martedì 18 giugno 2013

Salotto - Giugno 2013

Salve gente,



Belle vero? Sono le mie albi-cocche e... sono tutte per me;-) Be' insomma... quasi tutte.


Alfred Hitchcock
a Milano una mostra fotografica sul maestro del brivido

MILANO – Al Palazzo Reale di Milano si inaugura una mostra inconsueta e molto attesa: “Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures”. Settanta fotografie e contenuti speciali provenienti dagli archivi della Universal Pictures per raccontare la figura cinematograficamente e fisicamente colossale di Sir Alfred Hitchcock attraverso i film più celebrati della sua vasta produzione.
La mostra, promossa dal Comune di Milano con Universal Pictures Italia, è in programma dal 21 giugno al 22 settembre e propone una sorta di making of cinefotografico su opere che fanno parte del canone cinematografico contemporaneo, dal paradigmatico “Psycho” a “La finestra sul cortile”.
Gli organizzatori hanno spiegato: “La mostra, anche attraverso la riproduzione delle colonne sonore e dei suoni elettronici dei suoi film più celebri indaga e ricrea quell’effetto di suspense tipico del regista, quella combinazione perfetta di elementi che, nel corso degli anni, ha tenuto tantissimi spettatori con il fiato sospeso”.

Non mancano le foto che mostrano i caratteristici cammei di Sir Alfred nei suoi film. Una sala intera è dedicata a “Gli uccelli”, il capolavoro con Rod Taylor e Tippi Hedren di cui quest’anno ricorre il cinquantennale.



Achille Campanile

Uno strano piazzista

Una carrozza a quattro cavalli, carichi di sonagliere, impennacchiati e coperti di rosse gualdrappe, si fermò alle porte della città, in mezzo alla folla rumorosa.
Un vecchio calvo, dalla candida barba, s'alzò in piedi a cassetta e dette fiato a una tromba.
Quando vide che una gran folla s'era raccolta intorno alla carrozza, tirò fuori una magnifica penna stilografica d'oro e la mostrò alla moltitudine attonita.
Eccellenze, signore e signori, disse - ufficiali, sottufficiali e soldati, marinai e avieri, spettabile pubblico! Tutti certamente possedete una penna da scrivere; ma quanti di voi non hanno sognato almeno una volta di possedere una di queste mirabili penne stilografiche?
Ebbene, signori, guardate questa penna: è di ottima marca e scrive benissimo.
Se andate a comprarla in un qualsiasi negozio vi sentirete chiedere, a dir poco, ottomila lire.
Ebbene, signori, io non ve la do per ottomila lire, né per settemila lire, e nemmeno per mille lire. Questa penna io non ve la do per novecento lire, né per ottocento, e nemmeno per la misera somma di cinquecento lire. .
Il vecchio s'asciugò il sudore e riprese:
Vedo già molti di voi che mettono mano al borsellino, credendo che io ceda questa penna al prezzo irrisorio di trecento lire. No, signori. Io non chiedo nemmeno duecento lire.
Signori: che cosa sono per voi cento lire? Una miseria. Ma io non ve la do per cento, né per cinquanta lire, né per una lira. lo non ve la do nemmeno per un soldo, non ve la do per niente, perché signori, questa penna è mia e me la tengo io!
E il vecchio frustò i cavalli, e la carrozza parti al galoppo, tra i fischi della moltitudine indignata.









Tema
In questi giorni la televisione sta riproponendo lo sceneggiato “I Promessi Sposi”, la cui storia raccontammo l’anno scorso. Sapresti farne un breve riassunto?

