giovedì 1 agosto 2013

Salotto - Luglio 2013

Salve gente,
E' in arrivo la prima Newsletter del Blog. 
Sarà inviata periodicamente agli amici del blog per gli aggiornamenti sugli ultimi post e per un sacco di altre cose. Per il momento è solo un esperimento fatto in casa, un fai da te in attesa di comporre una più corposa mailing-list.
Nel ricordarvi che a fine agosto riprenderà la piena attività del blog auguro a tutti una felice estate.
(frame del 25 Luglio... o giù di lì)


JK Rowling beffa tutti: 
''L'esordiente Galbraith? Non esiste, sono io''


Uno sconosciuto romanzo di debutto, che finora aveva venduto 1500 copie, è in realtà dell'autrice della saga di Harry Potter

La scrittrice britannica Joanne Rowling (meglio conosciuta come J. K. Rowling), autrice dei sette libri della saga di Harry Potter, ha scritto un romanzo giallo con lo pseudonimo di Robert Galbraith, fingendo di essere uno scrittore al debutto. Il libro, The Cuckoo’s Calling, è stato pubblicato il 30 aprile 2013 e fino a ieri aveva venduto 1.500 copie. Racconta la storia di un personaggio soprannominato “Cormoran Strike”, un veterano di guerra diventato successivamente investigatore privato coinvolto in un misterioso caso di suicidio.
A rivelare l’identità della scrittrice è stato il Sunday Times: dopo la pubblicazione della notizia, J.K. Rowling ha spiegato in un’intervista al Telegraph che avrebbe preferito mantenere il segreto ancora per un po’. Dopo la rivelazione dell’identità dell’autore, le vendite del libro su Amazon sono aumentate di circa cinquemila volte…






Tanti auguri a 
Nonna Pina 
per il suo 97° compleanno

Pina Tosi

e ...

Complimentissimi per il prestigioso successo ottenuto di recente a Roma 
con il racconto, "Il vestito rosso" 
tratto dalla raccolta "Spigolando fra i miei ricordi" ilmiolibro.it/2012






Luciano Bianciardi (Grosseto 1922-Milano 1971) anarchico, anti-sistema, inattuale, testardamente controcorrente, è un autore che divide, forse perché, negli anni segnati dalla presenza di due “chiese” (quella cattolica e quella comunista), egli non fu né prete in abito nero, né prete rosso (come definiva i comunisti). La sua storia è stata narrata nel libro di Pino Corrias, Vita agra di un anarchico. Luciano Bianciardi a Milano, edito da Feltrinelli nel 1993 e di nuovo nel 2011. […]
In questo brano tratto da La vita agra, l'autore delinea un ideale di vita che egli definisce “neocristianesimo a sfondo disattivistico e copulatorio”; un ideale di vita  irrealizzabile, assurdo, folle:
(Giuseppe Barreca)


Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi e anzi rinunziare a quelli che ha. La rinunzia sarà graduale, iniziando coi meccanismi, che saranno aboliti tutti, dai più complicati ai più semplici, dal calcolatore elettronico allo schiaccianoci. Tutto ciò che ruota, articola, scivola, incastra, ingrana e sollecita sarà abbandonato. Poi eviteremo tutte le materie sintetiche, iniziando dalla cosiddetta plastica. Quindi sarà la volta dei metalli, dalle leghe pesanti e leggere giù giù fino al semplice ferro.
Né scamperà la carta. Eliminata carta e metallo non sarà più possibile la moneta e con essa l’economia di mercato, per fare posto a un’economia di tipo nuovo, non del baratto, ma del donativo. Ciascuno sarà ben lieto di donare al suo prossimo tutto quello che ha e cioè, considerando le cose dal punto di vista degli economisti d’oggi, quasi niente. Ma ricchissimo sarà il dono quotidiano di tutti a tutti nella valutazione nostra, nuova.
Saranno scomparse le attività quartarie, e anzitutto i grafici, i PRM, e i demodossologi. Spariranno quindi le attività terziarie, e poi anche le secondarie. Le attività del tipo primario -  coltivazione della terra - andranno man mano restringendosi, perché camperemo principalmente di frutti spontanei.
È ovvio che a questo si arriverà per gradi, e non senza arresti o inciampi. Agli inizi formeremo appena delle piccole comunità, isolette sparute in mezzo allo sciaguattare dell’attivismo, e gli attivisti ci guarderanno con sufficienza e dispregio. Per parte nostra, metteremo alla porta con estrema dolcezza i rappresentanti di commercio, gli assicuratori e i preti.
Avremo eletto per nostra dimora le zone meno abitate, cioè quelle che hanno clima migliore. A poco a poco vedremo la nostra isola crescere, collegarsi con altre isole fino a formare una fascia di territorio ininterrotto.
E un giorno saranno gli altri, gli altruisti, a ridursi in isola; poche decine di longobardi febbrili aggrappati a rotelle e volani, con gli occhi iniettati di sangue. Forse non riusciremo mai a vincerli alla nostra causa, e resteranno lì a correre in circolo, a firmarsi l’un con l’altro cambiali, a esigerne il pagamento. Ridotti così in pochi, man mano che i meno saldi muoiono d’infarto, formeranno un cerchio sempre più angusto e  rapido, fino a scomparire da sé. 
E noi lì staremo a guardare dall’esterno, sorridendo. Il lavoro così sarà per noi ridotto quasi a zero. Vivremo dei frutti spontanei della terra e di pochissima coltivazione. Saremo vegetariani, e ciascuno avrà gli arredi essenziali al vivere comodo, e cioè un letto. Il problema del tempo libero non si porrà più essendo la vita intera una continua distesa di tempo libero.
Scomparsi i metalli, gli uomini avranno barbe fluenti. Scomparse le diete dimagranti e i pregiudizi pseudoestetici, le donne saranno finalmente grasse.  Scomparsa la carta, non avremo né moneta né giornali né libri. 
Perciò, trasmettendosi le notizie di bocca in bocca, noi non sentiremo né le false né le superflue. Senza libri, la letteratura dovrà tramandarsi per tradizione orale, e la tradizione orale non potrà non scegliere i soli capolavori.
Vedremo automobili ferme per via, senza più carburante, e le abbandoneremo ai giochi dei bambini, ai quali però nessuno dovrà dire che cosa erano, a che cosa servivano quelle cose un tempo.

