domenica 5 maggio 2013

IL KINDLE, VIOLA VELOCE E QUALCOS’ALTRO


di Salvatore Scollo


6/05/2013
etichetta: post - critica - attualità - arte - varie



IL KINDLE  VIOLA VELOCE E QUALCOS’ALTRO

Ho avuto un colpo di fortuna (modesto, per carità), dubito che valga la pena raccontarne.
Poco tempo fa ho acquistato il Kindle, l’aggeggio che serve a leggere gli e-book.
La libreria di casa era stracolma, alcuni volumi disposti in doppia fila, mentre la voglia di leggere continuava a pressare per immergersi in nuove avventure.
Come fare? Non era bastato donare una parte di libri alla Biblioteca comunale e ad amici e parenti in occasione di ricorrenze.
Così mi sono deciso. Certo, sarebbe venuta meno la figura del benefattore che distribuisce libri a destra e a manca, però il vantaggio sarebbe stato duplice: da un lato non avrei più avuto problemi di spazio (Amazon dichiara che il Kindle contiene sino a 1.400 libri); dall’altro avrei risparmiato considerevolmente sui futuri acquisti (un e-book costa di solito meno della metà del libro di carta).
Certo, c’era il problema della spesa iniziale, di poco superiore ai cento euro, ma ottimisticamente mi son detto che in meno di sei mesi avrei riportato al pareggio il bilancio familiare.
A questo punto, i pochi lettori che hanno avuto la pazienza di seguirmi in queste divagazioni, perdendo man mano interesse al dipanarsi della vicenda, si chiederanno: sì, va bene, ma qual è stato il colpo di fortuna di cui Salvo parla in premessa?
Acquistando il Kindle, Amazon offre la possibilità di scaricare alcuni e-book gratuitamente (non certo, è chiaro, le novità librarie).
Fra gli altri, son venuto in possesso di “Omicidi in pausa pranzo” di Viola Veloce.
Di norma, gli autori italiani non mi lasciano, a fine lettura, un senso di totale appagamento.
Stavolta, per fortuna, è andata diversamente.
In breve, la trama, che ricopio pari pari da una recensione su Internet.

   

Questo primo romanzo di Viola Veloce si apre già con un colpo di scena: la scoperta di un cadavere nel bagno dell’ufficio, durante la pausa pranzo aziendale. E così, risparmiando al lettore una presunta atmosfera di suspense, l’autrice ci fionda senza preavviso al centro della questione. una catena di omicidi, apparentemente inspiegabili, nell’azienda in cui la protagonista - Francesca Zanardelli - lavora come impiegata.
Le prime pagine hanno già il ritmo con cui scivola la narrazione, tanto che questo libro è uno di quelli che gode sul serio della tanto abusata frase "si legge tutto d’un fiato!".
Francesca Zanardelli è single, lavora come impiegata in una grossa azienda milanese e vive in un bilocale non lontano da casa dei suoi genitori. Sembrerebbe la più tranquilla delle esistenze se non fosse che un bel giorno, subito dopo la solita pausa pranzo, si trova faccia a faccia con il cadavere della sua collega di scrivania. Francesca, o meglio, La Zanardelli - come viene chiamata dai colleghi e dal capo dell’ufficio, in pieno stile milanese, è l’ultima persona al mondo ad avere voglia di improvvisarsi investigatrice ma - suo malgrado - si ritrova ad esserlo. Coinvolta nelle indagini per scoprire chi è il serial killer dell’ufficio, da una serie di bizzarre coincidenze, la Zanardelli stravolge pian piano la sua vita da ordinaria e un po’ grigia impiegata. E mentre cercherà di mettere insieme i pezzi del puzzle per arrivare a lui dovrà rimettere a posto anche i pezzi della sua vita sentimentale …
Con una scrittura ironica, veloce come il suo cognome, l’autrice ci intrattiene con questo suo romanzo d’esordio lasciandoci divertire e anche un po’ commuovere. Lasciandoci identificare e anche sperare, forse, che nella vita il colpo di scena è sempre dietro l’angolo.

