venerdì 3 maggio 2013

Poesie nella rete -Flipper - Mauri Mari




Fl(i)p.per

di Mauri Mari

3/5/2013
etichetta: la stanza di Maurizio



È un piano che s'inclina sempre più
così ogni giorno aumenta la fatica
benché abbia ancora voglia di giocare.

Rovisto in tasca. Toh, una moneta.
Premo i pulsanti, lancio le palline
tra campanelli e luci fluorescenti

ma le speranze picchiano sul vetro
sponde impazzite si burlano di me
delle mie dita stanche di provare.

Gioie sbiadite.- Bonus da assegnare.

Rotola in fretta sferica esistenza
ultimo sforzo e un tocco di follia.
Sollevo il piano, inverto la pendenza

tutto si spegne... -Mi sa che ho fatto tilt-

Rotola lenta biglia di metallo
gira in silenzio nel tempo che ti resta.

(02/04/2013)

7 commenti:

  1. Chi si approccia alla poesia di Mauri Mari prendendola sottogamba, sbaglia.
    Se mi è consentito l'ardire, la ricollegherei alle fiabe di Esopo, Fedro, La Fontaine.
    Perchè in ogni sua proposta si nasconde, neanche tanto velatamente, la nostra morale esistenziale, quella di tutti gli sfortunati remiganti dell'oggi.
    Certo, bisogna cercarla questa massima etica, occorre scavare, indagare, perchè la poesia di Mauri è per palati fini.
    Lui, l'acrobata della parola ( basta il titolo... ), la prende, la strizza, la seziona fino a cavarne la profondità del significato.
    Non bisogna arrendersi, abbandonare il campo in fuga veloce.
    Ma combattere strenuamente con la forma ed il contenuto, significato e significante.
    Nella fattispecie, cosa ci ha detto l'Autore?
    Il flipper come metafora.
    Un'esistenza che si presenta ricca di promesse, di luci, di traguardi solo da cogliere.
    Poi un poco alla volta, o forse d'improvviso, la biglia rotolando mostra la dura realtà della vita.
    La sfera s'avvolge impazzita, sbatte ovunque fuorchè nei punti giusti, la stanchezza e la delusione s'impossessano del giocatore.
    Con tutta la forza si cerca d'invertire l'andamento della sorte, ma inutilmente.
    E ormai la maggior parte del tempo se ne è andata in fumo: quel che ne resta è poco ed il silenzio che cala ci avverte tragicamente che nulla cambierà.
    E allora che fare?
    Non ci resta che sghignazzare cinicamente alla faccia di Chi ci ha ingabbiato in questo bel vestitino...
    Bravissimo.
    SIDDHARTA
    17.4.2013

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  2. Davvero geniale questa poesia, certamente una delle migliori tra quelle che ho letto. Endecasillabi che risultano molto spontanei e non forzati, senza rima, ma molto musicali, proprio come piacciono a me. Per il resto, il suo significato e le sensazioni, mi associo al commento di Siddharta e condivido i suoi apprezzamenti.
    Ho aspettato a postare questa poesia, sebbene mi fosse stata presentata da Siddharta da qualche giorno ormai, perché volevo che non andasse sprecata e ritenevo opportuno che tu prima ti ambientassi e ti facessi conoscere nel blog. Anzi, devo dire che l’idea della nuova rubrica,Poesie nella rete, la devo proprio all’invio di questa poesia. Quindi grazie a te e anche a Sidd naturalmente.

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    1. Onorato e quasi commosso per le parole che avete speso per questa mia nuova poesia. Martedì la invierò al CdP, ma intanto mi salvo questi vostri commenti, così vi risparmio la fatica di doverli riscrivere. Grazie Sid, e grazie al padrone di casa per il tempo che mi/ci dedica.

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  3. Se il destino è avverso e stronca sul nascere la voglia di giocare (vale a dire la sdrammatizzazione delle storture che cascano fra capo e collo), meglio è forse sfuggire a uno scontro perenne (se ne uscirebbe perdenti) e mettere al servizio della quotidianità le proprie capacità.
    Non è rinunzia a vivere, ma accettazione dell'essere ininfluente sui destini del mondo.
    Il vero eroismo probabilmente è questo: non rinunziare ad esserci, girandosi dall'altra parte in attesa dell'evento eccezionale.
    Molto graditi l'uso degli endecasillabi e la suddivisione in strofe, non posso che unirmi alle considerazioni positive di chi mi ha preceduto nei commenti.

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    1. Ma guarda quanti significati si possono dare ad una semplice partita a flipper...Oddio, semplice, è vero, ho voluto fare il furbo, sollevando un po' il piano, ma si vede che era uno di quei flipper particolarmente sensibili. Capita...Grazie Salvo...è sempre un onora

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  4. Serenella Tozzi4 maggio 2013 15:24

    Anch'io non posso che rifarmi ai commenti positivi che precedono, e aggiungere quello che già ho detto in merito alle tue poesie: il senso di profondità nascosto a volte dietro metafore giocose come in quest'ultima.
    La ritengo anch'io una delle tue migliori e in proposito voglio sussurarti qualcosa di mio: La vita è una battaglia, ma il combatterla è già una vittoria. ;-)

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    1. Concordo, cara Serenella, la vita è proprio una battaglia. In quanto alle sconfitte o alle vittorie, non saprei. Io intanto mi diverto a provocarla, poi se alla fine dovesse arrivare una medaglia, non sarebbe male ;-)))
      Grazie di cuore.

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