Svolgimento
Per dire tutta la verità ma proprio tutta la verità, tutta la storia non mela ricordo, perché da quando abiamo fatto la scenetta in classe sono passati molto tempo. Però una o due o tre cose mele ricordo. C’era una volta due promessi sposi che si volevano sposare, perché si volevano bene dal matrimonio, Ma c’era un altro, un cattivo, un maligno, uno scostumato, che si chiamava Tonrodrico. Lui a Lucia, la voleva proprio dalle intenzioni! Voleva fare le cose della schifezza, non è che la voleva bene. Allora disse a due bravi: “ Andate dal prete che non li deve sposare, e se non riuscite è meglio che non tornate, ma cercate di tornare.”
I bravi andavano, lo incontravano, il prete come li vedeva tutti spaparanzati, per poco non si faceva addosso. Si fotteva dalla paura. Sene vuole scappare, ma i bravi lo fermarono e gli dicevano non fare il furbo non sposare i promessi sposi, se no ti massacriamo.
Il prete obbedì dalla paura, e quando lo diceva a Renzo e a Lucia, Renzo e Lucia si bisticciarono, gridavano forte, per poco non si pigliavano a calci. E si lasciarono. Uno sene andò, un’altra sene andò dalla monaca di Monza. Poi Tonrodrico vedeva che Lucia era bella e sela voleva prendere. Poi faceva sempre il buffone.
Poi era venuta la Peste, e anche un po’ di colera. Morivano tutti, si inciampava in mezzo ai morti, e chi non era morto era quasi. Tonrodrico fece il giallo in faccia, puzzava dalla peste, feteva, e tutti quanti si nascondevano dietro i banchetti. Ci dicevano iett o sang, ftent!
A Lucia uno l’aveva rapinata, ma no perché se la voleva baciare, perché celaveva con Torodrico. Lucia tornò, Renzo non la trovava, domandava a tutti i bravi se vedevano Lucia, ma erano tutti morti, il fumo usciva dalle case. Poi incontra un prete, vivo, che celo dice. Dice: “Fai presto, senò muore Lucia e rimani tu solo, io fra sei o sette minuti muoro purio”.

E andò, e l’incontrava, e si sposavano, e cambiarono città. Se ne andarono in SPAGNA!







PROVA PER SCEGLIERSI LA RAGAZZA
di Giorgio Scerbanenco


Lui aveva undici anni, era come un uomo e aveva fatto le cose da uomo, le aveva detto di andare fino in fondo alla via di casa, dove c'erano i giardinetti, e aspettarlo lì; poi l'aveva raggiunta e avevano finto come le altre volte di giocare, ma in realtà lui sorvegliava l'arrivo del tram che fermava proprio davanti ai giardinetti e appena il tram era arrivato, di corsa erano saliti, il capolinea del tram era proprio alla stazione, e una volta saliti sul treno non li avrebbero ripresi più. Lei aveva dieci anni, era forse la più carina della strada dove abitavano, ma lui non si fidava, era uomo e d'istinto non si fidava delle donne, e voleva essere sicuro che non fosse una pappa molle. "Hai paura?", le chiese. Lei lo guardò quieta. "No", disse. Non sapeva di che cosa doveva aver paura, lui era il suo ragazzo e lei non poteva temere niente.
Scesero alla stazione, era il crepuscolo, a casa stavano preparando il pranzo e li attendevano. Egli andò alla biglietteria e finse di prendere i biglietti, aveva due vecchi cartoncini e glieli mostrò: "Siamo a posto, non andremo più a casa, a Genova prenderemo il piroscafo, c'è un marinaio che ci tiene di nascosto nella sua cuccetta", e stette a guardarla. La Silvia, che pure aveva undici anni come lui, l'Ilaria che sembrava così spavalda, la Dumbina che pure diceva le parolacce, quando aveva detto così, si erano messe a piangere, lì, tra la folla della stazione, per tornare tra le braccia della mammina.
Ma quella no. Alzò il viso quieto, inflessibile, pieno di fiducia in lui e disse inflessibile: "Andiamo". Egli le scompigliò i capelli, felice. "Era una prova", disse, "volevo vedere se hai fegato. Non voglio una ragazza pappa molle: torniamo a casa."


