mercoledì 9 ottobre 2013

Poesie nella rete: Salvo Scollo



TRILOGIA SULL’AMORE CONIUGALE

9.10.2013
etichetta: Poesie nella rete



La sposa radiosa è al braccio del papà
l’abito lungo la fa incespicare
mentre l’organo intona l’Ave Maria -
composti e assembrati gli invitati.

Un luccicore riga il loro viso
ma non per colpa della commozione
solo una mestizia frenata a stento
prevedendo già come andrà a finire.

***

T’invio e-mail colme di attenzione:
“Il lavoro procede bene?
I bambini mi chiedono di te”.
Passeggio nel giardino
i fiori a capo chino
come in sospirosa attesa.
Il cielo è azzurro intenso
il camino scoppietta allegro
il nostro disco graffia in sottofondo.
Niente di più dolce dell’amore
che al momento se ne sta lontano.

***

Giorno delle nozze da ricordare
con un gesto fuori dall’ordinario:
una cenetta intima senza i figli -
mano nella mano, coi camerieri
attorno sorridenti pure loro
per quegli sguardi e moine commuoventi.

Giusto festeggiarlo l’anniversario
perché lo sforzo grosso è alle spalle -
nel poco tempo che ormai rimane
è vivida, resiste la pazienza

nel doversi ancora sopportare.

3 commenti:

  1. Tutte e tre portano marchiato a fuoco il tuo stile, per chi ti segue da tempo, direi inconfondibile. Se da solo non conferisce merito perlomeno è una peculiarità alla quale tutti i poeti tendono e pochi la raggiungono.
    Verrebbe da dire che in quanto a cinismo fai concorrenza a un nostro amico comune, ma il tuo non si può definire disprezzo per la morale e rifiuto delle convenienze, semmai è disincanto e siccome non temo le rime aggiungerei, rimpianto. Un ahimè le cose stanno così mio malgrado mascherato da l’ironia, un non è colpa mia, non sono io il pessimista, sono i numeri a darmi ragione, ma non posso piangermi addosso, prendiamola così che è meglio.
    Insomma io non so fare commenti critici di un certo spessore e per questo mi scuserai, però accetta almeno i miei complimenti sinceri.

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  2. Serenella Tozzi9 ottobre 2013 14:15

    Le trovo simpaticamente ciniche, però, io ci vedo anche tanta bonaria ironia;
    bonaria, ripeto, capace di mettere in evidenza una delle facce della vita, perché si sa che nella vita non tutto è rose e fiori, e ci vuole pazienza, tanta.
    Forse è vero che oggi questa è diventata più rara, ma sono convinta che il matrimonio sia una costruzione, dove mattone su mattone si possa edificare una solida, indistruttibile opera che nessun terremoto potrà mai abbattere.
    Credo che sia proprio partendo da questa convinzione che Salvo possa concedersi questo cinismo poetico sull'amore.

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  3. La trilogia sembra piovere sul bagnato delle mie convinzioni di sempre, bollate da taluni come cinici attacchi al genere femminile.
    Ma son convinto che sia la dura realtà dei fatti ad imporsi.
    Tanto che questi testi sembrerebbero dei miei copia-incolla.
    Non c'è niente da fare.
    I due mondi umani sono in insanabile contrapposizione.
    Necessitati a contattarsi solo per esigenze riproduttive.
    Si badi al brocardo latino tanto illuminante < post coitum animal triste est >.
    I due corpi dopo il rapporto sessuale si staccano, reclamando autonomia individuale.
    Se non ci fosse la libido di mezzo ai soli fini generazionali, uomini e donne non solo non si annuserebbero, ma entrerebbero in competizione distruggendosi.
    La donna è una mantide religiosa che metaforicamente alla fine divora il maschio dopo la funzione sessuale: se lo tiene ancora alquanto è per esigenze di sussistenza e difesa della prole.
    Poi naviga verso altri lidi, paga del già fatto.
    L'uomo a sua volta è chiamato dalla natura ad impollinare quante più femmine possibili: il successo di una specie è dato dal numero il più grande possibile dei suoi membri.
    E allora la società civile?
    Nessuna civiltà, ma solo esigenza di sopravvivenza dei singoli gruppi sociali.
    Sotto il punto di vista scientifico, poi, nessuna meraviglia.
    Uomo-donna= yin-yang, positico-negativo, bene-male, ecc.
    Necessari perchè l'Universo - gli Universi funzionino.
    Colpevolizzarsi?
    Ma neanche per sogno, semmai i credenti ( se ve ne sono ) sanno a Chi rivolgere le loro lamentele...
    Siddharta

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