sabato 23 maggio 2015

Il mio bestiario - Poesie di Serenella Tozzi

reblog



Voltata
Mi capita, talvolta, 
di guardare con distacco 
questa mano appesa al corrimano 
in piena metamorfosi, 
dissimile al pensiero 
immutato.
Sì, sono forse più numerosi i tempi bui,
ma anche prima colpiva al tramonto la malinconia e
quest'arto, non lo riconosco mio".



Nel cielo volano le rondini


Volano
nel cielo terso
piccoli punti neri
col petto bianco.
Piccole rondini
stridenti
che passano
radenti
per poi librarsi
guizzanti
felici nel cielo.



Il topolino di campagna


... e correvi
col musetto al vento
i baffi frementi,
e non si capiva
la tua impellente necessità.
Guardingo sbirciavi,
poi ti fermavi
e non c'era timore...
o forse ce n'era,
e poi continuavi
col tuo incedere buffo
verso... l'avversa..? quotidianità.



La...


Ti rincorro,
saltelli,
ti acchiappo,
mi sfuggi.
Ti afferro,
ti tuffi,
mi scappi.
Invano ti inseguo,
mi scivoli via...
Ma che vuoi,
sei una rana!


La nana
Piangeva sul bidet
(troppo bassa pel lavabo),
tutta l'amarezza
che alla gola la stringeva,
le belle fattezze
nascoste all'irrisione.
Poi guardò in sù
e lo vide lontano,
alto,
troppo alto quel cielo... per tutti,
e sorrise.


Il passaggio
Quando sarò cenere,
dopo il transito trascorso,
sarò tesa al futuro
attraverso un fiore?
Fiore di memoria
appassito o reso fresco,
rimasto per incanto
in una nube di pensieri
o palpito nascosto.
E sarà mistero il riapparire
come da galassia
piantata in terra con radici.
E non sarò pietra
consumata dal tempo.


La sbucciatura
Si trasfonde in me,
attraverso i lucciconi dello sguardo,

percepito lampo
e la sbucciatura del ginocchio
ricordo d'amore rinsaldato rimarrà,
mentre
il vibrante corpicino che s'avvinghia
già dimentico corre via
dalla profonda sicurezza del mio abbraccio.


St'erte salite
Li percorro pure tutti
sti marciapiedacci sconnessi
pure con le scarpe rotte, mentre
l'ultimo traguardo appare in lontananza
e gli occhi mi tremano alla vista del giorno.
Intanto (già adesso?), bestemmie precedono
una loro eco sullo sfondo. Però santo cielo,
che palle!.. basta con st' erte salite!
Ragazzi', vòi 'no strappo?


Esistenze
Una vecchia affacciata
alla finestra lesionata:
crepe sui muri,
fili elettrici a vista,
a riandare
che fu giovane
ridente, fiduciosa,
piena di speranze.
Una piccola cordicella
rosa, appesa sotto,
troppo corta per due stracci
a riportare: solitudine.
C'è un numero in cemento
a ricordare
esisto.... per le tasse.


Vagabondo in centro
Riflesso nel bagliore
non mi distinguo nelle vetrine
che c'entro con quel lusso?
e mi paion scherni quei riflessi.


Stono, certo, non lo nego,
ma, che sia il vestire
o l'espressione,
ancora non capisco.


Me lo chiedo mentre
pure continuo a camminare
fra questa folla estranea
e mi rifugio caldo al mio sorriso


e lo elargisco a piene mani
a scuotere quei fari
mentre nell'aria avverto
profumo di castagne arrosto.


Natura indòmita
Quei petali tesi al vento,
che si sporgono nel vuoto


e dalla vettasul precipizio 


guardano lontano,


là dove il cielo si confonde

e il mare si intravede.

35 commenti:

  1. Ciao Serena, devo dirti che ho visto, anzi abbiamo visto io è un'amica comune (Monika), questo bellissimo filmato, esclamando in perfetta sincronia: Che bello! Questo ha fatto gasare molto l'ideatore dello stesso, ma la nostra soddisfazione era tutta per te e la tua foto con cani e gatti. Però diciamo che Frame è stato proprio bravo. Un abbraccio, Rita

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    1. Ehi, Tu, Signora... (come dicono da queste parti) ma non ti sei dimenticata qualcosa? E le poesie?

