mercoledì 23 ottobre 2013

Siddharta (20) - Pensieri cinici quotidiani

A)        – Brainstorming ( tempesta di idee ).
Questi pensieri cinici quotidiani vorrebbero essere un brainstorming letterario, al fine di scatenare opinioni e conclusioni più o meno valide partendo da idee strampalate ( le mie, ovviamente ).
Non si ricerchi quindi nulla di più…

B) - E allora un po’ di scienza non guasta…:
1 -  Nuove frontiere.
Fitness, palestre e tanto altro per restare in forma fisicamente.
Ma adesso i guru delle neuroscienze si stanno preoccupando anche del benessere della nostra mente.
Ed hanno escogitato programmi specifici di allenamento per tenere in esercizio il cervello umano.
Il fitness cerebrale, come ha spiegato un ricercatore dell’Università di Trento (ideatore del metodo ), consisterebbe di esercizi in tre fasi:
- training cognitivo per allenare memoria e attenzione;
- tecniche di meditazione;
- sensori per l’autocontrollo.
Da consigliare subito ai nostri politici sempre più abbioccati intellettualmente ( ma dal braccino lungo… ).
Comunque mi sembra che non si sia inventato nulla di nuovo.


2 – Ricerca.
Alzheimer, Parkinson ed altre malattie neurodegenerative forse al capolinea.
In forza di specifiche proteine riparatrici.
Gli studi sarebbero ad una svolta epocale.
Grazie al contributo determinante di una nostra ricercatrice all’estero ( Professor Giovanna Mallucci ).
Su < Nature >, con grande interesse dei giornali inglesi.

       SIDDHARTA

       25.10.2013       

A) - Perché.
Ogni mattino al risveglio mi sorprendo d’essere ancora vivo.
E me ne chiedo il perché.
Poi leggo qua e là dei tanti che ringraziano il Cielo per un altro giorno della loro vita tribolata.
E me ne chiedo ancor di più il perché.
E infine penso a chi ha chiuso brillantemente il percorso esistenziale senza aver pagato quaggiù il fio delle proprie colpe.
Ahi, questa umanità condannata a involgersi quotidianamente nella propria oscenità materiale e morale.
Sotto l’occhio freddo e distaccato del Responsabile, se pur ve n’é uno.

B) - Ostinazione.
Una dipendente che m’incaponivo a voler far lavorare, un giorno mi urlò minacciosa < Le ho augurato tante di quelle maledizioni che a quest’ora doveva esser già morto! >.
Al che ribattei < Continui ancora così signora, perché non mi sono mai sentito tanto bene come adesso… >.
Attesa l’età, i fatti mi hanno dato ragione…


C) - Il terrore.
E’ noto come Stalin tenesse in pugno anche il proprio entourage col terrore.
Durante le gozzoviglie con la nomenclatura, soleva di tanto in tanto bloccarsi e fissare un convitato di bagordi apostrofandolo a bruciapelo < Perchè non mi guardi negli occhi? >.
Al che il malcapitato tutto tremante bofonchiava terreo giuramenti sul contrario.
Trascorrendo il resto del festino e i giorni seguenti nel timore di guai in vista.

SIDDHARTA 24.10.2013


A) - Il libro delle facce.
Il nostro Webmaster Franco sulla mia bacheca di facebook ha pubblicato recentemente una silloge di < Pensieri cinici quotidiani > già apparsi su questo blog.
Fidando nel positivo accoglimento da parte dei lettori.
Superando il silenzio tombale, taluni spaventati dalla pesantezza del testo hanno replicato che il blog in questione non fa per loro.
Altri hanno detto di non essere capaci di concentrarsi su argomenti seriosi più di qualche rigo.
Altri che su fb vogliono solo divertirsi.
Ah, dimenticavo: uno solo < dal libro delle facce > ha esclamato < Notevole! >.

B) -Allenamento.
Da svegli si può addestrare la mente a dormire profondamente…

C) -Fotoritocco.
A novant’anni suonati, ho avuto bisogno di una fotografia per un certo documento.
La ragazza del negozio ammiccando mi ha detto  < Che dice di  ringiovanirla un poco? >.
Gli effetti visivi della grafica digitale sono travolgenti.
Il software del fotoritocco è stato miracoloso.
Sfumando i confini tra realtà e verosimiglianza, l’operatrice ebbe a modificare sapientemente la percezione del vero.
L’immagine era quella di un altro da me, ma io la guardai con ammirazione e gratitudine ( … e la ragazza e la fotografia… ).

