giovedì 26 settembre 2013

La fede, la scienza, il male. Un dialogo a distanza fra Benedetto XVI e il matematico


Da < Le idee di La Repubblica >


Ratzinger: "Caro Odifreddi
le racconto chi era Gesù"

La fede, la scienza, il male. Un dialogo a distanza fra Benedetto XVI e il matematico


Protagonisti:


ll. mo Signor Professore Odifreddi, (...) vorrei ringraziarLa per aver cercato fin nel dettaglio di confrontarsi con il mio libro e così con la mia fede; proprio questo è in gran parte ciò che avevo inteso nel mio discorso alla Curia Romana in occasione del Natale 2009. Devo ringraziare anche per il modo leale in cui ha trattato il mio testo, cercando sinceramente di rendergli giustizia.

Il mio giudizio circa il Suo libro nel suo insieme è, però, in se stesso piuttosto contrastante. Ne ho letto alcune parti con godimento e profitto. In altre parti, invece, mi sono meravigliato di una certa aggressività e dell'avventatezza dell'argomentazione. (...)

Più volte, Ella mi fa notare che la teologia sarebbe fantascienza. A tale riguardo, mi meraviglio che Lei, tuttavia, ritenga il mio libro degno di una discussione così dettagliata. Mi permetta di proporre in merito a tale questione quattro punti:

1. È corretto affermare che "scienza" nel senso più stretto della parola lo è solo la matematica, mentre ho imparato da Lei che anche qui occorrerebbe distinguere ancora tra l'aritmetica e la geometria. In tutte le materie specifiche la scientificità ha ogni volta la propria forma, secondo la particolarità del suo oggetto. L'essenziale è che applichi un metodo verificabile, escluda l'arbitrio e garantisca la razionalità nelle rispettive diverse modalità.

2. Ella dovrebbe per lo meno riconoscere che, nell'ambito storico e in quello del pensiero filosofico, la teologia ha prodotto risultati durevoli.

3. Una funzione importante della teologia è quella di mantenere la religione legata alla ragione e la ragione alla religione. Ambedue le funzioni sono di essenziale importanza per l'umanità. Nel mio dialogo con Habermas ho mostrato che esistono patologie della religione e - non meno pericolose - patologie della ragione. Entrambe hanno bisogno l'una dell'altra, e tenerle continuamente connesse è un importante compito della teologia.

4. La fantascienza esiste, d'altronde, nell'ambito di molte scienze. Ciò che Lei espone sulle teorie circa l'inizio e la fine del mondo in Heisenberg, Schrödinger ecc., lo designerei come fantascienza nel senso buono: sono visioni ed anticipazioni, per giungere ad una vera conoscenza, ma sono, appunto, soltanto immaginazioni con cui cerchiamo di avvicinarci alla realtà. Esiste, del resto, la fantascienza in grande stile proprio anche all'interno della teoria dell'evoluzione. Il gene egoista di Richard Dawkins è un esempio classico di fantascienza. Il grande Jacques Monod ha scritto delle frasi che egli stesso avrà inserito nella sua opera sicuramente solo come fantascienza. Cito: "La comparsa dei Vertebrati tetrapodi... trae proprio origine dal fatto che un pesce primitivo "scelse" di andare ad esplorare la terra, sulla quale era però incapace di spostarsi se non saltellando in modo maldestro e creando così, come conseguenza di una modificazione di comportamento, la pressione selettiva grazie alla quale si sarebbero sviluppati gli arti robusti dei tetrapodi. Tra i discendenti di questo audace esploratore, di questo Magellano dell'evoluzione, alcuni possono correre a una velocità superiore ai 70 chilometri orari..." (citato secondo l'edizione italiana Il caso e la necessità, Milano 2001, pagg. 117 e sgg.).

In tutte le tematiche discusse finora si tratta di un dialogo serio, per il quale io - come ho già detto ripetutamente  -  sono grato. Le cose stanno diversamente nel capitolo sul sacerdote e sulla morale cattolica, e ancora diversamente nei capitoli su Gesù. Quanto a ciò che Lei dice dell'abuso morale di minorenni da parte di sacerdoti, posso  -  come Lei sa  -  prenderne atto solo con profonda costernazione. Mai ho cercato di mascherare queste cose. Che il potere del male penetri fino a tal punto nel mondo interiore della fede è per noi una sofferenza che, da una parte, dobbiamo sopportare, mentre, dall'altra, dobbiamo al tempo stesso, fare tutto il possibile affinché casi del genere non si ripetano. Non è neppure motivo di conforto sapere che, secondo le ricerche dei sociologi, la percentuale dei sacerdoti rei di questi crimini non è più alta di quella presente in altre categorie professionali assimilabili. In ogni caso, non si dovrebbe presentare ostentatamente questa deviazione come se si trattasse di un sudiciume specifico del cattolicesimo.

