martedì 23 aprile 2013

Serenella Tozzi - Un'idea del futuro - fantascienza



Un'idea del futuro fra il serio e il faceto

Serenella Tozzi

24/04/2013
etichetta: narrativa - fantascienza - racconto - la stanza di Serenella




Un'idea del futuro fra il serio e il faceto.
(Dedicato a Rubrus)

Il letto elettronico lo avevo sbattuto nel nuovo giorno con i suoi ripetuti sobbalzi e lui, ancora assonnato, si era visto costretto a scendere dal letto per non subire oltremodo gli scossoni.Sua moglie, beata lei, continuava a dormire: la sua parte di letto non era stata programmata per quell'ora bestiale.D'altra parte tutto intorno era bestiale, a cominciare dal panorama che si poteva osservare dalla finestra: palazzi alveare coperti da cupole si estendevano a vista d'occhio. Che mondo fasullo - pensò - dobbiamo vivere come insetti per risparmiare spazio e continuiamo a crescere anziché decrescere.I terrestri avevano smesso di fare figli, ma gli alieni no. D'altra parte, purtroppo, la capacità intellettiva dei venusiani, portati come manovalanza a basso costo sulla terra, era limitata e per di più erano molto prolifici. Per loro tutto era bello, anche quel cielo opaco che incombeva come una cappa asfissiante sulle teste o la confusione che regnava nelle strette strade troppo affollate. Certo, da dove venivano non avevano neanche un minimo di refrigerazione; almeno sulla terra si poteva ancora respirare liberamente, senza doversi mettere le maschere. Per quanto ancora, però, era da vedersi.Intanto tutti i mezzi di trasporto privati erano stati interdetti e chi avesse dovuto spostarsi sarebbe stato costretto a prendere quei tapis roulant che ti trasportavano da un punto all'altro a velocità da capogiro; senza contare i rigurgiti alle fermate improvvise: infatti bisognava portare le mascherine antirigurgito.A volte Lon si soffermava a pensare alla terra dei tempi passati: chissà se le immagini che venivano riportate rispondevano alla realtà? Certo che era stato da fessi non ribellarsi in tempo, affinché tutto quel ben di Dio che la natura aveva messo a disposizione non venisse distrutto; ora era troppo tardi.La scarsa luminosità che riusciva a penetrare dalle cupole aveva fatto sì che i fiori non esistessero più e le piante fossero di un rachitico che metteva tristezza a guardarle.I fortunati che potevano permettersi il trasferimento erano tutti partiti per Europa, il satellite più bello e lussuoso di tutta la galassia. Si diceva che si presentasse esattamente come la terra ai suoi tempi migliori: luce, fiori, piante rigogliose, ruscelli scorrenti di limpide acque, mari puliti e abitati da ogni sorta di pesci, ecc. Una favola. Ma chi poteva permetterselo! Al massimo lui sarebbe potuto andare ai centri refrigeranti, simulanti onde marine. Aveva avuto in mano un diario scritto centinaia d'anni prima: lo aveva trovato inaspettatamente dentro uno stipetto in vendita in un negozio d'antichità. Se lo era preso di nascosto, ben contento di quel tesoro inatteso.Sfogliando a caso, aveva letto una frase che lo aveva colpito: "Chissà se in confronto al futuro, nonostante i tempi incerti e difficili che stiamo vivendo, dovremmo considerarci fortunati"?Portava la data 20aprile 2013

10 commenti:

  1. Lo scenario è è ben descritto, desolante e allarmante, visto che si sta facendo tanto per distruggere il pianeta. Forse mi sarebbe piaciuto un po più lungo, comunque mi è piaciuto, lascia spazio alla fantasia.

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  2. C'è sempre qualcuno che sta peggio di noi. In questa ottica non avremmo di che lamentarci. Ben altre e più complesse sono le considerazioni che riesci a sollevare, nonostante la brevità dello scritto. Essenziale, pulito, impeccabile come sempre il tuo stile.
    Complimenti.

    ps: ma le venusiane, le aliene come sono?
    Tutte come la sora Rosa, oppure un po' meglio?

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    1. Serenella Tozzi24 aprile 2013 15:23

      Le venusiane? Così riservate che difficilmente si mostrano. Però pare che abbiano dei bei tentacoli. :-)

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  3. L'ho letto solo perché breve. Il fatto è che di fantascienza ne so poco o niente. Visto qualche film, ma libri di fantascienza mai letti. E' un genere che non m'appassiona neanche un po', dunque sono inadeguata anche a dare un giudizio. Posso solo dire che mi pare ben scritto e che, sembra, tu ti senta a tuo agio in questa tematica.

    A presto

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  4. Buon racconto, si sa da subito dove va a parare. Future is now canterebbe qualcuno

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  5. Questo è (credo) il racconto ispirato a quel film degli anni '70 di si è parlato. I temi sono fondamentalmente due e tutt'e due classici.
    a) dove siamo diretti / quale futuro ci attende?
    b) la relatività dei punti di vista - ai venusiani stupidotti la Terra pare bella mentre ai terrestri no; anzi, in epoca antecedente al racconto (la nostra) si dicevano "non può andare peggio di così, speriamo nel futuro".
    E invece...
    Insomma un doppio livello di distopia.
    Grazie per la dedica.

    PS: ovviamente a me la SF, specie tradizionale, piace, sono i romanzi sentimentali che faccio fatica a reggere...

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    1. Serenella Tozzi24 aprile 2013 12:48

      Hai ragione, quel film mi aveva particolarmente colpita.
      Evidentemente a livello inconscio l'ho proprio assorbito e, specie oggi che purtroppo siamo più disincantati rispetto al futuro, lo ritengo molto realistico.

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  6. Serenella Tozzi24 aprile 2013 22:05

    Avevo messo un commento per ringraziare tutti per l'attenzione, ma non lo trovo.
    Mi dispiace, ho il computer che fa le bizze, ma grazie.

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  7. Ben immaginato e non privo di contrappunti d'ironia, a cominciare dal finale.

    Franco

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    1. Serenella Tozzi26 aprile 2013 14:45

      Già, il finale...
      :-)
      Grazie Franco P.

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