SIDDHARTA
23.10.2013



A) - Imprinting religioso.
C’è da rimanere basiti.
Di quando in quando su Facebook, ove sono accreditato, leggo peana di lode a Dio, Gesù, il cristianesimo, la Chiesa, le religioni.
Mi permetto allora di commentare con argomentazioni fondate sulla ragione ed il buon senso, anziché sulla fede cieca.
Apriti cielo: subito scendono in campo schiere folte ed agguerrite di sopravvissuti, a contestarmi.
In forza di un retaggio che pensavo assorbito dai tempi.
Devo dire che questo cristianesimo aprioristico mi preoccupa, riandando col pensiero alle violenze perpetrate in suo nome fino al recente passato.
Lo Stato laico dovrà ancora battagliare a lungo per fronteggiare le derive nostalgiche.
Però un fatto mi conforta: a giudicare dalle Chiese e seminari vuoti, dalla crisi vocazionale in atto da tempo, ecc. le cose si aggiusteranno per forza di natura, quando le ultime generazioni ancora ploranti saranno necessariamente azzerate dalla grande Falce per ragioni d’età.

B) - Non si perde.
Col tempo abbiamo imparato a condensare quantità enormi di informazioni in spazi cerebrali sempre più affollati.
Ma non sappiamo ancora dove e come sono fissate e conservate nella nostra memoria.
La memoria però non si perde.
Quindi è fasulla la convinzione che con la vecchiaia essa svanisca progressivamente.
E’ questione solo di maggiore lentezza a richiamare alla luce i ricordi, a causa dei riflessi rallentati dall’età.
Anzi l’immagazzinamento delle informazioni continua imperterrito anche da anziani.
Quindi è inutile che speriate che rimbambisca per liberarvi di me…

SIDDHARTA
22.10.2013


A) - Il genoma guerriero.

Secondo le scienze cognitive, l’uomo fin dai primordi ha insito nel genoma i geni per resistere alle avversità naturali e sopravvivere.
Quindi come una macchina da guerra preordinata a combattere.
Queste caratteristiche emulative l’hanno accompagnato fino al secolo scorso, in forza del suo ruolo esistenziale < guerriero >.
Ora che il benessere l’ha travolto e non avrebbe più ragione di pugnare, lo vediamo cadere in depressione, noia, stanchezza di vivere, irascibilità, ecc.
Le stesse piccole e grandi violenze individuali e di gruppo ( familiari, scolastiche ed altro ) e sociali ( evasioni fiscali, ruberie, corruzione, gang, mafia ecc. ) non sarebbero altro che valvole di sfogo legate alle primitive lotte di sopravvivenza.
Le guerre periodiche quindi parrebbero provvidenziali, azzerando milioni di uomini e  beni materiali.
Per poi leccarsi le ferite e ricominciare un nuovo daccapo.
Sarei tentato di credervi, pensando alle mie stupide litigate coniugali per futili motivi, al limite della rottura.
Seguite regolarmente dalla riappacificazione di coppia a pianificazione del tran tran quotidiano…
Intanto guardiamo agli sviluppi dell’attuale crisi economico-occupazionale: che sia anch’essa una forma di guerra?

B) - Sensibilità politica.

Un giorno, quando lavoravo, mi trovai con un noto politico locale attempato ad osservare dalla finestra del suo studio una manifestazione politico- sindacale di sinistra  nella piazza sottostante.
Fra l’altro protestavano isolati anche i Centri sociali cittadini, individuabili dai manifesti, abbigliamento sommario e trasandato, urla di protesta.
Il fine politico mi disse < E pensare che quando vado in Posta a riscuotere la pensione di 5 milioni al mese, un poco mi vergogno vedendo i vecchietti male in arnese in fila che mi osservano >!
Al che gli risposi < Vede quegli scalmanati dei Centri sociali? Se non ci fossero bisognerebbe  inventarli. Loro sono la nostra cattiva coscienza !>.
Scese il gelo e da allora quel sensibile politico mi diseredò…

SIDDHARTA

21.10.2013

22 commenti:

  1. Serenella Tozzi21 ottobre 2013 01:44

    "Intanto guardiamo agli sviluppi dell’attuale crisi economico-occupazionale: che sia anch’essa una forma di guerra?"
    Secondo me, sì, ci vogliono tutti morti.
    Per spolpamento.

