giovedì 30 maggio 2013

Il salotto - Maggio 2013

Salve gente,







TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO A SERENELLA



Camera ardente al Piccolo Teatro per Franca Rame.

Il foyer della sala di via Rovello apre le porte all'artista scomparsa. Resterà aperta anche la notte. Al Piccolo l'attrice mosse i primi passi insieme a Dario Fo.
Domani la mia non sarà un'orazione funebre ma un commiato": lo ha annunciato Dario Fo ai giornalisti. Il premio Nobel per la Letteratura è sull'uscio del Piccolo Teatro di Milano dove sta accogliendo e salutando i milanesi in fila per l'ultimo saluto alla moglie Franca Rame. "
Volevo dire due parole per l’occasione, ma non sapevo da che parte cominciare, dare l’annuncio della scomparsa mi sembrava troppo poco, per fortuna ci ha pensato l’amico Barreca sul suo blog a ricordarla come meglio non si poteva, pubblicando il Post: Franca Rame: Lo stupro




Libri porno, il boom dell'estate 2013

In giugno arriva in libreria il romanzo erotico della expornostar Sasha Grey. Ma è soltanto l'inizio di una vera raffica di titoli. Tutti molto al femminile

di Terry Marocco
«Prima che continui a leggere, mettiamo in chiaro qualcosa. Voglio che tu faccia tre cose per me. Uno: non sentirti disturbato per nulla di ciò che leggerai da ora in poi. Due: lascia le tue inibizioni fuori dalla porta. Tre, e più importante, qualunque cosa tu veda e senta deve restare tra noi. Va bene e adesso andiamo al succo». Comincia così l’atteso romanzo di Sasha Grey, l’ex giovanissima pornostar, la Moana Pozzi del nuovo secolo, oggi icona pop che dopo avere lasciato i set a luci rosse a 24 anni ha deciso di darsi alla letteratura. In giugno per la Rizzoli uscirà il suo The Juliette society, romanzo erotico al cui confronto le Cinquanta sfumature di Grigio, Nero e Rosso sembrano letture da educande.





I tre pesci
(un racconto arabo)


C'erano una volta tre pesci che vivevano in uno stagno: uno era intelligente, un altro lo era a metà e il terzo era stupido. La loro vita era quella di tutti i pesci di questo mondo, finché un giorno arrivò un uomo.
L'uomo portava una rete e il pesce intelligente lo vide attraverso l'acqua. Facendo appello all'esperienza, alle storie che aveva sentito e alla propria intelligenza, il pesce decise di passare all'azione.
"Dato che ci sono pochi posti dove nascondersi in questo stagno, farò finta di essere morto", pensò. Raccolte tutte le sue forze, balzò fuori dall'acqua e atterrò ai piedi del pescatore, che si mostrò piuttosto sorpreso. Tuttavia, visto che il pesce tratteneva il respiro, l'uomo lo credette morto e lo ributtò nello stagno. Allora il nostro pesce si lasciò scivolare in una piccola cavità sotto la riva.

Il secondo pesce, quello semintelligente, non aveva capito bene quanto era accaduto. Raggiunse quindi il pesce intelligente per chiedergli spiegazioni. "Semplice", disse il pesce intelligente, "ho fatto finta di essere morto e così mi ha ributtato in acqua".
Immediatamente, il pesce semintelligente balzò fuori dall'acqua e cadde ai piedi del pescatore.
"Strano", pensò il pescatore, "tutti questi pesci che saltano fuori dappertutto!". Ma il pesce intelligente si era dimenticato di trattenere il respiro, così il pescatore si accorse che era vivo e lo mise nel suo secchio. Riprese quindi a scrutare la superficie dell'acqua, ma lo spettacolo di quei pesci che atterravano sulla riva, ai suoi piedi, lo aveva in qualche modo turbato, sicché si dimenticò di chiudere il secchio. Quando il pesce se ne accorse, riuscì faticosamente a scivolare fuori e a riguadagnare lo stagno a piccoli salti. Andò a raggiungere il primo pesce e, ansimando, si nascose accanto a lui.

Ora, il terzo pesce, quello Stupido, non era naturalmente in grado di trarre vantaggio dagli eventi, neanche dopo aver ascoltato il racconto del primo e del secondo pesce. Allora riesaminarono ogni dettaglio con lui, sottolineando l'importanza di non respirare quando si finge di essere morti.
"Molte grazie, adesso ho capito!"; disse il pesce stupido, e con quelle parole si lanciò fuori dall'acqua e andò ad atterrare proprio accanto al pescatore. Ora, il pescatore, che aveva già perso due pesci, lo mise subito nel secchio senza preoccuparsi di verificare se respirava o no. Poi lanciò ancora ripetutamente la sua rete nello stagno, ma i primi due pesci erano ormai al sicuro nella cavità sotto la riva. E questa volta il suo secchio era ben chiuso.

Il pescatore finì per rinunciare. Aprì il secchio, si accorse che il pesce stupido non respirava, lo portò a casa e lo diede da mangiare al gatto.



E' morto Little Tony, 

l'Elvis de noantri. 


L’Elvis de Noantri è morto. Little Tony se n'è andato in silenzio, assieme al suo ciuffo di ragazzo per sempre. Settantadue anni consumati a tempo di rock e finiti in clinica, nel dolore spietato di una malattia senza scampo. Little Tony era in coma, colpito da un tumore alle ossa contro il quale il suo cuore matto stava lottando da mesi. La notizia era ormai di dominio pubblico nel mondo della musica, molti i colleghi che negli ultimi giorni tempestavano di telefonate la famiglia e gli amici del re del rock italiano per chiedere notizie, da Mina a Morandi, a Pippo Baudo.




Mauro Corona - in vena di Confessioni
(Baselga di Piné, 9 agosto 1950), alpinista e scultore del legno, ha scritto 21 libri, molti dei quali bestseller.



Mauro Corona, vincitore del Premio Bancarella 2011:
«Non posso fare dei nomi, tutti gli editori sono delle associazioni a delinquere...». Idem per i premi letterari: «Sono tutti concordati. Io sapevo un mese prima chi vinceva lo Strega e il Bancarella».

Non ho mai letto nulla di questo montanaro scamiciato, perché il personaggio non mi ha mai ispirato simpatia, tuttavia, non ho motivo di dubitare sulle sue doti di scrittore affermato. Non mi permetterei mai; ma che fossimo in presenza di un personaggio fasullo, non genuino, costruito ad arte in qualche ufficio redazionale, non avevamo bisogno che ce lo dicesse proprio lui.
Ricordo di aver visto una sua intervista “Barbarica” con la Bignardi, durante la quale recitò la commedia dello scrittore pentito. Con gli occhi lucidi e lo sguardo basso comunicava ai telespettatori della La7:
“Non lo faccio più! Questa è l’ultima volta che vengo in televisione, mi vergogno di fare il pagliaccio, ti ringrazio per avermi invitato ma, ripeto, in televisione non mi vedrete più.”
Forse non disse esattamente così, ma questo era il senso della intervista/confessione.

Evidentemente ci ha ripensato, nel frattempo ha scritto un libro, forse due, e si è rimesso i panni del pagliaccio (parole sue), con il solo scopo di far parlare di sé e di vendere qualche copia in più.
Intervistato al Salone del libro ha rilasciato un’intervista che vi invito a guardare, sempre che la cosa rientri nei vostri interessi, altrimenti accontentatevi del frammento qui di seguito.

«Vorrei – dice a Linkiesta – che i lettori apprezzassero i miei libri, ma per venderli ho dovuto creare un personaggio, perché non siamo in una nazione che si informa e che va a vedere i valori e se un libro è buono o no. Ho dovuto creare un personaggio, e fare il pagliaccio, per poter vendere libri e far laureare i miei quattro figli e comprar loro una casa. Ma il personaggio sparirà presto, perché mi sto annoiando. Sto annoiando me stesso». E aggiunge: «Mi vedo inopportuno, il mio modo di pensare, di vedere la lealtà, l’onestà degli altri, degli amici, degli editori, degli agenti letterari… Non trovo lealtà. Trovo gente che ti dice “Ciao come stai?” e se cadi per terra fulminato brinderebbe. Chi me lo fa fare? Ho scritto dei libri e ne scriverò forse altri, vivo in mezzo a un paradiso terrestre, chi me lo fa fare di venire ai Saloni letterari a fare il divo e a prendere solo rabbia? Non trovo lealtà da nessuna parte».