***





Queste belle foto ce le manda Serenella da Roma. Te la stai spassando eh ehe hehe, 
con tutti questi fustaccioni in giro per la citta, vero?



FRANCO LOI













Û specenâ la mort, sunt indurment.
E den’ di mè penser sun presuné,
che vègnen a imbrujàm sü la realtâ,
fan serv el corp e lü ’l salta a l’indré,
e quèl che vör el fa, cume ’l vör lü,
sun pü padrun de mì, sun serv del vent.
Inscì la mort la passa e mì la senti.
Me piasarìss tucàla e pö andà via,
cume se fa cuj dònn, tranquilament.

(Spettinata la morte, mi sono addormentato.
Prigioniero dentro ai miei pensieri che vengono
a ingannarmi su cosa sia la realtà,
che fanno servo il corpo e lui salta all’indietro
e quello che vuole fa, come vuole lui,
non sono più padrone di me, ma servo del vento.
Così passa la morte e io la sento.
Mi piacerebbe toccarla e poi andar via,
come si fa con le donne, tranquillamente.)
(trad. di C. Sinicco)



Ennio FLAIANO
I ladri
(Favola arguta)


Quando i ladri presero la città, il popolo fu contento, fece vacanza e bei fuochi d’artifizio. La cacciata dei briganti autorizzava ogni ottimismo e i ladri, come primo atto del loro governo riaffermarono il di­ritto di proprietà. Questo rassicurò i proprietari più autorevoli. Su tutti i muri scrissero: « Il furto è una proprietà » Leggi severe contro il furto vennero emanate e applicate. A un tagliaborse fu tagliata la mano destra, a un baro la mano sinistra (che serve per tenere le carte), a un ladro di cappelli la testa. Poi si sparse la voce che i ladri rubavano. Dapprincipio, questa voce parve una trovata della propaganda avversaria e fu respinta con sdegno. I ladri stessi ne sorridevano e ritennero inutile ogni smentita ufficiale. Tutto parlava in loro favore, erano stimati per gente dabbene, patriottica, ladra, onesta, religiosa. Ora, insinuare che i ladri fossero ladri sembrò assurdo. Il tempo trascorse, i furti aumentavano, un anno dopo erano già imponenti e si vide che non era possibile farli senza l’aiuto di una grossa organizzazione. E si capì che i ladri avevano quest’organizzazione. Una mattina, per esempio ci si accorgeva che era scomparso un palazzo del centro della città. Nessuno sapeva darne notizia. Poi sparirono piazze, alberi, monumenti, gallerie coi loro quadri e le loro statue, officine coi loro operai treni coi loro viaggiatori, intere aziende, piccole città. La stampa, dapprima timida, insorse : sparirono allora i giornali coi loro redattori e anche gli strilloni, e quando i ladri ebbero fatto sparire ogni cosa, cominciarono a derubarsi tra di loro e la cosa continuò finché non furono derubati dai loro figli e dai loro nipotini. Ma vissero sempre felici e contenti.


*

dal "mestiere di vivere" 
di Cesare Pavese
Bestemmiare, per quei tipi all'antica che non sono perfettamente
convinti che Dio non esista, ma, pure infischiandosene, se lo sentono
ogni tanto tra carne e pelle, è una bella attività. Viene un accesso
d'asma e l'uomo comincia a bestemmiare con rabbia e tenacia: con la
precisa intenzione di offendere questo Dio eventuale. Pensa che
dopotutto, se c'è, ogni bestemmia è un colpo di martello sui chiodi
della croce e un dispiacere fatto a colui. Poi Dio si vendicherà - è il
suo sistema - farà il diavolo a quattro, manderà altre disgrazie,
metterà all'inferno, ma capovolga anche il mondo, nessuno gli toglierà
il dispiacere provato, la martellata sofferta. Nessuno! È una bella
consolazione. E certo ciò rivela che dopotutto questo Dio non ha pensato
a tutto. Pensate: è il padrone assoluto, il tiranno, il tutto; l'uomo è
una merda, un nulla, e pure l'uomo ha questa possibilità di farlo
irritare e scontentarlo e mandargli a male un attimo della sua beata
esistenza.


