domenica 19 maggio 2013

Siddharta (4) Pensiero cinico quotidiano





La legge Basaglia.                     

Ai miei tempi  Franco Basaglia venne salutato come il liberatore di tutti gli sventurati che in manicomio subivano anche trattamenti pseudo terapeutici violenti come la contenzione, l'elettroshock ed altro.
Talora ristretti da parenti che volevano liberarsene magari per mire ereditarie o evitare seccature familiari.
Non dimentichiamo che in tempi non molto lontani nei paesi sovietici si trattava di misura punitiva e liberatoria corrente contro i dissenzienti politici ( intellettuali, ecc. ).
Un orrore che io ebbi a verificare sul campo: un mio zio boiardo di stato, impazzito senile, legato ad un albero nel giardino manicomiale.

Dopo la liberalizzazione, ho avuto direttamente a che fare per ragioni professionali con un istituto psichiatrico femminile: mi saltavano al collo e mi baciavano, le infermiere giravano pei reparti con vassoi di pillole colorate, talune delle ricoverate in libera uscita si prostituivano nei quartieri malfamati della città, una approfittando della mia inesperienza se la filò dalla portineria...
Che altro dire?
E' certo che di tanto in tanto la cronaca parla di omicidi da parte di soggetti psichicamente instabili.
Un fenomeno di fronte al quale ogni coscienza resta nuda con se stessa.
E per chi crede, di fronte a tante sofferenze è questo il bene che ci vuole il Dio trinariciuto?

SIDDHARTA
22.5.2013




L'otto per mille

Anche in questi due mesi di denuncia dei redditi, puntualmente sui media una voce flautata sollecita il versamento dell' 8 per mille ad un credo religioso.
Evidenziando i mirabolanti interventi caritativi ad ampio spettro.
E mai che si dica:
- a quanto ammontino annualmente tali entrate;
- il rendiconto a chiusura d'esercizio;
- perchè non siano stati pagati volontariamente l'IMU e l'ICI in passato;
- perchè si pubblicizzi così tanto il dio denaro al posto di invitare ai valori che qualificano l'uomo-individuo sociale.


SIDDHARTA
21.05.2013




A) - La felicità globale.
Secondo i ricercatori dell’Università del Vermont è possibile misurare la felicità globale degli umani.
Con Mappiness, un’applicazione degli smartphones, gli utenti potranno visualizzare sul telefonino il grado di felicità della popolazione mondiale.L’app la calcola analizzando semanticamente milioni di tweet da tutto il mondo.In futuro si utilizzeranno anche le informazioni da Google, CNN e New York Time.L’app è gratuita e si avvale della partecipazione attiva degli utenti.Una vera pacchia per i cellulare-dipendenti!

B) – Le piante amano la compagnia.
Come gli umani, sono gregarie…
Secondo uno studio della University of Western Australia, le piante crescono meglio quando sono in compagnia!
Basilico e prezzemolo messi vicino, ma attenzione non a contatto, che magari si ammazzano a vicenda come noi…

SIDDHARTA
20.5.2013



Il concilio cadaverico.

Così fu chiamato il processo post-mortem per sacrilegio a Papa Formoso ( 891-896 ) tenutosi nel gennaio/febbraio 897 ad opera del successore Papa Stefano VI  con cardinali e vescovi riuniti nella basilica di S. Giovanni in Laterano.
Narra lo storico e medievista tedesco  Ferdinand Gregorovius ( 1821/1891 )  nella sua < Storia di Roma nel Medioevo >  ( 1871- pgg. 131 e ss. ):
“ Il cadavere del Pontefice strappato al sepolcro in cui riposava già da diversi mesi, fu abbigliato con i paramenti papali e messo a sedere su un trono nella sala del Concilio. L' avvocato di papa Stefano si alzò in piedi e rivolgendosi a quella mummia orrenda, al cui fianco se ne stava tutto tremante un diacono che fungeva da difensore, le notificò i capi d' accusa. Allora il papa vivente chiese al morto con furia dissennata: < Come hai potuto, per la tua folle ambizione, usurpare il seggio apostolico, tu che pure eri già vescovo di Portus? >
L' avvocato di Formoso addusse qualcosa in sua difesa, sempre che l' orrore gli abbia permesso di parlare; il cadavere fu riconosciuto colpevole e condannato. Il sinodo sottoscrisse l' atto di deposizione, dannò il papa in eterno e decretò che tutti coloro ai quali egli aveva conferito gli ordini sacerdotali, dovessero essere ordinati di nuovo.
I paramenti furono strappati di dosso alla mummia; le tre dita della mano destra, con cui i Latini impartiscono la benedizione, furono recise e con urla selvagge il cadavere fu trascinato via dalla sala, attraverso le strade di Roma e gettato infine nel Tevere tra le grida di una folla immensa “.
Le sue spoglie mortali dopo tre giorni furono miracolosamente recuperate venti chilometri a valle presso Ostia da un frate ( < m’apparve e disse il mio corpo è lì > ), nascoste dai suoi fedeli e inumate nuovamente nella Basilica di S. Pietro tra le tombe degli apostoli con cerimonia pomposa e riabilitate fin quasi alla beatificazione, il tutto ad opera di papa Teodosio II.

SIDDHARTA
 18.5.2013



Oggi parliamo di ostriche su letto di ghiaccio con limone e champagne.

Un raffinato aperitivo per disoccupati, sottoccupati ed esodati dei giorni nostri.
Pare che già l’uomo preistorico si abbuffasse di ostriche.
L’eloquente Cicerone ne mangiava a sazietà, convinto com’era che il fosforo di cui son ricche fosse indispensabile alla sua ars oratoria.
Anche Luigi XIV ( 1638/1715 ) era convinto che l’ostrica contribuisse ad aumentare la sua intelligenza.
Per questa ragione una volta all’anno offriva un banchetto ai malcapitati professori della Sorbona, obbligandoli a mangiare quantità industriali di ostriche.
Un cuoco di corte si suicidò per causa loro.
Casanova il libertino ne mangiava una cinquantina a colazione con gli effetti che tutti sappiamo  ( non servirono però a curargli la sifilide devastante… ).
Napoleone in marcia su Mosca se le ingoiava sul campo…
I nostri politici ed intellettuali parrebbero invece schifati dal mollusco, attesi gli scadenti risultati sotto gli occhi di tutti: forse si salva solo Berlusconi per via del bunga bunga, dicono i soliti maligni.
Due parole naturalistiche.
Sembrerebbe che a occhio nudo non sia possibile distinguere un’ostrica maschio da una femmina.
Comunque il < lui > è particolarmente virile, riuscendo a fecondare diverse centinaia di migliaia di uova, mentre lei ne depone parecchie assai, da 15 a 100 milioni per volta.
Per la gioia dei pesci e degli umani.
Alcune specie dei mari orientali producono anche perle naturali, ma questa è tutta un’altra storia…

