martedì 3 settembre 2013

Anedda Antonella - Galleria di Poeti Contemporanei - ovvero - Poeti del XXI° secolo dall' A alla Zeta



Antonella Anedda (Anedda-Angioy),
Roma 22 dicembre 1955

poeta e saggista. Si è laureata in storia dell´arte moderna e ottenuto la borsa di studio di Alta cultura presso la Fondazione Cini. Ha insegnato presso l´Università di Siena-Arezzo e presso il Master di Anglistica dell´Università La Sapienza di Roma. Ha pubblicato i volumi di poesia: "Residenze invernali" (1992) e "Notti di pace occidentale" (1999) "Il catalogo della gioia" (Donzelli) e nel 2007. "Dal balcone del corpo" (Mondadori, 2007) ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio Napoli con cui è stato eletto libro dell´anno. […] Dal 2011 tiene la rubrica "Isole" sulla rivista on-line Doppiozero.  http://www.usi.ch/personal-info?id=1352


In una stessa terra

Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell’ombra della sera
per la sera che di colpo crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta a una ringhiera
per l’attesa marina – senza grido – infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare più sola nell’enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi, mia la luce deserta
- da brughiera -
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso e la parola bosco
trema più fragile del bosco, senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.

*
1998

Ora è solo pioggia che benedice la strada
e nell’acqua che trema quasi una luce redenta da seguire.
Sarà una piccola distanza dal fulgore.
Dal forno dove il cibo si innalza
alle nuvole brune
tutto appena diverso dalla vita di sempre:
uno scarto nel gesto che depone i piatti per la sera
una luce nella crepa del muro
schiusa verso terre di pace.
Fuoco di cedro lungo i bordi del campo.
Così vedremo i volti degli assenti
le iniziali dei nomi travolte dai lapilli
nessun dolore ma il moto delle mani
che allontanano il fumo
e notte tra la notte: una fessura.


da notti di pace occidentale (1999)

C’è una finestra nella notte
con due sagome scure addormentate
brune come gli uccelli
il cui corpo indietreggia contro il cielo.
Scrivo con pazienza
all’eternità non credo
la lentezza mi viene dal silenzio
e da una libertà – invisibile -
che il Continente non conosce
l’isola di un pensiero che mi spinge
a restringere il tempo
a dargli spazio
inventando per quella lingua il suo deserto.

La parola si spacca come legno
come un legno crepita di lato
per metà fuoco
per metà abbandono.



Quello che dell’amore resta

Molto era in quell’alba, in quell’albergo, nella carta
che mostrava l’acqua dura del muro e del soffitto.
Tutto, forse il senso del mondo, era nel singhiozzo di lei
con la nuca che batteva contro il letto
e nel gesto di lui
che le avvolgeva i seni nel lenzuolo.
Fuori cresceva il giorno
innaturale, come lo stelo di ferro della lampada
scosso a lungo con ira quando il corpo dell’altro era più solo.



Parla l’abbandono

Quanto profonda scorre la vena dell’abbandono?
Ci sono giorni in cui vaga con il cappotto sul pigiama.
L’infelicità è scandalosa.
È così colpevole che non può avere commerci con il corpo.
Lo guarda con distacco. Si avvolge nel cappotto
e dorme come un feto. Il freddo è benvenuto.
Il corpo è solo un tetto.
Non esistono nomi, né desiderio, né sesso.
“Come lumache” bisbiglia.
Il bavero di pelo copre occhi e orecchie.
Addormentandosi la sua testa fende l’aria
naviga in sogno lungo i cornicioni di pietra.


Dal balcone del corpo (Mondadori)

( font http://www.chiaradeluca.com e dal blog chiaradeluca.leonardo.it)

11 commenti:

  1. Una più bella dell'altra ma ... Quello che resta dell'amore e Parla l'abbandono, mi hanno fatto venir voglia di leggerne altre. Mi piace questa Antonella Anedda e dire che non l'avevo mai sentita nominare.
    E voi? La conoscevate? E che ne pensate?

