domenica 27 ottobre 2013

Maurizio - Poesie


Com'era
Il rollio delle giornate
Saltarelli difettati
28.10.2013
etichetta: la stanza di Maurizio



Com'era  

Fermo
    come un albero piantato
 a vedere passare le auto
e gli uccelli migratori
 i bambini in bicicletta
ed i cani    che ti pisciano    sui piedi.

Una forza sconosciuta
     ti sradica da terra
 e incominci a camminare barcollando,
 a cadere,  a rialzarti 
e a   tornare a camminare
per vedere posti nuovi.

Tutto diverso.   Tutto  più bello

Poi  di colpo ti risenti   appesantito
Ogni passo     sempre più lento
 ed i piedi 
   che faticano
      sempre più
            a staccarsi da terra
finché torni      come prima

      Un albero piantato

Sai com'è 
    sentirsi morire pian piano...
Il sole ti cuoce  
   la pioggia ti bagna
             e sei senza riparo
e ricordi cos'eri
  e racconti com'era
      agli altri alberi
            la vita d'un uomo


                                        
Il rollio delle giornate

è un mare, questo mare immenso,
che ha risucchiato ogni idea del tempo
dove le onde, l'una uguale all'altra,
ti impongono un vagare senza senso...
                                    
Sbattuto dal rollio,
rigurgiti ogni male che hai ingoiato
 per liberarti,    sentirti più   leggero
 e indirizzarti   verso il lembo che t'è apparso

ma un'onda ancora  e un'altra susseguente.
Provo    domani,  ora sono stanco.
Provo domani, tanto ho tutto il tempo.


                                         Saltarelli difettati

Scatta la molla e vibra verso il cielo
benché la sua radice s'affondi nel terreno
disincastona il capo e a un sogno si protende...

è inquieta la mia mente
non vuole arrigginire
spirale insofferente
smaniosa di sospiri
che salta e si distende
in barba agli equilibri
s'accascia stancamente
ma torna a saltellare
si unge di visioni
e alterna al suolo il niente.
Dal suolo alle emozioni.

(saltarelli = chiusure metalliche per borse)




                                   




9 commenti:

  1. In tutte e tre, si avverte, forte, un senso di spaesamento e di insoddisfazione per la mancata realizzazione delle aspettative di cui, nell'ingenuità della gioventu, la vita sembrava prodiga.
    Poeticamente, la forza espressiva di certo non manca.
    A mio parere, non bisognava postarle insieme, in quanto, circolando in tutte il medesimo concetto, la reiterazione dello stesso provoca un senso di sazietà oltre misura.

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    1. Condivido caro Salvo, benché la terza abbia un passo più leggero. Non per niente, scritta in conclusione di un periodo non facile. Dopo questa infatti ho ripreso possesso di quel minimo d'ironia che mi permette di prendere per le corna la vita.
      ( e a volte pure per il c...)
      Ciao carissimo e grazie per l'attenzione

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    2. Serenella Tozzi28 ottobre 2013 17:43

      Ciao Maurizio. Hanno, è vero, un tono amaro queste poesie. Il disincanto si avverte e anche la terza non scherza quando dici:
      "s'accascia stancamente
      ma torna a saltellare
      si unge di visioni
      e alterna al suolo il niente."
      Poi, però, chiudi con:
      "Dal suolo alle emozioni."
      Che vuoi dire, che le emozioni sono niente, o che in effetti ti aiutano a risalire?
      Le trovo anch'io molto espressive ma, certo, non da far leggere ad un animo abbattuto... e tutte insieme.
      Sono belle, Maurizio, ma tanto tristi.

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    3. Grazie Serenella...
      Le emozioni possono essere proprio delle brutte bestie,
      e a volte basta poco per provarle "scatta la molla".
      Quando poi passano, ci si rende conto, in qualche modo,
      che sono state provocate da semplici visioni
      (fatte d'aria, per cui di niente)
      ma, seppur coscienti di questo, ci accasciamo
      per riprendere fiato, e poi tornare a saltellare...

      Le altre, tristi perché raccontano il momento.
      Ma ora grazie a...a me, sono tornato ad essere
      il giullare di sempre.

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    4. Serenella Tozzi29 ottobre 2013 15:12

      E fai bene. Così come la vita può prenderci in giro, così noi, altrettanto possiamo far finta di non accorgercene e farle sberleffi.
      E che diamine! Non possiamo mica dargliela vinta.

