venerdì 30 agosto 2013

Siddharta (11) Il Paradosso dell'infinito matematico - Combattere contro la nebbia dell’ignoranza.... - Di quando in paese le quattro Autorità erano il sindaco, il parroco, il medico e il farmacista.


Il paradosso dell'infinito matematico.

La serie consecutiva dei numeri naturali 1,2,3,4,5, ecc. è un numero infinito.
La serie consecutiva dei numeri dispari 1,3,5,7,9,11, ecc. estratta dalla precedente è anch'essa infinita.
Similmente per i numeri pari 2,4,6,8,10 ... ( e per i periodici 3,33333...; 6,666666...; ecc. ).
Ma siccome la 2^ e 3^ serie citate sono estratte dalla prima, pur essendo infinite sono meno infinite di essa.
Infatti sono parti di un tutto, e le parti sono meno del tutto.
Per cui le serie estratte infinite sono meno infinite della prima più infinita...
Se vi è venuto il mal di testa, smettete di arrovellarvi.
Però sappiate che malgrado i letterati siano allergici alla matematica, anche in poesia essa è presente prepotentemente
( nella metrica, nelle rime, nel ritmo, nell'editing, ecc. ).

SIDDHARTA
 31.8.2013


Nulla da perdere.

Leggo sempre gli elzeviri e commenti dai toni alti, professorali, categorici di intellettuali religiosamente schierati.
Devo dire che costoro un poco mi fanno pena, letterariamente parlando.
Perché si chiudono in un recinto, vietandosi di accedere alle ragioni avverse.

Credono ciecamente in un Capo, lo seguono, lo esaltano, lo servono a parole, ma contrariamente a quello politico in carne ed ossa non lo hanno mai visto di persona, forse inesistente.
E si negano in tal modo almeno la metà del sapere umano, quello espresso dalla pienezza del libero pensiero.
Se mi chiedo il perché, sovente lo trovo nella tranquillità della condivisione, assicurata dalla solidarietà interna di gruppo.
Altra cosa invece è combattere contro la nebbia dell’ignoranza e dell’opportunismo in forza della ragione.
Perché ivi i nemici da snidare sono tanti ed agguerriti, asserragliati su posizioni di comodo e di privilegio.
Mi ricordo sempre di una familiare anziana, beghina oltre il lecito, che assediata dalle mie argomentazioni laiciste ebbe a sbottare, in un grido di rivolta, < non toglietemi la mia fede! >.
Del pari mi sovverrò sempre di un teologo clericale italiano per la maggiore, vivente, di cui taccio il nome per clemenza, che a chiusura di un suo dotto libro su Gesù, concludeva più o meno così < ma in fin dei conti, anche se non è vero, che cosa ci perdete a crederci? >.
Siddharta

30.8.2013

Sessant’anni fa…

Un’Amica mi scrive < In questi giorni ho riletto" Donna Mimma" di Pirandello.Nel paese dove mio marito è stato medico di base per più di 40 anni c'era un'ostetrica ,Donna Rosina , leggendo la novella l'ho ricordata con affetto.

"Donna Mimma", ci racconta le vicissitudini interiori di una levatrice costretta a studiare, anche se anziana e con molta esperienza, presso un'università per avere il diploma ufficiale. La nuova necessità operativa si tramuta in una sventura tremenda per la signora che, ormai pregna di cognizioni scientifiche, smarrisce la manualità e la saldezza del suo spirito durante il lavoro... >.
E naturalmente mi si sono accesi i ricordi.
Di quando in paese le quattro Autorità erano il sindaco, il parroco, il medico e il farmacista.
Il medico condotto era anche ostetrico.
La borsa dei ferri conteneva vari strumenti meccanici, tra i quali il divaricatore ed il forcipe.
La mancanza di cultura antisettica era diffusa: dopo un parto ci si sedeva a tavola senza lavarsi le mani.
Le febbri puerperali trionfavano falcidiando le partorienti.
Le infezioni da ascesso in regione contadina erano diffuse: si incideva a croce il flemmone profondamente col bisturi, si faceva spurgare il pus fino a sanguinamento, si inseriva nella ferita mezzo metro di garza a strisce, ripetendo l’operazione ogni tre giorni ma con garze sempre più ridotte fino ad emarginazione.
Per le botte con sangue rappreso si applicavano le mignatte.
Le ferite da taglio venivano suturate con aghi d’acciaio ricurvi e filo di seta, a mani nude.
Agli idropici si bucava la pancia con uno stiletto cavo da cui uscivano litri di acqua e siero.
Per la pressione alta si praticavano i salassi, col sangue che schizzava al soffitto e poi nella bacinella.
Agli infiacchiti stagionali endovenose di calcio ( lentamente ), giorno sì e giorno no.
Le analisi delle urine alla buona, in provette con reagente fatte frullare velocemente in giroscopio manuale.
Niente stetoscopio, si auscultava poggiando direttamente l’orecchio gelato sulla schiena ed il petto, col fatidico < trentatre >.
La penicillina non esisteva ancora.
La < Scuola salernitana > andava per la maggiore: famoso era il trittico < dolor, rubor, calor > per determinare se l’ascesso era giunto a maturazione e quindi da incidere.
Dimenticavo: il medico condotto era anche un cavadenti, senza anestetici.
A che pro continuare?
Tempi duri, vero? 

SIDDHARTA

29.8.2013

4 commenti:

  1. A farmi venire il mal di testa sono concetti astratti come l'infinito, l'eternità, eccetera, mentre i "giochini" matematici mi piacciono assai. Questo poi era limpido e facile da capire.
    Quanto alla fede, il fatto che questa venga considerata una "grazia" cioè non il frutto del proprio ragionamento, bensì un regalo del Signore, mi ha da sempre mandato in tilt. Se uno ci pensa bene... questo sì che ti fa andare in fumo il cervello.

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    1. Il paradosso matematico non è mio e me ne dolgo.
      E' di un capoccione di cui non ricordo il nome.
      Sid

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  2. credo che - ma non vorrei dire uno strafalcione - l'infinito non sia un numero, ma un limite matematico, quindi non si possano usare con esso sic et simplicter le operazioni tradizionali come divisione, ecc. Si arriva appunto a paradossi come "più infinito" o "meno infinito" che più che paradossi sono antinomie.
    Certo che per la poesia - e anche per la prosa - è presente la matematica. C'è perchè c'è un ritmo, il ritmo è sequenza e la sequenza si esprime in grandezze matematiche.
    Io però sono tra gli allergici eh? sempre avuto un rapporto conflittuale con la matematica (Che comunque è meglio di nessun rapporto)

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    1. Sono nelle tue stesse condizioni...
      Però adesso è in arrivo l'elettroshoc sul giusto labirinto del cervello.
      E zac! si risveglia una certa attitudine matematica!
      Speriamo di non far la fine dei pazienti ante Basaglia...
      Matematica/mente.
      Sid

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