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  2. mah... non ho mai capito che cosa ci sia di "sociale" nel devastare negozi di gente che fa fatica ad arrivare, lavorando, alla fine del mese.
    Avrei alcune ipotesi per illustrare a costoro il mio personalissimo concetto di "sociale", ma probabilmente non verrei compreso..

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    1. Se ti riferisci a B) - Sensibilità politica ( supra ), ho sempre pensato che gli attivisti dei Centri sociali, i black blog, ecc. se protestano violentemente, avranno pur qualcosa da dire.
      Ai miei tempi ho con insistenza sollecitato i politici locali che contavano ( al potere e all'opposizione ) di aprire un tavolo di discussione, valutazione e comprensione delle loro ragioni.
      Per assorbirne la violenza e ribellione.
      In fin dei conti < noi > mica avevamo la ricetta del giusto e della felicità.
      Ma mi sono sempre scontrato con la loro indifferenza ed anzi insofferenza: quei giovani marginalizzati andavano spazzati via, perchè disturbavano il guidatore, i suoi interessi e ideologia prepotente.
      A tutt'oggi non è cambiato niente, stessa chiusura e prosopopea.
      E adesso come allora i boiardi di stato mandano camionettate di proletari in divisa sottopagati a manganellare i figli di altri proletari.
      Siddharta

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  3. sono d'accordo sul A); penso che l'attuale situazione ricordi per molti versi una guerra - anche se assai diversa da quelle che abbiamo conosciuto sinora. Per altri versi, no.
    sul B) penso che pensare di spazzare via quei soggetti sia utopico tanto quante sono utopiche le loro manifestazioni. Credo, invece, che sarebbe interessante organizzare le stesse manifestazioni allo zen, alla garbatella, a quarto oggiaro, alla comasina... tutte zone dove il lumpenproletariat che questi signori pensano di tutelare (ammesso e non concesso che pensino) sarebbe ben lieto di discutere coi black block, utilizzando gli stessi argomenti di lor signori: spranghe, biglie, bottiglie incendiarie, e altri espressivi mezzi di conversazione.
    Non puoi metterti a discutere davanti ad un tavolo con un tale il cui primo pensiero è bruciare il tavolo (ammesso che pensi).
    Mutatis mutandis è lo stesso errore che fecero Francia ed Inghilterra pensando di poter discutere con Hitler. Monaco rese più cruenta la seconda guerra mondiale.
    C'è una frangia (perchè, ovviamente, è sempre una piccola frangia) con cui non puoi discutere. Tanto vale prenderne atto e, nella consapevolezza che non si può eliminare, cercare di ridurre i danni.

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    1. Ci sono momenti nella storia ove minoranze di straccioni e diseredati, espansesi a macchia d'olio, hanno spazzato via con violenza il marcio ormai in metastasi.
      Sono le c.d. rivoluzioni: poi la ruota riprende a girare.
      I fuorilegge preso il potere diventano legittimi, quinci a loro volta si tramutano in oppressori.
      E così all'infinito.
      Penso che da noi dopo 60 anni di pseudo-democrazia, una novella rivoluzione sia alle porte.
      Favorita dagli stravolgimenti finanziari, produttivi, occupazionali, ecc. globalizzati.
      Con un occhio attento alle imprevedibili-prevedibili conseguenze di milioni di afro-orientali in marcia...
      Sid

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    2. quindi la ruota gira. Appunto. Si torna sempre al punto di partenza. Quindi le rivoluzioni sono inutili, se va bene. Altrimenti dannose.
      http://www.youtube.com/watch?v=4dM3chlIiKk.
      I mutamenti veri li fa sempre solo quella che una volta veniva detta la maggioranza silenziosa. Senza rivoluzioni.

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  4. Commenti:
    Anonimo20 ottobre 2013 17:33
    La mia fantasia nell'infanzia non è andata mai oltre a come evitare di prendere le botte.
    Va da sè che da adulto ho poi sempre volato assai basso.
    Ho letto, Serenella compresa, ma il mio animo è rimasto freddo e distaccato.
    Vorrei dire tante cose, ma di certo non verrei compreso.
    Lontana/mente. Sid

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    Serenella Tozzi21 ottobre 2013 02:41
    Perché, caro Sid, pensi che non saresti compreso?
    Ho l'impressione che questo tuo sia un fenomeno di proiezione, vale a dire che tu attribuisca al tuo prossimo un pensiero che ti anima. Insomma, non ti capisci. :-)
    O, forse, inconsciamente non accetti qualche aspetto del tuo essere.

