martedì 3 settembre 2013

Siddharta (12) Quelli che... sono sempre allegri perchè hanno la zucca vuota - La Trimurti indiana e la Trinità cristiana - Il martirio di Mansur Al-Hallaj- Pensiero cinico quotidiano - Siddharta


Un tale ha scritto < è meglio alzarsi tardi il mattino, così da avere meno tempo per pensare alle proprie ed altrui disgrazie >.
Di mio aggiungo: che sfortuna per gli umani il non cadere in letargo, magari per sei mesi…

Intanto vi sono anche gli spiriti sempre allegri, quelli cioè con la zucca senza pensieri.
E’ colpevole intestardirsi a volerli far ragionare.
Tempo fa, la sera impegnati nella passeggiata igienica dei rispettivi cani, solevo incontrarmi con un maresciallo in pensione.
Persona solare, semplice, allegro all’inizio delle conversazioni.
Poi sempre più cupo man mano che l’investivo di  problematiche politico-socio-economiche.
Alla fine, nel congedarci, lo vedevo avviarsi verso casa triste e abbattuto.
Quando, impietosito, decisi di smettere di tambureggiare, gli tornò la serenità sul volto.
Siddharta

4.9.2013

La Bibbia papale papale recita: “ Felici i morti, che son già morti, più dei vivi che sono ancora vivi: e più felice degli uni e degli altri chi ancora non è “ ( Ecclesiaste, 4, 2-3 ).
Si narra che il re Mida un giorno abbia chiesto a Sileno, il Satiro sapiente, quale fosse la cosa più augurabile per l’uomo.

E quegli rispose: < Non esser mai nato e se nato morire il più presto possibile >.
 E’ questo un esempio dell’interessante contaminazione delle culture dei popoli, nella fattispecie quella indoeuropea ( 2.800 anni fa ) con quella indosemitica ( 6.ooo anni fa ).
Interessante è il parallelismo tra la Trimurti indiana ( Brahma, Siva e Visnu, le tre forme dell’Essere supremo induista ) con la Trinità cristiana.
Di quest’ultima  S. Giuseppe da Copertino ( 1603-1663 ) nella sua semplicità ebbe a dare una spiegazione illuminante: un’unica coperta ripiegata in tre parti!
Alla faccia delle oscure elucubrazioni teologiche succedutesi nei secoli dei secoli.
Se non ricordo male, Teresa d’Avila ebbe visioni mistiche di Dio e di Gesù, ma mai dello Spirito Santo.
Forse perché non riusciva a spiegarsi chi fosse…
Un prete mi ha detto che sarebbe la parola di Dio.
La Bibbia dice che è Dio.
Bah, magari qualche altra opinione a pelle dei lettori…

SIDDHARTA

3.9.2013

Martirio.

Mansur Al-Hallaj ( 858 d.c.- 922, Iraq ) è un famoso mistico islamico dalla predicazione ed estasi travolgenti.
Le sue parole ed il largo seguito gli causarono invidia e sospetti dei confratelli e del potere temporale, tanto che lo imprigionarono per nove anni ( e forse più ) a Baghdad.
Liberato, riprese la predicazione infastidendo oltremodo i suoi nemici.
Hallaj, dal Shiraz museo delle cere Icona di Hallaj da William Hart McNichols
Narra la storia che una sera, stanco del viaggio, bussò alla porta di un                
religioso per chiedere ricovero.
Al < chi è > rispose  < io sono la Verità > ( uno dei 99 appellativi di Allah ).
Tale bestemmia lo condannò al martirio.
Recatosi danzando al patibolo ( era un Maestro sufi ), gli tagliarono mani, piedi, lingua e testa, crocifiggendolo e bruciandone il cadavere.
I resti ( testa, braccia, gambe ) furono dai fedeli trafugati e custoditi in un mausoleo, tuttora luogo di culto, pellegrinaggio e devozione.
Mansur come Gesù, martiri esaltati, folli di Dio.
L’oscurantismo religioso, come le rivoluzioni politico-sociali, sovente mangia i suoi figli.

SIDDHARTA
2.9.2013


4 commenti:

  1. Certo che chi ha inventato lo Spirito Santo è proprio un genio e io un somaro. A dottrina me l'avranno spiegato mille volte e in tanti modi, ma devo ammettere di non aver mai capito la funzione della colomba.
    Lo Spirito Santo è puro spirito. Questo diceva il catechista e poco di più. Che somaro... manco le basi mi sono entrate nella zucca e sapessi la trafila che ho fatto da giovane, sempre all'ombra del campanile, campi scuola, ritiri spirituali, non mi sono fatto mancare nulla e alla fine? Alla fine mi toccherà andare all'inferno come miscredente, ma ti pare una cosa giusta?

    RispondiElimina
  2. Io credo di sapere il perchè ogni religione sia necessitata a rifugiarsi nel mistero.
    Per lasciarsi sempre una via di fuga e giustificazione.
    Per confondere i fedeli e trionfare su di essi, sfruttandone la credulità.
    Sul pregresso confessionale personale: anch'io sono messo male. Anni e anni di collegio vescovile come alunno. Però adesso mi sento libero, libero..., perchè ho intravisto chiarezza dentro di me.
    Sid

    RispondiElimina
  3. Serenella Tozzi5 settembre 2013 19:58

    Uno dei temi ricorrenti in filosofia è il rapporto tra virtù e felicità: Socrate sottolinea come l’agire bene produca serenità d’animo e beatitudine interiore; Leopardi, anticipando di decenni Freud, dice che la felicità è dei semplici, dei primitivi e dei bambini.
    Non è detto che il maresciallo in pensione avesse la zucca senza pensieri... e certo intristendosi non avrebbe potuto contribuire a risolvere i problemi.
    Purtroppo oggi la felicità viene associata alla fortuna e al successo, fattori di per sé non dispensatori di felicità, anche se è vero che è molto meglio essere felici con i soldi e il successo piuttosto che infelici, poveri e tristi, come diceva Massimo Catalano in "Quelli della notte".
    Scusa, Sid, mi andava di chiudere in celia.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Altri dicono < il denaro non dà la felicità, ma fa passare il nervoso >...
      Il mio maresciallo non è che non sapesse ragionare, ma la sua mente era sgombra da preoccupazioni, quelle che insistevo a prospettargli.
      Ora ci ha lasciato da poco, per un tumore invasivo.
      Ecco, adesso anche lui saprà se si sta meglio di Là che non qua, alla Socratel
      Almeno lo spero.
      Un servitore dello Stato fedele ed integro, dalla serenità dei semplici, come hai detto tu.
      Cara/mente.
      Sid

      Elimina