Siddharta
16.5.2013




A – Ciò che fa bene e ciò che fa male.
Dice il proverbio < tutto ciò che  piace fa male, mentre quello che par cattivo fa bene >: in termini di alimentazione.
Mentre vangavo, mi è venuta l’illuminazione lapalissiana.
Ma certo, perché di ciò che piace si fa un’esagerata scorpacciata, mentre di ciò che non piace ci si limita all’essenziale.
A proposito del Metastasio chiamato in causa per paradosso:
< Del signor di Lapalisse la bell’anima s’è dipartita: poco prima che morisse egli era ancora in vita… > 

B – Con riguardo sempre degli aiuti umanitari, che passano tramite organismi local-internazionali che li sollecitano senza mai rendicontare.
Parafrasando cinicamente il già citato economista ungherese Baurer: il denaro sfilato dalle tasche dei poveri dei Paesi ricchi va  in grandissima parte ad infilarsi nelle tasche dei ricchi dei paesi poveri e dei ricchi dei paesi ricchi >….
In reciproca armonia!

Siddharta
 15.5.2013


Gli occhiali  intelligenti.

Gli occhiali di Google per la realtà aumentata.
Il 6.4.2012 Google ha lanciato " Project Glass ", una montatura di occhiali che permette di accedere alla < realtà aumentata >: grazie ad una piccola lente-display con videocamera, sugli occhiali vengono visualizzate informazioni su ben 14 servizi ( e-mail, sms, gps,, agenda, ecc. ), richiamabili con comandi vocali dall'utente o in modo automatico non appena si entra in un determinato ambiente.
Ma sembra ci sia molto di più.
Leggete su Google: " Project glass di google " per saperne oltre.
Comunque eccovi le ultime notizie.
Gli occhiali intelligenti saranno in vendita nel 2014.
Specifiche applicazioni consentiranno agli utenti di diventare lettori ascoltando titoli, sommari e news semplicemente indossandoli.
Sulla lente dx sarà possibile visualizzare le principali notizie aggiornate in tempo reale.
Con semplici movimenti della testa sarà possibile altresì navigare nel sito del quotidiano.
Comunque su questi occhiali è già guerra aperta per via della privacy.
Se consentiti, prevedo il boom al pari delle famose palline clic-clac, il grande gioco nazional-collettivo del 1971…

SIDDHARTA
14.5.2013



A - La benevolenza di Dio.
Secondo una parte calvinista, ripresa da segmenti protestanti U.S.A., il benessere economico socio-individuale è segno della benevolenza di Dio.
I poveri? Ben gli sta, se la sono proprio cercata…


B) – Invenzioni.
Il Premio Inventore Europeo ( European Inventor Award: E.I.A. ) viene assegnato annualmente agli inventori distintisi per il loro contributo al progresso tecno-socio-economico.
I vincitori del 2013 saranno proclamati il 28 maggio p.v.
Non ci sono italiani tra i 15 finalisti su 160 concorrenti.
Seleziono le tre invenzioni che mi piacciono di più:

1- Treni sicuri ( José Lòpez Gòmez ).
Un sistema elettronico che calcola la posizione delle ruote sui binari, con un sistema meccanico che le guida nelle curve.
Per rendere più confortevoli e sicuri i treni ad alta velocità.

2 – Contro il cancro ( équipe francese Couvreur, Stella, Rosilio, Cattel ).
Farmaci anticancro interni a minuscole capsule che raggiungono direttamente le cellule malate senza danneggiare i tessuti sani.

3 -  Traduttore linguistico ( team Koehn, Marcus, Knight, Wong ).
Un modello di traduttore interno al computer  che usa le probabilità matematiche per la miglior traduzione di un testo da una lingua straniera all’altra.


13.05.2013
SIDDHARTA 




A – L’ipotalamo.
L’ipotalamo, regione cerebrale dei mammiferi, oltre che a controllare la fame, la sete, la temperatura corporea e la stanchezza presiede anche all’invecchiamento degli individui.
Secondo gli scienziati dell’Albert Einstein College di New York.
Occhio quindi a non prendere botte in testa…
( da Nature ).

B – Aiuti umanitari.
Gli aiuti umanitari?
< Soldi sottratti alle tasche dei poveri degli Stati ricchi e infilati nelle tasche dei ricchi dei Paesi poveri > ( Peter Baurer, economista ungherese ).
Essi finiscono in mano a governi corrotti e incompetenti del terzo/quarto mondo, senza arrivare alla popolazione o forse solo al 10 / 20%.
E’ meglio che i Paesi sottosviluppati imparino a farcela da soli.

Siddharta 
 12..5.2013










 L’avatar.
Una startup a forte presenza italiana ha in fase di avanzato sviluppo la creazione di un corpo artificiale arricchito dalle sensibilità proprie dell’uomo.-individuo ( emozioni, memorie, anima ).
Una specie di avatar interattivo capace di copiare digitalmente una persona nel corso degli anni, preservandone e tramandandone l’identità nel tempo.
In eterno.
Ora si tratta solo di costruirlo tecnlogicamente.
Fra milioni di anni le discendenze sapranno anche della nostra interiore presenza letteraria in una sorta  di enorme biblioteca digitale sull’avvenuto passaggio in terra.
Personalmente confido in un misericordioso futuro virus terminator che accechi il tutto, attesa la scadente qualità culturale dei contemporanei…

SIDDHARTA
10.3.2013



A – Vasi comunicanti.

La teoria Siddhartiana dei vasi comunicanti del Bene e del Male.
E’ inutile affannarsi a fare del bene o del male.
Se osservate attentamente per grandi numeri, come si compiono azioni buone subito il male si risveglia a compensazione, pareggiando il livello. E viceversa.
Come i liquidi nei vasi comunicanti.
Mi ricordo d’un compagno di scuola media che asseriva che ogni volta che faceva la comunione, più forte gli sorgeva il desiderio di masturbarsi.
E allora?
Allora conviene astenersi dal fare alcunché, almeno non ci si affatica per niente…




L’Italia in mutande.