*
Il futuro dei libri nel XXI secolo

Nel 1962 il quotidiano americano Seattle Times chiese ai lettori che futuro avrebbero avuto i libri nel XXI secolo, cioè ai nostri giorni. Con Kennedy alla Casa Bianca, i Beatles al primo 45 giri «Love me do» e Amintore Fanfani al quarto governo, il nostro presente era futuro remoto e la signora Ross disse «I libri saranno venduti ovunque, anche dal benzinaio» e fece centro. Il signor Clark azzardò «Leggeremo microfilm per mancanza di spazio, guardando i libri su visori speciali in casa, con immagini e suoni… «Gli studiosi collegheranno le tv e studieranno archivi a Londra e Roma senza muoversi». […]
A intuire la svolta fu per primo Italo Calvino, nella conferenza «Cibernetica e fantasmi», pronunciata a Torino nel 1967: le macchine trasmetteranno cultura, sostenne Calvino, e scriveranno romanzi. La letteratura cibernetica sarà «la letteratura» più vera, perché, prodotta da una macchina, renderà finalmente protagonista il lettore non l’autore. In rete oggi, accade proprio questo. […]
Qualcuno obietta che un libro di carta non ha paragoni. E come dargli torto, ma quando Iliade ed Odissea non vennero più cantate ma trasmesse con le scritture inventata dapprima a Micene, non pochi si saranno lagnati della perdita di calore ai banchetti. E quando la pergamena contese il campo al papiro - i rotoli del Mar Morto usano entrambi i supporti, dopo una crisi delle esportazioni da Alessandria - la vecchia guardia avrà mugugnato…
Il web non cancellerà l’informazione seria, gli e-book non oscureranno Lao Tzu, Dante e Shakespeare. Una ricerca Pew Center prova che i lettori su Kindle, Nook e iPad leggono anche molti più libri di carta della media
Nella più bella e meno letta delle Lezioni americane, «Molteplicità», Calvino conclude che il romanzo e la conoscenza sono «una rete», anticipando di dieci anni il web. La sfida non è contrastare la rete, ma navigarla con raziocinio. Dite che Wikipedia ha inventato l’autore collettivo? Macché, già Bibbia, Odissea, Mahabharata, fiabe e ciclo di Re Artù avevano un autore collettivo. Il digitale ci riporta alle radici del sapere, non le sradica…
Quanto ai predicatori di sventura digitale non ascoltateli troppo: nel 1894 il Times di Londra previde che entro il 1950 la città sarebbe stata sepolta da tre metri di sterco di cavallo. Non calcolava l’auto, perché chi guarda al futuro come un nuovo presente sbaglia. Sempre ;).

da LA STAMPA - TUTTOLIBRI
Ma chi ci salva dal rumore on line
di Gianni Riotta




La vita è bella           

 Monday, 27 May 2013
 di: Francob

Mi distrae dal caffè
e dal giornale del mattino
un brusio strano:
un pregare sommesso
e un pianto improvviso
un parlare sconnesso
con qualche riso...
E' un funerale che passa
sotto il mio balcone.
Dall'alto vedo bene il corteo
della fede e del dolore
che più s'allontana dal morto
più perde spessore.
Succede.
La radio mi dice che oggi
sarà una giornata di sole
e di impegno sociale.
Per il sole lo spero per me
e per il rosso gerano sul davanzale.
L'impegno sociale l'ho visto passare
un attimo fa sotto il balcone
e francamente non so quanto vale.
Intanto c'è la vicina di casa
che sale cantando le scale
e sento un profumo di pane.
Bella è la vita che scorre
tra gli occhi e le dita!