Poi, non contento della sparata, ha rilasciato dichiarazioni di fuoco sul presentatore di che tempo che fa, Fabio Fazio.
«Se fai un passaggio da Fazio magari vendi 300mila copie. Ma Fazio prende chi vuole lui, se gli stai sulle palle non ti chiama, questo non è servizio pubblico. È un feudo personale... non si vanti di promuovere la cultura...». E già che c'era se l'è presa anche con gli ospiti del presentatore: «Solo a parole la Rai è televisione pubblica... Non ci sarà solo Gramellini che nel pianeta scrive libri, e poi ha scritto un libro piagnucoloso, a quanti nel pianeta è morta la madre?». E vista la situazione che coinvolge anche gli editori lo scrittore, da sempre cultore di scelte in linea con Walden ovvero Vita nei boschi di Henry David Thoreau ha minacciato di ritirarsi: «Fra 8 mesi... sparisco. Non mi suicido perché darei un cattivo esempio. Ma è un sistema in cui non puoi dire quello che pensi altrimenti ti fanno fuori. Non posso fare dei nomi, tutti gli editori sono delle associazioni a delinquere...». Idem per i premi letterari: «Sono tutti concordati. Io sapevo un mese prima chi vinceva lo Strega e il Bancarella».





ANZIANI: ALCOL, MEDICINE  E SOLITUDINE


Tra le consumatrici ci sono ragazze sempre più giovani (l’alcol contro l’inibizione), ma anche donne anziane (l’alcol contro la solitudine).  Occorrerebbe sapere che l’organismo femminile smaltisce l’alcol con maggiore difficoltà rispetto a quello maschile ed è quindi più soggetto a patologie o problematiche alcol-correlate […]

Un altro tipo di consumo problematico dell’alcol è quello riguardante le persone anziane e in particolare le donne anziane che in gioventù non hanno ricevuto alcuna educazione al consumo di alcolici. Queste persone spesso bevono in un contesto domestico, mantenendo nascosta l’abitudine per timore di riprovazione da parte dei familiari, per cui le problematiche alcol-correlate sono riscontrate tardivamente. Nelle bevitrici anziane sono spesso frequenti episodi di compromissione della sfera neurologica e psichica, come difficoltà motorie, disturbi della memoria e comportamenti insoliti. Spesso gli anziani assumono farmaci di vario tipo e le donne, mediamente, consumano quantità di farmaci maggiori degli uomini tra prodotti ormonali, antidolorifici, prodotti per ridurre i grassi nel sangue, sedativi, prodotti contro l’insonnia e la depressione. L’associazione tra farmaci ed alcolici dovrebbe essere assolutamente bandita, ma spesso le persone anziane, specialmente se sole, non ne tengono conto o probabilmente non lo sanno, rischiando così l’effetto di pericolose interazioni.

Dicembre 2011

Ultimi dati ISTAT 2012
Fortunatamente e forse a causa della crisi economica, continua il trend discendente dei consumatori a rischio già osservato nell'anno precedente. Rispetto al 2011, diminuisce sia la quota dei consumatori giornalieri non moderati di alcol (dall'8,4% al 7,5%) sia quella degli abitué del binge drinking (dal 7,5% al 6,9%). La riduzione si osserva tra gli uomini, che passano dal 13,6% al 12,2% per il consumo giornaliero non moderato e dal 12,2% all'11,1% per il binge drinking.
Comportamenti a rischio più frequenti si osservano fra gli ultrasessantacinquenni (il 40,7% degli uomini contro l'10,1% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 21,0% dei maschi e il 9,5% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 12,4% dei maschi e l'8,4% delle femmine).




Blogtiquette

Etica e norme di buon uso per i bloggers

Con il termine Blogtiquette si intende la specifica linea di comportamento etico/pratica che disciplina le dinamiche di relazione tra coloro che curano un blog (detti bloggers) in un contesto che sia di buona educazione. La parola - che si rifà al termine netiquette - deriva dalla contrazione del vocabolo di lingua inglese blog e quello di lingua francese étiquette ed è un invito all'utilizzo online delle buone maniere, uno stile comportamentale frutto di una serie di regole deontologiche fondate sul buon senso e sulla esperienza maturata online.

A - Rispetto - Indipendentemente dal pagerank, dalla notorietà e dalla anzianità di servizio, ricordare che dietro alla piattaforma c'è sempre un individuo che merita a priori il nostro rispetto.

B - Evitare i commenti inutili - Capita alcune volte di leggere in rete delle imprecisioni negli articoli pubblicati: contare sino a dieci e mettere un freno alla nostra saccenza. Evitare di postare un commento che sottolinei pubblicamente l'errore e soprattutto l'inadeguatezza dell'autore: scrivere una email all'interessato potrebbe rivelarsi un'ottima idea!

Ps:

A e B sono regole generali di buon comportamento che si adattano benissimo fra gli utenti dei servizi telematici di rete .
***


Una famiglia su 10 senza libri in casa. 

In Italia, anche chi legge, legge molto poco.
Sempre secondo il rapporto Istat, tra i lettori il 46% ha letto al massimo tre libri in 12 mesi, mentre i "lettori forti", con 12 o più libri letti nello stesso lasso di tempo, sono soltanto il 14,5% del totale. Una famiglia su dieci (10,2%) non possiede alcun libro in casa, il 63,6% ne ha al massimo 100. Circa un lettore su tre (34,1%) vive in famiglie che ritengono scarse le proprie risorse economiche.

Al salone del libro di Torino, terminato il 20 di Maggio, un commentatore della televisione intervista un giovane liceale.
-   Quale è l’ultimo libro che hai letto?
-   Gomorra -  esclama il giovane dopo una leggera amnesia.
-    E il libro più bello che tu abbia mai letto? - Aggiunge il giornalista sventolandogli il microfono sotto il naso.
-    Gomorra! - Esclama il giovanotto con convinzione.
-    Come mai? Sei sicuro?
-    Sì, sono sicuro. Perché è l’unico che ho letto!
***



In quasi 15 milioni leggono "digitale"
Dati ISTAT 2012
Nel 2012 oltre 26 milioni dichiarano di aver letto un libro, ma una famiglia su dieci non ha neanche un volume in casa. Si legge di più nel Centro-Nord e nelle aree urbane. Più lettrici che lettori. Nel 2011 produzione libraria giù del 9,4%, le tirature del 5,9%. Per accrescere la domanda si punta su librerie indipendenti, grande distribuzione e, ancora poco, vendita online. Oltre 1 milione e 900 mila persone comprano in rete libri, giornali, riviste o e-book




Le associazioni associano?

Le Associazioni
Le associazioni associano una società socialmente inutile oppure una socialità utile?
Dilemma simile al famosissimo essere o non essere.
Sono o non sono luoghi di associazionismo dove solitudini stratificate, egoismi ancestrali, desiderio di riempire ore e giorni con conversazioni a livelli di…
dove, dicevo, tutto questo viene esaudito?...


A cosa ci associamo convinti quando accettiamo di associarci?
Ci associamo all’idea, allo scopo, alla condivisione, alla alta società civile fatta di valori condivisi, sicuramente, vero?
Sicuramente.
Partecipiamo a convegni, a relazioni, a presentazioni, a gite fuoriporta, a pranzi di fine anno, paghiamo la retta, e ci contiamo.
Ci guardiamo, ci salutiamo, ci sorridiamo convinti di essere riconosciuti, senza conoscerci.
Releghiamo al capo dell’associazione il compito di prenderci per mano, di guidarci, come bambini mai cresciuti, releghiamo all’organizzatrice l’itinerario della gita, del film, del concerto musicale, dell’ultimo ritrovamento archeologico, del dipinto da andare a vedere assolutamente.
Annotiamo gli appuntamenti da non perdere, ci prepariamo, e abbiniamo ai nostri vestiti il compagno, il marito, l’amica insieme alla borsa, al foulard e al rossetto.
Abbiamo un ruolo.
Questo è forse il vero motivo per cui nascono le associazioni, tutte lodevoli e meritorie, tutte valevoli di essere al mondo
Nascono per dare agli iscritti un tesserino di riconoscimento, un …tu sei come noi, una rassicurazione, una alleanza, un nido, una casa sociale.
E forse fin qui ci possiamo fermare…
Voler andare oltre significa poi precipitare nel burrone, scivolare dal  cerchio scuro della civiltà, della storia degli uomini che si associarono per non sbranarsi, per non rubarsi il pezzo di carne, per non calunniarsi e sporcarsi a vicenda nel gioco antico dei rapporti umani.
  Guardiamo dunque con bonomia a saloni stuccati e tende broccate, guardiamo sempre con vera stima a chi si associa in cantine in chiese, in palestre e in colline,
Associamo per sempre un vivere soli all’umanità che vuol vivere insieme… malgrado tutto.
Associamo dunque le associazioni, associamole insieme nel gioco antico del girotondo, solo un giro di giostra di riti sociali

Ippolita Luzzo



Parlare più lingue salva il cervello 
ovvero
il bilinguismo salva dall’Alzheimer

Conoscere due o più idiomi previene la perdita delle capacità cognitive e rallenta le malattie degenerative come l'Alzheimer. E i miglioramenti non sono solo nelle persone bilingui ma anche chi ha appreso un altro linguaggio in età adulta
Due è meglio di una, anzi, tre è meglio di due. Stiamo parlando di lingue. Conoscerle fa bene alla salute, rafforza le nostre capacità cognitive, potrebbe anche rallentare la progressione di malattie degenerative come l'Alzheimer. La scoperta arriva dal Canada dove si è appurato che i soggetti bilingui avevano registrato i sintomi della malattia di qualche anno più tardi rispetto ai loro omologhi monolingui.
Chi non è poliglotta si rassegni. Rispolveri il dialetto o si prenda una badante rigorosamente straniera.
il costante impegno a decifrare una lingua sconosciuta basterà a tenere impegnati gli ultimi neuroni.
Chi è solo e nessuno con cui parlare? Si attacchi... al telefono perlomeno.