Ovunque cresceranno vigorose erbe e piante, in breve l’asfalto si tingerà tutto di verde, con immediato miglioramento del clima. Anche le zone umide e nebbiose diventeranno abitabili.

Giuseppe Barreca
su Poesia e Racconti

20 commenti:

  1. Serenella Tozzi8 luglio 2013 19:47

    Mi sembra un po' farneticante questo sfogo; evidentemente parla una persona alla quale dà fastidio tutto.
    Un anarchico farneticante, quindi, visto che è definito come anarchico.
    A me, però, fin da quando ero piccola, gli anarchici, non i bombaroli ma quelli che non ci vogliono stare e sono ribelli di natura, sono sempre stati simpatici. Che sia perché sono nata in provincia di Massa Carrara,
    notoriamente terra anarchica? :-)))

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    1. Gli anarchici me li sono sempre immaginati così, però non ho mai conosciuto qualcuno che si dichiarasse tale. Eppure ci sono tempi in cui tra i giovani soprattutto, quel simbolo, la A cerchiata, andava di moda.
      Ciao

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    2. Tu no, ma la polizia li conosce ed incontra in piazza ad ogni manifestazione di protesta...
      Talora li scaraventa anche giù dalla finestra, come con Pinelli.
      Gli anarchici mi sono simpatici, sempre incacchiati con lo stra-Potere!
      Siddharta.

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    3. Naturalmente la mia ipotesi sul Pinelli è faziosa, di certo a causa dell'influenza nefasta di certa opinione pubblica. Mi rimangio il tutto e me ne scuso con le Alte Autorità.
      Giustamente la giustizia giusta ha sentenziato il suicidio libero e volontario dell'anarchico in questione, forse disperato per le sue scelte politiche sbagliate!
      Ne approfitto per sottolineare l'enorme responsabilità di chi scrive e di chi pubblica a mezzo stampa, riportando il seguente fatto emblematico.
      Il Foro di Varese con sentenza recente ha condannato ad una pena pecuniaria il titolare di un blog su cui anonimi si erano espressi ingiuriosamente verso una casa editrice.
      La colpa in vigilando, non aver controllato i post, anche se a sua insaputa.
      Occhio quindi al nostro webmaster su quanto viene scritto sul questo blog, perché sempre responsabile dei contenuti.
      Non importa che il sito non sia stato equiparato ad una testata giornalistica.
      Siddharta.

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    4. Concludendo, mi sembra rischiosa la scelta di lasciare liberi i commenti.
      Sid