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    2. Serenella Tozzi8 ottobre 2013 00:10

      Ciao Rita, ciao Monica, sono qui, finalmente. Non sapevo cosa dire e ci ho pensato un po' su.
      Prima di tutto voglio ringraziare Franco per il bel lavoro fatto... e pensare che è appena agli inizi, che ci preparerà col tempo e l'esperienza?

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  2. Tu lo sai che ho una passione particolare per la Nana, la conoscevo già e mi è sempre piaciuta. Poi ho scoperto Voltata che trovo davvero una poesia riuscita, sai quei gioiellini che nascono così, da un'intuizione improvvisa, così immagino sia nata. Poi c'è il Passaggio che mi intriga ma su tutte, la mia preferita, e più la leggo e più me ne convinco, direi che è Vagabondo in centro.
    Direi che nel complesso tu possa essere soddisfatta di questa raccolta.
    Un bel post, sono soddisfatto.

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    1. Serenella Tozzi8 ottobre 2013 00:26

      Che dirti Franco, ne avevamo già parlato e ti sono grata per il tuo giudizio positivo, ma ancora di più per la bella sorpresa fattami con l'inserimento così ben riuscito.
      Certo le mie foto sono dilettantistiche, ma mi piacciono le istantanee, quelle che riescono a cogliere l'attimo.
      La musica di Piovani poi è molto suggestiva e fa da ottimo accompagnamento.
      Bravo, ad maiora, e ancora grazie.

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  3. ciao Serenella, le ho stampate queste tue belle poesie per aver modo di gustarmele lentamente e assaporarne la dolcezza.
    intanto, da una prima lettura veloce, ti dico brava!!

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    1. Serenella Tozzi8 ottobre 2013 00:15

      Grazie Carla, quando le avrai meditate aspetto un tuo parere sincero e spassionato.
      Ciao.

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  4. Ciao Frame, hai ragione, mi sono dimenticata delle poesie, ma Serena lo sa, mi piacciono tutte, forse se dovessi fare una classifica obbligatoria, sceglierei "Voltata", perché è quella che sento più mia.
    Rita

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    1. Serenella Tozzi8 ottobre 2013 00:17

      Eh, eh, lo sapevo Rita. :-)
      Grazie e un abbraccio.

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  5. Più volte nei commenti ho preso abbagli e smentite intorno a poesie dal significato oscuro e misterioso.
    Al di là della naturale reazione stizzita nei confronti dell'Autore, per lo più sostanziantesi nel rifiuto a leggerlo ancora, non mi sono mai sottratto al dovere-desiderio di esprimere il mio giudizio per altri scrittori, dimentico dello scacco e sconforto subiti per l'addietro.
    Anche questa volta mi cimento alla bisogna, dando fondo alle sensazioni dopo la lettura della lirica < Voltata > di Serenella Tozzi: puntando sul fatto di credere d'aver capito.
    Guardo le mie mani, poi quelle della consorte.
    Le ingiurie del tempo sono incalcolabili.
    Ma come, restando alla mia adorata Santippe, io non le riconosco più.
    Erano così delicate, affusolate, vellutate, anzi erotiche.
    Perchè per il maschio sensibile e attento esse sono parte della seduzione, come gli occhi, il viso, i capelli, le gambe. le curve strepitose, la pelle serica e trasparente, ecc.
    Il gioco della natura che spinge e inganna ai fini del congiungimento e della procreazione.
    Il tutto ai fini della prosecuzione della specie.
    Le mani, dicevo, ora rinsecchite e rugose, rigonfie di vene, dal colore tra il lentigginoso ed il violaceo.
    Ecco che esse non sono più parte di noi, non le < riconosciamo nostre >.
    Perchè ci sentiamo ancora l'argento vivo addosso, ribolliamo di sentimenti e forza di vivere, con ricordi vividi e pressanti, < il pensiero immutato >.
    E dire che quando eravamo giovani non ci vedevamo, il nostro corpo prorompente come una cosa scontata.
    Adesso, io incartapecorito, osservo di sottecchi incredulo mio figlio e la sua amata come esseri alieni, nella loro strafottente bellezza giovanile.
    Sì, la forza della saggezza senile ha questo di meraviglioso: di farci prendere atto della beltà nostra di un tempo e di quella presente delle nuove generazioni.
    Lirica meditativa, questa, dal sottile intendimento di non farci maledire il tempo ormai fuggito.
    Siddharta.