Se non è lecito tacere sul male nella Chiesa, non si deve però, tacere neppure della grande scia luminosa di bontà e di purezza, che la fede cristiana ha tracciato lungo i secoli. Bisogna ricordare le figure grandi e pure che la fede ha prodotto  -  da Benedetto di Norcia e sua sorella Scolastica, a Francesco e Chiara d'Assisi, a Teresa d'Avila e Giovanni della Croce, ai grandi Santi della carità come Vincenzo dè Paoli e Camillo de Lellis fino a Madre Teresa di Calcutta e alle grandi e nobili figure della Torino dell'Ottocento. È vero anche oggi che la fede spinge molte persone all'amore disinteressato, al servizio per gli altri, alla sincerità e alla giustizia. (...)

Ciò che Lei dice sulla figura di Gesù non è degno del Suo rango scientifico. Se Lei pone la questione come se di Gesù, in fondo, non si sapesse niente e di Lui, come figura storica, nulla fosse accertabile, allora posso soltanto invitarLa in modo deciso a rendersi un po' più competente da un punto di vista storico. Le raccomando per questo soprattutto i quattro volumi che Martin Hengel (esegeta dalla Facoltà teologica protestante di Tübingen) ha pubblicato insieme con Maria Schwemer: è un esempio eccellente di precisione storica e di amplissima informazione storica. Di fronte a questo, ciò che Lei dice su Gesù è un parlare avventato che non dovrebbe ripetere. Che nell'esegesi siano state scritte anche molte cose di scarsa serietà è, purtroppo, un fatto incontestabile. Il seminario americano su Gesù che Lei cita alle pagine 105 e sgg. conferma soltanto un'altra volta ciò che Albert Schweitzer aveva notato riguardo alla Leben-Jesu-Forschung (Ricerca sulla vita di Gesù) e cioè che il cosiddetto "Gesù storico" è per lo più lo specchio delle idee degli autori. Tali forme mal riuscite di lavoro storico, però, non compromettono affatto l'importanza della ricerca storica seria, che ci ha portato a conoscenze vere e sicure circa l'annuncio e la figura di Gesù.

(...) Inoltre devo respingere con forza la Sua affermazione (pag. 126) secondo cui avrei presentato l'esegesi storico-critica come uno strumento dell'anticristo. Trattando il racconto delle tentazioni di Gesù, ho soltanto ripreso la tesi di Soloviev, secondo cui l'esegesi storico-critica può essere usata anche dall'anticristo - il che è un fatto incontestabile. Al tempo stesso, però, sempre - e in particolare nella premessa al primo volume del mio libro su Gesù di Nazaret - ho chiarito in modo evidente che l'esegesi storico-critica è necessaria per una fede che non propone miti con immagini storiche, ma reclama una storicità vera e perciò deve presentare la realtà storica delle sue affermazioni anche in modo scientifico. Per questo non è neppure corretto che Lei dica che io mi sarei interessato solo della metastoria: tutt'al contrario, tutti i miei sforzi hanno l'obiettivo di mostrare che il Gesù descritto nei Vangeli è anche il reale Gesù storico; che si tratta di storia realmente avvenuta. (...)

Con il 19° capitolo del Suo libro torniamo agli aspetti positivi del Suo dialogo col mio pensiero. (...) Anche se la Sua interpretazione di Gv 1,1 è molto lontana da ciò che l'evangelista intendeva dire, esiste tuttavia una convergenza che è importante. Se Lei, però, vuole sostituire Dio con "La Natura", resta la domanda, chi o che cosa sia questa natura. In nessun luogo Lei la definisce e appare quindi come una divinità irrazionale che non spiega nulla. Vorrei, però, soprattutto far ancora notare che nella Sua religione della matematica tre temi fondamentali dell'esistenza umana restano non considerati: la libertà, l'amore e il male. Mi meraviglio che Lei con un solo cenno liquidi la libertà che pur è stata ed è il valore portante dell'epoca moderna. L'amore, nel Suo libro, non compare e anche sul male non c'è alcuna informazione. Qualunque cosa la neurobiologia dica o non dica sulla libertà, nel dramma reale della nostra storia essa è presente come realtà determinante e deve essere presa in considerazione. Ma la Sua religione matematica non conosce alcuna informazione sul male. Una religione che tralascia queste domande fondamentali resta vuota.

Ill. mo Signor Professore, la mia critica al Suo libro in parte è dura. Ma del dialogo fa parte la franchezza; solo così può crescere la conoscenza. Lei è stato molto franco e così accetterà che anch'io lo sia. In ogni caso, però, valuto molto positivamente il fatto che Lei, attraverso il Suo confrontarsi con la mia Introduzione al cristianesimo, abbia cercato un dialogo così aperto con la fede della Chiesa cattolica e che, nonostante tutti i contrasti, nell'ambito centrale, non manchino del tutto le convergenze.