Thomas More
Signore, donami una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo e
il buon umore necessario per mantenerla.

Donami, Signore, un’anima semplice che sappia
far tesoro di tutto ciò che è buono e non si
spaventi alla vista del male,
ma piuttosto trovi sempre il modo
di rimettere le cose a posto.

Dammi un’anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri, i lamenti
e non permettere che mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo ingombrante che si chiama «io».

Dammi, Signore, il senso del buon umore.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo
per scoprire nella vita un po’ di gioia
e farne parte anche agli altri. Amen.


A proposito della difficoltà di reperire informazioni attendibili su internet, diffidare sempre delle traduzioni, soprattutto di testi antichi. L’esempio di questa preghiera è emblematico; volendo postare la famosa Preghiera del Buonumore di Tommaso Moro, mi sono trovato di fronte a diverse versioni della stessa. Per correttezza e per prudenza le fonti sono state omesse.


PREGHIERA PER L'UMORISMO o PREGHIERA DEL BUONUMORE

Dàmmi una buona digestione, Signore, e anche qualcosa da digerire.
Dàmmi la salute del corpo, Signore, con il buon senso che occorre per conservarla.
Dàmmi un'anima sana, Signore, che conservi ciò che è buono e puro davanti agli occhi,
così che, vedendo il peccato, non si spaventi, ma trovi il modo di raddrizzare la situazione.
Donami un'anima che non conosce la noia, che ignori le mormorazioni, le lamentele ed i sospiri,
e non permettere che io mi dia troppe preoccupazioni per quella cosa ingombrante che io chiamo "Io".
Donami il senso dell'umorismo, Signore, donami la grazia di saper capire una barzelletta,
affinché io tragga qualche gioia dalla vita e ne faccia partecipi gli altri.

"Dammi, Signore,
un'anima che abbia occhi per la bellezza e la purezza, che non si lasci impaurire dal peccato e che sappia raddrizzare le situazioni.
Dammi un'anima che non conosca noie, fastidi, mormorazioni, sospiri, lamenti.
Non permettere che mi preoccupi eccessivamente di quella cosa invadente che chiamo "io".
Dammi il dono di saper ridere di una facezia, di saper cavare qualche gioia dalla vita e anche di farne partecipi gli altri.
Signore, dammi il dono dell'umorismo.".
 
Signore, dammi una buona digestione, e anche qualcosa da digerire.
Dammi un corpo sano, Signore, e la saggezza per conservarlo tale.
Dammi una mente sana, che sappia penetrare la verità con chiarezza, e alla vista del peccato non si sgomenti, ma cerchi una via per correggerlo.
Dammi un’anima sana Signore, che non si avvilisca in lamentele e sospiri.
E non lasciare che mi preoccupi eccessivamente di quella cosa incontentabile che si chiama “io”.
Signore, dammi il senso dell’umorismo: dammi la grazia di cogliere uno scherzo,
per trarre qualche allegrezza dalla vita, e per trasmetterla agli altri. Amen.


Dopo il terzo tentativo mi sono stancato e ho deciso di andare su un sito inglese, dove mi è stato facile ottenere il testo originale.

Thomas More (1478-1535)    

Prayer for Good Humor

Grant me, O Lord, good digestion,
and also something to digest.
Grant me a healthy body, and
the necessary good humor to maintain it.
Grant me a simple soul that knows to
treasure all that is good and that
doesn’t frighten easily at the sight of evil,
but rather finds the means to put things
back in their place.
Give me a soul that knows not boredom,
grumblings, sighs and laments,
nor excess of stress, because of that
obstructing thing called “I.”
Grant me, O Lord, a sense of good humor.
Allow me the grace to be able to take a joke
to discover in life a bit of joy,
and to be able to share it with others.

-St. Thomas More, Chancellor ot King Henry VIII

Rifacendomi alle tre versioni precedenti, e lavorando su una quarta fornita da un sito religioso, sono arrivato all’ennesima e personalissima variante.

4° e ultima versione                  

Signore, donami una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo e
il buon umore necessario per mantenerla.

Donami, Signore, un’anima semplice che sappia
far tesoro di tutto ciò che è buono e non si
spaventi alla vista del male,
ma piuttosto trovi sempre il modo
di rimettere le cose a posto.

Dammi un’anima che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri, i lamenti
e non permettere che mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo ingombrante che si chiama «io».

Dammi, Signore, il senso del buon umore.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo
per scoprire nella vita un po’ di gioia
e farne parte anche agli altri. Amen.







Soffitta




Vieni, compiangiamoli quelli che stanno meglio di noi. Vieni, amica, e ricorda che i ricchi han maggiordomi e non amici, E noi abbiamo amici e non maggiordomi. Vieni, compiangiamo gli sposati e i non sposati. L'aurora entra a passettini come una dorata Pavlova, E io son presso al mio desiderio. Ne ha la vita in sé qualcosa di migliore Che quest'ora di chiara freschezza, l'ora di svegliarsi in amore.


Ezra Pound






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La rivolta

Sei perdentee io ti amo.Di questo mondo,tecnologicamente avanzato,che dovrebbe esser molto ben regolato,perdi il ritmo,ne disconosci il "valore", il volere:ti distrai a guardare le stelle.Non ne afferri,o non vuoi,le regole: sue.Quel ch' è positivo per luiè al di fuor delle regole tue.Disonestili pensi quei modie quei ritmial di fuor dell'umana naturanon son tuoi.Infeliciritieniquei comuni mortalitutti presi dalle regole d'oro:quel "produrre"che distrugge....e l'uomo e la natura.Finché poila rivoltaa ristabilir l'equilibrio.Da dove?dalla naturao dall'uomopartirà la scintilla?....e io ti amo.

(anonimo)










Trilussa



La Cecala d'oggi

Una Cecala, che pijava er fresco
all'ombra der grispigno1 e de l'ortica,
pe' da' la cojonella2 a 'na Formica
cantò 'sto ritornello romanesco:
- Fiore de pane,
io me la godo, canto e sto benone,
e invece tu fatichi come un cane.
- Eh! da qui ar bel vedé ce corre poco:
- rispose la Formica -
nun t'hai da crede mica
ch'er sole scotti sempre come er foco!
Amomenti verrà la tramontana:
commare, stacce attenta... -
Quanno venne l'inverno
la Formica se chiuse ne la tana.
ma, ner sentì che la Cecala amica
seguitava a cantà tutta contenta,
uscì fòra e je disse: - ancora canti?
ancora nu' la pianti?
- Io? - fece la Cecala - manco a dillo:
quer che facevo prima faccio adesso;
mó ciò l'amante: me mantiè quer Grillo
che 'sto giugno me stava sempre appresso.
Che dichi? l'onestà? Quanto sei cicia!3
M'aricordo mi' nonna che diceva:
Chi lavora cià appena una camicia,
e sai chi ce n'ha due? Chi se la leva.



1) Cicerbita, specie d'insalata.
2) Per canzonare, dar la baia.
3) Di poco spirito.

Tratte da: Favole rimodernates


Caduto dall'asino

Un giorno un brav'uomo se ne andava in groppa al suo asinello e, passando accanto a un giardino, vide un ramo che attraverso la cancellata si spenzolava sul sentiero, ed era carico di magnifiche pere. Vederle e averne voglia fu la stessa cosa. Alzandosi un po' sulla sella, l'uomo afferrò il ramo con una mano, e con l'altra afferrò la pera più bella. Ma non fece in tempo a coglierla, perché l'asino, ombroso, chissà di che cosa si spaventò e scappò via al galoppo. Per non cascare, l'uomo dovette afferrarsi con tutte e due le mani al ramo.
Mentre se ne stava appeso a quel modo, sgambettando, accorse il giardiniere e gli gridò: - Ehi, tu, che cosa fai sul mio albero?
- Amico mio, non mi crederai: sono caduto dall'asino!
Il giardiniere non volle credere che si potesse cadere all'insù. Prese un bastone e gliene diede né tante né poche.
State attenti anche voi: c'è modo e modo di cadere dall'asino.

