martedì 7 maggio 2013

Marilena - Poesie



Senza Preghiere

Autoritratto


 08/05/2013
etichetta: la stanza di Marilena



Senza preghiere


Non esco senza un filo di mascara
negli occhi nudi vedresti la mancanza di preghiere
ma la sola liturgia che riconosco si accosta a te
alla cura di siepi e rosmarini al cammino di mucche
in processione.

Io guardo in terra, tengo le mani giunte 
per bere alle fontane o per premura
di piccoli animali da salvare poi le divido
- per sostenere – mentre si abbattono sui muri
le poesie che scrivo.








Autoritratto


Controllo i miei capelli,  ci vuole ordine per la difesa
(ed occhi intatti).
Il naso comunque sa sempre il fatto suo,
piccolo e sensibile spesso punta a sud
per inseguire i pesci.

Le orecchie a sventola sono rimaste
nell’infanzia insieme a Marilù
che amava giocare negli armadi

I denti poi tengono duro ma la bocca
digrada verso il cuore

12 commenti:

  1. Ma che belle Marilena. Un atteso e sospirato ritorno il tuo, ma ne valeva la pena aspettare. Grazie per aver deciso di postarle in questa casa, piccola ma onesta. :-))))

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  2. Ciao Marilena, son belle le tue poesie, delicate, armoniose e genuine come la tua sensibilità che ti conduce verso la strada dell'essere umano in armonia con la natura e con la parte più intima del proprio cuore.

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  3. Serenella Tozzi8 maggio 2013 00:08

    Le tue poesie, Marilena, trovo che abbiano un fascino che mi attrae, ma non so darmene una spiegazione..
    Del resto credo che la bellezza di una poesia stia soprattutto nella capacità di attrarre senza motivazioni precise. E' così e basta.
    Bene, per le tue è così.

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  4. Le trovo di un bello "spiazzante" che lascia senza parole. Complimenti!

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  5. Un pensare che all'apparenza non ha deciso verso dove indirizzarsi, poi, zac! la stilettata che trasfigura il tutto, che a tutto dona sostanza e trasmette, senza sapertelo spiegare, amore per la vita.
    Complimenti, Marilena, con te non si corre il pericolo di rimanere delusi.

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  6. Franco, grazie per la pazienza che hai con me, vorrei tanto poter essere presente in modo assiduo sul blog ma temo che dovrò aspettare la pensione per dedicarmi alle cose belle della vita :-))

    Detto questo ringrazio di cuore per le belle parole che mi avete dedicato, queste poesie sono nate per un tema svolto con degli amici che in sintesi doveva avere come riferimento il volto, non necessariamente il proprio ma l'intento era di capire attraverso il volto l'interiorità di una persona anche sconosciuta.
    Io ci sono in parte riuscita solo con il mio purtroppo ma è un bell'esercizio davvero.

    Un caro abbraccio a tutti :-)

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  7. SENZA PREGHIERE.
    Dopo aver letto, m'interrogo.
    Il volto del prossimo, croce e delizia.
    Mi son sempre chiesto perchè taluno è per natura fisionomista.
    Ma lo si può diventare anche con l'esercizio professionale, forse per deformazione.
    Ricordo un amico carabiniere che la prima volta che mi ha visto mi ha fissato con insistenza, quasi a scansionare i tratti uno per uno.
    Finita la bisogna certamente automatica ed inconsapevole, mi ha archiviato senza più ripetersi.
    Pare che noi europei occidentali abbiamo difficoltà a riconoscere in fotografia il volto del titolare se mediorientale, orientale, africano, ecc.: ci sembrano tutti uguali.
    Il volto, la postura, i gesti, racconta la poesia di Marilena.
    I quali narrano di vicende piccole, ripetitive, forse insignificanti.
    Ma di una certa rilevanza se ci si sofferma ad indagare.
    Come quella, forse, rurale delle vacche in cammino, dei fontanili per bere, dei piccoli animali da proteggere quali creature che hanno una loro ragion d'essere nel creato.
    E sempre dal volto, un libro esistenziale tutto da leggere e decifrare, con le sue durezze ed i sogni svaniti.
    Beh, la lirica non è di facile interpretazione, aspra e chiusa a nascondimento di sentimenti profondi.
    Siddharta

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  8. Belle entrambe, Marilena, con un qualcosa di più caldo e scavato in "senza preghiera", soprattutto nella potenza del contrasto finale tra i semplici gesti a mani giunte e le poesie che si abbattono sui muri (seconda strofa secondo me molto "tua").

    Franco "Pale"

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  9. Grazie Pale e Grazie misterioso Sid ;-)
    hai ragione il volto è il libro della nostra vita, ma è anche l'immagine di ciò che siamo davvero, avevo scelto io questo tema riprendendo una frase letta su di un libro di Morelli, psichiatra e psicoterapeuta che diceva:

    "Cosa ci caratterizza più di tutto, cosa ci rende unici? Il nostro volto.
    E’ lui che contiene l’impronta, dell’essere profondo che ci abita.
    Guardarsi allo specchio significa guardare l’imprendibile essenza che siamo.
    E’ proprio il viso che rivela più di ogni altro aspetto del corpo la nostra essenza.
    Il filosofo russo Florenskij scrive “l’anima si esprime nel viso, in ogni tratto della sua conformazione”

    Un caro saluto e buon week end a tutti

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  10. Direi due autoritratti: il primo dell'anima, il secondo fisico ma dal quale esce anche il tuo lato interiore.
    Belle entrambe, con una preferenza in più alla prima.
    La tua penna è sempre una garanzia.

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  11. Casa c'è di meglio dell'emozione di sfogliare e leggere di prima mattina versi scritti con inchiostro indelebile.
    Meravigliose.
    Ciao
    Lucia

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    Risposte
    1. Autoritratto.
      Anche in questo caso il volto parla diversi linguaggi.
      I giochi infantili del nascondino negli armadi, con la finta preoccupazione materna o la ricerca ingenua dei compagnucci.
      Il pensiero rivolto alla terra d'origine, col suo mare ricco di promesse, dall'afrore inconfondibile rimasto come imprinting nelle narici di una nasetto < en trompette >.
      Le orecchie a sventola ereditate da grande...
      La vita affrontata con le unghie e coi denti, senza però rinunciare alla sensibilità di un cuore aperto e fiducioso.
      Questo m'è piaciuto leggere nei brevi intensi versi dall'eco soffuso.
      Siddharta

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