Con cordiali saluti e ogni buon auspicio per il Suo lavoro.
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SIDDHARTA
25.9.2013


7 commenti:

  1. Al di là dell'indubbia preparazione intellettuale, nei vari passaggi non vi ho colto l'esplosione della carità e della misericordia cristiane.
    Il lamento appunto dell'allora vescovo Milingo.
    Forse presenti tra le pause dei puntini di sospensione, ma a noi non è dato di sapere....
    In taluni punti m'è sembrato di cogliere dei momenti di risentimento letterario.
    Ripicche inadeguate in un uomo di chiesa volto all'accoglimeto ed al perdono.
    Mi piacerebbe leggere a chi il Papa emerito ha destinato i diritti d'autore dei suoi libri: chi mi aiuta?
    Siddharta

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    1. Rispondendo a me stesso, continuo...
      Un titanico scontro di libri.
      Purtroppo oggi l'individuo ha bisogno di ben altro che le colte dissertazioni di fede, sulla quale da secoli è già stato detto di tutto ed il contrario di tutto.
      L'uomo abbisogna di concrete espressioni di conforto per affrontare le nuove dure sfide socio-economiche del millennio.
      Ad esempio sarebbe oltremodo incoraggiante pensare che i diritti d'autore del Papa tedesco siano andati a confluire nella cassa integrazione in deroga...
      Una domanda birichina, lo so. E per tanti schierati, oltraggiosa!
      Siddharta

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  2. Non ce l'ho fatta ad appassionarmi al discorso, troppo complesso e troppo ricco di riferimenti colti lo scritto. E' un ottimo post questo, indubbiamente, sono orgoglioso d'averlo tra le mie pagine, ma forse sarebbe stato meglio se tu l'avessi riassunto in maniera più semplice, chiara e comprensiva. O no?

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    1. Da tempo in Italia è in atto una guerra senza quartiere tra gli intellettuali atei e quelli religiosi.
      Resa possibile da quando lo Stato italiano ha cessato a tutti gli effetti di essere confessionale ( 1989 ).
      Il Papa Emerito ha pubblicato dieci tomi su Gesù e la fede cristiana, ai quali Odifreddi ha risposto recentemente con un libro, replicando punto su punto tacciando i fatti come pura fantascienza.
      Ora Ratzinger, colpito sul vivo ha risposto con questa missiva, subito passata ai mass-media come boccone succulento, facendo il giro del mondo ( assai ripreso il passo sulla pedofilia nella Chiesa ).
      Ne ha parlato persino il codino TG nazionale, suscitando scalpore.
      La prima volta che la questione fede-ragione è diventata dibattito pubblico con un Papa sceso personalmente in campo.
      Segno dei tempi.
      Ora, perchè privare il blog ed i suoi lettori della fonte interpretativa autentica?
      La diatriba potrà non appassionare alcuni, ma è di indubbio valore storico.
      E noi tutti ne siamo stati testimoni in prima persona ( v. Google ).
      Non potremo più dire a discolpa dell'ignoranza < non ne sapevo niente >...
      Siddharta

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    2. Se ho deciso di pubblicarlo è perchè ho capito l'importanza del testo. Non l'ho fatto per dovere nei tuoi confronti, dicevo soltanto che per la mia testolina avrei preferito una sintesi. In fondo c'è anche un po' di pigrizia mentale da parte mia e una certa ritrosia ad affrontare liberamente questi temi sulla fede. Per usare altri luoghi comuni è probabile che dipenda dalla mia coda di paglia e preferisco per il momento fare lo struzzo piuttosto che afferrare il toro per le corna.

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  3. Nelle conversazioni dotte, prevarrà sempre chi possiede una cultura maggiore.
    Il cittadino comune, alla ricerca continua di soluzioni per i suoi problemi impellenti (quanto tempo durerà ancora questa crisi che sta falcidiando i consumi essenziali e, di contorno, anche le speranze nel futuro), non ne trarrà alcun vantaggio.
    Benedetto allora Papa Francesco, che ha messo in cima al suo insegnamento la solidarietà e la comprensione per le debolezze della natura umana.

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  4. E' una bellissima lettera scritta da un credente (!) in una ammirevole forma letteraria.
    Condivido l'opinione di Sid: l'evento ragguardevole, storico, direi anch'io, sta nel dialogo diretto fra due Pontefici (Papa Francesco ha risposto ad una lettera di Scalfari), che per la prima volta si confrontano pubblicamente con dei laici su questioni religiose.

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