(Fiaba inglese)


Verona mi ha fatto riconsiderare la bellezza della musica lirica. Difficile non subire il fascino dell’Arena con una cavea che può contenere sino a 14.000 spettatori. Il palcoscenico enorme permette scene di massa senza sovraffollamento, e i costumi usati nelle opere sono talmente variegati nei colori che l’occhio ne gode intensamente.

In questa scenografia, la composizione musicale, anche se si è totalmente sprovveduti, lascia il segno, – il tutto acquista un vigore espressivo che nessuna canzonetta può eguagliare.
Peccato che i prezzi non siano alla portata di tutti.
Per fortuna, il Comune dà, a conclusione della stagione, la possibilità ai Centri Anziani di acquistare biglietti per le poltroncine laterali a un costo veramente simbolico.
Nella duplice veste di volontario e di anziano, ne ho approfittato. Perché non sperimentare l’effetto che poteva fare questa musica in gran parte sconosciuta?
Dopodiché Verdi, Rossini, Puccini e Donizetti mi hanno fatto prendere una cotta così coinvolgente da non saper distinguere, nelle varie esecuzioni, gli eventuali punti deboli.
Dopo aver visto in tv un documentario sulla Callas, l’entusiasmo è salito di un’ottava: ho acquistato un cofanetto contenente trenta opere da lei interpretate (il prezzo era molto allettante).
A questo proposito, vi racconto un aneddoto in versi, per salutarvi (spero) col sorriso sulle labbra.

DI POMERIGGIO, A CASA

L’opera è Il Nabucco
registrata dal vivo nel 1949
al Teatro San Carlo di Napoli.
Unica la voce di Maria Callas.
(Si odono di frequente
a spezzare l’incanto
colpi di tosse ripetuti).

Non bisognerebbe andare
quando si sta male
osserva lei mentre sferruzza
io, nell’occasione, l’ho evitato.

(E che facciamo, discettiamo
sulla villania dei meridionali?
Tutta quella gente,oggi,
sarà già da tempo morta
e  vuoi ancora rimproverarli?).

Salvo Scollo





A proposito dei commenti in genere

I commenti, si sa, sono gioie e dolori di ogni sito, blog, community che sia.

Ci si lamenta quando sono pochi, quando sono troppi, quando sono fasulli, quando sono insolenti, quando sono ruffiani eccetera eccetera… 
Si trascurano invece quelli positivi perché dovuti, ovvi, scontati e sempre, ma proprio sempre, strameritati.
A ogni buon conto, niente è più triste, opprimente, inutile e avvilente di un sito senza commenti.

Detto questo...
La cosa che gli autori da webbe ancora non capiscono, neppure le menti più lucide, gli eletti e quelli dotati di tanto ma tanto talento, è che i commenti cosiddetti negativi, cioè le critiche, anche le più aspre e immeritate, sono e devono rappresentare una opportunità da non perdere per replicare e affermare con argomentazioni valide il proprio pensiero. Tacere, è l'altra opzione da prendere in considerazione ma...
Frignare e prendersela con i cattivoni che non mollano stelline e non si spellano le mani ad ogni uscita in rete, è il modo peggiore per affrontare la questione. 

Pertanto andarsene dal blog sbattendo la porta, per alcuni dissensi garbati o maledetti che siano, lasciatemelo dire, è una cosa che non capisco. 
Anzi, a dire la verità, mi sembra una emerita cavolata. 

Volendo, se ne possono inventare a bizzeffe di ragioni valide per lasciare la compagnia. L'emicrania ad esempio, o la mancanza di tempo, la noia, l'assuefazione, il voltastomaco, la pellagra, l'uggia e perfino l'antipatia per il sottoscritto, tutti motivi validi per fare ciao con la manina e togliere il disturbo. A meno che non si tratti di spocchia, contro questa malattia non c'è rimedio o medicina che tenga. 

Adèss però tirem innanz!

Anche se...










CAOS 


E' il buio squarciato 
e la tremenda nuvola 
fra tanti lampi appare: 
come faro il fulmine colpisce 
mentre l'anima dannata 
si dispera.

 E delle Menadi la danza 
fra i contorcimenti si dipana 
e i vermi vengon meno 
laddove i polifemi prosperano 
nella confusione 
della nuova era. 

E le Erinni ghignano
 e verso Fobo vanno
 e le grida si fan tante 
e varie 
e confusione confonde
 le menti incapaci che
nell'effimero van divagando

 e tenebra trionfa.


(Serenella Tozzi)







"I dieci comandamenti di uno scrittore" 
di Stephen Vizinczey*, Marsilio, 2004


3) Sognerai e scriverai e sognerai e riscriverai. Non lasciare che nessuno ti dica che stai perdendo il tuo tempo se fissi il vuoto. Non esiste altro modo di concepire un mondo immaginario. Io non mi siedo mai di fronte ad una pagina bianca per inventare qualcosa. Sogno ad occhi aperti i miei personaggi, le loro vite e le loro battaglie e quando una scena è stata recitata nella mia immaginazione e ritengo di sapere che cosa provano, dicono e fanno i miei personaggi, allora prendo carta e penna e cerco di riportare ciò di cui sono stato testimone.
Una volta e battuto a macchina il mio rapporto lo rileggo e scopro che la maggior parte di quanto ho scritto è (a)oscuro o (b) inesatto o (c) pesante o (d) semplicemente inverosimile. In tal modo la bozza che ho battuto a macchina funziona come una sorta di rapporto critico su quanto ho immaginato e a quel punto mi rimetto a sognare il tutto per migliorarlo. E' stato questo il modo di lavorare che mi ha permesso di rendermi conto, ai tempi in cui stavo imparando l'inglese, che il mio problema principale non era la lingua ma, come sempre, mettere ordine tra le idee che mi frullavano per la testa.


4) Non sarai vanitoso. Molti brutti libri sono tali poiché i loro autori sono impegnati a cercare di giustificare se stessi. Se un autore vanitoso è un alcolista, allora nel suo libro il personaggio ritratto con maggior simpatia sarà quello di un alcolista. Questo genere di cose è estremamente noioso per il lettore. Se pensate d'essere saggi, razionali, buoni, una benedizione per il sesso opposto, una vittima della circostanze, allora non vi conoscete abbastanza per scrivere. Ho smesso di prendermi sul serio quando avevo ventisette anni e da allora mi sono considerato semplice materia prima. Mi sono servito dei miei libri - uomini e donne, buoni e cattivi - scaturiscono da me e dalle mie osservazioni.





Don DeLillo

Rumore in bianco

Quando i tempi sono incerti, la gente si sente costretta a mangiare in eccesso. Blacksmith è piena di simili adulti e bambini obesi, pance cascanti, gambe corte, che si muovono come anatre, faticano a emergere dalle utilitarie, si mettono in tuta e corrono a famiglie intere in campagna; camminano per strada con il cibo dipinto in faccia; mangiano nei negozi, in auto, nei parcheggi, nelle code degli autobus e nelle sale del cinema, sotto la maestosità degli alberi.
Soltanto gli anziani sembrano al riparo dalla febbre del mangiare. Anche se talvolta appaiono assenti dal proprio dire e gestire, sono tuttavia magri e hanno un aspetto sano, le donne agghindate con cura, gli uomini vestiti bene e con criterio, intenti a prendere un carrello dalla fila in attesa fuori da supermercato.

(incipit IV capitolo)


Il cammello e la formica

Una volta un cammello, mentre attraversava la steppa, vide ai suoi piedi nell'erba una minuscola formica. La piccolina trasportava un grosso fuscello, dieci volte più grosso di lei. Il cammello restò un bel pezzo a guardare come la formica si dava da fare, poi disse:
- Più ti guardo e più ti ammiro. Tu porti sulle spalle, come se niente fosse, un carico dieci volte più grosso di te. lo invece non porto che un sacco, e le ginocchia mi si piegano. Come mai?
- Come mai? - rispose la formica, fermandosi un momento. - Ma è semplice: io lavoro per me stessa, mentre tu lavori per un padrone.
Si rimise il fuscello sulle spalle e riprese il suo cammino.

(Fiaba Araba)




99 commenti:

  1. Sarà araba per davvero questa favoletta? Boh... ripensandoci ho l'impressione di averla già sentita questa storiella. Mi sa di sì!

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  2. Sulla formica.
    Mentre un giorno stavo parlando con un contadino locale, vidi scendere dalla montagna lungo un'erta ripida e accidentata una donna con sulle spalle un'enorme < basa > ( carico ) di fieno.
    Gli dissi." Ma guarda quella poveretta, perchè non vai ad aiutarla? ".
    E lui: " E' mia moglie. Fan de na comesa ( cosa me ne farei di una commessa )".
    Sid

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  3. Su "I dieci comandamenti di uno scrittore".
    Quando decidiamo di postare qualcosa, questo comandamento dovrebbe frenarci.
    Probabilmente eviterebbe di renderci ridicoli...
    Sid

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  4. Su " Rumore in bianco ".
    Il nostro Veronesi, vegetariano, ne sarebbe oltremodo contento.
    Sid

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  5. A proposito di Caos una domanda a Serenella.
    Questo è quanto ci aspetta se...? Insomma arriverà il giudizio finale, ci sarà un'altra torre di Babele, ma quando l'hai scritta questa poesia così intensa ma catastrofica? Sono curioso.