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    1. Serenella Tozzi8 ottobre 2013 00:36

      Hai fatto una buona disamina dell'invecchiamento delle mani, Sid, che sono senz'altro testimoni indiscussi del procedere del tempo; infatti, una volta le donne usavano i guanti per cercare di celare queste scomode e imbarazzanti evidenze. Ma basta voltarsi e non guardarle. :-)
      Un caro saluto.

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    2. Passando all'ultima lirica ( < Vagabondo in città > ), la voce si declina al maschile come spirito inquieto vagante in solitudine in strade affollate di gente anonima seza meta precisa.
      Quindi non al femminile, chè avrebbe dato una pennellata negativa al concetto di instabilità interiore.
      Eppure la scelta non mi convince.
      Non riesco ad intuire nel maschio le sensibilità espresse nella poesia.
      Probabilmente un lui si sarebbe ritratto da luci e folla, rifugiandosi appartato, magari annegando i suoi guai nell'alcol.
      Una donna, ecco una donna sì, la vedo preda di un assalto di vuoto e di malinconia tra vetrine e richiami luminosi.
      Stordita, ma pronta a rianimarsi all'insinuante odore nell'aria di caldarroste bruciacchiate alla brace.
      In un autunno brumoso.
      Sottil/mente.
      Siddharta

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    3. Serenella Tozzi8 ottobre 2013 09:07

      Eppure mi è capitato di incontrare dei clochards, così gentili, tanto che tutti i loro gesti e la loro persona emanavano spiritualità in maniera evidente.
      Le donne che si danno al vagabondaggio, invece, non possiedono questo aspetto o, almeno, molto raramente.
      Però, è anche vero che questi sentimenti, se si parla di donne e uomini in generale, sono d'accordo con te, possono essere più attribuibili alle donne.

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  6. "Voltata" (che potrebbe benissimo fare a meno di tutte le virgole) e "La nana", sopra tutte le altre.
    Lo sguardo che si affida ai versi per trasmettere l'emozione provata denota profonda sensibilità, oltre che attenzione partecipata allo scorrere del tempo e a chi non ha avuto fortuna nella vita (anche se la chiusa della seconda lascia aperto uno spiraglio alla speranza).
    Quelle relative agli animali, mi appaiono "leggerine", dei semplici flash.
    Mi sarebbe piaciuto che, dopo averli osservati, ne fossero scaturite delle considerazioni a più ampio raggio, relative, ad esempio, al nostro modo di stare nel mondo.
    Quanto alle altre, "Esistenze" mi appare la più incisiva, capace di parlare al cuore del lettore, per quel senso di solitudine intollerabile di cui è permeata, l'anziana abbandonata a se stessa e buona solo a soddisfare la voracità dello Stato.

    Un parere, il mio, legato ai gusti personali, e quindi sicuramente opinabile :-))

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    1. Serenella Tozzi8 ottobre 2013 00:41

      Hai ragione Salvo, ma volevo essere certa della giusta cadenza nella lettura, così ho ecceduto :-))
      Grazie, ci tenevo al tuo giudizio.

