mercoledì 15 maggio 2013

Maurizio - narrativa - racconto




In balia di un vano dì



16/05/2013
etichetta: la stanza di Maurizio


Dieci minuti, compongono un lasso di tempo relativamente breve, ma sufficiente, a volte, a farti rivivere le emozioni di un anno intero.

Aveva la pelle morbida e dal colore chiaro, come quella di un neonato norvegese.
Per l'aspetto paffutello, ricordava uno di quei soggetti del Botero.  E quando mi abbracciava era come ritrovarsi in paradiso; ogni pensiero scomodo restava chiuso fuori dalla stanza.

Riusciva a rilassarmi al punto da non farmi più pensare al tempo e a quell'insana smania che di solito mi prende quando invece provo a trattenerlo a tutti i costi. Pensavo unicamente a viverlo, senza sprecarne neppure un secondo
Mi lasciavo così andare in un totale abbandono che, senza accorgermi, la forma dei bottoni mi si incideva addosso.
Anche qualche piccola ferita, addirittura, provocata forse da una cucitura che da qualche parte spuntava fuori; indolore, al momento, ma ancora oggi si possono vedere le cicatrici.
I miei sospiri poi erano strani, mai fatti sospiri così profondi. Ci dev'essere qualcosa di scientifico in tutto ciò. Qualcosa che ha a che fare coi movimenti involontari, chissà, magari dettati dall'inconscio che, finge sempre di dormire ma, in realtà, vigila di continuo sulla nostra sopravvivenza.
In quel caso, provocava proprio quei sospiri che, probabilmente, espellevano le tossine e mi facevano inalare a fondo un'aria che profumava di felicità, così da accumularne il più possibile per i momenti tristi.

Un anno. Un anno intero che aveva sbiadito il passato, e s'era proiettato come un faro negli anni a venire, alternando quindi momenti di luce intensa ad altri di penombre, di ombre e di lunghi spazi di buio pesto. Non so in quali di queste fasi mi sia scattata dentro la molla della Poesia; proprio io che al solo termine “Poesia” fino ad allora sbadigliavo.

Avrà pure la pelle morbida e chiara come quella di un bebè teutonico, e quel suo esser paffutello gli conferisce ancora, certamente, l'aspetto piacevole di un tempo, ma il ritrovarmelo in casa dopo sei anni è stato un vero e proprio incubo. Momenti del passato che si ripresentano, minacciando di divorare il mio presente. Sistemato li, ad occupare un'intera parete. Immobile come una leonessa in agguato pronta a balzare sulla preda, come per gioco, per torturarla poi con piccoli morsi e graffi, ed azzannarla, infine, prendendola alla gola e soffocandola fino a farle perdere i sensi.

Così è stato. Ha ancora la pelle chiara e delicata e l'aspetto identico a quello di sei anni prima.
Lo ha fatto portare in casa mia moglie, dopo avere rottamato il vecchio:
-Ce lo ha regalato la nostra cara Amica, deve rifare l'arredamento-, dice lei.
Certo, che ne può sapere, beata donna, è in perfette condizioni, la pelle chiara e morbida non presenta graffi o cicatrici, né porta tracce di sospiri, ma soprattutto, non parla.
È un divano, e non può raccontare.
È proprio un bel divano, e lei è così che lo vede. Non può scorgere il mostro che c'è dietro...Io si.

Dieci minuti su quel divano, potranno pur sembrare un tempo breve, ma è quanto basta “a lui” per abbracciarmi, ferirmi ancora, e ancora provocarmi quei sospiri, e infine risucchiarmi fino a farmi sprofondare nei ricordi.

13 commenti:

  1. Piaciuto il tuo racconto, si legge bene.
    Il divano non parla, ma la tua mente si.
    Sai che è una sensazione che conosco.
    Continuo a scrivere che mi piace si.
    Ciao
    Lucia

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  2. Lo ricordo bene questo racconto. Ma quando hai letto qualcosa di piacevole, è sempre piacevole rileggere e magari soffermarsi su un particolare che a prima lettura era sfuggito. Un divano può trasmettere le stesse inquietudini di un amore finito e ripresentatosi dopo diversi anni, o può nascondere le stesse trame di un giallo, di un rosa o di un noir...