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    1. Serenella Tozzi7 maggio 2013 11:18

      Eh! L'ho scritta diversi anni fa, quando ho cominciato a vedere la decadenza dei programmi televisivi e mi sono anche resa conto della poca attendibilità della stampa.
      E' sempre stato difficile distinguere la realtà dall'apparenza, così come il bene dal male e il vero dal falso, e la frase "mala tempora currunt" risale al tempo di Cicerone.
      Aggiungo che la frase completa sarebbe: - mala tempora currunt sed peiora parantur! -Corrono tempi difficili, ma se ne preparano di peggiori!
      Insomma pare che queste sensazioni non nascano oggi ma, evidentemente, quel giorno la vedevo proprio nera.

      Devo dire, però, che il convincimento che il destino dell'uomo (se non rinsavisce) sia segnato, si sta sempre più radicalizzando dentro di me, soprattutto se consideriamo come stiano correndo la tecnica e la scienza alle quali l'uomo si sta dimostrando ancora socialmente inadeguato...
      Può essere un segno dell'età? Ma! Certo da giovani si è più spensierati.


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    2. Hai ragione cara Serenella, l'età che incalza, fa vedere tutto più nero, però al di là del motivo oer cui hai scritto la poesia, devo ammettere che è davvero bella, forte, sentita, si avverte tra le righe il disagio per qualcosa che esula dal controllo umano e razionale.

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    3. Serenella Tozzi7 maggio 2013 18:09

      Per sbaglio ho inserito in un commento quello che voleva essere una risposta e un ringraziamento per te.
      Ciao.

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  6. Sante parole quelle tue, caro Franco, espresse a proposito dei commenti sui siti letterari.
    Anch'io ho riscontrato che son pochi quelli che apprezzano i pareri critici: sembra proprio che l'onorabilità del "poeta" venga messa in dubbio, come a dire che è figlio di N.N.
    Una statistica riportata da tanti, e che sicuramente conosci, afferma che in Italia ci sono due milioni di persone che scrivono versi, a fronte di duemila che leggono libri di poesia (e i risultati del gap sono sotto gli occhi di tutti).
    La convinzione diffusa è che la propria "ispirazione" non abbia bisogno di suggerimenti e/o aggiustamenti: essendo già pura alla fonte, non può che dissetare in maniera egregia.Col risultato che nelle poesie si leggono tanti di quei luoghi comuni da avere la tentazione di lasciare definitivamente la compagnia.
    Di norma, la suscettibilità è la caratteristica principe di chi, graziosamente, offre le sue emozioni in versi. Ma come fa l'incolpevole lettore a commuoversi se la novità, fosse pure una briciola, è completamente assente?
    Grazie per la possibilità offertami di sfogarmi :-))

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    1. Una critica fatta oggi valorizza un eventuale futuro apprezzamento...e poi, che noia sarebbe ritrovarsi a ricevere solo stelle.
      Anche se, chi commenta, dovrebbe prestare la dovuta attenzione al testo, prima di sbilanciarsi; cosa che a volte non accade.
      Certo poi che, meglio chiedere chiarimenti piuttosto che sbattere le porte

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    2. ...cosa mi sono persa ragazzi?
      Ciao a tutti
      Rita
      Non partecipo, ma vi leggo

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  7. Serenella Tozzi7 maggio 2013 17:11

    Grazie Chiara, ti sono grata per aver così ben compreso l'origine della mia poesia.

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  8. Serenella Tozzi7 maggio 2013 17:16

    Caro Franco, capisco questo tuo sfogo, tutti sottovalutano l’”impegno” che comporta aprire un blog.
    Un blog richiede
    STUDIO (inteso come continuo aggiornamento)
    
APPLICAZIONE

    TEMPO
    PAZIENZA

    PERSEVERANZA

    Parte dei blogger poi sono “uccisi” dall’avvento dei social network.
    Si commenta pochissimo, la maggior parte guarda e basta.
    Con tante difficoltà da superare è naturale che di fronte alle disaffezioni uno si senta stanco e demotivato... e allora FORZA, vai avanti per la tua strada. Il tuo blog è ben strutturato, vivace e vario. Non demordere.

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    1. ...e poi, come si dice, dimessosi un Papa se ne fa un altro.
      AVANTI TUTTA che questo è un gran bel blog

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  9. Ripetermi non credo serva, perché più o meno tutti sapete cosa penso dei commenti. Piuttosto approfitto per dire che la mia presenza non proprio assidua in questo sito è dovuta proprio al fatto che detesto commentare con superficialità, o meglio: se devo farlo tanto per esserci preferisco non lasciare alcuna considerazione. Come si dice? Pochi commenti ma buoni.
    Per il resto credo che il tuo sia un ottimo sito e non mi pare se la passi tanto male. O sbaglio?
    Poi, come dice Maurizio, morto un papa se ne fa un altro. A proposito, ma il papa chi è?

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    1. Pochi commenti e sempre positivi?
      No, non credo che questo atteggiamento sia nello spirito del blog.

      Anzi, questo porta dritto dritto alla morte. Se questo blog deve essere un luogo autocelebrativo, dove tutti entrano per prendersi la loro dose di stelline, ebbene preferisco chiuderlo.
      Che diamine, un minimo di onestà intellettuale ci vuole, è indispensabile, Poi è chiaro che le critiche fanno sempre male e vanno fatte con molta cautela e con tatto.
      Prima di esprimere un giudizio si deve cercare il lato migliore dell'opera, deve sottolineare i pregi, prima di elencare i difetti, ma alla fine e dopo tutte le cautele del caso, uno poi lo deve dire ciò che pensa, altrimenti che siamo qua a fare? L'expo dei racconti e delle poesie del secolo?
      E se poi uno le critiche proprio non le accetta e che allora se ne andasse da un'altra parte ad esporre la propria mercanzia. Vuol dire che questo non era il suo posto.

      Io ho anche un dovere di ospitalità che mi impone una certa etichetta, ma rispetto a voi ho il vantaggio di poter rifiutare le opere che ritengo impresentabili, oppure non in sintonia con la linea del blog. Quindi è chiaro che se pubblico qualcosa è perchè ho fiducia nell'autore come minimo, e ritengo l'opera degna di essere giudicata. Mica le espongo come fossero reliquie da incensare. Il fatto grave è che qualcuno, al minimo accenno di critica si scioglie e reagisce male. Ma che ci posso fare io?
      Mica siamo all'asilo Mariuccia.

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    2. Tra l'altro qui, a differenza della vetrina, c'è la possibilità di controbattere, e se si fa con garbo, la cosa può portare ad un'analisi più profonda del testo in questione, per la soddisfazione del commentatore e dell'autore stesso.
      Ma "certi" autori sono allergici alle critiche...ne so qualcosa.
      Continua su questa strada, caro Franco, le altre sono senza uscita e prima o poi si va a sbattere contro un muro.

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    3. No, Franco. Non ci siamo capiti.
      E poi, proprio a me dici questo? Sai bene che non ho peli sulla lingua e che detesto la falsità.
      Quel che volevo dire è un'altra cosa. Poiché il tempo a disposizione è quel che è, non mi piace dare un commento dopo una lettura superficiale. Se commento è perché devo aver letto con attenzione.
      E non faccio sconti a nessuno!

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    4. Va bene, ma ci siamo capiti adesso e non avevo dubbi in merito.
      Ciao

      ps: guarda che verrò presto a battere cassa:-) Prepara il malloppo.

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  10. Mi scuso, la mia frequentazione è sporadica.
    Non mi va di sostare, sono un viandante come tanti.
    Qui trovo solo commenti simpatici, nessuno ha mai colpito al cuore nessuno.
    Ho trovato un blog con un nocchiero esigente, e allora, bel biondino che mi stai guardando da una fototessera che pretendi?
    C. Porta

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    1. Nulla, non pretendo proprio nulla.
      Mi hanno detto che un blogger che si rispetti deve avere il coraggio di metterci la faccia. Ho scelto la meno peggio, la più presentabile, quella ufficiale, sta sulla carta d'identità, scaduta da un secolo ma è l'ultima che ho fatto. Così non ci sono dubbi!

      Tu invece che ti giochi?

