domenica 28 aprile 2013

Maurizio - poesia - silloge


... e ancora ste caverne
Essenza
Bio-grafia
L'occhio matto
bi/sogno

Poesie di Maurizio

29/04/2013
etichetta: poesia AA.VV.



                                          
...e ancora ste caverne!

Vivevo, insieme a loro, appeso ad un soffitto.
Un raggio flebile di luce s'insinuava
e disegnava innanzi a noi le nostre ombre.
Su una parete.
Il nostro esistere schiacciato contro il muro.
Solo i contorni sapevamo di noi stessi
e ciò che ci premeva era ingrassarle,
sbranando, divorando, per crescere gonfiarsi e dominare.
Per grazia, o forse malasorte,
io sono caduto e, incapace di riprendere il mio sito,
ho camminato tentato dal chiarore.
E ho visto il sole
cospargere la terra di colori
e un cielo vero con mille prospettive da abbracciare.
Ho visto il mare,
ed i miei occhi in quello specchio naturale
e quelle mani che, incuriosite, sfioravano i capelli,
le orecchie buffe, un naso prominente...
e le mie labbra, da dove fuoruscivano sospiri di stupore,
di meraviglia.
Sono tornato indietro a raccontare...
Hanno asserito che sono un mentecatto.
Un povero malato da curare.
Un individuo a rischio da allontanare


                                                   Essenza

Vivere
in balia di chi ti ha colto
quando eri ancora fermo
come un fiore appena schiuso
che sbadiglia, si stiracchia
ancor prima d'iniziare la giornata.
Soggiacere
sottostare a chi ha deciso
di ficcarti dentro a un vaso
sottraendoti all'ampiezza del tuo esistere.

Confinato in uno spazio ornamentale
dove penano, costrette, le radici
ma i tuoi petali sogghignano
confortati dal profumo proprio che si espande



Bio-grafia.

Ho perduto la mia calligrafia
non avendola usata per vent'anni
e in parte, l'abitudine alla vita
non avendola scritta nel contempo.

Da poco sto provando a raccontarla
un vezzo ch'è spuntato prepotente.
Lo faccio trascrivendomi in volgare
in uno stampatello impersonale
ma facile da leggere e capire.

-Si che dal fatto il dir non sia diverso-
ha suggerito il Sommo in un suo verso.
Di fatto, in stampatello, scrivo e vivo.



L'occhio matto

Ho l'occhio matto, ha detto il mio dottore
psico-oculista esimio luminare.
Si tratta di pupilla retro-versa
che guarda il mondo fuori
attraversando prima la mia testa.

Per questo cervellotico passaggio
mi prendo delle grandi capocciate
dato che scambio continuamente
pali e tralicci inanimati
per gente amena che mi viene incontro.

La cura comprovata non esiste
per ora mi ha prescritto delle gocce
onde aiutare la pupilla a rigirarsi
nel caso queste poi dovessero fallire
mi ha suggerito un nuovo ritrovato

una pomata da cospargere sui pali

ma è un farmaco inconsueto  ancora da testare
per cui dovrei spalmarla ed aspettare



bi/sogno

Un'alba promettente
ed un tramonto che invita a sognare
ti concedono uno spazio
sul quale posare le radici.

Ma poi s'avvicinano  l'un l'altro
calpestando i tuoi confini
e ti divorano le giornate
come voraci spugne marine
che si dilatano   inesorabili
fino a costringerti in un vico
dove rinunci alle ambizioni
troppo gravose da trascinare
ed ogni sogno che offriva la notte
diviene bisogno, di respirare


16 commenti:

  1. Bio grafia e L'occhio matto sono le mie preferite. Apparentemente sbarazzine nascondono un pensiero profondo espresso con ironia e con molto garbo. Tutte però sono scritte molto bene, e il pensiero di base, risulta sempre ben espresso. Direi che la tua preoccupazione maggiore sia quella di esprimere un concetto, di comunicare un pensiero. Non oso dire che ci sia una morale nascosta in ognuna di esse, ma certamente seguono un disegno ben preciso e ogni parola, ogni verso sembra soppesato e ponderato. Scritte senza dubbio a tavolino, sono fresche e non difettano in originalità. Bravo

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  2. Grazie Franco, per l'attenzione e per aver trovato che sono state scritte degnamente.
    Mi spiace solo il fatto che sembrino scritte a tavolino, in quanto era mia intenzione esprimere stati d'animo, più che concetti. Stati d'animo ben precisi che ti potrei spiegare, poesia per poesia, ma dicono che non si fa, che è meglio che resti un po' di mistero.
    Però ricordo date, personaggi, e persino i luoghi in cui le ho scritte.
    Resta comunque il fatto che apprezzo molto il tuo gradimento e tutto ciò che di buono hai espresso nel tuo intervento. Grazie!

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  3. Poesie della quotidianità, espresse con garbo e ironia, senza strepiti e lamentazioni.
    Guardarsi da fuori, aiuta a ridimensionare le proprie ambizioni e ad accettare i propri limiti.
    Se ci si libera dal fardello del "troppo" (in tutti campi), la vita acquista un valore più fondante.
    Mi piace il modo con cui esprimi le tue emozioni, i tuoi ricordi, mai con l'intento di catturare per forza l'attenzione del lettore.

    Desidero ora esprimere un parere sulla pubblicazione di sillogi all'interno di questo blog.
    La fretta con cui ci muoviamo anche nella lettura impedisce di gustare appieno i versi, se i componimenti proposti sono parecchi.
    La poesia singola, a mio parere, offre più opportunità di riflettere sui significati che il poeta intende proporre.
    Se invece le poesie sono tante, per sbrigarci è facile che il parere si fermi ad enumerare quelle che son piaciute di più.