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  3. Quando l'ispirazione arriva, Maurizio si trova sempre al posto di lavoro...
    In genere i Poeti sono i primi avversari del racconto.
    Perché rivendicano alla poesia l’accuratezza del linguaggio, le sue sfumature, le tecniche complesse d’esposizione, la ricerca esasperata della perfezione nell’esprimersi concisamente, il tocco magico dell’ispirazione istantanea.
    Il nostro Autore invece, oltre che in poesia, si trova a suo agio anche nella < novelette >.
    Sul contenuto i valenti lettori che precedono hanno già detto tutto e con maestria.
    Allora mi concentro sul titolo vagamente enigmistico pel quale invertendo < vano dì > si torna a < divano >, il protagonista del racconto.
    Una volta canapè, sofà, ottomana, sultana... dai segreti piaceri inconfessabili.
    Chi lo ha letto non sveli ai vicini il giallo erotico.
    Sarebbe una perfidia, già punita da una corte americana concedendo il divorzio!
    Poi vi sono quelli che s'arrendono a metà testo: peggio per loro, perchè si privano del finale ad effetto.
    Sul tutto, a lettura ultimata, resta un certo disagio.
    Perchè magari qualche scapatella l'abbiamo fatta anche in casa nostra, di straforo, facendo finta poi di non accorgerci del testimone del reato che ci osserva di sottecchi...
    Come concludere?
    Se il buon giorno si vede dal mattino, allora buone nuove per la letteratura.
    Molto bravo.

    Sid

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  4. Serenella Tozzi15 maggio 2013 12:46

    Anch'io lo avevo letto, ma a rileggerlo mi sembra ancora più bello: ben costruito, questo racconto si avvolge morbido dentro parole di ammirazione che ci conducono ad un finale inaspettato e molto indovinato.
    Complimenti Maurizio.

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  5. Devo ringraziarvi per esservi di nuovo sorbiti un racconto che avevate già letto di recente.
    Da poco ho cominciato a "provarci", infatti questo è il secondo dei quattro già proposti altrove, e quindi abuserò ancora in futuro (padrone di casa permettendo) della vostra pazienza.
    Qualcuno potrà dire:-E mica te lo ordina il dottore di pubblicare a tutti i costi-...e invece sì, è proprio lui a spingermi.
    In compenso ho qualche poesia inedita da proporvi e (che non suoni come minaccia) prossimamente lo farò.
    Grazie Serenella, Daniela, Sid e Lucia che probabilmente lo ha letto per la prima volta

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  6. Ciao, l'ho letto ora per la prima volta e mi è piaciuto: molto carina l'idea del divano, piacevole e scorrevole la lettura, bravo.

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  7. Carino davvero.
    Nuovo per me, l'avrei pubblicato in ogni caso.
    Complimenti Maurizio.

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  8. Passo a raccogliere i nuovi complimenti di Chiara e Franco. Certo che tra fb, il sito e il blog, anche questo diventa un lavoro impegnativo. Impegnativo, ma molto molto molto piacevole.
    Grazie di cuore, ragazzi

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    1. Ecco il motivo, come ho detto in fb, del mio momentaneo periodico stacco dalla dipendenza da internet.
      Quando me sento eccessivamente intossicato.
      Ora però sono ritornato più vispo che mai...
      Sid

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    2. A proposito di fb come faccio a trovarvi? mi farebbe piacere scambiare due chiacchiere anche di là :)

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  9. Secondo me le "cose" di casa sono vive, io ci parlo molto, ho recentemente comprato una vecchia panca di legno, perchè adoro le cose vecchie, e già ci siamo dette molte cose.

    Il tuo racconto è molto carino, il divano ancora di più ;-)

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    1. Non so gli altri mobili, cara Marilena, ma sul fatto che il divano in questione sia vivo, direi proprio che non ci piove. Nonostante tutti i santi giorni io provi ad ucciderlo schiacciandolo col mio peso. (esiste il divanicidio?)
      Grazie e lieto che ti sia piaciuto.

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  10. Ma anche qui ti trovo! Sai già che il divano mi piaciuto molto, ma questa è l'occasione per ribatterlo. Ciao Mina

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