      Carlett, adess te saludi, E' già tardi. Vado allo stadio a vedere il Milan e se non vince con il Pescara sono cavoli vostri... :-)))
      Ciao neh

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  11. In un sito che va per la maggiore, un'associata a tutt'oggi ha formulato 1875 commenti, quasi un record.
    Senza spremersi tanto le meningi: solo < mi piace > e tante stelline, oppure appiattendosi sui giudizi degli altri.
    Al peggio non c'è mai un limite...
    Sid

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  12. Ricorderò sempre il primo commento ricevuto tanti anni fa quando entrai nel Club, era molto negativo e mi è stato dato da una persona che tutt'oggi impera in quel luogo e che spesso mi ha dispensato commenti tutt'altro che lusinghieri ma io non demordo
    :-)
    Devo dire che in certi luoghi dove non c'è dibattito non è facile commentare in modo costruttivo, puoi solo dire la tua impressione cercando di non urtare la sensibilità di chi scrive perchè non hai possibilità di correggere il tiro spiegando a modo le tue osservazioni, inoltre in buona parte i suggerimenti sono male interpretati, fai la parte del borioso saccente a meno che tu non abbia credenziali illustri.

    Insomma io credo che ognuno debba fare come può e come si sente senza troppi patemi, se poi il commentato ha una reazione negativa si taglia e zac! :-)

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    1. Credo che un commento dovrebbe sempre presentarsi come un semplice
      "parere personale" e non come una sentenza, come a volte accade anche in vetrina.
      Poi sta all'autore decidere se appoggiarsi a quel commento per migliorarsi (poeticamente parlando) o no

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    2. Hai sicuramente ragione Mauri ma devo anche dire che dietro ad ogni nick c'è un essere "umano" con tutte le sue problematiche e tensioni, a volte un commento "scappa" e ci si accorge in seguito che viene interpretato nel modo sbagliato, la rete non ha tono, espressione, le parole sono lì, nude e crude.

      Comunque dubito che i commenti in vetrina possano aiutare a migliorare, secondo il mio parere personale occorre leggere leggere leggere

      Un saluto :-)

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    3. Cara Marilena, per fortuna che il mio commento alla tua ultima proposta in Vetrina è stato positivo.
      Spero di potermi tirare fuori...
      Sid

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    4. Anche se tu avessi commentato in modo negativo non ti avrei morsicato, il dentista costa assai ;-)
      Ma tu chi sei?

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    5. Non conosco il sito. Non avere l'opportunità di uno scambio d'opinione: castra entrambi.
      Ma ho dei dubbi sui commenti. La sincerità fa solo male, e quindi? Si latita...
      Il Sid? E' uno che ha un suo cristo, ma non è nemmeno affidabile, l'oro colato che porge vale per il suo credo.
      buon pomeriggio
      C.P.

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    6. Lo stoico frigio circa duemila anni fa sosteneva < quando tutti ti sputeranno in un occhio, quando tutti ti prenderanno in giro e persino il tuo schiavo si farà beffe di te, ecco allora e solo allora potrai considerarti non un filosofo, ma sulla via per diventarlo > ( libera traduzione dello scrivente ).
      Sì, caro P.C., non sai il piacere masochistico che mi fai.
      Sono un povero cristo, e non faccio che dispensare le miserie di cui sono ripieno.
      Ma ancora per poco, chè la grande Falce mi s'appressa ogni giorno di più.
      Sid

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    7. Carlo in fondo ha ragione quando dice che non tutti sono disposti a farsi criticare, che la verità non esiste e che in molti casi fa male eccetera eccetera, be'... ma quando ti esponi in vetrina, devi pur mettere in conto che qualcuno non sia sulla tua lunghezza d'onda, che qualcuno ti possa persino spernacchiare. Fa parte del gioco, e non prendersi troppo sul serio aiuta sempre. Alcuni giudizi troppo perentori fanno male, ma il silenzio non porta da nessuna parte. Meglio un semplice: Ops, non sono d'accordo, scusa, sarà per la prossima volta. Qualcosa del genere, sempre meglio del no comment! Non ti pare?

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    8. Franco, le critiche sono sempre dolorose, in qualunque campo, soprattutto quando pensiamo di aver dato il meglio di noi stessi.

      Il silenzio di cui tu parli a volte è motivato dal fatto che per commentare in modo critico e costruttivo ci vuole molto tempo, molto di più di quanto ne spendi per dare un giudizio positivo non credi?

      A volte invece proprio non hai letto, mica puoi stare 24 ore al pc per cui devi operare delle scelte :-)







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  13. Sono l'Uomo Mascherato dai mille volti, tutti e nessuno.
    Semplicemente perchè nemmeno io so chi sono, da dove vengo e dove sto andando.
    A suo tempo l'anonimato non ebbe a piacere alla Stefania Convalle, che mi tolse il saluto ( e così tanti altri ).
    Chissà, forse sono semplicemente un carcerato: così ritengo questo corpo.
    Siddharta

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    1. Per Scollo e l'Arena.
      Pochi anni fa, dopo un lustro di assenza e dopo aver convinto moglie e coniugi vicini, sono andato all'Arena di Verona per sentire la Carmen-regia di Zeffirelli.
      Alle ventuno in punto di quella sera afosa d'agosto si è scatenato un potente temporale con saette corpose che ha annullato la rappresentazione, tenendo in ostaggio il pubblico sulle scalinate interne.
      Dopo aver riciclato i biglietti dai bagarini, rimettendoci, son tornato a casa ovviamente in macchina.
      Per il diluvio, mi sono perso in aperta campagna.
      Da allora ho giurato che il teatro all'aperto di Verona non mi avrebbe mai più visto.
      P.S.: Quel tossicchiare infastidisce, rovina l'atmosfera e la registrazione.
      Fossi il direttore d'orchestra-regista, pianterei tutti in asso e me ne andrei. A volte penso a Caruso, Gigli, Del Monaco, Callas ( e perchè no a Farinelli ), ecc.
      Se fossero attivi oggi, godremmo del loro bel canto senza sfrigolii, rumori di fondo, alterazioni sonore.
      Sid

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    2. Caro Sid, forse ho capito chi sei... per questo mantengo il mio saluto eh eh eh

      un abbraccio

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    3. Anch'io ho capito...è joshua ihihih.
      Sarebbe davvero clamoroso

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    4. Giusto, potrebb'essere joshua, dopo aver risciacquato i panni in Arno...
      Sid

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    5. Serenella Tozzi9 maggio 2013 22:36

      Sid, per caso la Carmen di cui parli era quella cantata da Corelli, Grace Bumbry e Giangiacomo Guelfi?
      Perché anch'io nell'agosto del 1976 ho potuto vedere un solo atto della Carmen, proprio perché pioveva. E pensare che ero partita da Roma per assistervi.
      Naturalmente, nonostante l'acqua, hanno fatto finire il primo atto, così non hanno dovuto restituire il costo dei biglietti.
      Ma ero contenta per questo, almeno per un atto avevo potuto ascoltare Franco Corelli. Ma anche gli altri erano interpreti bravissimi. Veramente un'esecuzione di grande qualità.

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    6. Serenella Tozzi9 maggio 2013 22:59

      Mi correggo: non era il 1976 (anno nel quale Franco Corelli ha smesso di cantare, e io l'ho ascoltato un anno prima), quindi era il 1975.

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    7. L'allestimento di Zeffirelli a cui mi riferisco è del 1995.
      Sid

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    8. Joshua? Assolutamente no! Non è il suo stile.
      Per me è l'antitesi di Joshua. Forse epitteto.

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    9. Cara e ingenua Daniela, se dovessi reinventarmi in un nuovo personaggio da proporre ai vari siti, punterei ad essere proprio l'antitesi di quello che sono. Poi sul fatto che possa essere Joshua, era chiaramente una battuta :-)))

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    10. Sull'antitesi hai ragione. Ma non mi pare uno che si presta a questi giochetti. E poi anche la mia era una battuta, giusto per esprimere un parere sul "misterioso", ma nemmeno poi tanto, Sid...

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    11. Mica tanto "nemmeno poi tanto". Certo, potremmo individuare un altro nick del personaggio misterioso, ma non sapremmo mai, in realtà, chi si nasconda dietro.
      Potrebbe essere Franco, oppure tu, o magari io stesso...
      Io sinceramente sospetto che si tratti di un virus. Un pericoloso Virus
      Ciao Daniela :-)))

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    12. In effetti sono la voce della buona e della cattiva Coscienza.
      La Coscienza di tutti noi, forse per metà Bene e per metà Male.
      Senza mai sapere in verità se in essa albergano solo Dio o solo Satana, o più verosimilmente entrambi.
      Sid

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  14. Serenella Tozzi9 maggio 2013 22:38

    Ah, ah, ah. Cadere dall'asino è facile, ma cadere all'insù dall'asino non è da tutti.

