberi verdi
delle dita nella gelatina delle
notti passate sotto i lampioni
a sfiatarsi contro la luna.

Ce l’avevi negli occhi la famelica
ossessione di specchiarti negli altri
di guardare te stessa sotto i vestiti
sdruciti di una vita rocambolesca
e incontinente, tu che parlavi anche
ai sordi. Una volta, quando i tuoi passi
avevano ancora il colore dei papaveri.



Percorsi

Ho imparato a seguire i tuoi umori. Dietro
tende ialine ho catturato sguardi ed espressioni
e paziente, con la testa tra le mani, gli occhi
infuocati, ho aspettato buono che il vento spazzasse
il tempo spezzato, le lacrime rotolate, le mani
strette intorno alle ginocchia. Non bastano anni
a sciogliere i nodi troppo stretti, né a slacciare
due cuori indisciplinati. Ma possono servire a usarle
meglio le scarpe da trekking.

Mi guardo indietro e sorrido delle nostre cadute.

Per questo, importante -semmai- è affogare le ore
nello stesso liquido.



Di schiena

Di schiena
guardo sciogliersi il giorno come
zucchero nel caffè di un tran-tran
schizzato, persa nel mulinello di cose da fare.

E m’affanno
cercando di parare i colpi quotidiani.
E come vorrei che questo sole sgravasse
il giallo nell’oceano perché altrimenti potrei
decidere di brandire la bandiera della libertà
e andarmene a zonzo tra accidia e vento sulla faccia.

Di schiena
guardo il buio calare il sipario tra applausi
e voci rotte di pianto o di risate a scroscio.

Mi sfilo le scarpe
e di schiena
abbraccio il cuscino.



InAscolto

Se tu mi ascoltassi
mi ascoltassi veramente
potresti leggere dentro me
molto più di quel che sai.

È questo continuo vociare
tuo e degli altri
che confonde e lascia i rancori
appesi a un vento di scirocco.

È questo chiacchiericcio fastidioso
tuo e degli altri
che lascia cose non dette
su panchine di ricordi.

Perché il passato è fermo
sotto un fermacarte informe
e il presente altro non è
che il prolungato cicaleggio.

Tuo e degli altri.



Quel nove di febbraio

E ti rivedo seduta
i capelli raccolti con forcine d’osso
gli occhiali spessi
per guardare più dentro.

Sul balcone gli occhi fissi al tramonto
e nella mano l’uncinetto come bacchetta magica.
Nei gesti -la lentezza di chi sembra
averne ancora di tempo- lascia presagire
che di tempo non ce n’è più.

E così te ne andasti quel nove di febbraio
senza scarpe
attenta che non si udisse il canto della civetta.



16 commenti:

  1. Belle , intense e delicate le tue poesie.Quella che preferisco è la prima:
    Te l’ho letta negli occhi
    la bramosia degli alberi verdi
    delle dita nella gelatina delle
    notti passate sotto i lampioni
    a sfiatarsi contro la luna.
    Molto bella questa parte, complimenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Chiara.
      Le amo tutte o quasi ma, in effetti, per la prima ho un debole anch'io.

      Elimina
  2. Complimenti Daniela per questa tua pregevole pubblicazione. Sa di buono e nello stesso tempo si ha l'impressione che tutti i dettagli siano stati curati alla perfezione. Sono certo che avrai le soddisfazioni che ti meriti. Per quanto riguarda le poesie qui presentate inutile dire che nove febbraio, mi ha commosso. D'accordo, sarò rimasto influenzato perchè coincide con il mio compleanno ma è bella a prescindere e mi ha commosso. Avrei voluto scriverla io. Magari.
    In bocca al lupo.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Intanto grazie per i complimenti, Franco e, inutile dire, che mi fa piacere ti abbia dato questa impressione.
      Sapevo del tuo legame col nove di febbraio e questo mi ha aiutato nella scelta...
      Per il resto incrocio le dita... anche se si sa: la poesia non serve a sbarcare il lunario, ma soddisfazioni, quelle sì, potrebbe darne.
      Saluti cari

      Elimina
  3. La lentezza di chi sembra averne ancora di tempo...
    ma che bella questa poesia, mi ha dato emozione leggerla sono d'accordo con Franco che è commovente.
    Piaciute anche le altre, dimostri di avere un'anima sensibile, grazie
    ciao e a rileggerti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Carla, sul buon carattere non ci metto la mano sul fuoco, ma in quanto a sensibilità ti do ampiamente ragione.

      Elimina
  4. Niente di banale, o di prevedibile, o di usurato, nelle tue poesie. Versi incisivi, che tracciano sentieri su cui il lettore s'incammina con curiosità mista a partecipazione emotiva.
    Mi unisco agli apprezzamenti ricevuti da chi mi precede.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Salvo, è un bellissimo complimento, ancor più gradito per il fatto che sei fra quelli che non le manda certo a dire.

      Elimina
  5. Serenella Tozzi8 aprile 2013 19:31

    Ho letto con piacere le poesie qui riportate, le trovo tutte pregevoli.
    Mi unisco ai complimenti e agli auguri per ogni soddisfazione per la riuscita del libro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa piacere che tu le abbia apprezzate e... ti ringrazio, gli auguri sono sempre graditi.

      Elimina
  6. Poesie che ascoltano e osservano e questo è molto bello, fuori dal se. Sono interessanti le descrizioni di persone, sicuramente comuni, come tutti noi, ma che una poesia delicata rende speciali. Mi ha sempre attirata la prima poesia, anche quando la pubblicasti al club. Mi fa piacere che proprio questa poesia dia il titolo alla tua silloge. Credo una figura centrale della tua poetica. Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' vero Patti. Tant'è che non è affatto casuale che abbia scelto proprio quello come titolo.
      Ricordo anche il tuo particolare interesse per questa poesia.
      Grazie per il tuo passaggio.

      Elimina
  7. Io non so fare commenti, so solo che mi sono piaciute tutte, semplici e profonde negli affetti.
    La mamma! Quanto difficile sia ricordarla senza cadere nella retorica nessuno lo sa. Pensare che è la persona che tutti noi, parlo del mondo, siamo più legati. Tu l'hai ritratta nella sua lievità.
    Almeno tu ricordi il giorno, io l'ho dimenticato.
    In bocca al lupo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E chi lo dice che non sai fare commenti? Cmq, grazie Elisa.
      Voglio solo sottolineare che "Quel nove di febbraio" è dedicata a mia nonna. Ma non preoccuparti, il dubbio poteva sorgere e poi ognuno può leggerla come gli pare.

      Elimina
  8. Tutte ben delineate, di carattere e a viso aperto. Alcune me le sono ricordate per averle già incontrate, sai dove. Un saluto e complimenti anche per la pubblicazione.

    Franco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Franco. Ci seguiamo e stimiamo reciprocamente da tempo. E' bello sapere di non deludere.
      Ciao

      Elimina