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  2. A me invece piacciono le raccolte di poesie, offrono maggiori spunti di riflessione e permettono di entrare in sintonia con la poetica dell'autore, di conoscerlo meglio insomma. Salvo dice così perché ti conosce bene e poi lui ci capisce davvero, non come me che mi vergogno persino di pronunciare il termine "silloge", perchè mi fa sentire a disagio e poi l'ho già detto decine di volte, io sto alla poesia come Allegri sta al Milan, cioè non c'ha capito ancora una emerita mazza,
    Eppure su queste pagine ormai non si legge che poesia contemporanea e non ci si dovrebbe meravigliare più di nulla, e pertanto una pisciatina, oltretutto canina, non dovrebbe scandalizzare più nessuno e invece a me fa sempre un brutto effetto. Ma si dice che oggi conti di più lo straniamento, al ciuffo ben pettinato si preferisce una capigliatura sbarazzina, sono ammesse perfino le creste alla Balotelli pur di scompigliare i pensieri e creare stupore. Poi non sia mai che il lettore capisca al volo ciò che vuoi dire, sei fregato in partenza. Tutto questo per dire che sono rimasto un po' indietro nella poesia e preferisco l'endecasillabo, che tra l'altro sai usare benissimo, alla forma libera, e che non mi scandalizzo di fronte a un po' di lirismo, anzi prediligo le assonanze e le rime non mi deprimono. Quindi hai già capito che le mie preferite sono il Rollio delle giornate e Saltarelli difettosi. Mi riferisco alla forma naturalmente perchè sui contenuti niente da dire, e poi non ci sono dubbi sulla profondità di pensiero. Insomma lo capisce anche uno come me che sono versi che riflettono una sofferenza interiore e non semplici mal di pancia stagionali o ugge premestruali. Scusa il mio linguaggio poco ortodosso, ma preferisco farmi capire piuttosto che usare formulette di convenienza molto in uso nei vari siti letterari.
    Ciao e ancora complimenti.

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    1. Diventa troppo comodo per me, dopo un simile commento, dirti che se Allegri masticasse calcio quanto tu Poesia, il Milan non sarebbe di certo conciato così male. Complimenti a parte, che comunque metto in saccoccia, mi fa piacere che tu abbia colto quelle lunghe paturnie interiori che hanno ispirato lo scrivano.
      Così come ho apprezzato il linguaggio schietto per farmelo sapere, piuttosto che quelle formulette che sanno tanto di oroscopo, che giornalmente si abbina al segno zodiacale sorteggiato.
      Ciao e...davvero Grazie

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  3. Silloge sì, silloge no.
    Che importa?
    Il vero Poeta prorompe da un'intera raccolta oppure anche da un solo verso.
    Maurizio ormai non ha bisogno di presentazioni.
    Non avrebbe bisogno neppure di commenti, perchè la sua poetica si commenta da sola, al solo leggerla.
    Forse sono stato un fortunato ad incontrarlo letterariamente fin dagli esordi.
    Qualche lirica qua e là, poi una raccolta ( < Buttiamola in poesia >, Montedit editore ), poi l'incursione anche nella prosa.
    Devo confessare che il primo impatto è stato tremendo.
    Un cultore fanatico del classico a tu per tu con un contemporaneo senza forme e senza metrica.
    Ohibò, un confronto all'ultimo sangue...
    Poi, poco alla volta, la metabolizzazione e l'interiorizzazione.
    Maurizio senza schemi strutturali, talora semanticamente irridente, sintatticamente decostruito, ma con tanta tanta affinità di pensiero.
    La vita come tragedia, bugiarda, irriconoscente, disperante.
    Dopo le prime promesse, traditrice dei suoi stessi figli.
    Fino all'annientamento annunciato.
    Un leitmotiv quello del nostro Autore, ossessionante.
    Ma per non morire dentro del tutto, ecco la ciambella di salvataggio dell'ironia, della satira persino.
    Perchè dar ragione alla tirannia dell'esistenza cieca e bara?
    La si demonizza allora con la sottigliezza del sarcasmo, recuperando un certo vantaggio.
    Fino a sentirsi in qualche modo rinfrancati, pur avvolti dalla penosa sensazione di esiti senza sbocchi.
    Bravissimo.
    Siddharta


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    1. Davvero troppo buono il nostro Sid.
      La fortuna in realtà è stata tutta mia, visto che, dopo aver colto la sincerità dei miei scritti, mi hai supportato e a volte persino sopportato.
      Se poi ho avuto la fortuna di scrivere anche qualcosa di interessante, è solo perché in quei momenti avevo cose concrete da dire.
      D'altronde, per scrivere, o si hanno capacità eccelse, oppure si deve avere, come me, un qualche peso sullo stomaco da buttare fuori in versi.
      Nei rari casi in cui sono presenti le due cose, allora lì nasce il Poeta; cosa che però non capita spesso.
      Fraternamente

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