Bella, bella da fare impazzire.

da:
http://vetrina.clubpoeti.it/article.php?story=20130526101144632

Aforisti e Aforismi dal mondo

Valeriu Butulescu (1953)
Il cambiamento politico. Altri pastori altri cani, le stesse pecore.



Andrea Vitali

Un bel sogno d’amore

E’ l’ultimo romanzo del sciùr dutur, e non importa se stia salendo oppure scendendo i gradini delle classifiche dei libri più venduti, di queste cose non ce ne occupiamo, tuttavia, ho sentito dire in giro che l’ultima fatica di Vitali valga il prezzo di copertina.  A proposito, non sembrano un po’ troppo cari anche a voi questi benedetti libri? A ogni buon conto, vi trasmetto un accenno della trama e di seguito l’incipit, scopiazzato e quasi pari pari da http://www.ibs.it/libri/classifica.html
poi decidete voi se comperarlo o meno. Io aspetto che scenda il prezzo prima di acquistarlo, che roba da leggere in casa ne ho da vendere.

Trama:
Dunque, a Bellano nel 73, l’anno dell’austerity ve lo ricordate? L’anno in cui il sottoscritto è convolato a nozze e non aveva la minima percezione che le cose andassero così male, anzi… le domeniche a piedi venivano vissute con insolita allegria, eccetera eccetera…
A Bellano invece gira voce che presso il cinema della Casa del Popolo verrà proiettato "Ultimo tango a Parigi" e per i vicoli del paese si scatena una guerra senza frontiere. A combattersi due fazioni ben distinte: da una parte gli impazienti che fantasticano sulle vertiginose scene di nudo che ci si aspetta di vedere sullo schermo; dall'altro, schierati con il parroco, coloro che pretendono di evitare a Bellano una simile depravazione.
Oddio, a me sembra un po’ la rivisitazione di un Don Camillo e i giovani d’oggi. Ve la ricordate quella serie orrenda di film girati con Gastone Moschin di San Giovanni in Lupatoto, nei panni del Don Cammilo? Va bene, che vi piaccia o meno la storia la cumincia inscì!

PROLOGO
La notizia cominciò a circolare nel febbraio 1973. Presso il cinema Casa del Popolo sarebbe stato proiettato il film Ultimo tango a Parigi.
Bastò la chiacchiera per provocare fantasie squinternate da una parte e dall’altra dei due schieramenti, pro e contro, in cui il paese si divise.
Da una parte, parole come burro e culo corsero sottovoce sulla bocca di tanti, accompagnate da ineffabili sorrisi e ammiccamenti. Si sussurrava di ignoti giochetti alla francese, roba da non credere. Alcuni, spudoratamente, fingevano di aver già visto quel film, guardandosi bene dal dire dove e quando: alle domande rispondevano agitando la mano per significare che cose del genere non si potevano nemmeno immaginare.
L’altro lato dello schieramento si compattò quando nell’atrio del cinema comparve il manifesto del film. Mancava ancora la data, ma ormai era guerra. Prevosto e coadiutore, suore dell’asilo e dell’ospedale, parrocchiani e parrocchiane ligi alle consegne non accettarono discussioni sulla liceità di proiettare il film: il giudizio della Curia, «Pellicola inaccettabile», esposto per tempo nella bacheca della prepositurale fu il verbo cui attenersi. Chi avesse assistito alla proiezione ne sarebbe uscito fulminato, dannato per sempre. Giudicavano, gli uni e gli altri, una cosa che non conoscevano. Che, infine, per i più fu mortalmente noiosa e incomprensibile, tant’è che, alla resa dei conti, parecchi spettatori abbandonarono la sala prima che la proiezione avesse termine.