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    5. Ciao Sidd

      I tuoi commenti mi danno l’opportunità di chiarire un paio di cosette.
      Il blog è chiuso nel senso che tutti i collaboratori sono in ferie, tranne il padrone di casa che come vedi ogni tanto arriva, apre le finestre e fa prendere un poco d’aria alle stanze chiuse. Tolgo una ragnatela qua, risistemo un barattolo sullo scaffale là, faccio la manutenzione generale delcondominio e tengo le luci accese, affinché i motori di ricerca di Google non si dimentichino di noi.
      Per quanto riguarda i commenti la questione è complessa ma direi che sulle responsabilità hai torto. In quanto amministratore del blog sono responsabile di quanto è pubblicato su queste pagine, ma i commenti anche se anonimi sono pur sempre rintracciabili, al pari dei messaggi telefonici. In ogni caso la polizia postale, qualora ce ne fosse bisogno, è sempre in grado di risalire al pc che ha generato il commento.
      Inoltre ho sempre la possibilità di cancellare il commento “indesiderato”.
      Diversamente dovrei abilitare i commenti solo ai soci, ma sono contrario all’iscrizione obbligatoria al blog, preferisco non chiudere le porte della parrocchia. Alcuni siti accettano commenti soltanto da persone identificate con nome e cognome ed io, per colpa di qualche babbeo, sarei costretto a rinunciare alla collaborazione di tanta gente valida, che come te ritiene opportuno mantenere l’anonimato. No, meglio correre il rischio di vedersi recapitare qualche puttanata, piuttosto che mettere i filtri al commento. Per il momento andiamo avanti ancora così, poi si vedrà.

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    6. Prendo atrto delle tue convinzioni.
      Comunque da vecchio marpione consiglio ai lettori-collaboratori estrema cautela.
      Per non metterti-si nei guai.
      Il mio anonimato ha solo il significato di mantenere una certo alone di mistero.
      Che in genere fa premio sulle generalità condivise.
      Inutile sottolineare il lodevole sacrificio da te diuturnamente mostrato nel tenere vivo e vegeto il blog, peraltro ben diversificato negli argomenti..
      Resto in attesa di sapere se sei ancora interessato ai miei pensieri quotidiani e se del caso da quando e se con la solita procedura.
      Fraternamente, Sid.

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    7. E fai bene ad invitare tutti genericamente alla cautela.
      Per quanto riguarda noi e la rubrica, "pensieri cinici quotidiani", ci contavo sulla tua disponibilità. Ti scrivo in privato così definiamo i termini.
      Ciao

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  2. Tanti auguri di cuore, dolcissima Pina.
    Sarebbe un onore per me pubblicare il tuo "Vestito Rosso" che ho avuto il piacere di leggere. Complimenti vivissimi, davvero delizioso.
    frame

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    1. Serenella Tozzi13 luglio 2013 10:14

      Bravo Franco, che hai pubblicato una canzone degli anni giovanili di nonna Pina.
      Una voce molto bella quella di Buti, in una canzone fresca e allegra.
      Perché non ne metti altre dell'epoca, ricorderanno a nonna Pina i suoi vent'anni.

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    2. Grazie, sarebbe un onore per me. Se vuoi te lo spedisco per allegato.nonna pina

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    3. Certamente, quando vuoi e con il massimo piacere.
      Tanti saluti Franco

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  3. Serenella Tozzi13 luglio 2013 00:27

    Cara Pina, una persona come te
    meriterebbe di essere festeggiata tutti i giorni!
    Buon compleanno!

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    1. Grazie, cara Serenella, la tua amicizia è stata il regalo più dolce che il Club potesse farmi.nonna pina

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  4. Serenella Tozzi17 luglio 2013 16:44

    Nonna Pina mi ha incaricato di ringraziarti Franco per la canzone. E' stato un pensiero gentile che, fra l'altro, le ha ricordato anche la canzone "C'è una strada nel bosco" che piaceva tanto a lei e suo marito.
    Purtroppo può stare poco al computer, sia per la vista ormai bassissima che per la schiena, per questo può rispondere solo con frasi stringate e se ne scusa.
    Manda un saluto a tutti e un abbraccio.

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  5. massimo zaina1 agosto 2013 23:19

    AUGURI PINA, DAL MAROCCO INPIENO RAMADAM... AUGURI AUGURI AUGURI.

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    1. Serenella Tozzi1 agosto 2013 23:34

      Ehilà Massimo! Ma tu mangi e bevi anche prima che sia sera, però.
      O segui anche tu il ramadam?

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    2. ciao serenella. Quella del digiuno è solo una delle differenti obbligazioni del Ramadam e neppure la più faticosa. La peggiore è quella del divieto del bere (ieri a Tangeri c'erano 41 gradi) o quella del divieto di fumare (nel regno del hashish) o di practicare sesso con la moglie etc etc etc. Rispondendo alla tua domanda, se mangio prima del calare del sole, ebbene si, lo faccio (però sempre in casa, al riparo da occhi indiscreti). Un forte abbraccio e buona estate (anche a Roma tiene que far caldo, no?). Ciao, Max

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    3. Forse un refuso: < Ramadan >.
      Ma il blog non è chiuso fino a settembre?
      Sid

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  6. Grazie a tutti sono veramente commossa spero che avvenga un giorno per incontrarci.nonna pina

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