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  15. Trilussa.
    Poesia che fa il verso, ribaltandone la morale, alla celebre favola di Esopo.
    L'artificio di Trilussa è forzato, non convincente nè educativo.
    Solo amaramente cinico, quindi da respingere specie in questi tempi di magra.
    Sid

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    1. Caro Sidd,
      Ma che vuoi respingere mai, una battutaccia di Trilussa?
      Le favole rimodernate di Trillusa, sono anch'io d'accordo, non sono da considerarsi di alto valore letterario. Il suo provincialismo e il gusto per la battuta facile sono noti, ma se presi con le con le dovute cautele e con lo spirito giusto infondono buon umore e aiutano a sorridere. Alla povera gente l'incazzatura perenne accorcia la vita, quindi secondo i miei calcoli, sei meno barbogio di quanto tu voglia apparire.
      In tempo di crisi? Ne ho piene le scatole di sentir parlare di crisi. E' da quando sono nato che non sento parlare d'altro. Avevo i pantaloni corti quando Marcello Marchesi si domandava cantando alla TV, "Ma cos'è questa crisi?" E se leggi i giornali del periodo del boom economico vedrai che si lamentavano tutti come oggi, a destra e a manca. Sorridi Sidd, sorridi...

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    2. Trilussa, una delle sue peggiori, troppo forzata nel ricercare una morale aggiornata ai tempi di sperpero allegro.
      La crisi? Purtroppo ci siamo dentro in pieno ( non ce ne rendiamo ancora conto del tutto ),e non basta esorcizzarla per neutralizzarla...
      Sid

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  16. Serenella Tozzi14 maggio 2013 13:20

    Trilussa è un grande della poesia romanesca, e se pensiamo che ha scritto in un periodo particolarmente difficile, possiamo dire che era anche un coraggioso.

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  17. Serenella Tozzi14 maggio 2013 13:23

    Fabio è una mente vulcanica e lo sta dimostrando con queste sue battute pertinenti e divertenti.

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  18. Serenella Tozzi14 maggio 2013 13:32


    "La rivolta".
    E' un tema che mi attrae. E una chiusa particolare
    Ed è proprio così: viene da chiedersi da chi partirà la rivolta: dalla natura o da uomini particolarmente sensibili e intelligenti tanto da capire che la natura è comunque "madre matrigna" e non va sottovalutata?

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    1. < La rivolta >
      Testo farneticante tipico di chi non ha ben digerito il tema.
      Sid

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    2. Eppure la trovo così piena di passione. E'senza la retorica quel io ti amo rivolto all'umanità. Gridato ai quattro venti ha un sapore liberatorio. Ha la stessa forza di un vaffa.
      Però le rivoluzioni non fanno per me, sono conservatore per costituzione.

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  19. " Soffitta " di Pound.
    Riporto il testo più corretto nella forma:

    " Vieni, compiangiamoli quelli che stanno meglio di noi.
    Vieni, amica, e ricorda
    che i ricchi han maggiordomi e non amici,
    e noi abbiamo amici e non maggiordomi.
    Vieni, compiangiamo gli sposati e i non sposati.
    L'aurora entra a passettini
    come una dorata Pavlova,
    e io son presso al mio desiderio.
    Nè ha la vita in sé qualcosa di migliore
    che quest'ora di chiara freschezza,
    l'ora di svegliarsi in amore ".

    Gli errori di Google spesso stravolgono il significato e la musicalità dei versi, al pari del traduttore: ad esempio non sono per niente d'accordo con l'etimo < dorata >, che sa molto di culinario. Potrebb'essere che s'intendesse < come un'adorata Pavlova >...?
    Sid

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    1. Serenella Tozzi15 maggio 2013 12:14

      Molti hanno discusso sul significato di questo riferimento, alcuni pensavano addirittura che potesse riferirsi alla torta viennese ricoperta di glassa dorata, detta pavlova in onore della famosa ballerina russa, ma è stato assodato dagli studiosi che il poeta si riferisce proprio ad Anna Pavlova, fra l'altro sua coetanea: infatti Pavlova è scritto con l'iniziale maiuscola, mentre il "dorata" si rifà al costume da lei usato in scena.

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    2. Serenella, la tua precisazione mi soddisfa.
      Il dialogo è fonte di apprendimento.
      In ringraziamento.
      Sid

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  20. Serenella Tozzi15 maggio 2013 23:52

    Ezra Pound in questa poesia parte da un argomento sociale per poi finire a parlare d'amore; d'altronde pubblicò un poema propriamente personale, intitolato: "Omaggio a Sesto Properzio " un autore da lui inizialmente molto seguito.

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  21. Serenella Tozzi17 maggio 2013 12:08

    La 4° versione è rispondente all'originale, ed è quella che io preferisco.
    Una gran bella preghiera.
    Che grand'uomo Tommaso Moro.

    RispondiElimina
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    1. A frame.
      Scontento del tuo affannarti ( ma perchè in futuro non conchiudi con < a cura di frame >? Così capirei il colpevole delle faticate... ), mi sono affidato al traduttore automatico di Google coi risultati esilaranti sottostanti:
      " Preghiera per Good Humor

      Concedimi, o Signore, una buona digestione,
      e anche qualcosa da digerire.
      Concedimi un corpo sano, e
      il buon umore necessario per mantenerla.
      Concedimi un'anima semplice che sa
      tesoro di tutto ciò che è buono e che
      non spaventare facilmente alla vista del male,
      ma piuttosto trova il mezzo per mettere le cose
      al loro posto.
      Dammi un'anima che non conosce la noia,
      brontolii, sospiri e lamenti,
      né eccesso di stress, a causa di tale
      ostruendo cosa chiamata "io"
      Concedimi, o Signore, il senso del buon umore.
      La grazia di essere in grado di prendere una battuta Consenti
      per scoprire nella vita un po 'di gioia,
      e per essere in grado di condividere con gli altri. "

      Quanto sopra a consolazione e buon'umore, in attesa di appropriarci a breve del rivoluzionario traduttore promesso da certuni scienziati informatici capoccioni.
      Intanto se le tue traversie succedono per la prosa, immaginiamo per la poesia.
      Come detto per l'addietro, ritengo impossibile rispettare in traduzione l'effettivo valore e significato delle parole di un testo straniero. E viceversa.
      Comunque, detto inter nos, sto preghiera m'è sembrata proprio loffia.
      Non basta firmarsi More per sbancare letterariamernte...
      Siddharta

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    2. Serenella Tozzi17 maggio 2013 14:48

      Tommaso Moro, oltre al senso del dovere ed a una giusta misura possedeva anche il gusto dell'ironia.
      Basta rapportarla ai tempi e all'ambiente da lui frequentato per assaporarne la portata.

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  22. Serenella Tozzi21 maggio 2013 15:46

    Parlare più lingue salva il cervello .
    Ecco perché l'esperanto non ha mai avuto successo! Me ne chiedevo da tempo il motivo.

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    1. Serenella Tozzi21 maggio 2013 20:13

      Mi dimentico sempre di mettere le faccette (non vorrei essere presa sul serio). :-)))

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  23. Bilinguismo e/o poliglottismo.
    Allora sono salvo e mi sento in una botte di ferro!
    Più progredisce il sapere, più mi convinco che non esiste branca che non vanti il suo professorone...
    Fuori di battuta, è necessario che la campionatura sia sufficientemente estesa e ripetuta nel tempo a latitudini diverse.
    Altrimenti è più verosimile che si tratti di leggenda metropolitana o di èureka affrettate in cerca di visibilità e fama.
    E' notorio che l'elasticità del cervello comunque allenato rallenta il processo degenerativo dei tessuti.
    Sid

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  24. (Associazioni) la mia esperienza, per quel che può valere, mi dice che la gente si associa per interesse. Gli interessi possono essere i più vari: dal "non farete passare la strada su questo podere" al al "troviamoci la domenica per giocare a calcetto" a "parliamo di filosofia medioevale". La molla che spinge ad associarsi è la convinzione o la speranza che l'interesse individuale sia meglio soddisfatto ed abbia più forza (in particolar modo nel contrapporsi ai non associati) se condiviso con altri. Se l'interesse è patrimoniale allora avremo una società. La società ideale ha un numero di soci dispari inferiore a tre.

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    1. Serenella Tozzi22 maggio 2013 11:02

      Intendi due corpi e un'anima sola, Rubrus? :-)
      Non ti facevo così ottimista. :-))

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    2. due è pari... quindi non va bene
      tre è dispari, ma non è inferiore a se stesso ;-)

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    3. Serenella Tozzi22 maggio 2013 11:34

      Un'anima sola, Rubrus, un'anima sola. :-))
      Vuoi mettere! :-))

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    4. mi viene in mente una vecchia battuta:
      "...Io e Caia abbiamo una testa sola"
      "E oggi chi la usa?"

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    5. Serenella Tozzi22 maggio 2013 11:56

      Ah ah ah! Saranno sempre riposati.

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  25. Serenella Tozzi22 maggio 2013 11:04

    Bentornata Ippolita! Ti ritrovo con tanto piacere.
    Bel pezzo questo delle associazioni. Complimenti Ippi.