L’ex Ministro Corrado Clini ( 16.11.12011/28.4.2013 ), a difesa dell’ambiente, ci ha spiegato televisamente che le mutande non vanno cambiate ogni giorno, ma ogni quattro, ben arieggiate nel frattempo.
Per risparmiare ben 25 lt. di acqua necessari a lavarle di volta in volta.
Sulle mutande non si scherza.
In una recente recensione, il noto critico giornalistico Roberto Escobar riporta: “ Conviene ricordare quel che di sé disse un italiano piuttosto in vista.
Nell’ormai lontano 2002, una ( allora ) alta carica dello Stato dichiarò al Tg2 < …non so se posso dirlo… ma vedo che si fa in televisione… quando sono solo mi piace mangiare in mutande > “.              
Però non siamo soli.
Ricordo di un Ministro inglese ( cito a memoria ) che non molti anni fa raccomandava l’uso dello sciacquone una volta sola al giorno per risparmiare sull’acqua bene prezioso…
In conclusione, come reciterebbero i Carmina burana ,  < mutatis non mutandis > ( le mutande non van cambiate )!

SIDDHARTA

9.5.2013



A – Lo specchio

Ennio Flaiano diceva di avere l’esatta percezione del suo invecchiamento quando si vedeva riflesso negli specchi degli alberghi.
Un fenomeno che si rinnova per tutti noi quando ci specchiamo anche fortuitamente qua e là.
Infatti prima ci guardiamo furtivamente con occhi straniti, poi ci facciamo le boccacce per un riscontro di controllo, quindi cerchiamo di individuare quell’uno o due tratti che ci facciano riconoscere, infine ce la filiamo scocciati.
La stranezza si è che dentro ci sentiamo immutati malgrado gli anni, come ai tempi della gioventù.
Quando cioè un cinquantenne ci sembrava uno zombie vivente.
Al quale adesso invece concediamo tutta la nostra benevola attenzione e considerazione partecipativa.

SIDDHARTA
8/5/2013



Zero.
In un recente talk show televisivo una pimpante matricola universitaria ha detto di aver dibattuto con la commissione esaminatrice della maturità l’enorme superiorità contenutistica de < Il carrozzone > di Renato Zero rispetto ai testi di Pascoli, Carducci, D’Annunzio, ecc.
Un magnifico autore, ha detto, rispetto < a quella gente lì >…
Un po’ mi vergogno perché ai tempi con moglie e figlio sono andato anch’io ad ascoltare lo Zero rampante allo stadio della mia città ( una cosa sconcia quel padre attempato in mezzo ad una massa di teen urlanti in delirio…).
Non so se vi sarei mai andato per sentire declamare D’Annunzio & C.
Infine un richiamo alla biografia di Zero.
Figlio di un militare di rigide convinzioni, il padre gli aprì sempre la porta anche quando rincasava a notte fonda dopo le sue incursioni allora incredibili.
La sua tolleranza mi è stata di utile consiglio quando anch’io dovetti poi confrontarmi con situazioni similari, anche se nella norma. 



A) - L’eterna giovinezza.

La rivista scientifica internazionale < Cell Reports > annuncia che il sogno dell’eterna giovinezza non sarebbe lontano a realizzarsi.
Per adesso solo nei topi, dove uno vecchio di essi sarebbe diventato giovane.
Immettendo nel suo organismo un gene della longevità.
Cioè una proteina ( Sirt3 ) che aiuta le cellule staminali vecchie  del sangue a rigenerarsi.
La sperimentazione dimostra che oltre a fermare l’invecchiamento è possibile rendere reversibile il declino.
Il gene della longevità nell’uomo, dico io, sarà certamente assicurato solo ai ricchi, perché ai poveracci cosa servirebbe stare al mondo soltanto per soffrire?  




B - Sondaggi.

E’ stato appurato in apposite ricerche che l’uso dei social network ed altre diavolerie del web migliora l’attenzione, l’interesse e la memoria degli anziani.
Rallentando il processo degenerativo del cervello.
Di contro parrebbe che gli anni migliori di Facebook ( un miliardo di utenti al mese, e quindi il network più popolato e famoso al mondo ) siano ormai alle spalle.
D’altronde ne ha già compiuti  nove.
Secondo sondaggi U.S.A. ( Pew Research Center, un istituto privato di studi politici, economici e sociali ), Fb starebbe diventando sempre più irrilevante, dando segni di stanchezza.
Piacerebbe sempre meno, soprattutto ai giovanissimi.
Negli States 2/3 degli utenti ne farebbero già a meno per qualche settimana all’anno, 1/5 degli iscritti alla piattaforma l’avrebbe abbandonata definitivamente.
Per queste motivazioni:
-           scarso interesse e perdita di tempo;
-           creazione di problemi di coppia;
-           menefreghismo per i problemi altrui;
-           timori per la privacy;
-           noia per i commenti stupidi, eccesso di informazioni inutili, foto cretine, nausea di avere < amici rimbambiti >…     
Tutto questo al di là dell’oceano, ma a ben vedere…

SIDDHARTA
4.5.2013




A) – Ass.

Con riferimento ad < Ass-holes, il post pubblicato ne < Il Salotto- aprile 2013 > di questo blog, completerei come segue.
La Zanichelli ha pubblicato un Dizionario inglese-italiano ( WOW. The word on words ) di parole e frasi idiomatiche, colloquiali e gergali.
Un vero spasso per gli amanti e cultori della lingua in inglese, australiano e americano.
Una guida curiosa, un po’ tanto… sporcacciona.
Di ass-inspired ( e di altri parti intime ), cito solo la più curiosa: aardvark ( = oritteropo, vedasi foto in google ), che qui indica il membro maschile non circonciso.
Per la sua somiglianza al muso dell’animale richiamato dalla voce gergale.  

B) – Monomio.

Non c'è niente da fare, dice l'Odifreddi logico-matematico dei giorni nostri.
Voi della letteratura ( narrativa, poesia, ecc. ) dite sempre le stesse cose da millenni, prolisse, non potete per natura rinnovarvi.
Al contrario guardate la scienza, nemmeno il 3-4% è stato scoperto, la strada della ricerca e dell'innovazione è lunga e immensa.
Poi noi matematici, dice, per eccellenza non siamo sbrodoloni come voi, concentriamo il molto in poco.
E usiamo le stesse vostre lettere e segni convenzionali, oltre ai numeri ( cosa che mai fate... ).
Prendete ad esempio un monomio algebrico semplice semplice:
invece di scrivere +2xaxaxaxbxb, compattiamo in 2a³b² .
Non è una bellezza?