Il Cenacolo Letterario Internazionale “Altre Voci” con il patrocinio di: Provincia di Rovigo - Regione Veneto - Comune di Rosolina - Comune di Firenze - Provincia di Firenze - Comune di Pontremoli - Comune di Matera - Regione Basilicata promuovono la Seconda Edizione del
Premio Internazionale di Arti Letterarie
Thesaurus
e con la partecipazione di:
Albarella - Mercegaglia Tourism
Cerimonia di Premiazione i giorni 21 e 22 Settembre 2013 nell’Isola di Albarella, nel Parco del Delta del Po.
I due giorni dell’evento prevedono un convegno su temi letterari, una visita guidata dell’Isola e una escursione nautica nel Delta del Grande Fiume. L’evento sarà ospitato nelle strutture ricettive dell’Albarella Spa.

Per informazioni :
http://cenacoloaltrevoci.weebly.com/premio-thesaurus.html



02 - Il noir entra nella storia
Romanzi Noir
L’Espresso
2013



Da oggi, 3 giugno, in edicola Repubblica e l'Espresso propongono una nuova collana: "Il noir entra nella storia". Dall'antica Grecia alla Germania Nazista, dalla Cina Imperiale alla Francia del Settecento, un viaggio appassionante in 16 romanzi attraverso i secoli.
Si parte con Margaret Doody e "Aristotele e i veleni d'Atene", per proseguire con, nell'ordine, Marco Malvaldi, "Odore di chiuso"; Jean-Francois Parot, "Morte in maschera"; Maurizio De Giovanni, "Per mano mia"; Jason Goodwin, "L'albero dei giannizzeri"; Danila Comastri-Montanari, "Tabula rasa"; Giulio Leoni, "La crociata delle tenebre"; Anne Perry, "Assassinio sul molo"; Michael Gregorio, "Critica della ragion criminale"; Alessandro Perissinotto, "Treno 8017".
Per i più curiosi Repubblica e l'Espresso mette a disposizione dei suoi lettori, gratuitamente, il download degli incipit di tutti i libri in collana:
Ogni volume sarà disponibile in edicola al costo di 7,90 euro più il costo della rivista o del quotidiano.



 01 - Quando è il gossip a cambiare la storia
Da Svetonio a Machiavelli fino a Dagospia: il pettegolezzo come strumento di coesione sociale

Luigi Mascheroni :
C'è una celebre vignetta di un magazine americano degli anni Cinquanta in cui una donna sussurra all'amica: «No, no... This isnt't gossip. It's the truth».
Che cosa differenzia, se esiste una differenza, il gossip dalla verità? Non è anche il gossip una verità? Qual è il valore del gossip per la civiltà umana? E quanto, accanto o oltre la verità, ha inciso sul corso della Storia? Domande attorno alle quali si potrebbe scrivere un libro.
Che infatti è stato scritto, da Paolo Pedote, filosofo. È un saggio dalla bibliografia ricchissima, s'intitola Gossip. Dalla Mesopotamia a Dagospia (Odoya) e racconta, in un lungo bisbiglio che risuona fra le praterie dell'indiscrezione e le paludi della diffamazione - da Satana «il calunniatore» al voyeurismo del Grande Fratello - la straordinaria funzione sociale del pettegolezzo. Una pulsione umana, troppo umana. E il vizio più antico e diffuso del mondo.


26 commenti:

  1. Serenella Tozzi1 giugno 2013 12:20

    La regina del gossip, dagli anni ruggenti al dopoguerra, è stata senz'altro Elsa Maxwell. Fu amica dei personaggi i più famosi: re, regine, statisti, attori, cantanti e tutti la temevano.

    Oggi per il gossip si inventa parecchio, perché quel che comanda è la copertina, il servizio esclusivo, lo scoop. E pur di ottenerlo si è disposti a tutto.