Da parte mia posso aggiungere, banalmente, che la scrittura è veramente scorrevole e  ironica in ogni videata (non sarebbe corretto scrivere: in ogni pagina).
I personaggi, che hanno tutti un qualche tic, sono decritti dall’autrice con una sorta di partecipazione emotiva che evita di trasformarli in macchiette.
Per cui sembra proprio di vederli muovere davanti agli occhi: la loro goffaggine e anche l’assurdità di certi dialoghi, così pomposi e distanti dal linguaggio corrente, trasmettono un senso di pietas nei loro confronti. Se essi non sono eroi, non possedendo una personalità spiccata, non è colpa loro, ma di una società strutturata, negli uffici, in maniera tale da non fare emergere alcuna individualità, preferendo affidarsi al grigiore per evitare scompensi nell’ordinario tra tran.

Insomma, dopo averlo letto, m’è venuta voglia di condividere l’esperienza con voi.

6 commenti:

  1. A me hanno regalato il KOBO ed è successa la stessa cosa. Ho scaricato un paio di libri gratis, per l'esattezza, Emma di Austen, che non avevo mai letto e soprattutto un romanzo di Moravia che non conoscevo, L'uomo. che guarda. Di entrambi il libri ne ho letto un paio di capitoli e adesso l'infernale aggeggio giace sul comodino.
    Il Kobo o il Kindle, sono in pratica la stessa cosa, ma dal primo puoi scaricari libri del gruppo mondadori, mentre dal tuo dal catalogo della Amazon.
    Comodissimo per leggere soprattutto a letto, dove si evita di accendere la abatjourn. Leggere al buoi fa uno strano effetto.
    Interessante Salvo, molto interessante questo Omicidi in pausa pranzo, viene la voglia di leggerlo.

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  2. Serenella Tozzi6 maggio 2013 15:45

    Trovo anch'io che la tua sia un'ottima presentazione pubblicitaria. Anche a me hai fatto venire voglia di leggerlo.
    Bene, spero che tu continui con queste forme di presentazione, sempre utili e comode per chi non voglia perdere tempo e denaro nei mille rivoli offerti dall'editoria.
    Anzi, viste le tue capacità dovresti offrirti come sponsor per qualche casa editrice; data la serietà della provenienza credo che otterresti successo, anche perché sono convinta che riusciresti a mantenere intatta la tua onestà intellettuale.

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  3. Il < pezzo > ha risvegliato la mia curiosità da tempo sopita.
    Sì, mi manca l'uso di un e- book reader.
    Per le tante ragioni esposte da te e da frame.
    In più la netta convinzione che il libro digitale sia l'immediato futuro della scuola, dei professionisti e dei lettori in genere.
    Oltre ad assicurare risparmi economici, salva anche le foreste dalla distruzione a vantaggio della sopravvivenza stessa dell'uomo.
    Ora mi resta il busillis della scelta, attese l'ampia concorrenza sul mercato e le diverse prestazioni anche all'interno dei modelli della stessa casa.
    Infine un dubbio atroce: e se come dice frame alla fine l'aggeggio giacesse inutilizzato nei miei paraggi, per caduta del'iniziale entusiasmo tecnologico?
    Siddharta

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  4. Beh spero di trovarlo in formato cartaceo perchè sono veramente curiosa. Grazie Salvo

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  5. P.S.: Scusa è solo perchè non ho quel coso lì che hai detto :-))

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  6. C'è una tribù di scimmie le quali di fronte ad un pericolo si mettono reciprocamente la mano in bocca per farsi coraggio.
    Similmente e metaforicamente faccio anch'io con Scollo e Melzi.
    Per cui non mi resta che concordare e ribadire le loro valutazioni sul tablet.
    Semigratuità, velocità, immediatezza, comodità, semplificazione volumetrica, ecc. degli e-book.
    Anni fa ebbi ad offrire in regalo a diverse biblioteche locali un consistente fondo di libri, per alleggerire la mia biblioteca stracolma.
    Tempo perso: quindi tutto ( comprese le tesi di laurea ) nel cassonetto della differenziata, fino a colmarlo anche se con dispiacere.
    Leggendo quanto a commento, sono da tempo indeciso.
    Comprare o no questo e-book?
    E se poi lo lascio inutilizzato sul comodino, dopo i primi entusiasmi?
    E se morte sopravviene veloce, data l'età?
    Boh, intanto leggo voi e tutti gli Amici del blog...
    Sidddharta.

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