martedì 15 marzo 2016

Intermezzo : Metafore e proverbi con gli animali che passione! (Salotto 2013)




Parlare per metafore a volte può essere molto divertente, ma le frasi fatte, i modi di dire e le figure retoriche vecchie e scontate quando si scrive sono da evitare rigorosamente. Lo sostengono i letterati ma è anche una questione di buon gusto, tuttavia in ogni settore della società, dalla politica al calcio, dai sindacalisti ai coatti di periferia, si fa un uso massiccio di parole e modi dire che normalmente non si usano.

Ad esempio, chi di noi userebbe mai il termine “divisivo” per indicare che Mario, quel rompipalle del nostro amico, è uno che mette zizzania? E cos’è un rompipalle se non un tipo con il quale diventa difficile instaurare un rapporto amicale?
Siete contrariati perché il vostro Direttore non vi ha concesso l’aumento? Ditelo a vostra moglie in termini calcistici. “Cara, ti giuro che non sto cercando un alibi per giustificare la sonora sconfitta, ma nonostante l’impegno e il mio rendimento siano stati sotto tutti i punti di vista soddisfacenti, ho raccolto molto meno di quanto abbia prodotto, semplicemente non sono stato capace di sfruttare a pieno tutte le occasioni avute. Dovevo approfittare del periodo evanescente che sta attraversando l’intero settore delle vendite per piazzare il colpo vincente, invece mi sono fatto sorprendere in zona Cesarini da un brutto tiro mancino del collega che ha raccolto l’intera posta, piazzando la stoccata decisiva nell’unica occasione avuta.”
Scialla*, scialla… Ti rifarai nella partita di ritorno! Vi risponderebbe vostra moglie se avesse l’età per permetterselo e non decidesse invece di chiudersi in un pietoso silenzio. E’ molto più probabile che decida di farvi accomodare sul divano e vi misuri la febbre.
Scialla (rinvenuto anche nella forma shalla, in scritte murali o nei chiacchiericci digitati in rete) e inshallah, per dire: sta’ tranquillo, se Dio lo vorrà tutto andrà bene.

La storiella sugli animali giocata sui proverbi e i modi dire arriva quasi per intero dalla ben nota trasmissione televisiva l’Arca di Noè.

L’Arca di Noè

Quando volano le farfalle nello stomaco, usiamo gli animali per parlare d’amore, infatti quando scatta s’incrociano sguardi da pecora concupiscenti fra i partner, e così nel corteggiamento a lui viene subito fuori l’occhio da triglia, a lei da cerbiatta o da gatta con le ciglia che sbattono facendo le fusa.
E se lui è vispo come un gallo o si pavoneggia facendo la ruota per conquistar la sua bella, lei agita le piume facendo la civetta, quel tanto che basta per stuzzicarlo.
Ma il gioco della seduzione è complicato, a volte non si sa che pesci prendere per arrivare all’obbiettivo e tubare come piccioncini e scatenarsi come ricci o conigli.  Nella fase dell’annusamento reciproco però può esserci lo scoglio della diffidenza, la paura di nutrire una serpe in seno o di innamorarsi di un partner specializzato nel salto della quaglia.
In questi casi è una pulce nell’orecchio a metterci sull’avviso o sussurrarci che qualche gatta ci cova; ovviamente di fronte alle prove, quando la gatta va tanto al lardo che ci lascia lo zampino, il copione prevede che il traditore neghi l’evidenza e invece di tacere e ingoiare il rospo, faccia pesce in barile. Menare il can per l’aia e vendere lucciole per lanterne di solito fa saltare la mosca al naso al partner, ma prima di tagliare la testa al toro e confessare, vendete cara la pelle. In ogni caso siete nei guai e comunque vada avete una bella gatta da pelare.
Il problema diventa così tornare all’ovile come l’agnello fra i lupi e riconquistare il partner con la coda fra le zampe.

8 commenti:

  1. Geniale post... curioso come nel linguaggio del giornalismo sportivo abbondino termini desueti e ricercati, simbolo non di innovazione, bensì di abbondanza di frusti luoghi comuni

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    1. Hai ragione Giuseppe, certi commenti sportivi fanno pena e che dire delle interviste al termine delle partite. La figura del ciclista stravolto dalla fatica che all'arrivo diceva al microfono, sono contento di essere arrivato uno, ha perlomeno mezzo secolo di vita,, ma non mi pare di vedere grandi progressi nella comunicazione di massa.

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  2. Anche le parole e le figure retoriche, come il denaro, si inflazionano.
    Esagerando, Pitigrilli sosteneva che il primo che disse ad una donna "bella come una rosa", fu un poeta, il secondo un cretino.
    Esagerava, ma un fondo (e più) di verità c'è, anche se la rosa non è un animale.
    Il fenomeno peraltro non coinvolge certo solo il linguaggio sportivo...

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    1. Per fortuna molte cose passano e cambiano come la moda. Ricordiamo quando andava forte il sindacalese con i vari, a monte e a valle,e la mitragliata di cioè ad ogni frase. Il nuovo mantra oggi è assolutamente sì e no assolutamente.

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  3. Molto piaciuto, questo post. E' vero, inflazioniamo le nostre argomentazioni coi termini alla moda. Lo scopo non è comunicare, ma di impressionare l'interlocutore.
    Che, non essendo da meno, ribatte coi vocaboli nuovi che ha orecchiato in giro. Col risultato che, alla fine, non è certo la conoscenza reciproca a crescere.
    Che dire poi del linguaggio arzigogolato dei politici nei talk show? Continuano a meravigliarmi le frottole che le parti avverse si scambiano, in cui (quanto sono bravi!) i meriti sono quelli del proprio Partito, mentre tutte le colpe (nessuna esclusa) sono dell'altro Partito.
    Andando al cinema o a teatro, ci piacerebbe assistere alla medesima rappresentazione tante volte di seguito? Non credo, prevarrebbe il fastidio. E invece, in tv, il copione è sempre lo stesso.
    Col risultato che il telespettatore, quando mestamente se ne va a letto, si ritrova con una confusione mentale ancora più estesa.
    E, a proposito di animali, hai dimenticato i falchi e le colombe, di cui giornalmente i media ci illustrano la profondità di pensiero.
    Sinceramente, la voglia di impallinare queste due specie di animali è forte :-))

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    1. Perbacco, i falchi e le colombe, è vero li avevo dimenticati. Non ho più la memoria d’elefante di una volta, ma se mi salta la mosca al naso faccio una strage di questi pennuti. E quando ci liberiamo mai di questi? Eh campa cavallo che l’erba cresce. ;-)

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    2. ...e ti sei anche dimenticato "mettere la testa sotto la sabbia" come gli struzzi.
      :-)

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  4. Il mondo animale e quello naturale in genere sono gli unici punti di riferimento concreto su questa Terra abbandonata negli spazi eterni.
    Per cui necessariamente li sacchegiamo per evidenziare stati, qualità, valori ecc. dell'uomo.
    Ne siamo così dipendenti da utilizzarli anche come indicatori della nostra stessa persona, quasi sempre inconsciamente: i sigg. Gatti, Pecora, Varano, Rosa, Fiordaliso, ecc ecc.
    Animali ( tra i quali noi... ), vegetali, minerali ed altro, tutti soli su questa astronave alla deriva nel vuoto siderale.
    Siddharta

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