venerdì 28 giugno 2013

Augusto Benemeglio - Calcio e Letteratura

Annotazioni, curiosità, aneddoti, ghiribizzi  sul calcio
CALCIO E LETTERATURA
Calcio e letteratura non s’incontrano spesso, qui in Italia, se non marginalmente, a differenza di Spagna, Inghilterra e Sud America, tuttavia ci sono stati, in ogni tempo calciatori e allenatori  intellettuali, dal “ dottor sottile”  al  “poeta maledetto”, dal “ “filosofo” al “ dottore” . Ricordiamo i precursori di tutti, i mitici Bernardini e Frossi.  Il primo era stato un grande calciatore, talmente più bravo degli altri nella visione di gioco che Pozzo, per paradosso, non lo utilizzò quasi mai in nazionale. “Fuffo”, come lo chiamavano a Roma, divenne subito dopo un brillante giornalista, e poi un allenatore-profeta del sistema , il gioco all’inglese tutto marcamento ad uomo e tackle duro. Vinse uno scudetto con la Fiorentina , che non aveva mai vinto nulla , e un altro con il Bologna, che riportò, almeno per quel periodo (anni ’60) , agli antichi fasti del passato. Allenò anche la nazionale, ma qui le cose non andarono troppo bene , e passò la mano al suo secondo e allievo, Enzo Bearzot, che fece l’impresa di rivincere i mondiali cinquant’anni  dopo il periodo degli “eroi del calcio” , i mitici Meazza e  Piola . Bernardini, a cominciare dal suo vice, lo chiamavano  tutti il “dottore”. Era, infatti, laureato in economia e commercio, e in quell’epoca trovare un allenatore laureato era una vera e propria rarità.

Contemporaneo a lui ci fu il “dottor sottile”, alias Annibale Frossi, che da calciatore era stato olimpionico a Berlino nel 1936 e poi fu anche per un certo periodo manager all’Alfa Romeo, prima di rituffarsi nel calcio come allenatore tattico, con  parecchie alchimie e astrusità, tanto da essere chiamato, appunto, il dottor sottile.
Nei tempi più vicini a noi ci sono stati i casi di Socrates , una specie di no-global ante litteram , un figlio dei fiori, che era un ottimo oratore con spiccata dialettica , concedeva interviste deliziose, delicate e luminose come il suo  tipo di gioco fatto di tacco e volèè; infine si sono proposti altri due intellettuali  nostrani , due scrittori , sicuramente meno noti come calciatori rispetto ai loro illustri predecessori. Parliamo di Nello Governato, già giocatore e direttore generale della Lazio, che ha scritto romanzi  di un certo rilievo, tra i quali  “Gioco sporco, che è stato per certi versi profetico, ma abbondantemente superato dalla “realtà dei fatti”, e , infine, Ezio Vendrame, ex Udinese e Napoli, forse il più geniale di tutti i calciatori, una sorta di poeta maledetto, che pubblicò  circa dieci anni fa “Calcio al vento”, una sorta di diario  di brevi e folgoranti appunti sul calcio, fatti con la scimitarra e il fuoco, ma anche il sale della provocazione e della satira feroce, una sorta di via di mezzo fra Cecco Angiolieri, Aretino  e Rimbaud ;  un cinico sboccato ma con il cuore tremante come quello di un pulcino. Se vi capita di trovarlo in qualche bancarella , dategli un’occhiata. E’ forse una tra le poche cose veramente letterarie del “ calcio”, a parte gli scritti del mitico arcimatto “gioannbrerafucarlo”, Gianni Brera , l’idolo della mia giovinezza, il mio modello inarrivabile, un poeta prestato al calcio. In quest’annotazione non c’è rimasto spazio per un grandissimo come lui, che merita un capitolo a parte, e anche per alcuni grandi letterati che hanno parlato di calcio ( Saba su tutti , ma anche Leopardi, Pasolini) , e, da ultimo, il sociologo Nando Dalla Chiesa , con la biografia di Gigi Meroni.


5 commenti:

  1. noooooooooooooo
    oltre al fatto che tutte le sere ci propinano partite in tv (tanto per allontanare i pensieri dalle situazioni gravi)anche sul tuo blog mi ritrovo questo argomento?????
    Franco, oggi non hai sollecitato il mio interesse ahahahah
    buona giornata

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    1. In tutto l'articolo non c'è una sola parola che riguardi il gioco del calcio. Infatti si dimostra che personaggi che hanno avuto a che fare con questo sport si sono interessati anche di letteratura con un certo successo. Peccato che a te non interessi questo, perchè l'articolo, nelle intenzioni dell'autore, era proprio diretto ai non addetti al lavoro. Pazienza.
      Buona giornata.