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  2. La Maxwell ho fatto in tempo a sciropparmela tutta intera...
    La ricordo brutta e grassa, e faceva scalpore all'epoca.
    Ho saputo dopo che forse era anche lesbica ( cosa indecente a dirsi nella cattolicissima Italia dalla religion di Stato ).
    Oggi rispetto ai nostri tabloid farebbe la figura di un'educanda.
    Sid

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  3. Certamente sarà riportato nel libro, ma io riferisco lo stesso il famoso pettegolezzo storico.
    " Re Mida fu punito da Apollo, in quanto non lo aveva nominato vincitore in una gara musicale con Marsia (o Pan), con un paio di orecchie d'asino. Solo il barbiere del re era a conoscenza della cosa, ma il re gli intimò di non raccontare a nessuno la sua deformità, pena la morte. Costui tuttavia, non riuscendo a mantenere il segreto, andò a confessarlo in una buca presso uno stagno. In seguito, su tale terreno nacquero delle canne e si dice che col vento sussurrassero: Re Mida ha le orecchie d'asino! ".
    Così trascrivo per pigrizia integralmente da Google...
    Siddharta

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  4. Sul Premio Thesaurus.
    Giust'appunto l'intitolazione, ideale per esodati, cassintegrati, disoccupati, per di più in tempi di crisi economico-sociale forse irreversibile...
    Sid

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    1. Beh, allora non posso mancare.
      Mi hai convinto, partecipo anch'io.

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  5. grazie per l'informazione, questa sera lo "accatterò"
    Andrea Vitali mi piace come scrive, piacevoli e simpatiche storie ambientate dove vive lui.
    In una intervista lo sentii dire una volta che per le trame dei suoi racconti prendeva spunto dai suoi reali pazienti, vecchietti che oltre per le ricette, frequentavano il suo studio medico per farsi due chiacchiere.
    Simpatica sta cosa
    ciao ciao

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  6. Il blog va in vacanza?
    Peccato, proprio ora che m'ero deciso a rompervi le p... con la mia presenza (fino ad ora non ho potuto).
    Grazie a te per l'ospitalità, caro Franco.
    Buone vacanze

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  7. Buone vacanze di cuore, a settembre allora,
    un saluto.
    L'anonima. hihihi, risatina.

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  8. Serenella Tozzi8 giugno 2013 00:17

    Mannaggia, e io che faccio che in vacanza non ci vado? Ah... però si può commentare.
    Bene, mi commenterò da sola raccontandovi la mia vita da quando avevo 9 anni... prima i ricordi sono scarsi e sporadici. :-))))
    Tranquilli, era una battuta!

    Beh, Maurizio e anonima ridolina, come correte, abbiamo ancora tre giorni per salutarci. :-)

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  9. A frame nostro wm, il riposo del guerriero.
    Curare un blog è una bella faticata, cercando di non scontentare nessuno, frenare gli scalmanati, cercare di farsi capire senza riuscirci, leggere tutto prima di pubblicare, ecc. ecc.
    A chi andrà in ferie, buone vacanze!
    Sid

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  10. Serenella Tozzi9 giugno 2013 18:31

    Che bello é, quando c'é tanta gente
    e la musica, la musica ci fa star bene
    é una libidine é una rivoluzione quando ci si può parlare, con una canzone
    Che bello é, quando lo stadio é pieno
    e la musica, la musica riempie il cielo
    é una libidine é una rivoluzione é una libidine é una rivoluzione...

    Ecco una bella forma di saluto estrapolata da una canzone di Jovanotti.
    Un saluto, una forma di rassicurazione che quando si è insieme a tanta gente a noi simile si sta bene.
    Arrivederci, quindi, buone vacanze e ad maiora.
    Grazie Franco, è stato un bel viaggio fra tante cose sempre rinnovate e sempre belle. Spero a presto.

    (Non est quod timeas ne operam perdideris, si tibi didicisti.