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  2. Buongiorno Franco e a tutti gli amici del blog.
    Convengo con te che le ultime due poesie sono quelle più toccanti, sono pensieri che qualche volta hanno sfiorato anche la nostra immaginazione, sarà per questo? perché in quelle parole troviamo particolari della nostra vita?
    Non conoscevo Antonella Anedda ma, da queste poesie che leggo, direi proprio che mi piace, arrivano in modo semplice, comprensibile, non per questo banale.
    Ciao e buona giornata

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  3. Sono splendide tutte e lei è una donna super
    Io ho solo "residenze invernali" ma farò l'ennesima capatina in libreria ;-)

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  4. A me questi contemporanei sembran tutti dei copia-incolla, oscuri, cogitabondi, problematici.
    Se poi le mostrine appuntano premi, riconoscimenti, titoli accademici, impegni professionali di rilievo, attività frenetiche varie, ecc. entro subito in ansia sospettosa.
    Concordo, sono dei mostri che hanno trovato la via giusta.
    Ma a ben vedere rimasticano tutti e sempre la stessa minestra.
    Oggi poi col calcio a qualsiasi costrizione e regola tecnolinguistica, in nome dell'ipermodernismo spregiudicato, ogni propostina letteraria ha il pretesto di assurgere a capolavoro.
    Siddharta

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    1. Sid, mi intriga sempre leggere quello che scrivi...tengo molto in considerazione il tuo parere sui vari argomenti, non sempre chiaramente si può concordare col tuo pensiero, ma induce spesso alla riflessione e direi che non è poco.
      mi viene sempre il dubbio sull'età che più o meno dici di avere, mi sembra che la tua mente sia troppo frizzante per corrispondere agli anni che velatamente dichiari, li raddoppierei invece per quante informazioni sono custodite nella tua mente.
      con simpatia, ciao



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    2. Un pericoloso... caso di affinità elettiva?
      I blog a volte giocano di questi scherzi!
      Fuor di battuta, mi devi pensare come un caleiscopio, un unicum fratturato in tante tessere, sempre diverse pur se simmetriche.
      Fino a non raccapezzarsi oltre nei giudizi.
      Evidentemente ciascuno di noi scrive non solo per essere letto ma anche per un dialogo serrato.
      Per sentirci vivi, per sognare che non tutto è perduto.
      Mi meraviglio sempre quando taluno si sofferma su di me, perchè le mie idee mi hanno isolato: cammino con gli altri, ma sono profondamente solo.
      Frame si chiede dove vado a scovare certi pensieri cinici, forse gli uni diversi e in contrasto con gli altri.
      La risposta l'ho data sopra: dalla disperazione della solitudine interiore, che ingigantisce le paure e riduce le speranze.
      Cara Carla, se mi leggerai mi sarai di conforto.
      Perduta/mente.
      Siddharta

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    3. e tu sarai prezioso per me.
      con affetto e tanta, tanta stima

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    4. Non sono proprio d'accordo con te in questo caso, la poesia contemporanea rispecchia il suo tempo per cui inevitabilmete adotta un linguaggio attuale ma non tutti i poeti sono dei copia/incolla ci sono voci assolutamente distinguibili e con forte personalità la Anedda è una di queste.


      Su una cosa "forse" concordo con te, per scrivere poesia bisogna prima imparare ad usare la metrica, leggere poesia classica, conoscere gli endecasillabi, i sonetti, in questo modo il verso libero assume un suo significato che altrimenti diventa solo un andare a capo quando meno te lo aspetti.

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  5. serenella Tozzi4 settembre 2013 16:13

    Antonella Anedda... nelle prime poesie parla del disagio esistenziale, quel vago malessere che colpisce in particolare i poeti. Sono dolenti queste poesie nate da un animo sensibile che fa proprio il dolore delle genti.
    Le ultime due, più accessibili per il tema noto a quasi tutti gli esseri, e non solo umani, parla di un amore finito e dell'abbandono, e del lacerante dolore che ne segue.
    E, si, sono scritte con chiarezza e dimostrano tanta, tanta sensibilità.
    Io ne conoscevo il nome, ma prima d'ora non credo di aver mai letto nulla di suo.
    Si sta dimostrando sempre più interessante questa rubrica; tu ci offri l'antipasto e sta a noi se proseguire il pranzo. :-)

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  6. Batti e ribatti, certo, il tema che predomina nelle poesie è quello dell'amore e delle sue sfumature. Ma come si fa a non parlarne?
    C'è un appiattimento poetico che sfrutta il copia-incolla? I premi attribuiti provocano sospetto?
    Personalmente, non sarei così guardingo e pessimista. D'altra parte, se non si ricevono degli input dai recensori (non credo che tutti siano prezzolati), a chi rivolgere le proprie attenzioni se si vuol leggere qualche libro di poesia, per placare la fame di quest'Arte?
    Ho assistito a una performance dell'Anedda a pordenone, e vi assicuro che ne valeva la pena.
    Lo so, lo so che i gusti personali sono sempre opinabili :-))

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  7. Bravissima! Oggi sto dando la precedenza alle donne. Per la prossima volta garantisco la par condicio

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