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    1. E' sempre appagante, per me, leggere i tuoi commenti; anche quando questi servono a cazziarmi...(ops, si può dire qui, cazziarmi?) nel caso, mi scuso col padrone di casa.
      Grazie Salvo.

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    2. Per Salvo,
      Capisco le tue osservazioni, le trovo anche opportune e da prendere in considerazione, ma quella di pubblicare solo raccolte di poesie è un mia scelta, chiamiamola pure una linea editoriale che intende favorire la narrativa, settore solitamente trascurato nei siti letterari. Tuttavia la silloge, se presenta gli svantaggi che tu hai citato, in compenso offre la possibilità all'autore di proporre il meglio delle sue opere e il giudizio che se ne trae è più completo.
      La rubrica "poesie nella rete" sopperirà in parte a questa, carenza. Lo spero perlomeno.
      In ogni caso, grazie per la collaborazione e l'attenzione.

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  4. belle, forse l'ultima un pelino inferiore (l'hai postata anche al club)

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    1. Grazie PattiS. Mi fa molto piacere questo tuo intervento, dopo quella mia mail che voleva essere un complimento, ma che in effetti si poteva fraintendere.
      In quanto all'ultima, sì, l'ho postata in vetrina in un doppio inserimento che comprendeva anche "Essenza", e in effetti quest'ultima è stata più gettonata.

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  5. Serenella Tozzi29 aprile 2013 20:24

    Ciao Maurizio, ben trovato.
    Trovo le tue poesie molto intense, che esprimono sentimenti e sensazioni profonde, anche di disagio.
    Nella prima ci trovo un gran desiderio di comunicare, come se soffrissi di solitudine (poetica, del sentire) e cercassi qualcuno che potesse capire i tuoi sentimenti e condividere le tue percezioni, così poco riconosciute dalla comune maggioranza. Quanti sono quelli che si distraggono a guardare le stelle?
    Le altre sono descrittive di momenti contingenti, delle quali, in particolare, mi piace "Essenza". La trovo un lamento contro gli avvenimenti che nella vita ci costringono, e nostro malgrado, ci ingabbiano e impediscono la nostra libertà.
    Ecco infatti "bi/sogno", dove i sogni diventano indispensabili... il respiro per sostenere il giorno.

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    1. Grazie anche a te, cara Serenella.
      Hai colto parecchio, di queste mie, compreso l'accostamento di "Bi-sogni" ed "Essenza", scritte a poche ore di distanza, e pubblicate contemporaneamente in vetrina.
      Davvero lieto che ti siano piaciute.

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  6. Per me, belle tutte, ma si sa!
    Rita

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    1. Ciao Ritina...non pensare che il fatto che tu mi abbia commentato qui, mi spinga ad andare a commentare il tuo racconto in vetrina...
      Aspetterò l'ultimo giorno utile per intervenire, tanto Luna sa già cosa ne penso.
      Ciao

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  7. Benvenuto,
    Mancavo da tempo.
    Un poeta mancava.
    gabry

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    1. Poetuncolo a tempo determinato, cara Gabry, a meno che, nel frattempo, non impari a bluffare, o apprenda almeno le basi del mestiere.
      Un sincero ringraziamento, comunque

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  8. Che bello, Maurizio, ritrovarti anche qui!
    Un'entrata in grande stile, direi...
    Anche se alcune le ricordo ancora (oltre a quelle citate, anche "...e ancora 'ste caverne!" e "L'occhio matto", mi pare, siano state postate in vetrina) leggerti, o rileggerti è comunque una garanzia.
    I tuoi componimenti sono caratterizzati, sempre o quasi, dal passo leggero e da un contenuto profondo.
    Mi soffermerò sulla prima che, sicuramente avrò già commentato ma che m'induce a una riflessione che non ricordo se ho già espresso.
    Stavolta quello che mi colpisce è l'accostamento ai pipistrelli. Sì, ai pipistrelli. Metafora insolita ma azzeccatissima per descrivere la cecità cui molti di noi, esseri umani, siamo spesso vittime. Una cecità che ci porta fuori rotta, negandoci la possibilità di godere dell'universo e della vita nella loro totalità. Non solo. Chi, invece, ha il coraggio di privarsene viene anche preso per matto. Ed è vero. Dio sa quanto sia vero!

    A presto.

    P.S. Saluto tutti gli amici e chiedo venia se per periodi più o meno lunghi resto assente. O almeno sembra, perché poi vi seguo lo stesso.
    Magari qualche problema, ogni tanto, impedisce una presenza assidua e un impegno nei commenti.
    Abbraccio tutti.

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    1. Ciao Daniela...
      Beccarvi qui è stato per me un vero piacere. Devo ringraziare Franco che mi ha permesso di entrare con queste 5 poesie che, come ben ricordi, ho già proposto al club.
      In realtà ne ho inviata anche una inedita, che però, tra un paio di giorni, inedita non sarà più. Però ho dell'altro materiale che, non appena capirò come funziona il blog, proporrò al padrone di casa.
      A proposito..."e ancora ste caverne" l'avevo proposta nello spazio racconti, e tu eri intervenuta per difenderla da un commento non proprio carino, di "CENSURA" Già, non sarebbe carino fare nomi.
      Un abbraccio a te

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  9. loretta zoppi6 aprile 2014 22:32

    Le conoscevo Maurizio, ma le ho rilette tutte con molto piacere ! E ancora ste' caverne la trovo splendida, prosa poesia che fa?Splendida !

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