martedì 2 aprile 2013

Elisa Sala - HAIKU - raccolta


Haiku e Disegni
di
Elisa Sala

2/04/2113
etichetta:  poesie AA.VV.







E' affamata
     la porta della notte
     ti mangia tutto


**********




     Sabato sera
   televisione spenta
   tutto mi manca


************




    Tace il gatto
      la luna piena ride
      nel suo cielo


************





      Se il mio canto
     supera il muretto
     risponde l'eco


*************






     Mi porta paura
     l'ombra della sera
     voglio un lume


************







     Fantasma treno
     viaggia nella fantasia
     nata dal nulla


************







    Scende la sera
     e il suo velo copre
     amate veglie



**********








 Grassi angeli
     volano nel basso blu
     ridono lieti



36 commenti:

  1. Piaciuti molto Elisa, anche i disegni molto belli, sei brava in tutte le cose che fai.
    buona giornata e allietaci ancora con questi piacevoli haiku.
    ciao e grazie

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    1. Grazie a te, felice che ti siano piaciuti
      ciao

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  2. -complimenti elisa! Gli haiku ben si adattano ad arricchire opere pittoriche, mi è sempre piaciuto questo accostamento (le rare volte che l'ho visto fare). Mi piace molto il quarto, metafisico su cui si potrebbe parlare parecchio. Ci sono anche delle scritte che non sono riuscita a capire. Bello bello

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    1. Credimi, non sapevo allora che gli haiku venissero portati anche sul visivo.
      Io venivo dal mondo del disegno, e questa stesura mi sembrò logica.
      Ebbi allora, parlo di anni fa, la soddisfazione di veder usare i miei haiku e relativi disegni al dipartimento di lingue dell'Università Ca' Foscari per l'insegnamento dell'italiano agli stranieri. Mi sembrò normale. Non conoscevo il mondo delle lettere.
      Il quarto piace anche a me: l'incomunicabilità quando si scioglie...

      Se ti va, ti passo la lezione, ed è stato un piacere, perchè solo ora ho scoperto altre lezioni con altri miei disegni, oggi sono contenta.
      http://venus.unive.it/italslab/modules.php?op=modload&name=ezcms&file=index&menu=79&page_id=152

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  3. Serenella Tozzi2 aprile 2013 12:30

    Molto piacevoli, sia gli haiku che i disegni che sanno rappresentarli molto bene.
    Alcuni velati di malinconia, dove la solitudine la fa da padrona, altri sembrano indicare momenti lieti, probabilmente particolarmente significativi per te.
    Trovo che tu possieda un tratto personale e delicato, sia nella pittura che nella scrittura.

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    1. Grazie Serenella, sei un tesoro. Ma questa volta devo ringraziare Franco perché se non era per lui, i miei disegnini stavano dormendo dentro una cartella! Non pensavo assolutamente a queste tavole.
      E' stato un bene perché cercando su Google l'indirizzo dove furono usate le mie tavole per delle lezioni ho trovato altre lezioni con altri miei disegni.
      Bravo quel prof:, è anche un mi fan ahahah
      Bello l'inserimento con gli originali acquerelli giapponesi.
      Grazie

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  4. Serenella Tozzi2 aprile 2013 15:18

    Mi sono dimenticata, Franco, di farti i complimenti per l'assemblaggio che hai fatto dei disegni di Elisa: un lavoro ben riuscito.
    Naturalmente i complimenti valgono anche per i sempre validi inserimenti fotografici, puntuali e attinenti (oltre che belli) che riesci sempre a fare.

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    1. Grazie!
      Ci spendo un po' di tempo in più, ma i risultati si vedono. Un blog senza immagini, che tristezza sarebbe.

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  5. Ci vuole estro, fantasia e una predisposizione mentale particolare per riuscire a creare tanti haiku. E questi sono solo alcuni presenti nel tua pubblicazione dedicata agli haiku. Senza contare i disegni correlati, abbinati e tutti ispirati alla singola poesia. Un lavoro che ti avrà senza dubbio procurato delle belle soddisfazioni. Complimenti. Un post da ripetere.
    Grazie

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    1. Effettivamente ti ho riempito di tavole. Per fortuna che ne abbiamo parlato, altrimenti sarebbero ancora nel loro posto. Così...per fortuna che c'è lo scanner.
      Grazie.
      Ma grazie a te, ho fatto altre scoperte.
      Vedi che a volte servi ahahahah

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  6. Per quel poco che ne so l'haiku è un componimento di tre versi con 5-7-5 sillabe nell'ordine e ricordo che è richiesto un riferimento stagionale.
    In realtà poi gli haiku che mi è capitato di leggere, spesso non possiedono queste caratteristiche, io stesso ne ho composti un paio giusti come metrica ma - almeno uno - privo di riferimenti stagionali. Insomma intorno a questa traccia c'è libertà e tu Elisa, questa libertà l'hai usata bene: sono molto gradevoli uno per uno e ancor di più nell'insieme (quello che mi piace di più è lo stesso che dice Patti). Il valore del tutto poi si moltiplica grazie ai bellissimi disegni (che bravura e che delicatezza!) che Franco ha peraltro perfettamente assemblato su questa pagina. Insomma un piacere usare gli occhi e la mente in questa tua stanza.
    Un saluto.

