mercoledì 26 giugno 2013

Boom di badanti in Italia - Filosofia della badante - Brunella Antomarini


La situazione - Rapporto Censis
Boom di badanti nelle case degli italiani: ufficialmente, dati Inps, non superano le ottocentomila ma da un rapporto Censis incrociando i dati della Caritas pare siano un milione e 665mila con un incremento del 53% in dieci anni. E nel 2030 ne serviranno 500mila in più. Nell’ultimo decennio l’area dei servizi di cura e assistenza per le famiglie ha rappresentato per il nostro Paese un grande bacino occupazionale. La crescita più significativa si registra nella componente straniera, che oggi rappresenta il 77,3% del totale dei collaboratori.


Filosofia della badante
di 
Brunella Antomarini 

Da un osservatorio aereo, a occhio d’uccello, dentro molte finestre aperte per il caldo intravedi svolazzare lenzuola e biancheria di cotone, di lana e di carta, panni candeggiati e disinfettati, tutto un biancore di varichina. Piccoli gesti si ripetono in queste case per tutto il giorno e per tutta la notte, a intervalli di poche ore: pulire, nascondere, fingere che sia nulla. 
Si gira e rigira un corpo vecchio e malandato, con una certa tecnica gli si sottrae da sotto un lenzuolo sporco, per metterne uno pulito. 

Si lava il corpo, si riveste, si cura come quello di un bambino. Ma non è un bambino. Non va verso l’autonomia, o va verso l’autonomia assoluta, di chi non ha più bisogno di niente. Le mani della badante sono veloci e agili, la voce è cinguettante, le braccia e la schiena sono forti per tirare su, mettere giù, rivoltare, imboccare. Il lavoro della badante: molto corpo e molta macchina (flebo, sedie a rotelle, letti ortopedici, lastre, analisi del sangue), cura delle parti nascoste e vergognose, trasformazione della vergogna in pulizia.
Poi ancora la macchina che la mette in contatto con la famiglia lontana, skype, email, facebook. Il suo corpo là dentro si riprende, si distrae, ricostituisce un’unità affettiva. Solo le macchine rendono questo lavoro possibile e umano. I vecchi europei morirebbero molto prima senza la badante, che si abitua, dice è un lavoro come un altro.
Altro che, è un lavoro storico: l’Europa allettata sarebbe già morta, si sarebbe spenta come un enorme fungo che non succhia più sostanze dall’humus che ha consumato tutto, sarebbe sfumata di mappa in mappa, confini sempre più confusi, precari, paesi deboli aggettanti su altri paesi deboli – grucce reciproche e graduatorie fittizie del potere finanziario, che lambiscono steppe o mari indifferenti. Si sarebbe sparsa in pezzi su tutto il suo territorio come un’architettura sconnessa e smossa da radici potenti di alberi tenaci, avrebbe subìto un destino organico, anzi entropico, tra parabola vitale e innaturale gestione del disordine crescente e spiattellante, se.
Se da tutt’intorno, dalle periferie europee e più in là, come la foresta semovente verso il castello di Macbeth, non fossero arrivati eserciti di giovani invasori, affamati di cibo e di piccola proprietà, di soldi e di riscatto sociale, formiche inarrestabili che in cambio di sostentamento e sogni, si accalcano, in efficace eterogenesi di desideri, attorno al moribondo inerte, abbastanza elegante, incluso e poi escluso ‘dentro’ un sistema sociale, in cui gli invasori esclusi diventano inclusi. Si danno da fare attorno ai moribondi, gli danno un movimento che non avrebbero, per evitare il decubito, gli mettono abiti di buona fattura, che loro non si possono permettere, lo medicano con medicine che loro non hanno, lo riducono a uno spazio igienico, dalla stanza da bagno a quella da letto.
La tenacia a non morire, sfruttata dalle industrie farmaceutiche e chirurgiche, ha coinciso con la tenacia a curare, nel punto di fuga della convenienza, della necessità, dell’accoglimento, del ricatto, dell’affetto, tutto insieme.
Sul moribondo europeo vecchissimo si accaniscono terapeuticamente i giovani che vogliono sostituirsi a lui come una nuova popolazione in un  territorio che sta per svuotarsi.
L’esercito-badante non può guarire il vecchio, ma lo custodisce, perché gli conviene. Da un matrimonio di convenienza però scaturisce un’affettività di second’ordine, fatta di bisticci e tenerezze. L’Europa non può che trasformarsi e tradirsi nelle mani di estranei che la adatteranno gradualmente a loro. I giovani immigrati non sono mercenari, imparano un mestiere che include la qualità affettiva. La badante straniera si affeziona di un affetto automatico e inevitabile, perché tocca, solleva, lenisce, accomoda, accarezza e parla, come si parla ai disperati e ai bambini. Se non lo fa, perde il lavoro, il vecchio o muore o rifiuta la sua presenza, che deve arrivare fino all’intimità più imbarazzante. Così l’Europa deve scegliere: o mantenere il suo orgoglio e fingere programmi di espansione e di patetica ‘crescita economica’ (mentre i corpi decrescono) o lasciar entrare nella sua vecchia intimità le generazioni di estranei che sono i soli a non provarne disgusto. Il suo territorio è per loro un possedimento temporaneo e se ne occupano con indifferenza mista a grazia, con un sorriso che finge di rispettare una fierezza che non c’è più. E’ una curiosa rivalsa, che avviene in forma di salvezza. 
Far morire bene l’Europa, senza strascichi e rimpianti, per sostituirsi a lei. Un nido da riempire, ma è meglio se l’Europa se ne va lasciandolo pulito, in ordine, con affetto e lenzuola cambiate...


Per continuare a leggere:



3 commenti:

  1. Con il calo progressivo del potere d'acquisto delle pensioni, per chi avrà ancora la fortuna di arrivarci e con l'aumento delle tariffe per le prestazioni, entro pochi anni le badanti saranno un lusso per pochi. Lo stato non provvederà, ne sono quasi sicuro, i nostri figli, pochi anzi pochissimi e preziosi, avranno i problemi loro da risolvere e pertanto i poveri cristi sono nelle mani della Provvidenza. Come sempre del resto.

    RispondiElimina
  2. e si, è un grosso problema, per il momento preferisco sfiorarlo leggermente col pensiero e vivere giorno per giorno come se fosse l'ultimo.
    a volte, con le mie amiche storiche che naturalmente sono poche, fantastichiamo su questo argomento e ci diciamo che non sarebbe male riunirci e usufruire di un'unica badante, ritornare ai tempi antichi dove ognuno aveva un compito e quindi vivere la vecchiaia con la solidarietà che si è creata nei tanti anni passati insieme, continuando a condividere gli interessi che si hanno in comune.
    naturalmente è molto utopico tutto questo però aiuta a vedere il futuro con un certo ottimismo.
    ciao Franco, buona giornata

    RispondiElimina
  3. Tieni presente che una parte di assunzioni come "badanti" in realtà maschera ben altro. Data la maggiore facilità nell'ottenere permessi come "badanti", ho visto un po' di anni fa (ma non tanti) muratori e manovali assunti ufficialmente come "badanti". Negli ultimi mesi poi il numero di richieste di badanti straniere è in lieve calo e, per contro, in lieve aumento quello delle italiane disposte a fare questo lavoro.

    RispondiElimina