    Rubrus21 ottobre 2013 09:40
    Sono d'accordo con Sid. Anche io rimango freddo e distaccato quando si parla di argomenti non pertinenti rispetto all'oggetto del discorso come i fatti personali del commentatore. E' il malcostume "social" che tende ad infiltrarsi un po' in tutti i siti ed in tutti i blog. L'atteggiamento migliore è la noncuranza, in questi casi. In realtà penso che - a rifletterci bene - possa essere una forma di rispetto non solo verso l'autore del testo (se non ho nulla da dire sul testo, meglio che stia zitto) ma anche verso l'autore del commento. I fatti privati, in quanto privati, non finiscono in rete alla mercè del primo passante informatico.

    Anonimo21 ottobre 2013 10:21
    Cara Serenella, ho passato anni a cercare di capirmi, a vedere cosa non andasse in me, mal posizionato in questa società.
    Poi ho compreso, poco alla volta, che le grandi e piccole verità del prossimo ( politiche, economiche, religiose, ecc. ) erano e sono delle grandi bufale.
    Per fregare gli illusi, gli speranzosi, gli onesti, gli ingenui, il tutto a proprio profitto.
    In sostanza una minoranza opportunista e furbastra in oppressione della maggioranza.
    Queste disvelazioni, avvenute poco a poco, mi hanno sciolto da mille scrupoli fasulli, facendomi finalmente sentire vicino alla < verità >.
    Quella interiore, etica, la sola che possa consentire la piena libertà di pensiero.
    Sid

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    1. Ho postato questo interessante dibattito in sede più adatta, non me ne vogliano i commentatori
      Grazie :-).

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  5. Serenella Tozzi21 ottobre 2013 13:00

    Sono i valori morali che ognuno di noi possiede (appresi via via fin dalla primissima infanzia) che determinano il comportamento dell'uomo.
    Ognuno ricerca i criteri che gli consentano di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri: perché esiste un'etica soggettiva ed una oggettiva, e quest'ultima si pone in relazione coi valori comuni e le istituzioni.

    Credo, comunque, che attualmente il numero dei disillusi sull'etica , ossia sui comportamenti buoni e giusti, stia aumentando a dismisura, (sull'etica in generale e sull'etica professionale in particolare).
    Tutti dicono male di tutti, ma certi si dimostrano più numerosi e agguerriti di altri e, ciò nonostante, tutti continuano a sguazzare nei loro privilegi acquisti, a cui non intendono rinunciare.

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  6. Serenella, sono assolutamente d'accordo con te.
    La morale, nella stragrande maggioranza dei casi, è una cosa estremamente semplice, infantile, quasi (nel senso più nobile) La complichiamo solo quando vogliamo sfuggirle.
    Ci sono rari casi in cui effettivamente la questione morale è complessa, ma sono episodi circoscritti che non smentiscono il principio generale - che non è matematico e quindi può soffrire di eccezioni.

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  7. Caro Sid, tu pretenderesti che le folle a mani giunte che professano la loro fede portando avanti la croce di Cristo, si inginocchiassero al tuo passaggio dicendo ecce homo, ecco il verbo? Ah tu pretenderesti che argomentassero perlomeno le tue tesi miscredenti e si fermassero a riflettere? Impossibile, rassegnati, è tempo perso. Inoltre Fb non è la sede adatta per dibattiti di quel genere.
    Per quanto riguarda il secondo punto,
    la memoria è come una calamita, se la immergi da giovane in una scatola di chiodi, quelli che restano appiccicati sono molti, in vecchiaia non resta appiccicata che la polvere di ferro.

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    1. a proposito di niente, giusto una curiosità. Oggi ho ricevuto un messaggio di questo tipo:
      Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "frame - Paolo Nori - articolo":

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      Chi me lo traduce per favore?