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  26. Bel pezzo!Dalla mia poca esperienza, posso dire che associarsi potrebbe essere un modo per condividere, ma non tutte le associazioni esistono per esaudire solo questa finalità, quindi forse meglio evitare.

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  27. CIAO
    In fondo anche questo blog, anche tanti blog, tanti siti letterari e non , sono associazioni, vero?
    Libere associazioni.
    Per questo ci tengo a farlo leggere anche qui che è un luogo associativo, per una riflessione allegra ma non troppo...
    amarognola, via!
    Di nuovo ciao

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    1. Certo che sì. Mica si parla di associazioni sottointendendole come "associazioni a delinquere". L'interesse può anche nobile o futile o innocuo. Es: L'interesse per lettura e scrittura.

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  28. Le considerazioni di Ippolita Luzzo sono intrise di un pessimismo a mio parere esagerato.
    Le associazioni propongono degli stimoli che rientrano nei nostri interessi, c'è quindi la possibilità di approfondire le proprie conoscenze.
    Se poi capita di fare amicizia con qualche altro componente, tanto meglio. Piaccia o no, del bisogno di socialità non ne possiamo fare a meno.
    Se poi l'Associazione non soddisfa le aspettative, l'anno successivo non si rinnova l'iscrizione.
    Quale l'alternativa? Vivere in solitudine e trascorrere il tempo interrogandosi allo specchio per rafforzare le proprie certezze, evitando di analizzare le contraddizioni di cui tutti siamo intrisi?

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    1. Siamo nel migliore dei mondi possibili, evidentemente.
      Io sono iscritta AD ALMENO SEI O SETTE ASSOCIAZIONI...non sono né pessimista e nè ottimista.
      Realista.
      Certo, capita ogni cosa, tutto può capitare, perché no?
      Non è questo poi il compito di associazioni varie, non hanno mica la bacchetta magica...
      la mia osservazione è sugli atteggiamenti di omologazione, di recinto, di integrazione e di placida assuefazione.
      Poi, certo, possiamo andarcene da ogni luogo...
      possiamo tentare a vivere leggermente con un pizzico di sincerità
      Forse neppure questo si può dire...
      Ippolita

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  29. Con Scollo in toto.
    Penso poi a titolo indicativo a tre associazioni che danno visibilità, conforto e difesa d'ideali e d'interessi.
    Mia moglie ed io siamo associati entrambi al sindacato CISL, all'Associazione Nazionale Carabinieri, al Gruppo Anziani locale.
    Volendo strafare, anche ad una Banca, ad una Cooperativa commerciale, al Dopolavoro aziendale, ecc. ecc.
    Con qualche beneficio, s'intende. Soprattutto di solidarietà, secondo i nostri intenti.
    Siddharta

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  30. Sul digitale.
    I lettori digitali sono il nostro futuro.
    Con risparmio di spazio e di foreste.
    Ragioni commerciali insistono ancora sulla carta: ma è una battaglia persa.
    Persino il periodico Civiltà Cattolica adesso è online, il che è tutto dire...
    Sid

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  31. Su .
    A volte segnalare pubblicamente un refuso può far bene a tutti...
    Per evitare che si trascini, ripetetendolo.
    Sid

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    1. Integra l'omissione: < Su < blogtiquette >.

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  32. Serenella Tozzi25 maggio 2013 13:34

    Consumo dell'alcool e ultimi dati ISTAT 2012 che lo dicono in diminuzione.
    Almeno un lato positivo di questa moneta che riflette la crisi economica in atto e che, per forza di cose, porta a spendere di meno.

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  33. Su: ANZIANI, ALCOL, MEDICINE, SOLITUDINE.
    Di mio aggiungo che l'abuso di alcolici è dannoso per la salute, provocando accelerazione dell'invecchiamento, alterazioni del cervello, riduzione della memoria, danni gastrointestinali, al fegato, alle arterie, al cuore.
    Invece un consumo modesto ( due bicchieri al giorno, vino rosso soprattutto ) riduce i rischi cardiovascolari e di perdita della memoria.
    Secondo una ricerca U.S.A. combatterebbe nelle donne in post-menopausa l'osteoporosi e la fragilità delle osssa, riducendo il rischio di fratture.
    Non si dice se l'indagine in questione sia stata condotta in cantine sociali su campioni di donne blandamente alticce a fini promozionali.
    Comunque chissà che a breve, con la scusa del parafarmaco, il vino rosso venga venduto anche in farmacia...
    SIDDHARTA

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  34. mi è piaciuto il "pezzo" su Mauro Corona.
    Pur non avendo letto niente di suo, avvertivo a pelle diffidenza nei suoi confronti.
    A quanto ho appreso, forse il mio intuito non era totalmente fuori strada.
    Mi ha consolato l'opinione di Corona sull'inaffidabilità dei concorsi letterari: ho capito perché io, in quelli fatti, non mi piazzo mai ai primi posti, e nemmeno fra i segnalati :-))

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    1. Canta il bosniaco Izet Sarajlic’:
      “ Finchè non lo riceve lui stesso /
      non c’è scrittore che approvi alcun premio. /
      Io la penso un po’ diversamente, /
      Qualche riconoscimento /
      un poeta deve riceverlo anche dopo la morte. /
      Perciò /
      ogni volta che mi sfiora qualche premio /
      io dico: /
      questo mi varrà bene /
      nella mia vita ultraterrena ”.
      ( < Chi ha fatto il turno di notte > ).
      SIDDHARTA

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  35. embè, sul Giornale cosa volevi leggere a proposito di Fazio?
    ma va, va
    oh, buona settimana a tutti

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    1. Buona settimana anche a te.
      Ma cosa c'entra il Giornale? La notizia sulle dichiarazioni di Corona sono apparse su tutti i giornali, non sono invenzioni.
      Forse a te scoccia che si parli male di Fazio, dovresti prendertela con Corona e non con il Giornale. O no?

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  36. Ma guarda che da Fazio c'è stato anche lui, mi era anche piaciuto e non aveva certamente rilasciato questo tipo di dichiarazioni.
    Aveva parlato di argomenti interessanti circa il suo modo di vivere la vita, insomma, si sarà fatto qualche "bicchieruccio" prima di dire ciò
    ariciao

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  37. Serenella Tozzi27 maggio 2013 13:41

    Non ho mai letto nulla di Mauro Corona, ma penso che sarebbe interessante leggerlo. Quando parla del tempo che fu, della sua infanzia, probabilmente sarà sincero.

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  38. Serenella Tozzi28 maggio 2013 18:34

    Anche Little Tony . Quanti cantanti se ne sono andati ultimamente e tutti che lasciano un vuoto.

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  39. Su < libri porno >.
    L'unico libro porno che ho letto in vita mia è stato < Emmanuelle > della Arsan.
    Mi pare di non averlo nemmeno finito.
    Un secondo libro hard mi venne regalato con intenzione da una spasimante del tempo: mai aperto e cestinato.
    Non sono mai stato una mammoletta, ma il sesso con la lei di turno l'ho sempre praticato a iosa sul campo ( per i maliziosi: sì, anche in camporella... ), con reciproca soddisfazione, senza masturbazioni mentali.
    Sid

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    1. Che peccato Sidd! E pensare che la notizia l'avevo passata proprio per te.:-)))
      Meglio così.

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  40. Serenella Tozzi30 maggio 2013 23:52

    Di Franca Rame ricordo ancora con quanta dignità aveva superato quella tremenda prova.

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  41. Serenella cara, arrivo in ritardo, mezzanotte è passata da quasi un'ora, ma non potevo mancare di farti lo stesso gli auguri.

    Ciao e grazie.
    Franco

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  42. mi unisco anch'io a Franco nel farti gli auguri in ritardo -chiaramente non sapevo fosse il tuo compleanno - con l'occasione ti faccio anche i complimenti per ciò che scrivi, sempre con massimo interesse leggo i tuoi racconti e apprezzo tantissimo la tua ottima scrittura.
    Auguri Serenella

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  43. Ancora più tardivamente, ma spero non invano, pure io mi unisco agli auguri.

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  44. Serenella Tozzi31 maggio 2013 12:09

    Grazie, grazie, grazie. Gli auguri si possono fare anche in ritardo, anzi, proseguire i festeggiamenti è una cosa graditissima. Io festeggerei ad oltranza.
    SMACK SMACK a tutti.

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  45. Leggo solo ora: tanti auguri, Serenella. E un saluto, a te e a tutti.

    Franco "Pale"

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  46. augurisssimissimissimissimissimi a Serenella
    Ippolita

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  47. Serenella Tozzi31 maggio 2013 21:22

    Bello chiudere la giornata con i ringraziamenti più sentiti a tutti voi.
    Così un grazie di cuore a Franco, Carla, Rubrus, Uriah, Pale S., Ippolita e Sid.
    Un grande abbraccio da parte mia.

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