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    2. titolo : CALCIO E LETTERATURA

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  2. Serenella Tozzi28 giugno 2013 15:31

    Sempre interessanti i tuoi inserimenti, carissimo Augusto, e aprono a riflessioni che ti portano lontano.

    Mi intendo poco di calcio e sono una tifosa per modo di dire: lo divento solo nelle grandi occasioni.
    Proprio alcuni giorni fa, però, su RAI Tre hanno parlato del romanzo "Azzurro tenebra" che Giovanni Arpino scrisse tre anni dopo il rientro in Italia della nostra nazionale, fra i fischi e i lanci di pomodoro da parte dei tifosi, dopo la partita giocata per la Coppa del mondo e persa contro la Polonia nel 1974 a Stoccarda. .

    Riporto per comodità quanto è stato detto, in maniera certo un po' riveduta e corretta:
    "Azzurro tenebra", è un efficacissimo titolo che annuncia la tempesta sin dalla prima riga, anzi dall’epigrafe: «Il ricordo comincia con la cicatrice». È un modo per accostare atmosfere, ritratti in punta di penna, memorie con e senza ferite di un calcio malato e guarito tante volte.
    Un mondiale di calcio narrato come un romanzo epico, dove tutto è vero ma tutto è trasfigurato dalla scrittura, e dalla gran vocazione che aveva Giovanni Arpino nel raccontare storie. Sono passati ben più di trent'anni dalla rovinosa Coppa del mondo di Stoccarda ‘74, quando sarebbe bastato un pareggio nella terza partita contro i polacchi per non rientrare subito a casa, ma quel pareggio non venne.
    E poi Giacinto (Facchetti), il Bomber (Gigi Riva), San Dino (Zoff), Giorgione (Chinaglia), il Golden (Rivera), Fabio il geometra (Capello), il Baffo (Sandro Mazzola) acquistano tutti, pagina dopo pagina, lo spessore narrativo che si sovrappone al profilo umano e sportivo più noto, inventati e più veri del vero".

    Aggiungo un mio pensiero, cioè che sia un peccato che Arpino fosse un "romanofobo": non mancava occasione per denigrare la città di Roma.
    Evidentemente soffriva dell'invidia tipica di chi sente ma non digerisce la sua grandezza; lui forse considerava Roma come la città dei romani e non come un patrimonio di tutta la civiltà occidentale che senza di essa neppure si sarebbe sviluppata. Ricordiamoci che Cartagine, l'allora antagonista di Roma, era fenicia, cioè orientale.
    Mi chiedo sotto che influenza potremmo essere ora.

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  3. Carissima Serenella, come sempre acuta e direi panoramica la tua risposta all'articolo, che evidentemente qualcuno non ha neppure letto ( e mi riferisco alla signora Carla), fermandosi al titolo. La letteratura , in altri paesi, ha dato grandi apporti al calcio giocato (i sudamericani, gli spagnoli, gli stessi inglesi), da noi è stata vista spesso come un'intrusa. E' vero quel che dici, ho omesso di citare uno scrittore (grande) come Arpino che ricordo in accese dispute proprio al processo di Biscardi sulla "romanità", che detestava. Ma si riferiva a certi atteggiamenti di romanisti e romani beceri, come esistono in tutte le città del mondo, non credo che potesse odiare Roma come città, - patrimonio unico dell'Umanità - come non potrebbe farlo mai nessuna persona di cultura che ami la bellezza e l'arte. L'errore di fondo è confondere alcuni romani ( ammesso che esistano ancora) che abitano la città con i " Romani" che fondarono la stessa e costruirono le glorie di Roma, che poi - come sempre capita - anche loro magari venivano dalle parti più disparate delle regioni italiane (pensiamo a Adriano ,Virgilio Ovidio Orazio Cicerone ect) e "romane" ( Gallia Iberia Tracia Grecia Britannia etc), un po' come è successo al moderno Impero degli Usa ). Di Arpino, che fu prima grandissimo amico di Brera, ma poi litigarono di brutto fino a sfidarsi a duello (sic!), leggevo volentieri gli elzeviri sul calcio, ma il mio idolo , da ragazzo, - come accennato - era Gianni Brera alla cui penna mi sono ispirato a lungo nel fare i resoconti sporitivi ( anch'io - se vogliamo - nasco come redattore sportivo, avendo scritto da giovanissimo per "il Corriere dello Sport", e poi per rivisticule che si occupavano dei campionati calcistici minori.
    Un abbraccio forte, cara amica.
    Ti aspetto al prossimo recital , "Fellini Romarcord", per rimanere in tema di Roma.
    Augusto

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