    Franco

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    1. Scusa se mi intrometto Pale. Le sillabe nell'haiku non subiscono le regole come in italiano e si contano diversamente. Per esempio:

      Scende la sera
      e il suo velo copre
      amate veglie

      "e il suo velo copre", questo verso nella poesia italiana sarebbero sei sillabe, ma negli haiku sono sette.

      Ciao

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    2. se leggi come sillabe separate "e" e "il" sì è così, son sette(mi pare si chiami dialefe; si leggesse in sinalefe - "e-il" tutto insieme - sarebbero sei) . Per il resto taccio e imparo, non sapevo proprio questa cosa qui. E la ragione, evidentemente è in quella dialefe. O no?

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    3. Hai capito perfettamente Pale.
      Sillabe separate!
      Negli haiku è così :-))) Non mi chiedere perchè. E' una regola.
      Ciao

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    4. Scusate. Chi ha parlato di sillabe o altro? Io mi sono avvicinata agli haiku, solo per il piacere di aprire un discorso e riuscire chiuderlo a sorpresa.
      Avevo letto gli haiku di Ungaretti, di Ezra Pound.
      In Giappone usano dei simboli che variano per rimanere nelle loro 17 sillabe. Da noi è impossibile usare la metrica, cioè si può ma risultano artificiosi...
      L'Haiku, scrive Kerouac, è nato è si è sviluppato in Giappone nel corso dei secoli come forma di poesia completa di diciassette sillabe, in grado di condensare un intero quadro di vita in soli tre versi. Rendendosi conto che le lingue occidentali male si adattano alla fluidità delle sillabe giapponesi, Kerouac ha tentato di ridefinire il genere:
      "L'Haiku occidentale deve proporsi semplicemente di dire molto in tre versi, in qualsiasi lingua sia scritto . Innanzitutto un haiku deve essere estremamente semplice, libero degli artifici propri della poesia, e in grado di rendere un'immagine lieve e graziosa come può essere una pastorella di Vivaldi. (Jack Kerouac - il libro degli haiku - Oscar Mondadori
      Solo due di Kerouac:

      La notte
      è rossa
      di stelle.

      Lucciole che
      dormono luminose
      sui miei fiori.
      *******************************
      A proposito, io cerco di essere il più fedele possibile. Ovviamente uso il sillabario.
      e il suo velo copre - mi dice che sono sette.

      A proposito, grazie per il commento.

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    5. sinalefe è sinalefe, non ci piove. sei sillabe. ripassarsi la metrica italiana del Beltrami, mezzo chilo di roba, ma utile...:-) - poi ognuno fa quel che vuole. io ad esempio se seguo le regole, il gusto è seguirle fino in fondo...che siano haiku o endecasillabi; Pale il discorso era già emerso con gli haiku di Chiara. Qui il valore di Elisa sta soprattutto nei disegni e negli abbinamenti di pensiero. Per niente poco in ogni caso e sono sicura che converrai.

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    6. Io seguo l'haiku occidentale, non si usa la metrica, ma il sillabario. Ci sono due scuole di pensiero. Ma io di questo non ho mai fatto caso. Per me chiamatele anche poesiole, mi va più che bene.

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    7. il discorso non è così semplice, la metrica si usa per far "suonare bene" la lingua italiana per dare armonia al componimento, la semplice computazione delle sillabe non sempre da risultati armoniosi. Per questo che hanno inventato la metrica, mica per niente.. C'è comunque da dire che l'uso del settenario e il quinario, due metri che "suonano bene" in italiano, è arbitrario. In realtà il giapponese è una lingua agglutinante e in poche sillabe riesce a dire molte più cose, meglio, con più completezza dell'italiano.

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  7. Bellissima l'idea di siglare ognuno di questi tuoi bellissimi disegni con un haiku. Insomma, artista a tutto tondo.
    E sul quarto, siamo (mi sembra) tutti d'accordo.
    Un abbraccio

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  8. Devo ringraziare Franco, non mi sognavo più di avere le cartelle.
    Io sono nata con le matite e i pennelli in mano, poi, vuoi la vita, mai avrei pensato di impugnare anche la penna.
    La poesia breve è un attimo che solca la vita.
    Contraccambio l'abbraccio.

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  9. Elisa, sono belli COMUNQUE. Questo è l'importante. Il discorso tecnico si può sempre fare, perché no. Ma il bello della poesia è la libertà. Io dico sempre, madonna....me faranno papessa...., il bello delle regole è entrarci, uscirci, proprio senza regole..:-)

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    1. Sicuramente Papessa Giovanna! Mi raccomando la sedia gestatoria.;)))))
      La libertà, sì almeno mentale.

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  10. Concisi - con gli haiku è d'obbligo :-))- ma rimarchevoli, con disegni che si poggiano sui versi come carezze.

