martedì 27 agosto 2013

Siddharta (9) Il libro tibetano dei morti - Che cos'è la morte?


Il libro tibetano dei morti.

Nelle ultime sequenze del film della Cavani si vede Milarepa ( monaco buddista, il S. Francesco del Tibet – 1052/1135 ) sussurrare all’orecchio del suo Lama morente parole di conforto e di aiuto a traghettare nel regno dei morti.




Una pratica della mistica tibetana che affonda nei primordi di tale religione.
Al riguardo esiste addirittura un testo di riferimento: < Il libro tibetano dei morti >.
Una specie di breviario su tale pratica anche per lettori e apprendisti inesperti…
Personalmente credo che non sarei contento che nello stato agonico ci fosse qualcuno a suggerirmi all’orecchio come e perchè andarmene da questa terra.
Mi sembrerebbe molto più stimolante il contrario.
Essere cioè io a descrivere le fasi del passaggio, comunicando ai dolenti ( o finti tali ) finalmente le gioie di tanto trapasso.

D’altronde esempi similari sono diffusi nella vita di religiosi in stato comatoso.
Comunque, alla bisogna, ci può sempre venire in soccorso la saggezza sarcastica e meditativa insieme di Socrate che accolse la condanna a morte dicendo <… E’ giunto ormai il tempo di andare, o giudici, io per morire, voi per continuare a vivere. Chi di noi vada verso una sorte migliore è oscuro a tutti, tranne che al Dio >.

Siddharta

27.8.2013

5 commenti:

  1. Per il momento non ho una visione mistica della morte e l'accetto come un fatto ineluttabile senza pormi troppe domande, forse per timore delle risposte, non so. In ogni caso andando in là con gli anni, porsi certi interrogativi diventa anche un modo per esorcizzare quel momento.
    Interessante questo post, come vedi mi ha stimolato nella ricerca.

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    1. Un testo classico che possiedo dal 1975.
      Quando mia suocera entrò in agonia, il figlio prete l'accompagnò nella morte con una soffusa musica classica.
      A funerale avvenuto, gli parlai del Libro tibetano dei morti e di come in qualche maniera l'avesse
      praticato con la madre.
      Non ne sapeva niente, però rimase interdetto.
      Consiglio agli Amici del blog di leggerlo perchè in qualche modo fa pensare.
      Sid

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  2. Serenella Tozzi27 agosto 2013 18:00

    Non conoscevo l'esistenza de "Il libro tibetano dei morti", indubbiamente potrebbe essere interessante leggerlo.
    Dal documentario su You tube non è che se ne tragga molto, anche se senz'altro induce in curiosità.
    Questo documentario, come in generale questi tipi di documentari americani o inglesi fatti per la TV, secondo me tendono a creare effetti di attesa (senz'altro per permettere l'inserimento della pubblicità televisiva senza perdere in ascolti); comunque sia si dilungano sulle parole con frasi ad effetto ma senza arrivare ad un vero o proprio costrutto, cioè senza alcun approfondimento.
    Ben diversi sono i documentari italiani (tranne forse Voyager che tende ad imitarli); in particolare trovo molto interessanti ed approfonditi quelli di Piero e Alberto Angela.

    Il passaggio finale io me lo immagino come un quadro che credo di aver visto, anche se non ne sono sicura: una bianca figura patriarcale adagiata su grandi cuscini e circondato dalla famiglia: tutti con il volto commosso e addolorato.
    Il vecchio, dall'espressione tranquilla, sta morendo serenamente, sicuro di lasciare una buona traccia del suo passaggio per i valori trasmessi e lasciati in eredità. Però mi piace anche pensare alla battuta con la quale Trilussa accolse il prete venuto a portargli l'olio santo per l'estrema unzione: "Adesso si che sono fritto!" disse il poeta. Una maniera anch'essa tranquilla e distaccata da quel passaggio che dovrebbe essere drammatico.

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    1. Ne hanno fatto anche un plagio in chiave cristiana, con tanto di Trinità, Madonna, Angeli, ecc.
      C'era da aspettarselo.
      Un aborto letterario indicibile!
      Sid

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  3. La penso più o meno come Socrate, mi pare che sia talmente complicata la vita che, nel caso ci sia 'aldilà auspico che sia quantomeno più gradevole.

    Confesso però che alcune sere fa quando una vespa mi ha punta su una spalla ed ho temuto uno shock anafilattico, ho avuto un attimo di panico, non ero mica tanto pronta ma ho detto ai miei figli "bruciatemi se muoio" eh eh eh

    Visto che siamo in argomento ho letto un bel libro di Concita De Gregorio : "Così è la vita" imparare a dirsi addio

    un abbraccio a tutti

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