SIDDHARTA

1.5.2013




 Sono stufo.

Sono stufo di legare la mia sorte alle vicende del mercato, della finanza, dello spread, del consumismo come pietra miliare dello sviluppo sociale.
Con l’ansia di dover attendere il lunedì per sapere
se la Borsa salirà o scenderà.
E di sopportare che l’Europa mi dica quello che devo o non  devo fare.
E allora coltivo e ridò credito ai valori di un tempo, oggi tanto bistrattati: la famiglia, l’onestà, la salute, la solidarietà, la cultura, il giusto indispensabile, la lotta agli sprechi, l’uso di quanto già si possiede, ecc.
Il vecchio e sempre valido modo di vivere con al centro la serenità ed il piacere dell’esistere.
Perché l’ansia dell’avere sempre di più e di nuovo ci trasforma da cittadini in semplici consumatori irrazionali ed acquiescenti.
Recentemente alle Nazioni Unite si è affacciato il case story del Buthan.
Il primo Paese al mondo ad aver sostenuto la necessità di sostituire il PIL col GNH ( Growth National Happiness: Prodotto Interno Felicità ) come indicatore di sviluppo di una Nazione.
L'illuminato sovrano di quello Stato si è reso infatti conto che l'indice della progressione economica dev'essere quello sulla felicità del popolo.
L'occupazione ed il lavoro hanno un sommo valore psicologico.
La loro perdita equivale ad un lutto o separazione.
Il PIL dovrà lasciare il posto all'indicatore della felicità.
                                    
SIDDHARTA

30.4.2013




A - Non sono tutto questo.

Un corpo malandrino, un carcere a vita che m’imprigiona, senza spazio né aria.
Io non sono solo questo.
Lo sento, lo spirito  indomito che vibra e s’aggira impotente, cercando una fessura in cui infilarsi e fuggire.
No, non posso esser appena questo.
So che prima o poi riuscirò a librarmi sopra la materia, in afflato con lo spirito dell’Universo.
Finalmente in pace col mio sé, libero nel profondo e nel tempo.
Almeno una volta, prima di morire.

B - I nuovi drogati.

Secondo taluni scienziati svedesi,  oggigiorno i pesci mostrerebbero segni di nervosismo, aggressività e maggior fame che non in passato.
Colpa della gigantesca quantità di residui di psicofarmaci scaricati in mare.
Forse non estranei Montecitorio e Palazzo Madama…

SIDDHARTA
28/04/2013


A - Scienza e poesia.
La scienza-cognizione come pura conoscenza e la poesia-arte come tempo libero sembrerebbero tra loro inconciliabili.
Da troppi la poesia è considerata attività di svago, quindi inutile perché non serve a niente.
In effetti l’opera poetica rimarrebbe muta se confinata nell’ambito dell’Autore.
S’illumina invece se diviene patrimonio culturale del lettore.

B - …E per cambiare ancora poesia!
A proposito della nuova etichetta < poesie nella rete > inaugurata sul blog il 23.4.2013.
Il 21.3.2013 è stato celebrato il < poetry day >, cioè la giornata mondiale della poesia
istituita dall’Unesco nel 1999.
La poesia ci aiuta a scoprire e forse risolvere i nostri conflitti interiori.
Arte narrativa, quindi, benefica e terapeutica, per migliorarci la vita.
Non poteva quindi non materializzarsi il guru del caso.
Giovanni Porta, psicoterapeuta specializzato in arteterapia, ha aperto a Roma un laboratorio poetico per illuminare le nostre idee in proposito.
Perché, dice, scrivere è facile: il difficile è stendere un testo che sia poetico (  capirai che scoperta…, n.d.r.  ).
Per poter parlare di vera poesia è necessario innanzitutto essere sinceri con se stessi, con avveduto ricorso ad espedienti tecnici,  esprimendo le emozioni che sottendono alla scrittura.
L’arte poetica cioè è trasformazione del sé e narrazione dei sentimenti emersi.
Il laboratorio succitato mescola tecniche poetiche, di meditazione, di movimento e crescita personale alla ricerca di ciò che siamo e nascondiamo a liberazione dell’io profondo.
Chi fosse interessato o ne avesse bisogno…

Siddharta
26.4.2013



Ed oggi beccatevi l’Alberoni di turno.
Perchè scriviamo, noi dilettanti?.
Per narcisismo, per mostrare quanto siamo intelligenti e bravi, per elemosinare un consenso anche implicito che ci faccia sentire appagati. 
Ma a ben vedere cosa sottende tutto questo?
Io credo sia il disperato desiderio di  dichiarare e sapere di esistere, di essere a questo mondo, di eternare in qualche modo la nostra esistenza.
Un bisogno inesauribile che necessita di continue successive conferme: l’essere ammirati per non perire per sempre.
Uno scongiuro contro la morte che purtroppo ci annullerà tutti nei miliardi di anni a venire.

P.S.: Un’analoga considerazione è valida per lo sfrenato attivismo di taluni ( amicizie, lavoro, rapporti sociali, ecc. ).
Incapaci di fermarsi, leggersi e interrogare se stessi, nell’illusione che il prossimo possa colmare il vuoto e sanare il terrore di vedersi soli, come rifiuti nella solitudine di un corpo individuale nel corso dell’esistenza terrena.
Alla stessa stregua di coloro che dicono sempre di no per partito preso, per sentirsi importanti , per non ammettere il proprio fallimento.
O viceversa di coloro che s’ingloriano tutto il giorno ad ogni piè sospinto, a negazione di non essere nessuno.
Ecco allora i molti con la zucca vuota che s’incaponiscono a scrivere pur non avendo niente da dire.

Siddharta
25.4.2013   



A - Ci risiamo.
Da un giornale specializzato in tutt’altro e molto paludato leggo: sconfitta  giudiziaria per Facebook contro Faceporn, social network norvegese a sfondo sessuale.
Trasecolo, non credo ai miei occhi.
Mi ci posiziono e mi  trovo nel bel mezzo della solita sordida pornografia ( subito attaccato da potentissimi virus, contro i quali il mio avasti reagisce brillantemente ).
Naturalmente da buon giurista resto costernato e penso alle legioni di minorenni molto più svegli di me in web che possono accedervi.
O tempora o mores!