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  7. << Nel cielo volano le rondini >>.
    Le rondini mettono di buonumore.
    Vengono da lontano e lontano ritornano.
    Sono festose nei loro voli radenti, amiche dell'uomo.
    Quando il cielo è terso volano alto; se minaccia pioggia volteggiano sul capo, annunciatrici di maltempo.
    Sono compagne stagionali, dono della natura.
    Richiamano ai lettori i voli poetici.
    Come in questa breve, semplice e chiara poesia, che in pochi versi tratteggia i garruli incrociarsi, mirati da grandi e piccini.
    Col naso all'insù, gli occhi persi nel cielo.
    Piacevol/mente.
    Siddharta

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  8. serenella Tozzi9 ottobre 2013 15:02

    Grazie, Sid, hai colto (al volo, mi verrebbe da dire) quello che volevo descrivere. Evidentemente abbiamo in comune questa visione delle rondini svolazzanti allegre in un cielo terso, una visione indimenticabile e coinvolgente.
    Una fortuna averla potuta godere... in città manca questa fortuna.

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    1. Serenella Tozzi9 ottobre 2013 15:28

      Specifico meglio:
      Non è che in città non volino le rondini, ma rimangono alte; in campagna volando ti sfiorano, ti volteggiano vicine, sembra quasi ti invitino a volare con loro, e a me sembrava quasi che mi sorridessero. Tutta un'altra cosa.

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  9. << Il topolino di campagna >>.
    Quando si dice che certe poesie scatenino i ricordi assopiti...
    Pochi giorni fa un topetto/a si era messo in testa di scegliere come tana la mia cantina.
    Rosicchiava le patate e le mele, distruggendomi per sovra mercato sacchetti di carta e di cellofan a profusione.
    Dichiarata guerra, rispolverai vecchie trappole a molla, dopo essermi schiacciato ben bene l'unghia dell'indice.
    Niente da fare: le insidie scattate e lui bello cicciottello, il baffo fremente.
    Passai alle maniere forti ( nel frattempo il topastro confidenzialmente mi guardava a distanza ), coi bocconi avvelenati.
    Ci cascò, e un mattino tutto traballante per l'effetto della pozione si fermò a guardarmi fisso: sembrava che incredulo mi dicesse < ma cosa ti ho fatto mai? >.
    Devo confessare che mi sentii in colpa e un poco ci soffrii.
    Affidai poi il suo corpo < stincato > alle onde del fiume.
    Cara Serenella, mi devi dar ragione.
    Le poesie semplici e leggibili sono le migliori, le sole che più di altre pongono all'unisono il sentire dell'Autore e del lettore.
    Mirabil/mente.
    Siddharta

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  10. Non si sa mai, quando si legge un'amica dopo diverso tempo, se il dirle che è migliorata, che ha guadagnato in stile e contenuto sia per lei un complimento o un'offesa. Mi spiego. L'amica potrebbe pensare: allora quando mi commentavi dicendo che ero al massimo della bravura mi prendevi per i fondelli. Raggiro l'ostacolo, Serenella cara, dicendoti semplicemente che la tua poetica mi è sempre piaciuta per la sua essenzialità, per la sua freschezza e non ti trovo affatto cambiata. Sai che non amo la poesia che trabocca di aggettivi che il più delle volte servono solo ad appesantirla. La tua poesia zampilla come un torrente tra erba e sassi mentre scende a valle e per questo viene assimilata dal lettore senza alcuna fatica. Non c'è nulla da interpretare. Le parole, proprio perché nude, dicono tutto e tutto si spiana dinanzi al lettore provocando emozione pura, non contaminata. Non amo fare classifiche ma se posso esprimere qualche preferenza, affermo che Voltata è secondo me la più riuscita. E' stupenda. Gradevolissime anche le altre (che delizia quella del topolino). Mi piace tantissimo Natura indomita, forse perché me la sento addosso. E Vagabondo in centro dove la lasciamo? No, proprio non riesco a scartarne nessuna. Hanno, tutte, una valenza notevole. Complimenti amica cara. Grazie, mi hai regalato un bellissimo fine settimana

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  11. Serenella Tozzi12 ottobre 2013 12:08

    Acc. Rossella, mi hai regalato un commento che mi farà star bene non solo per il fine settimana, ma anche per tutto il resto dell'anno!
    Grazie davvero. Un bacio.