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    2. Scendendo in campo esplicitamente ( illuminante <... portando avanti la Croce di Cristo > ) dai ragione alle mie premesse.
      Sì, credo anch'io che la spinta metafisica non verrà mai meno nell'uomo.
      A causa della sua finitezza, delle sue paure, della speranza di non cessare del tutto di esistere, di contare almeno qualcosa, di lasciare traccia di sè, ecc.
      Sì, il cristianesimo e le altre religioni in terra continueranno ancora ad esistere, grazie al loro enorme potere economico e capillarità organizzativa.
      Magari con altro nome ed altre forme.
      Magari, spero, con altri risultati,
      Poi, sai, io non pretendo niente, ci vorrebbe altro.
      Contribuisco solo a tener viva una disamina che si alimenta col confronto delle idee e delle convinzioni reciproche.
      Una contrapposizione vecchia quanto il mondo e che non avrà mai fine.
      Sid


















































































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    3. Sul messaggio misterioso.
      Potrebb'essere che il web sia impazzito, cifrando.
      Se fosse ancora vivo, Turing potrebbe darti una mano...
      Sid

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  8. Ognuno ha gli amici che si merita, se questo valga anche per fb non te lo saprei dire, sono poco pratico del luogo.
    Mi sono lasciato convincere ad aprire una pagina di acasadiframe per dare più visibilità al blog, sembrava che le sorti dello stesso dipendessero solo da questo, mentre nel nostro caso specifico questa regola non vale. L'attività del blog su fb è molto limitata e potremmo benissimo farne a meno, del resto non ho avuto molti riscontri positivi da questa prima esperienza, ma credo dipenda dal padrone di casa che non ci sa fare con le cosiddette relazioni pubbliche. Quando entro su fb ho l'impressione di affacciarmi ad un balcone del rione di Forcella a Napoli. Tutti strillano e sventolano la propria mercanzia, parlano dei cazzi loro perchè si sappia ciò che fanno, dicono e quasi mai ciò che pensano, infatti, scambi di opinioni interessanti se ne leggono pochi e se si escludono i saluti che trovo sia l'unica cosa positiva c'è poco altro. Senza voler generalizzare, per carità.

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    1. Una volta facevo la grappa in casa, clandestinamente.
      Usando gli scarti della frutta.
      E il distillato mi veniva sempre una gran schifezza.
      Poi mi spiegarono che dalla roba buona esce grappa buona, usando quella cattiva esce grappa cattiva.
      Lo stesso vale per il blog: viene bene solo con operatori buoni.
      Fb è un contenitore di poveracci, per lo più.
      E quindi non ci si può fare affidamento.
      Sid

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  9. Serenella Tozzi23 ottobre 2013 13:36

    Caro Franco, perché non vai su google traduttore per il messaggio misterioso?
    Io ci sono andata e pare sia una lettera fra commercianti; parla di panno dal taglio specifico, di plastica e di pelle, di manicotti funzionali e di stivali. Boh! Che spioni sti cinesi :-)))

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  10. Sul messaggio criptato.
    Serenella c'è riuscita, io no.
    Beata gioventù cresciuta a nutella e computer...
    Sid

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    1. Serenella Tozzi23 ottobre 2013 18:05

      Grazie Sid, per il beata gioventù ;-)
      Però hai ragione sul fatto della nuova generazione cresciuta a nutella e computer: questi ragazzi sembrano nati col mouse in mano. Quando non so come districarmi mi rivolgo alla mia nipotina di 9 anni.

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  11. Non avere troppa fretta di andartene... E poi chi me li scrive i pensieri cinici quotidiani?
    Parlo seriamente, non puoi permetterti di sparire senza prima aver trovato un degno sostituto per il blog. Se al momento non hai proseliti, discepoli, fans, eredi spirituali ebbene datti da fare.Il blog non può restare senza pensieri cinici quotidiani.
    Sì, sì lo so... morto un papa se ne fa un altro, però non tutti i papi sono eguali.

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  12. Serenella Tozzi24 ottobre 2013 21:31

    Io sono convinta, Sid, che tu avrai una vita lunghissima, e sai perché? Perché sei noncurante sul vivere o morire e, quindi, per dispetto, ti si lascerà vivere fino a 120 anni ed oltre.
    Le maledizioni lanciate dalla tua dipendente mi hanno fatto ricordare un aneddoto su Wiston Churchill. Si dice che una signora molto offesa verso Churchill, gli abbia sibilato adirata: "Se fosse mio marito le metterei del veleno nel caffè". E lui, molto tranquillamente: "E io, signora, lo berrei".
    Su Stalin preferisco non pronunciarmi, non vorrei deludere chi mi ritiene una signora educata.

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    1. Serenella Tozzi25 ottobre 2013 18:59

      Veramente la risposta di Churchill, tanto per essere esatti era stata: "Ed io, Signora, se fossi suo marito, lo berrei".
      Lo so, si capiva lo stesso, però, mi ero mangiata una parte.

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