domenica 8 settembre 2013

“L’Ambetto”, una giocata che permette di sperare in un premio di consolazione - Salvo Scollo

SPIGOLANDO QUA E LA'

Da L’Arena del 4 settembre.

AMBETTO oggi puoi vincere se ci vai vicino     

Lottomatica ha allargato da poco la famiglia del Lotto con una chance in più, “L’Ambetto”, una giocata che permette di sperare in un premio di consolazione.
Puntando su una coppia di numeri al Lotto, aggiungendo la giocata su “Ambetto”, si vince se esce almeno uno dei due più il precedente o il successivo dell’altro.


Largo alle innovazioni, spinta incoraggiante a chi si lamenta di non indovinare mai la combinazione vincente, che magari poi si chiude in casa amareggiato, non rispondendo al telefono, e trattando male moglie e figli.

Ho pensato a cosa potrebbe succedere, in meglio, se per anologia si allargasse il campo di applicazione della regola sopra riportata.
Si leggono spesso sui giornali lettere al direttore indignate perché la meritocrazia non fa parte del percorso virtuoso del nostro Paese. E si citano casi a iosa. Al figlio del primario si affida un Reparto, alla moglie del Rettore si assegna una cattedra, il fratello del notaio vince in maniera sospetta il relativo concorso. E così via.
E gli altri parenti, i cugini, i cognati, i fidanzati dei figli, i fratellastri, che magari non hanno grandi appoggi, che fanno, continuano a rosicarsi, solo perché la fortuna non li ha baciati in fronte con la medesima attenzione?
Perché, quindi, il Capoccia non deve offrire anche a loro la possibilità di inserirsi senza colpo ferire nel mondo del lavoro?

Quante volte capita che nei quiz televisivi il concorrente sbagli di poco la risposta?
Ad esempio, la data di nascita (o della morte) di un personaggio storico, la data di pubblicazione di un romanzo che ha innovato la letteratura, la data di una scoperta scientifica che ha rivoluzionato il campo della medicina.
Perché non stabilire che se l’errore del concorrente non si discosta più di cinque anni, in più o in meno, dalla data esatta, la risposta è da considerarsi esatta?
Perché non dare ai partecipanti che hanno dimostrato di essere preparati nei vari argomenti trattati, e che hanno sofferto solo momentaneamente di un vuoto di memoria, la possibilità di incassare la vincita?

Gli esempi potrebbero continuare. Insomma, il succo della riflessione vorrebbe essere questo: ci sono persone che solo per un pelo, nei vari campi, rimangono escluse dal realizzare una vita soddisfacente.
Cos’hanno in meno rispetto agli altri? È giusto che solo per una bazzecola abbiano a faticare molto di più?
Non sarebbe il caso, finalmente, di guardare la situazione con occhio più benevolo, e mettendo in atto i miei suggerimenti, di andare incontro anche a costoro?

So che la mia proposta non risolverà, come un tocco magico, gli enormi problemi che ci affliggono.
Tuttavia, insisto nella mia perorazione, sottoponendo alla vostra benevole considerazione un ultimo caso.

Nella Costituzione è previsto che non ci siano discriminazioni in fatto di razza, di fede, e bla bla bla. Perché non aggiungere che si deve guardare con maggiore bonomia a chi (mica è colpa sua!) non dimostra di avere capacità al top?

6 commenti:

  1. Di tutta la faccenda, m'è rimasta in capo solo una cosa.
    < Il pelo >, che in ultima analisi è quello che salva o condanna un individuo.
    Tant'è che si dice < ce l'ho fatta per un pelo >, < per un pelo non ce l'ho fatta >, ecc., sia in positivo che in negativo.
    La Costituzione.
    Dopo oltre 60 anni dalla sua entrata in vigore, è rimasta inattuata in larga parte.
    Nè si è riusciti a riformarla.
    I tuoi sono solo sogni nel cassetto...
    Siddharta.

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  2. Be’, non sarebbe male se il “quasi quasi” si trasformasse in qualche modo in un successo.
    Sto pensando alla rivoluzione che provocherebbe tale applicazione nel calcio. Pensa se il classico “quasi gol” venisse considerato da un giorno all’altro una rete a tutti gli effetti. Però rispettando la filosofia dell’Ambetto, il palo o la traversa potrebbero valere almeno mezzo punto. Sarebbe bello. Pensa se la prossima partita Juve-Inter finisse 2,5 a 2 per l’una o per l’altra. Una bella”pensata” così si dice da queste parti.

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    1. La tua risposta è davvero frizzante ed intelligente.
      Te la invidio e mi complimento con te!
      Sid

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  3. Se sul mio personalissimo cartellino, potessi aggiungere le Signore che "quasi quasi"..., riprenderei a frequentare il bar più assiduamente, avrei ancora qualcosa da raccontare perlomeno, anche se temo che la mia autostima non ne trarrebbe giovamento alcuno.
    Marco

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  4. Speriamo che si vinca qualcosa con questo Ambetto, come regalo di Natale!!

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    1. Io non te lo auguro perchè se vinci una volta poi entri nella spirale del vizio del gioco, e non ne esci più, rovinandoti...
      Giocosa/mente.
      Siddharta

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