B – La censura.
L’Arabia Saudita sta meditando di costringere gli utenti di Twitter a registrarsi alla piattaforma con gli estremi dei propri documenti d’identità.
Per evitare contenuti illeciti.
In realtà, sostiene l’opposizione, per contrastare il dissenso.
Una forte tentazione anche per i nostri governanti?
Stiamo cogli occhi aperti.
Problema invece che non si pone col cinguettìo del Papa, da sempre Titì e Marena col potere temporale.

SIDDHARTA
25/04/2013

51 commenti:

  1. A voler essere maliziosi e sempre con il dovuto rispetto, però da quel "molto più svegli di me" traspare un certa invidia... e non solo rammarico.
    Chi se lo ricorda ancora quel brutto film di Sordi, forse il peggiore dei suoi: "Il comune senso del pudore?" Bè, passata l'era dei cinema a luci rosse, e prima ancora delle riviste pornografica, adesso è il turno del digitale. C'è un rimedio a tutto questo? Serve l'indignazione? Non so, me lo domando inutilmente anch'io.

    Siamo già alla quarta serie di questi pensieri cinici. Dopo una cinquantina di commenti il post diventa troppo lungo bisogna rinnovarlo. Mi domandavo se non fosse il caso di farlo più spesso.

    Titì e Marena? Mai sentiti nominare, possibile?
    Stanno per pappa e ciccia?

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    Risposte
    1. Personaggi teatrali della commedia locale passati poi nel linguaggio popolare.
      Fino a 60 anni fa il teatro dialettale era una forma veicolare di cultura ( ora soppiantata dai media televisivi ).
      Certe macchiette entravano nel lessico vernacolare comune come forme fisse di comunicazione.
      Come ad es < adda passà 'a nuttata > di partenopea memoria.
      Titì e Marena, due poveri squinternati affinati dal bisogno, complici nel sopravvivere, che si sorreggevano a vicenda.
      Sid

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    2. Sulla lunghezza del post: decidi tu, mi farai sapere.
      Nel frattempo, continuo.
      Sid

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    3. Grazie, per la spiegazione.
      A proposito dei post.
      Meglio lunghi, intasati, difficili da gestire, pieni di commenti vivaci, piuttosto che certe tristezze ignorate e trascurate.

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    4. OK.
      Allora vado avanti.
      Sid

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  2. Serenella Tozzi26 aprile 2013 23:57

    Ho letto su di un giornale che in Francia hanno iniziato a fare teatro a luci rosse.
    Pare anche che questa novità stia riscotendo successo.
    Francamente sono molto, molto perplessa.

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    Risposte
    1. Ma almeno il teatro è un luogo chiuso con controllo di accesso.
      E similmente anche per altri locali.
      Sid

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    2. Che io mi ricordi il teatro era così agli inizi. Pensiamo a cos'era il teatro popolare nell'antica Roma, dove le attrici erano equiparate alle prostitute (e infatti, per secoli, dopo l'arrivo del cristianesimo, alle donne fu interdetto recitare).
      Se il mezzo è nuovo, il fenomeno è vecchio come il mondo.

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    3. Serenella Tozzi29 aprile 2013 21:09

      Presso gli antichi romani, il carattere licenzioso e gli attacchi a personalità di spicco dell'epoca, fu iniziato nel 364 a.c. attraverso i fescennina licentia, di derivazione etrusca.
      Queste manifestazioni, per lo più considerate allora come bassi divertimenti popolari, subirono la severità dei legislatori dell'epoca. Poche erano le donne che recitavano, era proibito e, infatti, quelle poche che osavano disubbidire erano considerate come prostitute.

      Poi, nel tempo, si passò attraverso generi di teatro più alti, per tornare durante l'instaurarsi dell'impero all'atellana, con le farse, le oscenità e la satira politica. Ma senza scadere nel procedere dell'atto pornografico vero e proprio come propongono, invece, questi attuali teatri francesi con le loro scene a luci rosse.

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  3. Non mi meraviglio di una cosa simile, ormai il mondo è sempre più corrotto.La cosa grave è che per una cosa del genere non ci può essere controllo e quindi farà molte vittime(virtuali), soprattutto tra i giovani.

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  4. Già...perché si scrive? Tutto vero quanto dici. Aggiungerei però l'aspetto terapeutico del "dire".
    La necessità di svuotarsi, scartando le parole, come si fa con le foglie morte della lattuga, per alleggerire un po' il peso, pagando il minimo possibile poi alla cassa.
    Dapprima si inizia con l'amico; non importa che capisca, tanto lo stai usando come un contenitore nel quale buttare via le foglie. Scappato questo, passi al classico analista, altro porta-rifiuti, ma costoso.
    Infine, decidi di ricorrere a qualcosa di più economico; un foglio ed una penna.
    Certo, il foglio e la penna, sono solo gli attrezzi per strappare via le foglie morte, ma tanto prima o poi troverai qualche lettore/contenitore disposto a leggerti.

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  5. Oh... perchè si scrive. Siccome sono un sempliciotto, per quanto mi riguarda scrivo perché mi diverto e pubblico perchè spero che, almeno un po' si divertano gli altri.
    Penso che "intorcinarsi" su altre e più sottili analisi o, peggio, confondere lo scrivere col pubblicare, sia pernicioso per l'autore e per il lettore.
    Personalmente, ho scritto il mio ultimo racconto nel 1998, ho smesso, ho ripreso nel 2008.
    Perchè? Perchè mi andava così.

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    1. Personalmente scrivo per comunicare, per sollecitare l'altrui pensiero su questioni magari sottostimate, per far emergere opinioni sepolte ma in attesa di venire alla luce.
      Un modo di crescere collettivamente, migliorandosi.
      Tengo invece in poco conto la scrittura come catarsi individuale.
      Sid

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  6. scrivo perché sono il classico flaneur (flaneuse, nel mio caso) novecentesco. Mi annoio subito di tutto e di tutti. Per questo, spesso rimango sola. Per questo leggo. Per questo scrivo.