    Non è il caso che tu creda di aver perso tempo e fatica, se hai imparato per te stesso.
    Lucio Anneo Seneca)

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    1. Si tratta solo di un arrivederci, non di un addio. E poi, non ho nulla di cui lamentarmi, anzi... sono anch'io contento di quanto fatto.
      Ciao

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  11. Serenella Tozzi10 giugno 2013 15:39

    La poesia "La vita è bella". Me la ricordo letta sul Club. E' un'istantanea di vita, una bella istantanea, direi, ha molta immediatezza.

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  12. Serenella Tozzi13 giugno 2013 00:38

    Forti tutti e due i pezzi, sia quello di Flaiano che di Pavese.
    Questo è essere ironici e dissacranti.

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  13. ah... riproporre Flaiano è una gran bella cosa. Letto con grande piacere.

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  14. Serenella e Rubrus... Buongiorno :-)

    "Poi si scoprì che i ladri rubavano"
    Ma vi rendete conto della genialità? E' troppo forte. Molto spesso citato, ma le sue opere non sono famosissime al grande pubblico. E sul web non ci sta molto.
    Ciaoooo

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  15. Serenella Tozzi16 giugno 2013 11:25

    Roma è uno spettacolo invasa dai motociclisti della Harley Davidson. Sono qui per festeggiare i 110 anni della casa. Sono arrivati da tutte le parti del mondo, pare in oltre 100 mila.
    Hanno fatto tappa a Ostia, sfrecciando sul lungomare a gruppi di 50 o 100 motociclisti alla volta ed è un vero spettacolo da vedere.
    Sono partecipanti di ogni età in sella ai loro lucidi bolidi, ma assolutamente attenti a non infastidire il traffico al loro passaggio. Oggi, ad esempio, che le spiagge sono piene di gente, passano con i loro motori al minimo, anche se sempre rombanti e riconoscibili.
    Peccato che domani se ne vadano. Mi mancheranno i loro rombi nella notte fonda.
    Io, questa manifestazione l'ho trovata coinvolgente e piena di allegria.

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  16. Buongiorno

    immagino sia stato spettacolare questo incontro, hanno fatto vedere qualcosa al telegiornale, io personalmente sono proprio allergica al rombo dei motori, mi disturba più di ogni altra cosa, deve essere proprio una forma allergica che ho nei confronti dei suoni che emettono le marmitte!
    capisco però chi invece ne è esaltato, ho purtroppo un caso in famiglia...
    ciao Serenella, ciao Franco e buona settimana

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    1. Serenella Tozzi18 giugno 2013 15:09

      Ehi, Carla, quel "purtroppo" mi intriga molto...
      Ciao, buon proseguimento di settimana anche a te.

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    2. Ciao Serenella
      scusa se rispondo solo ora, il computer lo uso solo sul lavoro e ogni tanto mi concedo una pausa, condivisa anche dalla mia dolce "capa", fuori di qui preferisco fare altro, specialmente belle passeggiate e chiacchierate con le amiche.
      Il caso in famiglia, ahimè, è mio genero, avrei preferito anche io se fosse stato un bel centauro aitante vicino a me per altri motivi...ahahah
      buona giornata

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  17. Serenella Tozzi18 giugno 2013 15:13

    "Io speriamo che me la cavo"... gli scugnizzi napoletani, un misto di ingenuità, malizia e sfottò.
    Tenerissimi.

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  18. Serenella Tozzi20 giugno 2013 11:23

    Achille Campanile e lo strano piazzista.
    Questo è divertirsi e prendere in giro la vita.

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  19. Serenella Tozzi28 giugno 2013 18:41

    Accipicchia che belle albicocche! Mi era sfuggita questa foto.
    Sono davvero splendide e chissà che buone! Se fai la marmellata mi prenoto per un vasetto.

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    1. Ma certo, volentieri. Però non prometto nulla, non vorrei facesse la stessa fine dell'olio. :-)

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    2. Serenella Tozzi28 giugno 2013 22:53

      E no, eh! :-))

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