domenica 11 agosto 2013

Lacrime di stelle e La notte di San Lorenzo - film dei fratelli Taviani 1982

La piccola Cecilia

La notte di San Lorenzo - film
La notte delle stelle è passata senza che abbia potuto esprimere un solo desiderio. Non una scia luminosa ha solcato il mio cielo oscurato da nuvoloni densi di pioggia, ma questa mattina si è acceso un lampo nella mia mente e mi sono magicamente ricordato della filastrocca del film dei fratelli Taviani, uscito nel 1982.  Il film, pur narrando un periodo tragico e drammatico della nostra storia e mostrando le atrocità della guerra e le sofferenze inflitte alla popolazione civile soprattutto nel momento della ritirata dell’esercito nazista e dei fascisti italiani, mostra gli eventi non in modo naturalistico ma quasi magico, ed è in questa chiave che preferisco ricordarlo.


Mardocchio e mardocchiati / san Giobbe aveva i bachi
medicina medicina / un po’ di cacca di gallina
un po’ di cane un po’ di gatto / domattina è tutto fatto
singhiozzo singhiozzo / albero mozzo
vite tagliata / vattene a casa
pioggia pioggia / corri corri
fammi andare via i porri

La filastrocca nel film è cantata dalla piccola Cecilia* (foto) nel momento del massimo pericolo, quando la battaglia tra fascisti e partigiani-contadini è all’epilogo e i morti macchiano di rosso il grano dorato dell’estate del 1944.

«Stanotte è la notte di San Lorenzo, amore mio...e devono cadere le stelle. Da noi qui in Toscana si dice che ogni stella che cade esaudisce un desiderio. [...] Sai qual è il mio desiderio stanotte? Di riuscire a trovare le parole per raccontare a te di un’altra notte di San Lorenzo di tant’anni fa...».
È con queste parole che il film dei fratelli Taviani inizia. Già in questo piccolo preambolo sono evidenti i motivi fondamentali della storia: una donna(Cecilia) decide di scavare nella sua memoria per raccontare al figlio.

TRAMA
Toscana, luglio 1944. I tedeschi annunciano di aver minato tutte le case del paese di S. Martino e che avrà salva la vita solo chi si rifugerà in chiesa. La maggior parte degli abitanti del paese, però, non si fida e decide di raggiungere le linee americane attraverso i campi. Poco dopo la chiesa viene fatta saltare con tutti coloro che la occupavano. Il gruppo di fuggiaschi incontra dei partigiani e viene coinvolto in una cruenta battaglia con i fascisti in un campo di frumento. Gli scampati si rifugiano in un vicino cascinale, dove giunge la notizia che l'arrivo delle truppe americane è imminente.
Per quanto il film prenda le mosse da un fatto realmente accaduto, esso è pur sempre basato su un racconto di una madre alla sua bambina in una incantata cornice notturna e quindi la storia acquista i connotati di una fiaba. Il filtro della memoria che risale all'età infantile sottopone gli avvenimenti ad una rielaborazione in chiave epica e fantastica consegnando il ricordo di quell'esperienza in uno spazio intermedio fra mito e realtà (l'anziano che recita fin dall'inizio dei versi omerici introduce in questa atmosfera destituita di credibilità storica, ma ricca di suggestioni ricavate dall'immaginario collettivo).




la colonna sonora, sapientemente impostata da Nicola Piovani, vive con le immagini un ruolo di primo piano: i due temi principali (nostalgicamente melodico, il primo ; drammaticamente ritmico, il secondo), nel loro continuo alternarsi e contrapporsi, hanno un’importanza determinante nel collocare la costruzione della rappresentazione nella duplice ottica e nell’aura espressiva della favola e dell’epos.




i Taviani hanno visualizzato la guerra nella sequenza iniziale, simboleggiata da un pero al centro di un prato  sul quale cadono e rotolano i frutti per l’improvviso spostamento d’aria provocato dai vicini cannoneggiamenti. Ma, ancora di più, sarà sufficiente riandare allo stupendo squarcio della battaglia tra il grano nel quale, dopo drammatiche immagini  di concitato e cruento realismo, lo spettatore è proiettato, per analogia, sotto le mura di Troia. Qui, al suono delle apocalittiche trombe del giudizio del “Dies irae” verdiano., gli opliti greci-dei cui panni la fantasia della bambina minacciata possono vestirsi i partigiani-sorgono tra le spighe e trafiggono di lance il nemico impazzito. Omero nella campagna toscana.


Font
associazioni.monet.modena.it/iststor/fdownload.php?file=MzEuZG9j‎

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