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    1. Se da una parte sono orgoglioso di aver scelto in tutta autonomia, Voltata, per la copertina, per altro verso mi domando se in qualche modo non ne abbia influenzato il giudizio. Ero indeciso tra questa e Passaggio che secondo me rappresenta meglio il tuo modo di scrivere. Poi mi ricordava una mia poesia sulle mani e questo mi ha influenzato. In ogni caso adesso,dopo quel popò di commento, che definirei lussureggiante, ci devi assolutamente presentare la tua amica Rossella.

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  12. Serenella Tozzi13 ottobre 2013 13:06

    Buon pomeriggio, Franco e tutti.
    Certo, vi voglio presentare Rossella direttamente attraverso una sua poesia messa su you tube, e sarei ben felice se volesse intervenire lei stessa, e decidesse anche di far parte del nostro blog.

    http://www.youtube.com/watch?v=p2ZaeaDYXMI

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  13. ROSSO
    di Rossella Fiorillo

    L'affanno dei giorni
    il respiro ch'è un soffio
    anche il passo non ci segue
    va bene ci si abitua
    ma avere paura
    del domani
    come in un uragano che
    incombe
    senza via di fuga
    e avere lottato per niente
    quando le bandiere non
    erano
    scampoli di stoffa
    e seminare
    voleva dire
    avere grano
    a fasci
    Questo non vi
    perdono
    Noi papaveri senza più zolla
    dentro crepe di
    muri
    o sull'asfalto
    fioriremo ancora
    in rosso
    **********************
    Anche al peggio ci si abitua.
    La mala stagione socio-economica locale ed europea ( forse mondiale ) ci ha bruscamente risvegliato alla dura realtà.
    Cicli e ricicli del Vico, filosoficamente parlando.
    Ma non era certo pensabile che i decenni dell'oro durassero in eterno.
    Le nuove generazioni non vogliono impegnarsi direttamente nella lotta di riconquista, incolpando le vecchie generazioni.
    Pensando, illusi, che altri possano combattere per loro come mercenari al soldo di chi non si sa chi.
    Noi vecchi abbiamo fatto la nostra parte all'epoca, col lavoro, le fatiche, le battaglie, talora a prezzo del sangue.
    E non vogliamo essere incolpati di alcunchè da chicchessia.
    E non solo la sinistra politica, come parrebbe evincersi dal testo in lettura.
    Noi vecchi siamo riusciti a cambiare molto, per chi non ha la memoria corta.
    Adesso tocca ai giovani, che mi sembra stiano invece alla finestra.
    Abbioccati dal benessere ereditato, a cui non sanno rinunciare.
    Vanga e forconi, cari amici: al bando la faciloneria dell'apparire, del divertimento, delle chiacchiere.
    Noi del passato ci siamo cotti gli ammennicoli cogli altiforni, in vista di un avvenire migliore.
    Chi dovrà fiorire < in rosso > sono i nostri figli e nipoti, con ben ficcato in testa che i colori ideologici sono ormai confusi e corrotti.
    Siddharta

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  14. Franco Pale S.25 ottobre 2013 18:56

    Tanti piccoli sguardi - ne hai uno per tutto, uno per tutti, andandoli a cercare . Ogni sguardo racchiude in sé un baffo di allegria, uno di dolcezza, uno di malinconia. E uno lo riservi anche per te stessa, pur disconoscendoti nell'estraneità delle mani.
    Messe insieme così, con un bel filmato che le introduce (bravo Franco!) si leggono volentieri, strappano un sorriso lieve lieve. "Voltata" è senz'altro quella che preferisco e, come gusto personale, trovo azzeccata la scelta di collocare in fondo la breve "Natura indomita", che forse avrei preferito con un titolo meno altisonante, più leggero - mia impressione, ovvio - e che chiude bene, con una nota di speranza, questa "piccola" silloge, dove mi auguro si intenda che il "piccola" non funge da diminutivo.
    Un saluto, Serenella.