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  7. Caro Sidd,
    Perchè dimenticare la componente ludica dello scrivere e dello stare insieme, seppure in modo virtuale?
    "Bisogno disperato di dichiarare e sapere di esistere"?
    E' questo il pensiero che si nasconde dietro la partecipazione attiva a queste pagine? Forse in qualche caso isolato sì, ma non si deve generalizzare. L'invito a non prendersi troppo sul serio, a ricordare che siamo sempre dei dilettanti, lo trovo una cosa di buon senso, ma non facciamoci troppe pugnette mentali e viviamo questa esperienza con sufficiente allegria, e un po' di spensieratezza. Insomma è un gioco, è un modo come un altro per passare il tempo e lasciamelo dire, altrettanto intelligente e costruttivo del bingo, del gioco delle bocce e del tressette. O forse mi sbaglio e non ho capito niente?

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  8. Condivido le tue osservazioni.
    A volte la scrittura è solo tentativo di mostrarsi per ricevere gratificazioni; spesso l’attivismo sociale prova a coprire il senso di solitudine che attanaglia l’uomo di oggi.
    In questi giorni sto leggendo “Diario 1941-1943” di Etty Hillesum, ebrea di Amsterdam, nata nel 1914 e morta ad Auschwitz nel 1943.
    Considerando la tragicità della sua breve esistenza, ho trovato nel libro delle osservazioni così illuminanti sul valore e la complessità della vita, da ridimensionare le mie inquietudini e insoddisfazioni per le tante cose che, obiettivamente, non vanno.
    L’autrice, insomma, mi ha offerto la possibilità di riesaminare quanto mi circonda da altro punto di vista, sicuramente più maturo.
    Mi permetto di inserire nel commento alcuni brani del diario, con l’esclusivo intento di ampliare il confronto.

    Basta che esista una sola persona degna di essere chiamata tale per poter credere negli uomini, nell’umanità.

    Una volta mi rifiutavo di vivere l’istante più prossimo, avevo la certezza che in futuro sarei potuta diventare “qualcuno” e avrei realizzato qualcosa di “straordinario”. Comincio a capire perché: mi rifiutavo di adempiere ai compiti che avevo sotto gli occhi, mi rifiutavo di salire quel futuro di gradino in gradino.

    Una volta vivevo sempre come in una fase preparatoria, avevo la sensazione che ogni cosa che facevo non fosse ancora quella “vera”, ma una preparazione a qualcosa di diverso, di grande, di vero, appunto. Ora questo sentimento è cessato. Io vivo, vivo pienamente e la vita vale la pena viverla ora, oggi, in questo momento.

    Dobbiamo tenerci in contatto col mondo attuale e dobbiamo trovarci un posto in questa realtà, non si può vivere solo con le verità eterne, così rischieremmo di fare la politica degli struzzi.
    Non ci si può sempre perdere nei grandi problemi, non si può sempre essere come un campo di battaglia; dobbiamo poter recuperare i nostri stretti confini e continuare dentro di essi la nostra vita limitata.

    Le numerose contraddizioni della vita devono essere accettate, tu invece vorresti fonderle in unico insieme e in qualche modo semplificarle dentro di te, così ti semplificheresti pure la vita. Ma il fatto è che la vita è composta di contraddizioni, che questa vanno accettate tutte come sue parti integranti.

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    1. Nella sposmodica ricerca del soprannaturale, esclusi gli ottusi per i quali non v'è niente da fare, ho riscontrato grosso modo due tipi di spiritualisti spinti:
      a) i misantropi, raccolti solo in se stessi, lontani dal rumore del mondo;
      b) i frenetici, volti ad una continua rincorsa del prossimo, nel quale annientarsi e sublimarsi.
      La Hillesum ha avuto una vita intensa, anche sessuale e libera e ne parla a lungo nel .
      Amò molti uomini, due in particolare che avrebbero potuto essere suoi padri.
      Il rapporto col secondo ( uno psicologo ) ricorda l'incandescenza pedagogico-amorosa del < Simposio > platonico.
      Comunque confessava: " E' assai difficile l'accordo con Dio e con il proprio basso ventre ".
      Era anche una fumatrice, vizio di cui si disferà nel percorso spirituale.
      Comunque la sua < redenzione interiore > ha un qualcosa di misterioso, come in tutti i casi similari.
      Secondo me una doppia personalità, propria degli spiriti inquieti sempre alla ricerca di qualcosa, forse mai trovata.
      Anche una buona dose di narcisismo presuntuoso?
      Chissà, con tutte quelle verità sbandierate...
      Siddharta

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    2. Corrige: ... ne parla a lungo nel suo < Diario >.

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  9. "...E per cambiare ancora poesia!"
    In pratica, il guru, dopo avere scoperto l'acqua calda, avrebbe intenzione di costruire dei poeti nel suo laboratorio? Beh, allettante...come se mancassero

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  10. "SONO STUFO"

    Utilizzare quanto già si possiede, per dedicarsi interamente ai valori di un tempo...
    Certo, per chi possiede, è una cosa che può fare, per gli altri invece, ecco che il GNH si ritrova, per forza di cose, a dipendere dal vecchio PIL...

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  11. Sono anni che si tenta di istituire qualcosa di più aderente alla nuova realtà dei Paesi, in fondo il PIL funziona come la vecchia storia dei due polli di Trilussa e finché la ricchezza è cresciuta in modo più o meno esponenziale poteva anche andare bene. La verità è che c'è una nuova percezioni oggi, in tutti i paesi altamente industrializzati del concetto felicità che non può più essere legato solamente al possedere un frigorifero.

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    1. D'accordissimo con Patti.

      Il sovrano del Buthan è una persona saggia.
      Anche oggi l'apertura dei TG era dedicata all'andamento della borsa. Sai che gliene frega al disoccupato del NASDAC e del MIBTEL?
      "Decrescita felice?" Se ne potrebbe parlare.

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  12. E allora coltivo e ridò credito ai valori di un tempo, oggi tanto bistrattati: la famiglia, l’onestà, la salute, la solidarietà, la cultura, il giusto indispensabile, la lotta agli sprechi, l’uso di quanto già si possiede, ecc.
    Il vecchio e sempre valido modo di vivere con al centro la serenità ed il piacere dell’esistere.
    Perché l’ansia dell’avere sempre di più e di nuovo ci trasforma da cittadini in semplici consumatori irrazionali ed acquiescenti.

    Un pensiero che condivido in pieno... e come l'hai scritto bene.

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  13. A) ASS

    Eh sì, ne avevamo parlato nel salotto, sempre interessante.