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    1. Felice di leggerti, Grazie a Franco che mi ha chiesto i disegni.
      Grazie

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  11. Ciao Elisa, sono molto belli i tuoi haiku, poi se ricordi bene sono entrata nel blog proprio per i miei haiku, quindi mi inviti a nozze!Belli anche i disegni,lievi quasi eterei come i tuoi haiku.

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    1. Li ricordo i tuoi haiku "Occidentali" e come spesso succede, nessuno è d'accordo.
      Secondo un mio giudizio: vale il risultato.
      Io sono un elemento che è stato distolto dai pennelli e varie tecniche e si è infiltrato rubando spazio alle penne.
      Scherzo. Mi piace ancora giocare.
      A bel leggerti
      Grazie

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  12. Solo per ribadire il mio apprezzamento incondizionato e l'ammirazione per come hai realizzato quei disegni, Elisa, non vorrei si intendesse altro. La mia osservazione riguardo la metrica era di curiosità più che altro, io stesso ho messo le mani avanti dicendo che, di haiku, quelle due regoline base era il poco che sapevo. Franco mi ha spiegato una cosa, tu Elisa ne aggiungi altre che apprendo adesso e che mi sono e mi saranno utili.
    Un saluto a tutti i partecipanti a questo thread così interessante.

    Franco "Pale"

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    1. Ci sono mille pensieri e centomila modi. Pensa che C'è un famoso concorso,
      credo trentennale, nel bando si chiede l' haiku in endecasillabi!
      Anni fa cercai di saperne di più, chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, smisi per stanchezza mentale. L'unica sarebbe studiare gli ideogrammi. Per ora mi sta facendo paura la corea del Nord.
      Hai ragione qui si sta come a casa.
      Grazie e buonanotte

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  13. Non capisco molto di poesia (per usare un eufemismo) e non so se gli haiku debbano soddisfare anche requisiti contenutistici oltre che formali (le 17 sillabe); tuttavia, in termini di equilibrio tra forma e contenuto, che credo essere il fine cui ogni componimento deve tendere, i miei preferiti, per quel che può valere, sono il primo ed il quarto.

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    1. Felice di leggerti. Dai, hai scritto anche tu una poesia e se ricordo non era male.
      Io scrivo poesie (quasi|) ma non chiedermi di andare a commentare i poeti, la trovo di una difficoltà incredibile. Forse sono ancora legata ai ricordi scolastici e alle cose semplici di pascoliana memoria.

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  14. HAIKU.
    Anna Li Vigni, dottore in estetica e teoria delle arti, così brillantemente sintetizza:
    "...La poesia haiku giapponese è molto più di un'elegante attività versificatoria; è il raggiungimento del momento supremo della meditazione filosofica, che ha per oggetto la presa di coscienza della transitorietà della materia. Però da tale consapevolezza non scaturisce un'idea di impotenza dell'uomo, bensì la necessità di un'immersione completa nella contingenza dell'Essere, nell'abbandono dell'individualismo e totale dispersione della propria identità nella Natura. Derivante dai primi tre versi del tanka, forma poetica originaria, l'haiku incarna appieno questo percorso meditativo... Il poeta in soli tre versi deve saper trasferire nel linguaggio la Natura, mettendo tra parentesi la propria soggettività e sforzandosi di non infondere alcun sentimento... ".
    Siddharta

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  15. Cerchiamo di non essere sofisti, per quel che mi riguarda gli haiku giapponesi hanno centinaia di anni e vari momenti, fra l'altro anche il periodo satirico. E qui basta andare a leggere la loro storia.
    Ma, io credo di averlo detto in tutte le maniere, che non ho preso ad esempio l'haiku giapponese di, credo, Bashu (solo natura!), ma l'haiku occidentale - chiamato così da Kerouac.

    buona cena

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  16. Dai, non te la prendere.
    Ho solo aggiunto un orientamento letterario a completamento dei pensieri a commemto.
    Certamente rigido, che ne spiega le origini.
    Con simpatia.
    Sid

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    1. Refuso mattiniero: < commento >.
      Sid

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    2. Perché dovevo prendermela? Non c'era motivo, anzi, lei ha porto uno dei tanti orientamenti che si limita a uno dei tanti periodi storici.
      Credo di non aver risposto a Lei personalmente.
      Mi scuso se l'ha pensato.
      Ha fatto bene scrivere "refuso" perché il suo commento non c'è.
      Di lei ho la massima stima, a volte non coincidono le sue idee con le mie. Fin che rimane la diversità di idee credo ci sia anche simbolo di libertà, magari solo mentale.
      Contraccambio la simpatia

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  17. A proposito di commento personale.
    Tranciando le opinioni e giudizi con l'accetta, a me sembra che gli aforismi et similia occidentali abbiano dei punti in comune con gli haiku.
    Con regole diverse.
    Entrambi apprezzabili.
    Le tue proposte?
    Tutte lodevoli, non c'è che dire e per forma e per contenuto.
    A me poi la brevità dei versi sembra sempre questione dominante.
    Va da sè, da opinionista inguaribile e logorroico, che ciascuna di esse sollevi argomentazioni all'infinito, ovviamente in ordine al tema.
    Ma come si fa, i lettori si annoierebbero...
    Sid

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