    Franco "Pale"

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  15. Serenella Tozzi26 ottobre 2013 13:40

    Grazie Franco P. per il tuo commento bello e delicato.
    L'ho molto gradito e, vorrei spiegarti il motivo della scelta del titolo "Natura indomita", nata dall'osservazione della forza della natura che si evidenzia in tante piccole cose: certe piantine che riescono a nascere fra gli interstizi dell'asfalto, la tenacia di certe piante sferzate dal vento, la capacità di resistere in ambienti ostili.
    E' una natura che non cede, persiste nel ruolo con tenacia, e mi piace accostare questa visione alle persone che nonostante tutte le opposizioni continuano nel loro cammino verso un ideale.

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  16. Una scrittura limpida che ad ogni passo ti strappa un sorriso e un pensiero. Posso dire di averle lette d'un fiato le tue gocce di meraviglia! A volte tutto lo scriverci addosso non vale la saggezza di pochi versi che ho colto in " Voltata": non siamo noi quelli che stentano , che cedono, che invecchiano, non ci appartiene questo universo che divora epidermide e vene lasciando intatta la ragione e il suo inspiegabile mutare.Come la serena certezza di essere tutti uguali sotto il cielo" la nana" apprezzata anch'essa in eguale misura. Mi complimento Serenella

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  17. Mi sono piaciute queste poesie, alcune tratteggiano la 'vecchiaia' con apparente leggerezza come 'esistenze' secondo me una delle migliori della silloge anche se non condivido alcune scelte stilistiche che non stonano tuttavia nella resa finale del testo,

    credo sia meglio leggere una silloge, si ha un'idea più chiara di una poetica.
    Ciao
    Lola

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  18. Voltata già la conoscevo e forse ricorderai il mio commento positivo di qualche anno fa: hai fotografato in pochi versi l'impietoso trascorrere del tempo e le trasformazioni che opera sul nostro corpo. Delle altre ho fatto il copia e incolla: me le voglio leggere con calma e non in maniera frettolosa, spinto dalla esigenza del commento. Ma so già che mi piaceranno tutte. A presto.
    Alex

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    1. Serenella Tozzi10 agosto 2014 13:16

      Grazie, Alex. Quelle sugli animali vogliono essere la semplice descrizione del loro modo di muoversi: l'incedere sempre frettoloso del topolino, il rimbalzare della rana, il volo delle rondini che salgono in picchiata per ridiscendere, poi, a volo radente. Che vuoi, mi piace molto osservare gli animali nel loro modo di essere.

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  19. Serenella Tozzi10 agosto 2014 13:22

    Mi rendo conto che non ho ancora ringraziato Loretta e Lola, me ne scuso, credevo di averlo già fatto a suo tempo, anche perché mi aveva fatto davvero piacere il loro intervento.

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  20. Rieccomi. Come promesso mi sono riletto con calma le altre poesie e, come avevo previsto, mi sono piaciute tutte. In particolare quella che più mi ha "preso" è stata " Esistenze ", non solo perchè raffigura così bene la solitudine di una persona anziana, ma anche per la scelta indovinata di quegli infiniti: " a riandare ", " a riportare ", " a ricordare " che scandiscono tutta una esistenza e conferiscono all'intera poesia originalità e gusto poetico.
    Alex.

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    1. Serenella Tozzi12 agosto 2014 17:01

      Grazie Alex, sono contenta che tu abbia individuato il significato di quei verbi messi all'infinito: pensa che, invece, sul CdP , a suo tempo, me li avevano rimproverati. No, rimango del mio e tuo parere. Ciao, buon Ferragosto a te e chi legge.

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    2. eugenio gambardella23 maggio 2015 13:08

      Ciao Serenella, una bella sorpresa davvero ritrovare il tuo meglio di "acasadiframe" qui su facebook. Non so di chi è stata l'idea, se tua o di Franco, ma non importa, l'importante è che qualcuno l'abbia fatto. Il MIO BESTIARIO è una magnifica raccolta di poesie. All'epoca mi firmavo ancora Alex, ora te lo ribadisco con nome e cognome: sei davvero brava! ciao.

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