    Salotto di lunedì 19.11.2012
    WOW. The word on words.
    Il primo dizionario che riporta le voci gergali tradotte in italiano.

    Il volume è un dizionario del "colloquial English", dello slang e dei volgarismi usati in Gran Bretagna, America e Australia dagli anni '20 a oggi. Si tratta di termini derivati dai gerghi più diversi (professionali, giovanili, sportivi, musicali, dei gruppi ai margini della società, della malvita ecc.), nonché delle parlate di etnie e culture diverse dall'inglese (lo Yiddish, per esempio), che i dizionari tradizionali possono accogliere solo in piccola parte perché lo slang è in continuo fermento. Una guida un po' curiosa e un po' osè.

    Alcuni esempi:

    fruit fly (mosca da frutta), donna che preferisce la compagnia di omosessuali
    boffola, risata fragorosa, battuta che suscita la ridarella
    proctocracy (proctocrazia), dominio dei cretini
    garbo, spazzino, operatore ecologico
    jaffa, uomo sterile come l'arancia israeliana senza semi.
    carbonzas, due belle tette
    labonza, culona – pancione
    metrosexual, eterosessuale metropolitano
    momzilla, mamma possessiva
    bridezilla, futura sposa molto esigente
    marge, lesbica attiva
    mama, lesbica passiva
    horizontal mambo o Nancy, uomo effemminato
    mimbo,giovane bonazzo

    A proposito di "monomio" e in riferimento al matematico Odifreddi, direi quanto afferma non è esatto; infatti, anche noi scribacchini, avremmo molto da dire sulla sua supponenza e sulla sua persona ma, sapendo compendiare e volendo essere concisi, lo definiamo compiutamente in tutta la sua sapienza e grandezza con una parolina di solo sette lettere. Str----.

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    1. 1) Su < ass > sono particolarmente e favorevolmente colpito dalla precedenza subita.
      Non ho ancora compulsato tutto il blog, altrimenti avrei evitato il doppione ( repetita iuvant, sed scocciant... ).
      2) Il nostro logico-matematico Piergiorgio Odifreddi.
      Personalmente lo ritengo una delle menti libere più brillanti del nostro orizzonte scientifico-letterario/divulgativo.
      Purtroppo per lui fa parte della ristretta cerchia dei nostri Autori non schierati culturalmente ( restringendo non molti gli altri laicisti agnostici: Galimberti, Augias, Veronesi, Pievani, Flores d'Arcais, Margherita Hack ... ).
      Tra l'altro le sue posizioni eterodosse l'hanno fatto licenziare al terzo festival della matematica da lui presiedute ( il Becchi anticonformista per molto meno ha dovuto recentemente rimangiarsi quanto detto ai media ).
      Sarebbe interessante conoscere le valutazioni concrete a base della tua opinione.
      3) Nel citato Salotto del 19.11.2012 ho letto del nostro cardinale Gianfranco Ravasi.
      Un intellettuale della parte avversa, però in genere rispettoso degli atei-agnostici di posizione opposta.
      Un soggetto che comunque come persona non mi convince.
      Perchè sotto una falsa modestia, mostra una presunzione inadatta al ruolo.
      Fatto Ministro della Cultura Vaticana, ebbe a suo tempo a stilare un elenco impressionante delle cariche da lui rivestite all'interno.
      “ Quando nel 2007 fui consacrato arcivescovo da Benedetto XVI, ricevetti il titolo episcopale di Villamagma di Proconsolare secondo la prassi per la quale ai vescovi non residenziali è assegnata una sede storica ma non più in funzione…
      Parto da questa testimonianza personale, antecedente al mio passato attuale al cardinalato ( che per tradizione mi inserisce nel clero romano )… “
      Così scriveva tra l'altro il nostro teologo.
      In televisione l’ho visto una volta spaparanzato su una poltroncina con la mano vescovile inanellata muoversi con finta nonchalance a sottolineare gli argomenti.
      E pensare che io credevo che i preti fossero essenzialmente dei preti…
      Mettendo a confronto i precedenti punti 2) e 3), direi che siamo pari...
      Sid

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    2. A proposito di Wow, cioè del libro della Zanichelli, penso che rinfrescare la memoria ai lettori e riproporre cose interessanti non sia mai inutile. Sono io che ho approfittato del tuo aggancio, e di questo non ti devi scusare.
      Non ho elementi per giudicare Monsignor Ravasi. Talvolta leggo il suo breviario sul Sole24ore e se lo trovo interessante, metto in evidenza il suo pensiero. Questo è tutto. Troppo poco per farmi un’idea precisa sulla sua persona.
      Stessa cosa per l’illustre matematico Odifreddi, lo conosco soltanto attraverso le sue ospitate televisive, e mi risulta antipatico a pelle. Con quella battuta ho esercitato il mio diritto di spettatore (con tanto di canone pagato) ma non intendevo esprimere un giudizio critico sul suo pensiero.
      Io mi considero un agnostico, nel senso che in materia di fede sospendo il giudizio per mancanza di certezze. E per prudenza, spero eccessiva a questo punto, non mi affanno a fare proseliti, e mi guardo bene dall’assumere posizioni più intransigenti, tipiche dell’ateismo.

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    3. Sì, convengo.
      Ravasi e Odifreddi sono due antipatici, ma tanto tanto intelligenti ed acculturati.
      Il che è sufficiente ad assolverli dalle possibili pecche esteriori.
      Sid

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    4. Dal 1630 l'appellativo per i cardinali è Eminenza.
      Non vorrei si offendesse chiamandolo ancora Monsignore...
      Sid

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  14. Sarebbe interessante sapere se anche in Italia si registri un calo di presenze su Facebook. Dopo sporadiche esperienze ho deciso di fare a meno di facebook e non ne sento la mancanza. Però ho notato che in genere, quelli che se ne lamentano troppo, poi sono tra i primi a spulciarlo.
    Tu per esempio, ci stai su facebook sì o no? E se sì perchè lo frequenti? Anche questo sarebbe interessante da sapere.

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  15. Eterna giovinezza? Va bene, ben venga. Purché questo gene non ci riservi una vecchiaia infinita.
    Ai concerti di Renato Zero, se quelli con i capelli bianchi non sono la maggioranza ormai, è perché hanno l'accortezza di tingerli. Quando i figli rientrano tardi, l'unico rimedio è quello di riprendere ad uscire la sera e rientrare ancora più tardi. Giusto per ristabilire la gerarchia familiare.

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    1. Serenella Tozzi7 maggio 2013 11:26

      Ah ah ah!! Mi hai fatto fare una bella risata. Grazie.
      Molto simpatico questo commento.

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    2. Per sentirsi dire dai figliuoli al rientro < ma papà, mica ti fa bene fare così tardi... >.
      Sid

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Se non inquinassero, potremmo risolvere il problema indossando i pannoloni...di quelli assorbenti e profumati, così potremmo anche evitare di lavarci.
      Sai che risparmio d'acqua

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    2. Serenella Tozzi9 maggio 2013 22:44

      Si, Maurizio, e noi ci mettiamo in commercio a vendere quelle manine sulle stecche che usavano nel '700 per grattarsi la parrucca. :-)))

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  17. Vasi comunicanti.
    Aveva ragione la mia mamma quando diceva che mi aveva fatto all'incontrario. Non so esattamente cosa intendesse ma una cosa è certa, se mi capita, putacaso, di fare un'azione buona mi sento meglio. Poi succede che mi riprometto di essere più buono, ma questo effetto dura poco, questo è vero. Ma si sa, io sono cresciuto all'ombra delle tonache, e qualche danno devo pur averlo subito anch'io.

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    1. Anch'io sono cresciuto sotto l'educazione delle tonache.
      Un collegio vescovile per la maggiore, d'impronta laico-progressista.
      Epperò sempre religioso.
      Del quale non compresi mai l'esasperazione confessionale praticata.
      Oggi l'ho capita: doveva per forza perpetuare se stessa, a pena di scomparire.
      Ne ho ereditato un atteggiamento laicista, critico ma non antireligioso.
      Ma di una religione < pagana >, aperta a tutti i credo della terra.
      Perchè se esiste un Dio, quello non può essere che Uno, malgrado le diverse vie scelte per giungervi.
      Sid

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  18. Gli occhiali intelligenti.

    Molto interessante Sidd, e sempre attuale.
    Le palline clic clac hanno rotto le nocche per lo spazio di una intera estate, forse qualcosa di più. Difficile prevedere se gli occhiali avranno un futuro migliore. Certo l'impegno economico nelle ricerca è considerevole, e le previsioni sono nettamente più ottimistiche. Sull'utilità del marchingegno inutile porsi domande, se il prezzo sarà accessibile, ne vedremo molti di questi androidi vagare sui marciapiedi, e sbattere contro i pali della luce.

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    1. Tra poco sarà possibile intervenire direttamente nel cervello, nel quale basterà inserire un qualche piccolo e diabolico marchingegno. Ci basterà immaginare...ed ecco che, qualunque sia l'oggetto del desiderio, come per incanto si materializzerà.
      Ripensandoci...ho il sospetto che, materializzazione a parte, esista già un qualcosa di simile nei nostri cervelli...meditate gente, meditate...

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  19. ciao a tutti
    ogni giorno mi concedo il piacere di leggere le novità sul blog del caro amico Franco, confesso che trovo sempre straordinariamente interessante il pensiero di Sid, voglio ringraziarlo di cuore per stimolare ogni giorno la mia mente su temi sempre diversi e sempre rivelatrici di una cultura veramente "superiore"
    grazie Sid, di cuore

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    1. Cara Carla,
      inconsciamente stimoli la mia immodestia, ma in verità non sono altro che il veicolo di una conoscenza appresa da fonti altre le più diverse, che non sempre riesco ad interiorizzare al meglio.
      Il vero piacere è favorire il nostro dialogo, a base di una socializzazione che possa migliorarci culturalmente e spiritualmente.
      Con affetto.
      Siddharta

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    2. Bell'amica che sei!
      A me tutti 'sti complimenti sperticati non li hai mai fatti :-)

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  20. tu conosci già il mio pensiero riguardo te, con troverei un Siddharta nel tuo blog se tu non fossi all'altezza di ospitarlo...
    ciao e buona giornata

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  21. A proposito delle ostriche.
    Sa che non l'ho capita? Cosa ti fa dire che i nostri politici, con l'unica eccezione fin troppo scontata, siano immuni dagli effetti afrodisiaci del celebre mollusco? Non so, qualcosa mi sfugge.

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    1. Serenella Tozzi17 maggio 2013 15:37

      Che sia perché non sono state divulgate le loro intercettazioni?

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  22. mancano di fosforo a parer mio
    scusate l'intrusione

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  23. Carla ha ragione.
    Non mangiando quei provvidenziali molluschi, i nostri capintesta d'ogni calibro sono privi di fosforo. Per cui a loro non si accendono le lampadine dell'intelligenza, come per Luigi XIV e quelli della Sorbona.
    Col risultato di mandare a ramengo la nostra povera Italia coi loro provvedimenti assurdi ( battutaccia da osteria... )!
    Sid

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  24. Le piante amano la compagnia?

    Sidd, vale anche per le piante dei piedi?
    Ecco perchè le mie, ultimamente, sono attratte dalle parti nobili di certi fondo schiena e non disdegnano nemmeno il contatto violento ;-)

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    1. Certamente, una bella pedata assestata sul didietro a cominciare da quello di certi nostri politici, economisti, sociologi, tuttologi, intellettuali fasulli, religiosi e chi più ne ha più ne metta sarebbe salutare e confermerebbe la regola dell'intolleranza reciproca coi cittadini onesti, operosi, tartassati, ancora fiduciosi nei valori fondanti della società.
      Sid

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  25. Vorrei spendere due parole circa il fatto di cronaca che riguarda Dominique Venner, sono inorridita al pensiero che esistano persone che ancora nutrano così tanto odio verso le minoranze e possano negare diritti che spettano a tutto il genere umano.
    Ma allora, che facciamo, togliamo un po' di privilegi agli etero?
    non voglio nemmeno pronunciare la frase "pace all'anima sua" credo che il mondo stia meglio con una persona in meno che la pensa così

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    1. E' un problema vero quest Sidd, non si può liquidare con una battuta. Si dovrà prima o poi rivedere questa legge, così non è accettabile.
      Anche per il caso Venner sono senza parole, certamente un gesto estremo inspiegabile, ma quello che ha detto Carla non mi trova d'accordo. Quando qualcuno si toglie la vita per un ideale, qualunque esso sia, per l'umanità intera è sempre una sconfitta e mai una conquista.

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